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Giovani: Bracciali (Acli), “nel modo di pensare precario dobbiamo ridare il giusto valore e la giusta identità al lavoro”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 13:18

“Nel modo di pensare precario dobbiamo ridare il giusto valore e la giusta identità al lavoro perché il rischio è che la china intrapresa porti i giovani a pensare l’esperienza del lavoro non tanto come una forma crescita ma solamente come dei momenti di passaggio che non hanno pertinenza rispetto alla comunità e alla costruzione di se stessi”. Lo ha affermato questa mattina Matteo Bracciali, coordinatore nazionale dei giovani delle Acli, presentando la ricerca “Il Ri(s)catto del presente. Giovani italiani, expat e seconde generazioni (G2) di fronte al lavoro e al cambiamento delle prospettive generazionali” nel corso della conferenza stampa in cui, alla Camera dei deputati, si sono anticipati alcuni temi al centro del 50° incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà dal 14 al 16 settembre a Napoli. L’indagine ha riguardato poco più di 2500 ragazzi: 1755 sono giovani italiani, 535 invece gli “expat”, cioè ragazzi italiani che vivono all’estero dal almeno sei mesi, e 229 i giovani stranieri di seconda generazione. Nel fornire alcuni dei dati più rilevanti, Bracciali ha evidenziato che siamo di fronte ad una “generazione che pensa precario, per la quale il tema del lavoro non è più trattato come un moloch ideologico ma la scelta è quella di percorrere l’esperienza lavorativa come si gestisse e si trattasse una merce”. “Il dibattito pubblico – ha aggiunto – risulta spesso falsato da alcuni preconcetti affibbiati ad una generazione che è molto varia”. Bracciali ha evidenziato le diversità tra le diverse categorie indagate nella soddisfazione nel lavoro, nella percezione dell’adeguatezza della retribuzione, nella valutazione del percorso formativo seguito. Rispetto al “lavoro in deroga”, ha spiegato, “solo l’11% ritiene che le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori possano fare qualcosa per difendere il lavoro”. Ma “i giovani sentono l’esigenza di tutela” e “il 30% ritiene che l’autoorganizzazione più essere una risposta alla mancata tutela che sindacati e istituzioni non danno più”. Bracciali ha inoltre sottolineato come i giovani siano disposti alle concessioni della “mobilità e del lavoro in nero, entrambe al 35%” per evitare di essere licenziato ritenendo “non sono praticabili” le strade “della formazione e del continuare con la ricerca di lavoro aspettando che si presenti una buona occasione”. “Solo un giovane su 10 – ha concluso si dice indisponibile a qualsiasi concessione; una strettissima minoranza che ritiene di porsi in maniera totalmente difensiva rispetto al mondo del lavoro che cambia”.

Giovanni XXIII: Ramonda (Apg23), “una forzatura farlo diventare patrono dell’Esercito”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 12:39

“La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, è sorta sul sogno di migliaia di giovani di donare la propria vita in una forma nonviolenta a servizio del Paese, nel bene comune e soprattutto nella condivisione con i più poveri, scegliendo la possibilità del servizio civile e dell’obiezione di coscienza all’uso delle armi”. Questo è il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità di don Benzi, in merito alla decisione di nominare San Giovanni XXIII patrono dell’Esercito Italiano. “Tra le nostre fonti di ispirazione c’è proprio il Magistero di pace di Papa Giovanni XXIII e il suo modo di operare sempre teso a favorire l’incontro e non il conflitto – prosegue Ramobda -. Famosa è la sua frase: ‘Insistete su ciò che vi unisce piuttosto che su ciò che vi divide’, spesso citata dal nostro fondatore. Ci sembra decisamente una forzatura farlo diventare patrono di un esercito. Ci sembrerebbe più opportuno che il Papa Buono potesse essere patrono degli operatori di pace, a partire dai tanti giovani che svolgono con noi il servizio civile nelle zone di conflitto, per ‘sanare le ferite e costruire ponti’, come ha recentemente invitato a fare Papa Francesco. Preghiamo che il Signore illumini i cuori per una scelta che tenga conto del sentire dell’intero popolo di Dio”.

Sinodo giovani: Di Pietro (docente), “educarli a prudenza, precauzione, responsabilità”. Creare una rete per la salute inter-facoltà e inter-università.

