Feed aggregator

Salute in carcere: don Grimaldi (cappellani), “attese, lentezze, scarsità di risorse. Emergenza fasce deboli società qui è moltiplicata”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 14:03

Negli istituti di pena del nostro Paese è emergenza sanitaria. A delinearne lo scenario in un’intervista al Sir è don Raffaele Grimaldi, per 23 anni cappellano nel carcere di Secondigliano (Napoli) e da un paio d’anni ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, auspicando maggiore attenzione da parte della politica e la ripresa dell’iter della riforma dell’ordinamento penitenziario. “L’emergenza sanitaria nel nostro Paese riguarda tutte le fasce deboli della società – spiega -, ma negli istituti di pena è ulteriormente acuita perché la popolazione carceraria è estremamente vulnerabile. I detenuti sono realmente gli ultimi degli ultimi” e “i direttori dei penitenziari conoscono bene le grosse difficoltà per far venire uno specialista, per sottoporre i reclusi a visite, esami diagnostici e specialistici esterni, ricoveri e/o interventi chirurgici. Le procedure per autorizzazioni e permessi da parte dei magistrati e dei tribunali rallentano molto gli interventi sanitari e il problema si aggrava ulteriormente in presenza di detenuti in regime di alta sicurezza (41 bis). I tempi talvolta si allungano anche per mancanza di mezzi o personale per la scorta, pure in caso di interventi di emergenza”. Dei 198 istituti di pena (circa 58 mila detenuti) solo una quindicina dispone di un centro clinico-diagnostico, ma alcuni di questi non funzionano per mancanza di personale e/o di attrezzature.

Consulta nazionale antiusura: all’assemblea annuale di Assisi anche il card. Bassetti e mons. Galantino

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 13:47

“La lotta all’usura nell’esperienza francescana e nel servizio delle Fondazioni antiusura, oggi” è il tema dell’assemblea annuale/convegno della Consulta nazionale antiusura in programma ad Assisi il 22 e 23 giugno. A presiedere la liturgia della Parola che precederà i lavori, il pomeriggio di venerdì 22, sarà mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, mentre il cardinale presidente Gualtiero Bassetti presiederà la celebrazione eucaristica conclusiva di sabato 23, alle 12, presso la basilica inferiore. Fu il carisma francescano nel 1400 a dare vita ai cosiddetti Monti di pietà, delle proto-banche di micro-credito che avevano l’obiettivo di far uscire i poveri dalla condizione di vulnerabilità economica e dalla trappola dell’usura, ricordano i promotori. Oggi in Italia sono circa dieci milioni i cittadini in condizione di povertà relativa, contemporaneamente esposti al rischio di usura. Il fallimento delle famiglie per debiti è purtroppo divenuta una sofferenza di massa, che negli anni della prolungata recessione economica del Paese man mano si è cronicizzata. Si partirà dunque il 22 giugno alle 15 presso l’hotel Domus Pacis e la basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola. Dopo la liturgia della Parola interverranno fra gli altri mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino; mons. Alberto D’Urso, presidente Consulta nazionale antiusura; p. Giuseppe Renda, custode della basilica; Roberto Ciciani, dirigente generale Direz. V Dipartimento del Tesoro; Domenico Cuttaia, commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket-antiusura. Sabato 23 una tavola rotonda con Leonardo Becchetti, docente di economia all’Università di Roma “Tor Vergata”; p. Paolo Benanti, docente di teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana; Luciano Gualzetti, vice presidente Consulta; Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Consulta che presenterà la ricerca in anteprima assoluta su “Usura e azzardo nelle diverse Regioni italiane”. A concludere i lavori la messa presieduta dal card. Bassetti e i saluti di mons. D’Urso.

 

Ue: rapporto Easo. 32mila minori migranti arrivati in un anno in Europa, oltre 1.300 quelli soli

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 13:32

(Bruxelles) Nel 2017, 32.715 minori non accompagnati hanno fatto richiesta di protezione internazionale nell’Ue, la metà rispetto al 2016; la percentuale delle richieste dei minori non accompagnati rispetto all’insieme delle richieste si è attestata al 4%”. Ovvero oltre 1.300 minori soli sono giunti in Ue per chiedere protezione. Lo afferma il rapporto annuale Easo sulla protezione internazionale nell’Ue nel 2017. “Più di tre quarti di tutti i minori non accompagnati hanno fatto richiesta in cinque Paesi Ue: Italia, Germania, Grecia, Regno Unito e Svezia”. Il commento di Easo è il seguente: “La presenza di minori non accompagnati ha comportato una serie di sviluppi nei paesi Ue, tra i quali, in particolare, l’istituzione e il miglioramento di modalità specializzate di accoglienza e di cura alternativa, la revisione delle norme per la nomina dei tutori e accordi procedurali relativi alla valutazione e alla garanzia del miglior interesse del minore”. Analogamente, “le strutture e i servizi di accoglienza specializzati sono stati al centro degli sviluppi relativi ad altri gruppi vulnerabili e molti Paesi hanno creato strutture specializzate, nonché meccanismi di identificazione e di rinvio”. Inoltre “la società civile ha sottolineato la necessità di ulteriori sforzi da compiere” per l’accoglienza, cura e tutela dei minori migranti che giungono in Europa.