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 12:38

I malesseri più riferiti dagli studenti universitari sono mal di testa, dolore allo stomaco, difficoltà a dormire. Alla seconda giornata del seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento” promosso  dall’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma, 11 – 14 settembre), Maria Luisa Di Pietro, docente alla Facoltà di medicina dell’Ateneo, ha appena presentato i dati di uno studio sugli stili di vita degli universitari. “La promozione della salute – afferma – parte dalla prevenzione e dalla promozione di stili di vita salutari; chiama in causa le istituzioni ma anche la responsabilità individuale della persona”. Di qui ‘importanza di “interventi educativi per formare alla prudenza, alla precauzione e alla responsabilità e per informare sulla necessità di stili di vita corretti”. Per Di Pietro, “occorre potenziare il ruolo delle università, ad esempio rendendo disponibili frutta e verdura nei bar e nei distributori automatici, incoraggiando le attività sportive, formando all’uso dei social, organizzando un team di medici e psicologi pronti ad ascoltare gli studenti in condizioni di sofferenza”. Importante anche favorire lo scambio di esperienze e strategie tra gli atenei e lo sviluppo di progetti congiunti; creare insomma “una rete per la salute” inter-facoltà e inter-università.

Consiglio d’Europa: “lottare contro segregazione scolastica di ragazzi disabili, rom e migranti”. 12 raccomandazioni

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 12:36

(Strasburgo) “Lottare contro la segregazione scolastica con l’educazione inclusiva” è il titolo del documento che la Commissione per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa ha pubblicato oggi. “Molti Paesi europei ancora rifiutano di scolarizzare migliaia di bambini (con disabilità, rom, rifugiati e migranti) in un regime di uguaglianza e li inseriscono in istituzioni separate, a danno dei diritti dei bambini e con notevoli conseguenze negative”, ha denunciato Nils Muižnieks, commissario per i diritti dell’uomo. È dovere degli Stati garantire a tutti i bambini “istruzione di qualità senza discriminazioni”, nel rispetto di uno dei diritti fondamentali dell’infanzia, ma anche per “garantire l’acquisizione degli atteggiamenti essenziali alla vita in società, in interazione con altri bambini”, dare diplomi riconosciuti a tutti senza compromettere il futuro lavorativo e sociale, evitare “conseguenze negative sulla coesione sociale e la riconciliazione delle società multietniche”, si legge nel documento. Si trovano anche “12 raccomandazioni per l’elaborazione di politiche educative più inclusive”, che vanno da adeguate leggi contro la discriminazione, a strategie di desegregazione delle scuole e una migliore regolamentazione delle ammissioni scolastiche. “Un sistema in cui tutti imparano insieme” non è un “progetto utopico, ma un obiettivo realizzabile per assicurare parità di trattamento per tutti e migliorare nel lungo periodo la coesione sociale”, ha dichiarato il commissario.

Sinodo giovani: Di Pietro (docente), “Sportello salute” per gli studenti. Frequenti stress e stili di vita non sani

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 12:32

Per molti giovani gli studi universitari comportano “un trasferimento geografico, una vita nuova fuori casa, la sperimentazione di nuove relazioni. Soprattutto chi vive in situazioni protette manifesta una certa difficoltà a proiettarsi all’esterno” e questi cambiamenti di vita “possono essere associati a stress dal punto di vista fisico e psicologico”. A farlo notare è Maria Luisa Di Pietro, docente alla Facoltà di medicina dell’Università cattolica, che questa mattina ha presentato uno studio sugli stili di vita degli universitari. Prendendo la parola al seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento” in corso presso l’Ateneo fino al 14 settembre, Di Pietro illustra il progetto “Sportello salute giovani”, attivato dal 2011 al 2014  per prevenire comportamenti a rischio e indirizzare i giovani alle strutture idonee secondo le diverse esigenze. Il progetto è stato attuato attraverso cinque fasi. Gli sportelli sono rimasti aperti da dicembre 2011 a marzo 2013 offrendo servizi di medicina generale, ginecologia, andrologia, psichiatria, counselling psicologico, richieste su stili di vita salutari (alimentazione e sport).
Dai questionari somministrati in via preliminare in tredici università di sette regioni italiane (12mila distribuiti; 9.200 raccolti) emerge, fra l’altro, che il consumo di sostanze energizzanti tra gli studenti è molto più elevato che quello di frutta e verdure. L’11,2% è in sovrappeso, il 25,8% non svolge attività fisica, lo 0,9% consuma sostanze dopanti. Il 24% fuma sigarette, il 40% dichiara di avere fumato almeno una canna negli ultimi due mesi; il 2% ha usato altre droghe (cocaina); l’89% beve in modo raro birra vino o alcol, il 42% ogni settimana. Per quanto riguarda i comportamenti sessuali; il 19,7% ha “debuttato” prima dei 15 anni, il 66,4% usa contraccettivi, il 74% ha rapporti sessuali ma il 18,5% delle ragazze e il 13% dei ragazzi non ne ha mai avuto. Mentre il 21,6% delle studentesse ha usato la “contraccezione d’emergenza”, la salute riproduttiva risulta generalmente trascurata, soprattutto dai maschi: il 66% dei ragazzi non è mai andato dall’andrologo, e quando viene diagnosticato un problema di infertilità in età adulta è spesso troppo tardi per intervenire.