Ue: rapporto Easo. In Germania record di richieste di asilo, 222mila in un anno. Italia seconda con 128mila

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 13:26

(Bruxelles) La Germania continua a essere il Paese che riceve il maggior numero di richieste di protezione internazionale (222mila lo scorso anno) ed è anche in cima alla lista delle decisioni assunte in materia. Delle 996mila decisioni complessive nell’Ue nel 2017, 524mila (53%) sono giunte dalla Germania. Tra gli altri Paesi che hanno emesso un gran numero di decisioni su asilo e protezione internazionale “si annoverano la Francia (11% del totale Ue), l’Italia (8%), la Svezia e l’Austria (6% ciascuno)”. Per quanto riguarda l’accesso alla procedura, spiega ancora il rapporto Easo, nel 2017 “i principali paesi destinatari delle richieste di asilo sono stati Germania, Italia, Francia, Grecia e Regno Unito”. I primi quattro Stati sono rimasti nella stessa posizione del 2016, mentre il Regno Unito ha sostituito l’Austria come quinto principale Paese destinatario. “Questi cinque Paesi, complessivamente, corrispondevano ai tre quarti di tutte le richieste presentate nell’Unione”. La Germania è stata, come si diceva, il principale Paese destinatario per il sesto anno consecutivo di richieste di protezione internazionale. “Nonostante la riduzione del 70% delle richieste presentate nel 2017 rispetto al 2016, il numero totale di 222.560 richieste in questo Paese corrispondeva a quasi il doppio rispetto a qualunque altro Paese destinatario”. L’Italia è stata il secondo principale Paese destinatario, con 128.850 richieste, seguita dalla Francia, con oltre 100mila richieste totali”.

Disuguaglianze: società civile lancia la campagna “Chiudiamo la forbice!” per un mondo più giusto e solidale

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 13:16

“L’iniquità è la radice dei mali sociali” scrive Papa Francesco nella Evangelii Gaudium (202), invitando a lavorare sulle cause strutturali di un sistema economico che uccide, esclude, scarta uomini, donne e bambini. Per questo, in occasione del terzo anniversario dell’uscita della Laudato si’, un’ampia alleanza di soggetti promotori, aderenti e media partners ha lanciato la campagna triennale “Chiudiamo la forbice: dalle diseguaglianze al bene comune, una sola famiglia umana”. Obiettivo, un mondo più giusto e solidale. Per i promotori la diseguaglianza segna in maniera profonda tutte le società del pianeta causando ferite profonde e generando rabbia e malcontento sociale mentre, si legge in un comunicato, la paura diventa “il facile collante per un’agenda politica che crede di affrontare i problemi approfondendo i solchi che attraversano la società e il pianeta, e creando muri che generano nuove esclusioni e conflitti”. Di qui l’imperativo di “garantire ad ogni donna e ogni uomo che vive su questo pianeta la possibilità di vivere una vita dignitosa e piena, libera dalla paura e dal bisogno, in questa generazione e nelle generazioni future, affinché le migrazioni siano una scelta libera”. Occorre interrogarsi sulle cause e “cercare nuove soluzioni per una piena universalizzazione dei diritti, a partire dai ceti sociali più vulnerabili”. Tre, in particolare, gli ambiti sui quali si concentra la campagna: produzione e consumo del cibo, pace e conflitti, mobilità umana nel quadro delle nuove sfide sociali e climatiche, tra loro connesse, come indica Laudato si’. Strumenti principali per azioni diffuse sui territori sono il sito web, un documento base, tre concorsi nazionali, materiali per approfondimenti, l’apporto (social e non solo) di tutti. La campagna è promossa da Azione Cattolica, Caritas italiana, Cts, Fondazione campagna amica, Comunità Papa Giovanni XXIII, Earth Day Italia, Focsiv, Missio, Mcl e Pax Christi Italia. Hanno già aderito alcune realtà. Media partners sono Avvenire, Sir, RadioinBlu, Tv2000.

Giornata rifugiato: diocesi Forlì, domani un convengo sul “diritto d’asilo nelle città”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 12:36

Una giornata sul diritto d’asilo nelle città, per riflettere come “Essere rifugio”. È quanto organizza domani, martedì 19 giugno, il servizio Migrantes della diocesi di Forlì-Bertinoro nel salone comunale di Forlì. Il convegno si aprirà alle 17.15 con i saluti del sindaco Davide Drei, del vescovo mons. Livio Corazza, del prefetto Fulvio Rocco De Marinis e del questore Loretta Bignardi. Maria Cristina Molfetta, curatrice del Report Migrantes 2018, e Marco Borraccetti, docente di diritto europeo, presenteranno le scelte politiche nazionali e il quadro normativo europeo in materia di accoglienza. Seguirà la presentazione del contesto locale, dal servizio Sprar del comune di Forlì, alla accoglienza diffusa dei vari Cas, fino alle esperienze di ospitalità in famiglia. Modererà i lavori Chiara Marchetti, docente di sociologia delle relazioni interculturali all’Università degli studi di Milano.

Sermig: Torino, domani Marco Tarquinio in dialogo con giovani e città

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 12:25

“Prima il bene comune” è il titolo dell’incontro con il direttore di “Avvenire” Marco Tarquinio, in programma domani, martedì 19 giugno, alle 18.45 all’Arsernale della pace di Torino. “Vogliamo mettere al centro il bene comune, partendo dalle vicende del nostro Paese – spiega Ernesto Olivero, fondatore del Sermig – per capir cosa ognuno può fare per costruirlo”. L’incontro, ad ingresso libero e rivolto a giovani e adulti, sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Sermig. Al termine, per chi vorrà, la serata continuerà con l’incontro di preghiera del martedì, animato da oltre 30 anni dalla Fraternità del Sermig.

Migranti: vescovi sardi, “accogliere, promuovere, integrare”. Sì a corridoi umanitari, paure non condizionino scelte

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 12:21

“Questi fratelli e sorelle bussano alle nostre porte, in fuga da situazioni di vita insostenibili per la guerra o la fame”, e per i cristiani il comandamento di Cristo “è un prezioso banco di prova dell’autenticità della propria fede”. Si rivolgono anzitutto ai sacerdoti e ai fedeli sardi i vescovi della regione, che nel corso della loro riunione ordinaria dello scorso 12 giugno, sotto la presidenza di mons. Arrigo Miglio, fra i punti all’ordine del giorno hanno affrontato il tema dell’immigrazione. Di fronte al dibattito che contrappone chi è favorevole e chi è contrario e alle contrapposizioni tra schieramenti politici e i governi nazionali, i vescovi “continuano ad appoggiare le diverse iniziative di solidale e integrante accoglienza che sono state poste in essere in questi anni, anche nelle diocesi e nelle parrocchie italiane”, e “vedono un positivo approccio al problema nella pratica dei corridoi umanitari”, si legge in un comunicato diffuso oggi. Contestualmente richiamano alla riflessione di tutti il costante magistero di Papa Francesco che intendono rilanciare e diffondere. “Accogliere l’altro richiede un impegno concreto”, scrive tra l’altro il Pontefice invitando i governanti ad “accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, ‘nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, [per] permettere quell’inserimento'”. Un’accoglienza , afferma il Papa e i vescovi sardi con lui, che tiene conto delle “legittime paure fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano”, senza, tuttavia, che tali paure “determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte”. I vescovi ricordano che l’accoglienza deve garantire concretamente dignità e reale integrazione alle persone le quali, a loro volta, devono “conoscere, riconoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei paesi in cui sono accolti”.

Unitalsi: pellegrinaggio in Terra Santa e Egitto. Mons. Marcuzzo (Gerusalemme), “siate ambasciatori pace”. Ieri ricordato Giulio Regeni