Salesiani: è stato liberato don Tom Uzhunnalil, rapito in Yemen 18 mesi fa

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 12:24

“Il salesiano missionario indiano don Thomas Uzhunnalil, sequestrato oltre 18 mesi fa in Yemen da un gruppo di guerriglieri, è stato liberato. Ad annunciare la notizia sono stati i media indiani, secondo i quali il religioso salesiano si trova ora a Muscat, in Oman. La conferma ufficiale è arrivata da un tweet del ministro degli Esteri indiani, Sushma Swaraj”. Lo si legge in una nota appena diffusa da Infoans, l’agenzia di informazione salesiana. “Don Uzhunnalil – ricorda la nota – era stato rapito da un commando di uomini armati il 4 marzo 2016, durante un attacco alla casa delle Missionarie della Carità di Aden, in Yemen, nel quale morirono 16 persone, tra cui 4 religiose”.

Papa Francesco: mons. Emil Paul Tscherrig è il nuovo nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 12:05

Il Papa ha nominato nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino mons. Emil Paul Tscherrig, arcivescovo titolare di Voli, finora nunzio apostolico in Argentina.

Terremoto Centro Italia: Csi Perugia, nasce il progetto “Pronto Intervento Gioco” per intrattenere giovani e famiglie terremotate di Norcia

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 12:04

Una grande festa dello sport, dedicata a Norcia, città ferita dal sisma del 24 agosto e del 30 ottobre, e a tutti i suoi abitanti e giovani. È quanto propone il Centro sportivo italiano (Csi) di Perugia, grazie al contributo della Fondazione Cassa di risparmio del capoluogo umbro, che nei giorni di sabato 16 e domenica 17 settembre, in piazza San Benedetto, allestirà un vero e proprio “Villaggio dello sport”, con tanto di attrezzature e gonfiabili per i più piccoli. Per l’occasione verrà presentato anche un nuovo progetto denominato “Pronto Intervento Gioco” che intende dare una risposta concreta ai bisogni delle popolazioni colpite dal terremoto, soprattutto ai più giovani. Ogni settimana animatori, allenatori e dirigenti, arriveranno a Norcia per intrattenere attraverso il gioco e lo sport bambini, ragazzi e famiglie terremotate. Momenti di festa ludico-sportiva quindi, di gioco, di attività fisica guidata e di socialità che contribuiscano a rieducare la popolazione ai veri valori della vita e perché no, regalare qualche momento di sano e semplice svago. L’obiettivo primario è quello di riportare la serenità laddove i casi della vita purtroppo l’hanno cancellata. Attraverso lo sport si vuole far capire come sia indispensabile e, allo stesso tempo, semplice recuperare momenti di leggerezza e come lo stare insieme nella quotidianità possa contribuire al benessere delle persone. Previsto anche l’acquisto e l’utilizzo di un “Ludobus” ossia piccolo furgone da far girare in modo itinerante nei comuni vicini all’epicentro del sisma, allo scopo di animare, attraverso il gioco e lo sport, le popolazioni terremotate. L’intero progetto avrà la durata di un anno intero. Sempre sabato 16 alle ore 18, presso il Centro Boeri di Norcia, si svolgerà il convegno intitolato: “Csi e giovani, sport è social”. Sarà questo un incontro dedicato alla sempre più attuale tematica dell’abbandono dell’attività sportiva da parte dei ragazzi.

Confraternite: Formia, domenica il 14° Cammino di fraternità del Lazio

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 11:47

Sarà Formia ad ospitare domenica 17 settembre il 14° Cammino regionale di fraternità delle Confraternite del Lazio. L’appuntamento per Confraternite, Sodalizi e Pie Unioni laziali è fissato fin dalle 8.30 presso la chiesa dei santi Lorenzo e Giovanni Battista dove, dopo l’accoglienza, alle 10.30 è in programma la preghiera iniziale e a seguire il convegno sul tema “Sulla strada: con Gesù incontro all’umanità. Il contributo delle Confraternite nel tempo”. L’arcivescovo di Gaeta, mons. Luigi Vari, terrà una relazione dedicata a “Sulla strada: con Gesù incontro all’umanità”. Ci saranno poi il saluto di Francesco Antonetti, presidente della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia, e l’intervento di Domenico Rotella, vice-presidente della Confederazione, che parlerà de “Il contributo delle Confraternite nel tempo”. Alle 15 raduno delle Confraternite e alle 16 l’inizio del XIV Cammino di fraternità per le vie della città di Formia. Dopo i saluti delle autorità, in piazza san Giovanni mons. Vari presiederà la messa concelebrata da mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e assistente ecclesiastico della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia. “Le Confraternite sono nate per soccorrere, per raccogliere dalla strada, offrire un luogo a pellegrini e a poveri, per non lasciare nessuno per strada”, ha scritto mons. Vari per l’occasione, rilevando che “questa missione non è finita, anzi di persone che sono fisicamente e spiritualmente in mezzo a una strada, ce ne sono sempre di più”.