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 12:14

“Siate ambasciatori di pace, non abbiate paura né qui né in Egitto”: lo ha detto mons. Giacinto Marcuzzo, vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina, durante l’incontro avvenuto sabato mattina nell’ambito del pellegrinaggio dell’Unitalsi in corso in questi giorni in Terra Santa e in Egitto, sui “Passi della Sacra Famiglia”. Salutando i circa 50 pellegrini partecipanti al viaggio, accompagnati da mons. Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo, e da mons. Anba Barnaba El Soriani, vescovo della diocesi Copto-ortodossa di San Giorgio a Roma, mons. Marcuzzo li ha esortati a “non avere paura perché qui in Israele e in Egitto c’è un’altissima considerazione del pellegrino. Vi posso assicurare che è molto raro che fedeli in viaggio possano essere maltrattati. Vivete con pazienza e senza fretta ogni momento del pellegrinaggio in particolare in Terra Santa, una terra che fa innamorare”. Da ieri il pellegrinaggio, guidato dal presidente sezione romana-laziale dell’Unitalsi, Preziosa Terrinoni, e dall’assistente regionale don Gianni Toni, è in Egitto. Previste visite al Cairo e a Wadi al Natrun e una serie di incontri con le massime autorità religiose locali ed istituzionali. Nella prima messa in terra egiziana, al Cairo, mons. Fumagalli ha ricordato Giulio Regeni, rapito e ucciso in Egitto nel 2016. Mercoledì 20 giugno, durante il tragitto che porterà il gruppo a far visita alle Chiese copte a Wadi Al Natrun, lungo la strada i pellegrini si fermeranno nel luogo dove fu ritrovato il corpo del giovane, per deporre un fiore e recitare una preghiera in suo ricordo. Il pellegrinaggio è stato organizzato in collaborazione con la diocesi di Viterbo e la Sib (Società italiana di beneficenza).

Congregazione Chiese Orientali: da domani la 91ª assemblea plenaria della Roaco

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 12:11

La situazione ecclesiale della Terra Santa, delle Chiese in Medio Oriente e la diaspora in Europa a causa dell’immigrazione e la conseguente cura dei fedeli orientali nei Paesi europei: sono questi i principali temi in agenda della 91ma assemblea plenaria della Roaco (Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali) che si svolgerà da martedì 19 a venerdì 22 giugno, presso l’Aula della Congregazione Generale della Casa Generalizia della Compagnia di Gesù, a Roma. Durante l’assemblea verrà commemorato il 50° anniversario della Roaco, presieduta dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Il programma prevede nella sessione del 20 giugno, dopo una messa celebrata dal prefetto nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, alcune considerazioni sulla situazione delle Chiese in Medio Oriente, con particolare attenzione alla Turchia, Siria Iraq e Terra Santa, con la partecipazione dei Rappresentanti Pontifici della Siria, il card. Mario Zenari; della Turchia, mons. Paul Russell; dell’Iraq e Giordania, mons. Alberto Ortega; nonché di mons. Segundo Tejado Muñoz, sotto-segretario del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale e del Vicario Apostolico di Anatolia mons. Paolo Bizzeti. Nella stessa giornata è previsto l’intervento di mons. Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Sarà anche oggetto di attenzione la situazione ecclesiale della Terra Santa, verificando nel contempo gli aiuti grazie ai proventi della Colletta del Venerdì Santo. Parteciperanno il delegato apostolico a Gerusalemme, mons. Leopoldo Girelli; il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, e il Vice Cancelliere della Bethlehem University, fr. Peter Bray. Il giorno 21 sarà interamente dedicato alla riflessione sul tema “Diaspora in Europa a causa dell’immigrazione e le sfide per la cura pastorale dei fedeli orientali in Europa”. Interverranno mons. Dominicus Meier, ausiliare dell’arcidiocesi di Paderborn e coordinatore per la cura pastorale dei fedeli orientali in Germania; mons. Stephen Chirappanath, visitatore apostolico per i fedeli siro-malabaresi in Europa; mons. Josyf Milan, coordinatore dei fedeli ucraini in diaspora; mons. Saad Sirop, visitatore apostolico dei fedeli caldei in Europa; mons. Yuriy Kolasa, vicario generale dell’Ordinariato bizantino in Austria, e Abba Petros Berga, coordinatore dei fedeli etiopi in Europa centrale. Il giorno 21 parlerà Jan Tombiński, ambasciatore dell’Unione Europea presso la Santa Sede e mons. Silvano Maria Tomasi, membro del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale sulla tematica dell’immigrazione. Venerdì 22 giugno i partecipanti all’assemblea saranno ricevuti in udienza da Papa Francesco. Durante i lavori verrà presentata una brochure commemorativa del 50° della fondazione della Roaco.