Diocesi: Cremona, martedì 19 settembre un incontro del vescovo Napolioni con i giovani lavoratori

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 11:47

Martedì 19 settembre, con inizio alle ore 18.30, presso l’auditorium della Camera di commercio di Cremona, avrà luogo l’incontro “Il Sinodo incontra i giovani lavoratori” organizzato nell’ambito del Sinodo dei giovani dalla diocesi di Cremona con la Federazione oratori cremonesi e con la collaborazione della Camera di commercio di Cremona. “L’appuntamento . si legge in una nota dela diocesi – costituirà, per i giovani lavoratori e imprenditori cremonesi, una straordinaria occasione di dialogo e confronto con il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, che, attraverso un approccio diretto e informale, intende dare voce ed ascolto alle aspettative dei giovani che lavorano”.
Nel corso della serata “i giovani, fondamentali protagonisti del mondo del lavoro e delle sue dinamiche attuali e future, avranno la possibilità, attraverso un dialogo franco e amichevole con il vescovo, di esprimersi su quanto sta loro a cuore e sugli obiettivi che si prefiggono nel loro ambito lavorativo”. L’incontro è strutturato in modo semplice per consentire l’interazione con i giovani presenti: dopo i saluti del presidente della Camera di commercio, Gian Domenico Auricchio, una breve introduzione sul tema del Sinodo e delle sue motivazioni a cura di don Paolo Arienti, incaricato diocesano per la Pastorale giovanile, farà seguito l’intervento del vescovo Antonio Napolioni. A seguire ampio spazio al dibattito aperto a tutti i partecipanti. Concluderà l’incontro un momento conviviale con l’aperitivo offerto a tutti i presenti.

Giovani e lavoro: Acli, “disposti a sacrificarsi pur di non essere licenziati o svolgere l’occupazione che piace”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 11:40

Per mantenere il posto di lavoro si è disposti a lavorare di più, rinunciare alle ferie, a lavorare anche nei festivi e così via, sino ad arrivare a lavorare “in nero”. La ricerca delle Acli “‘Il ri(s)catto del presente’. Giovani italiani, expat e seconde generazioni di fronte al lavoro e al cambiamento delle prospettive generazionali”, presentata stamattina a Roma, esamina le due forme che può assumere il lavoro “in deroga”: la prima forma è funzionale al mantenimento dell’occupazione; la seconda ha come obiettivo il raggiungimento di una posizione lavorativa gradita. Pur di non farsi licenziare, “il 27,6% dei giovani intervistati rinuncerebbe ai festivi, il 16,7% alle ferie, il 12,4% a una parte dello stipendio e il 10,5% ai giorni di malattia”. La maggiore propensione al lavoro in deroga si riscontra “tra i giovani italiani non laureati che vivono per contro proprio (37,7%) e, in second’ordine tra i non laureati che vivono in famiglia (30,7%)”. Al contrario, “tra gli expat in pochissimi presentano un’alta propensione (11,3% e 12,2%)”.
La seconda forma di lavoro “in deroga” è finalizzata al “raggiungimento di una meta professionale, definita, in modo molto semplice, con l’espressione ‘il lavoro che mi piace'”. Per fare il lavoro dei sogni “il 43,4% degli intervistati sarebbe disposto a lavorare molte ore più degli altri e il 41,9% a lavorare anche da casa, il 38% occuperebbe anche il proprio tempo libero pur di raggiungere la propria meta professionale”. La seconda forma di deroga è di ordine salariale: “Il 34,6% degli intervistati sarebbe disposto a essere pagato poco, il 33,2% a lavorare gratis per un periodo. Anche la disponibilità a offrire lavoro gratuito è abbastanza alta e riguarda circa un intervistato su tre. Relativamente minore (23,5%) è invece la quota di giovani che si dichiarano disposti a lavorare anche di notte. Infine, solo un giovane su dieci si dichiara indisponibile a qualsivoglia concessione”. Infine, sono state individuate quattro le strategie di fronteggiamento delle difficoltà occupazionali. la prima è la “disobbedienza preventiva: per l’11,7% del campione i diritti del lavoratore sono inviolabili e in nessun modo sono disponibili a derogarvi”; la seconda “l’obbedienza preventiva difensiva: il 26,3% degli intervistati qualora si dovessero trovare in una situazione di rischio sanno di dovere rinunciare a qualcosa”; la terza è “l’obbedienza preventiva pro-attiva: per il 27,1% dei giovani intervistati la strategia da tenere nell’odierno mercato del lavoro è rendersi disponibili solo in vista di una meta professionale adeguata”; la quarta “l’obbedienza preventiva completa: la strategia difensiva e quella pro-attiva sono sullo stesso piano per il 34,9% dei giovani intervistati. Hanno consapevolezza che il mercato del lavoro macina ed espelle chi non si conforma alle sue regole e sono disponibili a sacrificarsi per raggiungere i propri obiettivi professionali”.

Diocesi: mons. Valentinetti (Pescara-Penne) al pellegrinaggio nazionale Unitalsi a Lourdes con 400 fedeli della sezione abruzzese

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 11:10

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, accompagnerà gli oltre 400 pellegrini dalla sezione abruzzese dell’Unitalsi ,che prenderanno parte al tradizionale pellegrinaggio nazionale dell’Associazione a Lourdes che si svolgerà dal 26 al 30 settembre. Prevista la presenza di oltre 70 persone con disabilità che partiranno da Pescara. Da filo conduttore del pellegrinaggio farà il tema pastorale 2017 di Lourdes: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente” (Lc. 1, 49) mentre la figura di Santa Bernadette, attraverso la sua testimonianza, ci aiuterà a renderlo attuale.
Mons. Valentinetti spiega perché andare a Lourdes con l’Unitalsi: “Ci sono due motivazioni, una di carattere personale e l’altra comunitaria. La prima è perché considero l’Unitalsi anche la mia famiglia, la mia vocazione si è radicata nel sacerdozio proprio nella famiglia unitalsiana durante i primi pellegrinaggi a Loreto e Lourdes e, lì, sotto lo sguardo di Maria, ho deciso di diventare sacerdote”.
“La motivazione comunitaria, invece – prosegue l’Arcivescovo di Pescara-Penne -, è perché si tratta di un momento in cui fare un cammino insieme, vivere il sacramento del cammino della vita: sani e malati, giovani anziani, santi e peccatori, come siamo tutti, sotto lo sguardo di Maria per portare a lei la nostra vita, perché lei meglio di noi saprà portarla a suo figlio Gesù, e ancora una volta per rimettere nelle sue mani le intenzioni della vita diocesana di Pescara, dell’Abruzzo e forse dell’Italia intera, visto che si tratta di un pellegrinaggio nazionale”.
“Un grazie particolare – afferma Alessandra Bascelli, presidente della sezione abruzzese dell’Unitalsi – a mons. Valentinetti per le sue belle e profonde parole ed anche perchè nell’Unitalsi si sente in famiglia. È proprio questo lo spirito che vorremo condividere con ogni pellegrino che sceglie di venire a Lourdes con noi: un viaggio spirituale fatto con uno stile semplice, ma essenziale di famiglia e di condivisione”.

Sinodo giovani: Rivoltella (Cremit), rispetto ai social “condividere linguaggi, pratiche, abitudini” e “educare al cervello bilingue”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 11:08

Gli adulti non devono “asserragliarsi a difesa degli alfabeti tradizionali tenendo fuori della porta quelli digitali. Al tempo stesso, è un errore cavalcare questi ultimi tralasciando quelli tradizionali”. Ne è convinto Pier Cesare Rivoltella, direttore del Cremit (Centro di ricerca per l’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia) dell’Università cattolica del Sacro Cuore. Intervenuto alla seconda giornata del seminario dei docenti di teologia e degli assistenti pastorali “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dall’Ateneo (Roma, 11 – 14 settembre), il docente si sofferma sul profilo social dei giovani. Si ritiene che i social, tecnologie costruite sul disallineamento e sulla rarefazione del rapporto spazio–tempo, “introducano frantumazione all’interno delle relazioni familiari, ma le ricerche condotte sul parenting – spiega l”esperto – dimostrano che spesso è vero il contrario. Attraverso i social media molti genitori e figli riescono a comunicare, anzi aiuta a creare complicità che l’anticamera di una relazione che il genitori può ricostruire”. Per quanto riguarda la partecipazione, “essere social significa avere la possibilità di essere informati ed emotivamente coinvolti con la sofferenza su scala planetaria. Spesso però questo produce sentimenti di solidarietà leggera e a bassa partecipazione senza spendersi in prima persona”. Forte il rischio che “si riduca ad un like o ad un commento”. Di qui, prosegue Rivoltella, “i due rischi principali da non correre quando si ragiona dal punto di vista educativo su giovani e social. Da una parte quello di approfondire il gap tra i comportamenti e le culture di giovani e adulti, il secondo, che è stretta conseguenza del primo, è evitare di trovarci nelle condizioni di non riuscire ad aiutarli”. L’adulto “non si deve arroccare nel suo mondo e nel suo alfabeto tradizionale, occorre condividere linguaggi, pratiche e abitudini per gettare un ponte, una passerella tra due mondi che altrimenti rischiano di essere incomunicabili”. Ecco il monito conclusivo, nella parole di una celebre studiosa: “Occorre educare al cervello bilingue”.

Diocesi: Grosseto, per i 20 anni del liceo paritario “Chelli” incontri sul tema “I giovani incontro alla vita”. Il 21 ottobre ospite il card. Scola

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 10:53

Prenderanno il via a fine settembre le iniziative per il ventennale del liceo paritario “Chelli”, “un’esperienza educativa – si legge in una nota – fortemente voluta dalla diocesi di Grosseto per arricchire il pluralismo formativo del territorio offrendo a famiglie e giovani un’ulteriore opportunità di scelta”. “Nell’anno in cui tutta la Chiesa si prepara al Sinodo dei giovani indetto da Papa Francesco non per parlare dei giovani, ma per provare con loro a leggere questo tempo alla luce del Vangelo – commenta il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni – anche il ventennale del liceo Chelli vuole inserirsi in questo solco”. “La scuola – prosegue – è stata ed è, per molti dei giovani che hanno frequentato il nostro liceo e le nostre scuole medie, il volto della Chiesa che incontrano nel loro percorso formativo. Per questo è importante che il dialogo con loro, da parte di chi in questo progetto ci crede e ci mette il meglio di se stesso, sia libero, vero, capace di ascolto e di generare domande”. Ad aprire il ciclo, sarà – probabilmente il 29 settembre – il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi. Il 6 ottobre, invece, don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio famiglia della Cei, incontrerà genitori e studenti per parlare con loro, anche con l’aiuto di alcune testimonianze, di essere figli e famiglia oggi. Sabato 21 ottobre sarà a Grosseto il card. Angelo Scola, che dal 1991 al 1995 come vescovo di Grosseto “gettò il seme delle scuole cattoliche diocesane – prosegue la nota – dando vita alla scuola media Madonna delle Grazie”. Il card. Scola terrà un incontro con genitori e famiglie, poi in cattedrale pronuncerà l’intervento di apertura della “Settimana della bellezza 2017” con una riflessione sul tema della speranza legato all’investimento sulla educazione. Alle 18, poi, presiederà la messa trasmessa in diretta televisiva su Tv9. Mercoledì 8 novembre sarà a Grosseto l’economista Stefano Zamagni. Al mattino incontrerà genitori e studenti per parlare di “Una nuova economia: sfide educative per le nuove generazioni”, mentre nel pomeriggio terrà una conferenza pubblica su “Economia civile: prospettive nuove per il lavoro giovanile e un welfare sostenibile”.

Norvegia: elezioni, i titoli dei giornali. “Stretta vittoria” per Solberg. “Tempesta politica”, conferma della destra, crisi laburista

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 10:33

“Nove cose da sapere prima di andare al lavoro oggi” titola l’edizione on line di Aftenposten con un primo piano della leader norvegese Erna Solberg con i pollici alzati in segno di vittoria, per fare una prima analisi dell’esito elettorale che segna una continuità di governo, ma con la novità che Venstre e Kristelig Folkeparti non saranno più un appoggio esterno, ma entreranno nella coalizione di governo. Tra le cose da sapere: il 41% degli scranni allo Storting, il parlamento di Oslo, saranno occupati da donne, un record di presenza femminile nella storia norvegese. In un articolo interno il giornale scrive di Erna Solberg che è rimasta “immune” rispetto al fatto che la sua base si sia indebolita. Anche il sito di informazione in lingua inglese thelocal.no parla di “stretta vittoria”, ma resta il dato-sorpresa della continuità, visto che la storia norvegese non aveva mai visto riconfermare un leader di governo di centro-destra e visto il testa a testa degli ultimi giorni che lasciava aperto l’esito dell’alternanza. Infatti il quotidiano di ispirazione cristiana titola: “nuovo trionfo per Erna Solberg, ma la sfida va avanti”, mentre il Dagbladet apre con il titolo “una perfetta tempesta politica” e si concentra sulla crisi del Arbeiderpartiet, il Partito del lavoro di Jonas Gahr Støre che ha perso 139mila voti ha causa del “debole sviluppo di nuove politiche”, e vive i problemi “delle democrazie sociali del resto d’Europa”. Anche il Dagens Næringsliv, giornale finanziario apre sulla crisi del Partito del lavoro, fornendo alcune ipotesi su cosa non abbia funzionato in campagna elettorale.

Sinodo giovani: Rosina (demografo), “dare loro strumenti per essere produttori di bene sociale”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 10:32

“Noi stiamo sprecando i giovani rispetto alla loro volontà di sentirsi valore sociale ed impegnarsi per il bene comune”. Bisogna dunque “ribaltare il quadro; non parlare più di giovani come emergenza ma dare loro strumenti per realizzare questa aspirazione di essere produttori di bene sociale”. Non ha dubbi Alessandro Rosina, demografo e curatore del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo, intervenuto questa mattina alla seconda giornata del seminario dei docenti di teologia e degli assistenti pastorali “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma, 11 – 14 settembre). Dopo avere evidenziato le principali differenze tra le opportunità offerte agli under 30 da altre nazioni europee e il nostro Paese, Rosina afferma: “Dagli anni 80 teniamo i nostri giovani fermi in difesa: Anche la crisi economica ha contribuito alla loro permanenza in famiglia”. Analizzandone i “timori”, l’esperto spiega che per il 52% la concorrenza degli immigrati mette a rischio le proprie opportunità di lavoro ma, precisa, “questo accade soprattutto tra i meno istruiti” all’interno dei quali prevale anche la paura per l’automazione del lavoro e l’industria 4.0. Trasversale invece fra tutte le fasce – indipendentemente dal livello di istruzione – il timore per lo spostamento in avanti dell’età pensionabile che rappresenta la principale preoccupazione per tutti (73%). “Il rischio – avverte Rosina – è che le nuove generazioni si trovino schiacciate verso il basso da scelte che continuano a privilegiare le generazioni adulte”. Il paradosso è che “mentre l’occupazione over 55 sta crescendo rispetto alla media europea, quella degli under 30 sta rimanendo strutturalmente bassa”. Inoltre, “la percezione dell’occupazione come modalità di autorealizzazione ha lasciato spazio alla necessità di poter disporre di uno stipendio dignitoso”. Analizzando quali siano le loro aspirazioni la situazione invece si ribalta. “Qui – spiega l’esperto – dimostrano di avere voglia di mettersi in gioco, di sentirsi attivi, di conquistare il centro della scena e dimostrare quanto si vale. Purtroppo al momento questo è possibile soprattutto se si va all’estero, per gli expat”.

Norvegia: elezioni, i risultati. Conferma per premier conservatrice uscente Solberg. Governo di coalizione

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 10:22

Il popolo norvegese ha decretato che sarà ancora Erna Solberg, leader del Partito conservatore e premier uscente a governare il Paese, guidando un governo di centro-destra. Le elezioni di ieri, con un’affluenza del 77,6% hanno dato al suo partito, Høyre, il 25% delle preferenze; con il Partito del progresso (Fremskrittspartiet), che ha avuto il 15% dei voti, formerà il nuovo governo, insieme a Venstre e Kristelig Folkeparti, occupando così 89 seggi sui 169 dello Storting. Non ce l’ha fatta Jonas Gahr Støre leader del Partito del lavoro (Arbeiderpartiet) a sottrarre la leadership, benché sia il 27,4% degli elettori ad averlo votato. I partiti di Solberg e di Støre perdono comunque rispettivamente tre e sei seggi al parlamento. È il Partito di centro (Senterpartiet) ad aver segnato in proporzione una crescita significativa e avrà 8 seggi in più oltre ai 10 della legislatura passata. In crescita anche il Partito socialista di sinistra (Sosialistisk Venstreparti) che aggiunge 4 seggi ai 7 che aveva avendo raccolto il 6% dei consensi. Calano invece il nazionalista Partito del progresso, che perde un seggio, i Cristiano democratici (Kristelig Folkeparti) che perdono 2 seggi, e lo storico Partito liberale Venstre, anch’esso con 4,3% delle preferenze e 1 seggio in meno. Il partito dei verdi (Miljøpartiet De Grønne) è lievemente cresciuto, ma non abbastanza da aumentare la sua presenza in parlamento. Un seggio si è aggiudicato invece il Partito rosso (Rødt) che in passato non era allo Storting.

Maltempo: Coldiretti, “l’Italia più fragile rispetto a rischio alluvioni per la scomparsa del 28% di terra coltivata”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 10:18

“La scomparsa di oltre un quarto della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono ha reso l’Italia più fragile rispetto al rischio alluvioni, esponendo tutto il territorio, a partire dalle città, alle conseguenze devastanti del maltempo”. Ad affermarlo è la Coldiretti nel denunciare che “un modello di sviluppo sbagliato ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico”. Su un territorio meno ricco e presidiato e, perciò, più fragile per il consumo di suolo “si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire, poiché la sempre maggiore presenza di asfalto e cemento, edifici e capannoni, servizi e strade ha portato alla perdita di aree aperte naturali o agricole capaci di trattenere l’acqua in eccesso”. Ma “le conseguenze devastanti delle alluvioni che continuano a colpire l’Italia sono spesso aggravate anche ‘a monte’ dall’assenza di una politica forestale e di gestione del reticolo idrografico, con grandi quantità di legno e alberi che spesso vengono rinvenuti intorno ai punti critici dei ponti e degli attraversamenti dei fiumi. Non si tratta dunque – sostiene la Coldiretti – solo un problema di tombini ostruiti, ma della mancanza di un serio piano di gestione complessiva del territorio”. Il risultato è che “sono saliti a 7145 i comuni italiani, ovvero l’88,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni”, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. “È necessario, perciò, un impegno da parte delle amministrazioni a tutti i livelli per difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali, con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola – afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo -. Ma occorre anche accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da alcuni anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

Migranti: Unicef-Oim, “il 77% di bambini e giovani che attraversano il Mediterraneo centrale è vittima di abuso, sfruttamento e tratta”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 10:00

“I bambini e i giovani rifugiati e migranti che tentano di raggiungere l’Europa, affrontano livelli di abuso dei diritti umani spaventosi: il 77% di coloro che viaggiano lungo la rotta del Mediterraneo centrale ha riportato esperienze dirette di abuso, sfruttamento e pratiche che potrebbero equivalere a tratta di esseri umani”. È quanto emerge dal rapporto “Viaggi spaventosi”, diffuso oggi da Unicef e Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Mentre tutti i migranti e i rifugiati corrono alti rischi – si legge in una nota – bambini e giovani migranti sono molto più esposti allo sfruttamento e alla tratta rispetto agli adulti dai 25 anni in su: quasi il doppio lungo la rotta del Mediterraneo orientale (il 17% contro il 10%) e con un tasso del 13% superiore sulla rotta del Mediterraneo centrale (il 77% contro il 69%)”. Il rapporto – basato su testimonianze di circa 22mila migranti e rifugiati, compresi 11mila bambini e giovani intervistati dall’Oim – mostra anche che, “mentre tutti i bambini migranti sono esposti a grandi rischi, coloro che provengono dall’Africa sub sahariana hanno probabilità molto maggiori di subire sfruttamento e tratta rispetto a persone che si spostano da altri Paesi del mondo: lungo la rotta del Mediterraneo Orientale, il 65% rispetto al 15% e lungo la rotta del Mediterraneo centrale l’83% rispetto al 56%. Il razzismo è probabilmente il principale fattore alla base di questa discrepanza”. “Bambini e giovani che viaggiano da soli o per lunghi periodi sono tra i più vulnerabili a sfruttamento per mano di responsabili di tratta e gruppi criminali durante il viaggio”. “La maggior parte di migranti e rifugiati che hanno attraversato la Libia – prosegue la nota – continuano ad essere fortemente colpiti da illegalità, milizie e criminalità. In media i giovani pagano tra i 1.000 e i 5mila dollari per il viaggio e spesso arrivano in Europa con debiti, il che li espone ad ulteriori rischi”. Per Afshan Khan, direttore regionale e coordinatore speciale dell’Unicef per la crisi rifugiati e migranti in Europa, “i leader dell’Ue dovrebbero attuare delle soluzioni durature che comprendano percorsi migratori sicuri e legali, stabilire corridoi di protezione e trovare alternative alla detenzione di bambini migranti”. “Se non verranno istituiti percorsi migratori più regolari, altre misure saranno relativamente inefficaci”, osserva Eugenio Ambrosi, direttore regionale dell’Oim per Ue, Norvegia e Svizzera. “Dobbiamo ravvivare un approccio alle migrazioni basato sui diritti, migliorare i meccanismi per identificare e proteggere i più vulnerabili nel processo migratorio, a prescindere dal loro status legale”, conclude.

Medio Oriente e Nord Africa: Caritas diocesane a confronto su scenari, progetti e gemellaggi

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 09:41

Un incontro con le Caritas diocesane per un approfondimento sulla situazione in Siria e in Terra Santa nello scenario mediorientale con uno sguardo ai contesti in Nord Africa e Corno d’Africa. “Oltre i muri: comunità che si incontrano e si raccontano” è il titolo del seminario che si svolgerà il 14 e 15 settembre a Roma, per iniziativa di Caritas italiana (il primo giorno presso la Casa “San Juan de Ávila”, il secondo presso The Church Palace). Il seminario punta “a far acquisire elementi, con l’aiuto di testimoni ed esperti, sul complesso e mutevole scenario del Medio Oriente, a livello politico, sociale e diplomatico”. In particolare intende far conoscere esperienze e progetti in Terra Santa e Siria che stentano a essere veicolati nel circuito mediatico. Sarà anche occasione per la presentazione del Dossier con dati e testimonianze “Muri nel mondo”, realizzato da Caritas italiana. Nel Dossier, c’è un focus specifico sulla questione del muro israelo-palestinese. Si farà il punto anche sul progetto avviato di gemellaggi fra Caritas Gerusalemme, parrocchie locali e Caritas diocesane italiane, per “costruire relazioni che siano segno di speranza e strumento per alleviare la povertà estrema con l’avvio di pellegrinaggi solidali, promozione di gruppi di volontariato, realizzazione di microprogetti di sviluppo”. Interverranno, tra gli altri: Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia; don Claudio Monge, domenicano, teologo delle religioni, parroco a Istanbul; mons. Francesco Soddu e Paolo Beccegato, direttore e vicedirettore Caritas italiana; mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma; mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini.

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