Ue: Tajani incontra a Vienna il cancelliere austriaco Kurz. “Su migrazione e asilo i cittadini aspettano risposte efficaci”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 12:07

(Bruxelles) “L’impegno dell’Austria per un’Europa che protegge, non poteva giungere in un momento più opportuno e decisivo. La crisi migratoria sta mettendo a serio rischio il progetto europeo col rischio di un ritorno ad una logica di frontiere nazionali. Mezzo miliardo di cittadini continua ad aspettare risposte efficaci che l’Unione non è ancora stata in grado di dare”. L’“esame di coscienza” sull’Ue questa volta arriva da una delle più alte cariche a Bruxelles, ovvero il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che domani sarà in visita ufficiale a Vienna per un incontro con il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz. Tajani avrà anche un incontro bilaterale con Kurz “per discutere le priorità del prossimo semestre di presidenza austriaca del Consiglio Ue”, che prenderà il via il 1° luglio. Il presidente dell’Eurocamera afferma oggi: “Il Parlamento europeo ha fatto la sua parte approvando una riforma del sistema di asilo europeo che concilia fermezza e solidarietà. Mi appello ai capi di Stato e di governo affinché trovino un accordo al prossimo Vertice”, il 28 e 29 giugno, “partendo da questo testo”. Il Parlamento europeo lavorerà, spiega lo stesso Tajani, “con la presidenza austriaca sulle diverse priorità del semestre: oltre alla lotta all’immigrazione clandestina, sicurezza, prosperità e competitività e una politica di vicinato stabile, basata su una chiara prospettiva europea per i Balcani occidentali e l’Europa sudorientale”. “Invito, inoltre, l’Austria ad inserire l’Africa tra le priorità in cima all’agenda della sua presidenza”.

Avis: Gianpietro Briola è il nuovo presidente nazionale

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 11:57

Gianpietro Briola è stato eletto ieri dal Consiglio nazionale nuovo presidente di Avis nazionale. Di Orzinuovi (Brescia), 55 anni, è dirigente medico presso l’Asst Garda, responsabile del Pronto Soccorso, e ha un lunga esperienza di volontariato avisino. In Avis è stato infatti vicepresidente vicario di Avis nazionale e presidente di Avis provinciale Brescia. E’ stato anche presidente del Centro servizi volontariato di Brescia e componente del direttivo del Centro nazionale sangue. “Ringrazio il Consiglio nazionale – ha dichiarato dopo la nomina – per la fiducia e il presidente uscente, Alberto Argentoni, per il lavoro svolto. Mi metto al servizio di Avis, dei suoi volontari e dei suoi donatori con passione. Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri 91 anni di storia ed essere pronti ad affrontare tutte le sfide che ci attendono, dal nostro ruolo nel sistema trasfusionale al completamento della riforma del terzo settore”.

Diocesi: mons. Visco (Capua) ai giovani, “trasmettete la gioia e la speranza che vengono dal Signore”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 11:36

“Trasmettete quella gioia e quella speranza che viene solo dall’unità con nostro Signore”. Questo l’invito che mons. Salvatore Visco, arcivescovo di Capua, ha rivolto ieri pomeriggio, domenica 17 giugno, ai giovani che hanno partecipato alla quinta tappa del cammino “Verso il Sinodo dei giovani”. Al centro dell’incontro, che si è svolto nell’auditorium “Mons. Pasquale D’Anna” della parrocchia di San Michele arcangelo a Casagiove, è stato il tema “Tu seguimi”. Nella catechesi – si legge sul sito del settimanale dell’arcidiocesi di Capua, Kairosnews – mons. Lucio Lemmo, vescovo ausiliare di Napoli e delegato per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale campana ha invitato i giovani ad iniziare a riconoscere Gesù in ognuno di noi, a prendersi cura di chi è vicino e a seminare speranza.

Migranti: Santa Sede, appello ai media per “diffondere informazioni certe e dimostrate sui flussi”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 11:22

“Chiediamo a tutti i mezzi di comunicazione che contribuiscano, secondo le loro possibilità, a diffondere informazioni certe e dimostrate sui flussi migratori e a dissipare quelle che generino unicamente percezioni negative dei migranti”. Si è concluso con questo appello il Colloquio su Migrazione Internazionale Santa Sede – Messico, svoltosi nei giorni scorsi, al termine del quale si è concordato di tenere una nuova edizione in Vaticano. “Giustizia, solidarietà e compassione”: sono queste – si legge nel comunicato conclusivo, diffuso oggi dalla sala stampa della Santa Sede – le parole-chiave affidate dal Papa nel suo messaggio ai partecipanti, in cui Francesco ha auspicato una “responsabilità globale e condivisa della migrazione internazionale”, partendo dall'”atteggiamento fondamentale” di “uscire all’incontro dell’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo”. Il governo del Messico, da parte sua, riafferma il suo impegno “affinché il patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare sia un strumento per trasformare visioni di corto respiro e introspettive in prospettive ampie e umane”. La Chiesa cattolica in Messico, in particolare, ha deciso di “impegnarsi in favore dei migranti, mettendo in pratica i 4 verbi lanciati da Papa Francesco nella Giornata mondiale del migrante 2018 – accogliere, proteggere, promuovere ed integrare – promuovendo la cultura dell’incontro”. “Capire la complessità dei movimenti migratori contemporanei che ubbidiscono a cause multiple, e che molte volte sono determinate da situazioni di conflitto, disastri naturali, povertà e dalla ricerca di migliori condizioni di vita e di opportunità”, il primo imperativo su cui Santa Sede e Messico concordano. “I bambini sono quelli che più stanno soffrendo le conseguenze delle migrazioni forzate”, si legge nel comunicato, in cui entrambe le parti s’impegnano a “insistere sulla centralità della persona umana in ogni esercizio politico, compreso quello diretto a regolamentare i flussi migratori, riaffermando l’inviolabilità dei diritti umani e della dignità di ogni essere umano che si sposta”. “Impegnarsi per una governance globale dei flussi migratori, fondata sulla corresponsabilità di tutti gli attori istituzionali e privati, al fine di assicurare una migrazione sicura, ordinata e regolare a vantaggio di tutte le persone interessate, e che aiuti a generare le condizioni affinché la migrazione sia una decisione volontaria e non una necessità”, l’altro imperativo comune. Di qui l’intenzione di “continuare a contribuire attivamente al processo che porterà le Nazioni Unite ad adottare un patto mondiale per una migrazione sicura, regolare e ordinata nel corso di questo anno”, armonizzando tale patto con il patto mondiale sui Rifugiati. “Ci impegniamo a promuovere la realizzazione delle condizioni necessarie affinché tutti i migranti possano arricchire le società riceventi coi loro talenti e capacità e, contemporaneamente, contribuire allo sviluppo sostenibile a livello locale, nazionale, regionale e globale”, si legge ancora nel comunicato.

Papa Francesco: a Santa Marta, con la “comunicazione calunniosa” e la “seduzione degli scandali” si distruggono persone e istituzioni

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 11:17

Si comincia con una bugia e, “dopo aver distrutto sia una persona sia una situazione con quella calunnia”, si giudica e si condanna. È il meccanismo della “comunicazione calunniosa”, stigmatizzato dal Papa nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta. “Anche oggi, in tanti Paesi, si usa questo metodo: distruggere la libera comunicazione”, la denuncia di Francesco: “Per esempio pensiamo: c’è una legge dei media, di comunicazione, si cancella quella legge; si dà tutto l’apparecchio della comunicazione a una ditta, a una società che calunnia, dice delle falsità, indebolisce la vita democratica. Poi vengono i giudici a giudicare queste istituzioni indebolite, queste persone distrutte, condannano, e così va avanti una dittatura. Le dittature, tutte, hanno incominciato così, con adulterare la comunicazione, per mettere la comunicazione nelle mani di una persona senza scrupolo, di un governo senza scrupolo”. “Anche nella vita quotidiana è così”, ha sottolineato il Papa: se si vuole distruggere una persona, “incomincio con la comunicazione: sparlare, calunniare, dire scandali”. “E comunicare scandali è un fatto che ha una seduzione enorme, una grande seduzione”, il monito di Francesco: “Si seduce con gli scandali. Le buone notizie non sono seduttrici: ‘Sì, ma che bello che ha fatto!’. E passa… Ma uno scandalo: ‘Ma hai visto! Hai visto questo! Hai visto quell’altro cosa ha fatto? Questa situazione… Ma non può, non si può andare avanti così!’. E così la comunicazione cresce, e quella persona, quella istituzione, quel Paese finisce nella rovina. Non si giudicano alla fine le persone. Si giudicano le rovine delle persone o delle istituzioni, perché non possono difendersi”.

Diocesi: Bari-Bitonto, oggi taglio del nastro per “Casa Ain Karen”. Ospiterà donne in difficoltà

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 10:49

È stata chiamata “Casa Ain Karem” e nasce da un progetto della Caritas di Bari-Bitonto con l’obiettivo di offrire accoglienza a donne in difficoltà. La struttura, adiacente all’Istituto delle terziarie francescane alcantarine di Bari, sarà benedetta questo pomeriggio, alle 17.30, dal vescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci. Realizzata in collaborazione con la cooperativa sociale “Mi stai a cuore”, grazie ad un contributo del fondo 8xmille della Cei, “Casa Ain Karem” sarà un centro per l’autonomia e il reinserimento sociale di donne sole sia italiane che extracomunitarie con difficoltà economiche e di carattere sociale. La struttura di tipo residenziale dispone di 5 camere per un totale di 10 posti, una cucina per facilitare e favorire l’autonomia abitativa e una sala laboratorio per attività ricreative e di animazione utili alla gestione del tempo. L’accoglienza nella struttura potrà avere una durata massima di 6 mesi e alle ospiti della casa saranno offerti percorsi educativi personalizzati, supportati dalla presenza di un equipe psico-socio-educativa. Il progetto di “Casa Ain Karem” prevede, inoltre, l’attivazione di corsi di formazione specifici, il cui intento è quello di dare alle ospiti della struttura e a quelle donne che, pur non accolte nella casa ne facciano richiesta, l’opportunità di sperimentarsi a partire dalle loro competenze e abilità, per poter puntare così al reinserimento sociale e lavorativo. All’inaugurazione, questo pomeriggio, insieme a mons. Cacucci, saranno presenti il direttore della Caritas di Bari-Bitonto, don Vito Piccionna, la superiora della provincia italiana delle Francescane alcantarine, sr. Mariella Verani, sr. Mariarosa Imperatore, vicedirettrice della Caritas di Bari-Bitonto, e l’assessore al welfare di Bari, Francesca Bottalico.

Nicaragua: mentre il Dialogo nazionale prosegue, ancora violenza. Una famiglia bruciata viva a Managua

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 10:41

Il Nicaragua continua a vivere giornate difficili, segnate dai lenti progressi al tavolo del Dialogo nazionale, ma anche da nuove violenze contro la popolazione civile. Il fatto più grave si è verificato nella notte tra venerdì e sabato a Managua, dove sei persone di confessione evangelica, tra cui due bambini, sono morte bruciate vive nella loro casa, attaccata da bande di paramilitari. Stando alle testimonianze il capofamiglia, pastore evangelico, si sarebbe rifiutato di “prestare” la sua abitazione a dei franchi tiratori. In seguito agli spari dei paramilitari, la casa avrebbe preso fuoco anche a causa della presenza nello stabile di un negozio di cuscini, particolarmente infiammabili. Nella giornata di sabato l’arcidiocesi di Managua ha emesso un duro comunicato nel quale chiede “che cessino la violenza e le morti causate da coloro che in modo codardo si nascondono nell’anonimato. Nel nome di Dio vi chiediamo di porre fine alla strage contro un popolo indifeso”.

Nel frattempo, durante la giornata di sabato è proseguito il Dialogo nazionale, che ha deciso la composizione delle commissioni incaricate di lavorare sui punti prioritari: la Commissione di verifica e sicurezza, la Commissione per la democratizzazione (incaricata di lavorare sull’agenda delineata dai vescovi, che prevede l’anticipo delle elezioni presidenziali al 31 marzo 2019 e l’approvazione di una nuova legge elettorale) e il Tavolo giudiziale. I tre gruppi di lavoro sono composti da rappresentanti del Governo e dell’Alleanza civica per la giustizia e la democrazia (formata dai rappresentanti della società civile, soprattutto studenti, imprenditori e contadini), con la presenza della Chiesa come osservatrice e mediatrice. I lavori del Dialogo proseguiranno anche oggi e domani. Ai lavori di sabato è stato presente il nuovo nunzio mons. Waldemar Stanislaw Sommertang, che ieri ha presieduto la messa di insediamento in Cattedrale, a Managua.

Consiglio d’Europa: in agenda la relazione annuale sul razzismo e la legge ungherese “Stop Soros”. Delegazioni in Turchia e Macedonia

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 10:33

(Strasburgo) La “Commissione di Venezia”, organismo del Consiglio d’Europa che si occupa di democrazia e diritto, nella riunione del 22-23 giugno studierà la “compatibilità” del progetto di legge del governo ungherese, il cosiddetto “Stop Soros”, sulla lotta all’immigrazione clandestina con le norme internazionali sui diritti umani; è prevista la pubblicazione di un “parere”, preparato congiuntamente con l’Ufficio Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani. È attesa per il 22 giugno anche la pubblicazione della relazione annuale della Commissione del Consiglio d’Europa contro il razzismo (Ecri), sulle principali tendenze in Europa quanto a razzismo, discriminazione razziale, xenofobia, antisemitismo e intolleranza. Tra gli eventi dell’agenda settimanale del Consiglio d’Europa si segnala la conferenza annuale dei direttori delle prigioni e dei servizi di probazione (19-20 giugno, Jõhvi, Estonia): scambio di buone pratiche sui temi della gestione dei penitenziari, con un focus sul personale. Una delegazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio (Apce) sarà in Turchia tra il 22 e il 25 giugno per monitorare le elezioni presidenziali e legislative, mentre un’altra è a Skopje (18-20 giugno) per valutare i progressi compiuti dalla “Ex-repubblica jugoslava di Macedonia”. Il 22 giugno a Bruxelles, il presidente Apce Michele Nicoletti, avrà una serie d’incontri con responsabili delle istituzioni dell’Unione europea, tra cui l’Alto rappresentante Federica Mogherini.

Commercio estero: Istat, ad aprile lieve aumento per import (+0,1%) ed export (+0,7%). Prezzi all’importazione dei prodotti industriali +0,6% su marzo

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 10:23

Ad aprile 2018 si stima un lieve aumento congiunturale sia per le esportazioni (+0,1%) sia per le importazioni (+0,7%). La lieve crescita congiunturale dell’export è la sintesi dell’aumento delle vendite verso i mercati Ue (+0,9%) e della flessione verso l’area extra Ue (-0,9%). Lo rende noto oggi l’Istat diffondendo i dati su “Commercio con l’estero e prezzi all’import”. “Nonostante la debolezza della dinamica congiunturale, le esportazioni – spiega l’Istituto nazionale di statistica – mantengono un tasso di crescita elevato su base annua” che risulta pari a +6,6% e coinvolge sia l’area Ue (+8,0%) sia i Paesi extra Ue (+4,8%). “La correzione per gli effetti di calendario – si legge in una nota – porta la variazione dell’export a +3,5% e quella dell’import a +5,5%”.
Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante all’aumento tendenziale dell’export nel mese di aprile, si segnalano macchine e apparecchi n.c.a. (+7,1%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+11,3%), apparecchi elettrici (+12,3%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,4%)”.
Stando ai dati diffusi dall’Istat, su base annua, i Paesi che contribuiscono maggiormente alla crescita delle esportazioni sono Germania (+12,1%), Francia (+9,2%), Stati Uniti (+6,0%), Svizzera (+11,2%) e Regno Unito (+7,0%).
Nel periodo gennaio-aprile 2018, la crescita tendenziale dell’export è pari a (+4,1%) ed è principalmente determinata da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,7%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,1%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+2,8%) e prodotti tessili e dell’abbigliamento, pelli e accessori (+3,6%).
L’Istituto nazionale di statistica stima poi che il surplus commerciale diminuisca da +3.603 milioni ad aprile 2017 a +2.938 milioni ad aprile 2018. Nei primi quattro mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +10.470 milioni (+22.975 milioni al netto dei prodotti energetici).
Inoltre, nel mese di aprile 2018 si stima che l’indice dei prezzi all’importazione aumenti dello 0,6% su marzo 2018 e dell’1,5% su base annua. Al netto dei prodotti energetici l’indice aumenta dello 0,1% in termini congiunturali, mentre diminuisce dello 0,2% in termini tendenziali.

Colombia: Duque è il nuovo presidente con il 54%. Preoccupazione per il futuro degli accordi di pace

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 10:20

La destra di Álvaro Uribe Vélez, come ampiamente previsto dai sondaggi, torna al potere in Colombia. Iván Duque, del Centro democratico, a capo di un’alleanza conservatrice e contraria agli accordi di pace con le Farc, è il nuovo presidente della Colombia. Ieri nel ballottaggio ha battuto Gustavo Petro, candidato della sinistra, a capo della lista “Colombia Humana”. Una vittoria netta ma non schiacciante, quella di Duque, che ha ottenuto il 54% dei voti (per un totale di circa 10 milioni e 300mila voti), contro il 41,8% di Gustavo Petro (circa 8 milioni di voti) e il 4,2% di schede bianche (che in Colombia vengono comunque contate in percentuale). Duque trionfa nel cuore del Paese, lungo le cordigliere. Petro vince invece a Bogotá, lungo la Costa pacifica, nel Sud del Paese e in alcune zone lungo la costa atlantica. E per la prima volta nella storia della politica colombiana la sinistra ottiene un consenso superiore al 40%. Ha votato il 53% dell’elettorato, più o meno come al primo turno. Una percentuale bassa, come da tradizione, ma complessivamente questa tornata elettorale ha mostrato un progresso rispetto al dato storico delle elezioni colombiane. Anche se quello dell’accordo con le Farc non è stato il tema più presente nella campagna elettorale, resta la preoccupazione per l’implementazione della pace. Duque ha infatti dichiarato più volte l’intenzione di modificare in alcuni aspetti (senza specificare bene quali) l’accordo di pace, già firmato e blindato in Costituzione, e di interrompere il dialogo dell’Avana con l’Eln.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie