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Bioetica: Fatebenefratelli, concluso a Madrid il primo congresso mondiale

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 19:00

Il diritto alla salute e ad una vita degna, la povertà e le sfide ambientali: questi alcuni temi affrontati nel primo Congresso mondiale di bioetica che l’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio (noto come “Fatebenefratelli”) ha tenuto in questi giorni a Madrid alla presenza di 500 persone, tra religiosi e collaboratori degli Ospedali dell’Ordine – attivo ancora oggi, dopo 500 anni, con 300 opere nei 5 continenti – professionisti e studenti di ogni aspetto della bioetica. Lo riferisce un comunicato. “Ospitalità, bioetica e persona”, lo slogan dei lavori. Tra le personalità intervenute alla cerimonia d’apertura, l’arcivescovo di Madrid, mons. Carlos Osoro. Nella sua relazione iniziale, il superiore generale dell’Ordine, fra Jesús Etayo, ha posto l’accento sul fatto che la bioetica è la disciplina che studia i dilemmi etici della vita, “presenti in tutti gli ambiti, assecondati dal protagonismo delle persone e dalle decisioni che bisogna prendere in campo sanitario, oltre che dai progressi della scienza medica che aprono nuove forme di intervento sulla vita umana, dall’inizio alla fine naturale”. Ha quindi sottolineato che l’Ospitalità è “principio, valore, virtù e punto di riferimento etico” dei Fatebenefratelli; una missione – parafrasando le parole di Papa Francesco – che porta l’Ordine a curare le fragilità del mondo. Fra José M. Bermejo, presidente del Comitato organizzatore, ha sottolineato che la “bioetica deve essere aperta al mondo, al dialogo, all’incontro, alla libertà e al rispetto di tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro lingua, cultura, condizione sociale o credo religioso”. Per il filosofo e teologo  Francesc Torralba, la dignità umana è un concetto che non può essere privo di contenuto e non deve lasciare indifferenti. La bioeticista clinica M. Teresa Iannone ha parlato delle questioni etiche critiche nella vita dell’Ordine oggi.

Donne: Acli, 73% delle under 29 è indipendente dai genitori ma è ancora difficile conciliare famiglia e lavoro

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:58

Essere madre e lavoratrice oggi in Italia risulta ancora molto difficile. Nonostante questo, le ragazze italiane tendono a diventare indipendenti prima dei loro coetanei uomini. Infatti, tra i giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni che hanno scelto di andare a vivere soli, il 73,3% è composto da donne. Il dato emerge dalla ricerca dell’Iref (Istituto ricerche educative e formative) “Il ri(s)catto del presente”, realizzata dalle Acli nazionali su un campione di 2.500 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 29 anni e presentata oggi a Napoli dove si sta svolgendo la 50ª edizione del convegno nazionale degli studi delle Acli. “In questi giorni – afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli – stiamo avanzando alcune proposte normative per il lavoro dei giovani. Una di queste riguarda proprio il riconoscimento del valore sociale della maternità e del lavoro di cura”. Per le donne, spiegano dalle Acli, esistono una serie di condizioni che rendono faticoso riuscire a coniugare maternità e famiglia con il lavoro. Una delle conseguenze è una maggiore propensione delle ragazze ad accettare compromessi pur di trovare o mantenere un lavoro. Per Emiliano Manfredonia, presidente del Patronato Acli, occorre cominciare a pensare a un utilizzo “elastico” del sistema previdenziale attuale, in modo da “contribuire nella fase della maternità, ed in particolare nei primi anni di vita del bambino, ad aumentare il reddito disponibile della lavoratrice madre, in modo che possa permettersi di affrontare le spese necessarie ed utili alla maternità, o alla conciliazione dei tempi di lavoro e di cura, o comunque trovare in parte compensazione per la riduzione dello stipendio a causa di eventuali periodi di part-time necessari per assicurare la cura al neonato”.

Austria: Vienna, convegno internazionale dei centri pastorali e caritativi “Porte aperte”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:49

Per la prima volta in Austria, dal 18 al 20 settembre, circa 40 responsabili e dipendenti “Offene Tür” (Porte aperte) di diversi Paesi si incontreranno per la riunione biennale di confronto e valutazione delle nuove iniziative da assumere per le attività assistenziali proprie dell’organizzazione: le “Porte aperte” sono luoghi ad ingresso libero e anonimo dove disadattati, poveri, persone sole e oppresse, possono ricevere sostegno e consulenze sulla vita, ascolto e aiuto concreto e spirituale per le proprie difficoltà, assistenza pastorale, sociale e religiosa. L’attività è completamente gratuita. All’inizio degli anni ’50, i luoghi “Porte aperte” furono creati al centro delle grandi città in Austria, Germania, Svizzera e Ungheria, su iniziativa di religiosi cattolici collegati ai servizi pastorali telefonici di ascolto sociale e d’emergenza. L’idea era quella di offrire uno spazio per la discussione con pastori ed esperti dei problemi del disagio sociale urbano. Ci sono “Porte aperte” di ispirazione cattolica, protestante e ecumenica.
Lunedì 18 settembre si ritroveranno presso il Pallottihaus di Vienna i responsabili delle attività che raggiungono ogni anno centinaia di migliaia di persone, che sono per lo più al di fuori dei circuiti assistenziali delle parrocchie o delle organizzazioni come Caritas e Diakonie, come riferisce il padre redentorista Lorenz Voith, responsabile della “Gesprächsinsel” (Isola della conversazione) di Vienna. “Le Porte aperte sono un pilastro importante della pastorale sociale – dice Voith – perché le offerte delle strutture a porta aperta stanno diventando sempre più importanti nelle città”.

Prostituzione: Ramonda (Apg23), “scelta di Firenze” indica via da seguire “a Parlamento e altre amministrazioni”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:46

“Pieno appoggio e gratitudine alla scelta del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha emanato un’ordinanza che prevede il contrasto alla prostituzione tramite la sanzione del cliente”. È quanto esprime Giovanni Paolo Ramonda, presidente di APG23 — Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, il sacerdote che per primo in Italia ha combattuto la cultura della prostituzione. “La scelta di Firenze indica la via da perseguire per le altre amministrazioni e per il Parlamento. La prostituzione è schiavitù. L’ordinanza indica a tutti che il comportamento di certi uomini è profondamente sbagliato – aggiunge Ramonda -. I veri uomini non comprano il sesso”. La Comunità Papa Giovanni XXIII promuove, insieme ad un cartello di associazioni, l’iniziativa “Questo è il mio corpo”, campagna di liberazione per le vittime della tratta e della prostituzione. La proposta, ispirata al modello nordico, ha l’obiettivo di ridurre sensibilmente il fenomeno colpendo la domanda e multando i clienti delle prostitute. Info e approfondimenti sul sito

Diocesi: Prato, gli auguri social del vescovo agli studenti per il primo giorno di scuola

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:22

Il vescovo Franco Agostinelli invia i suoi auguri a tutti gli studenti pratesi in questo primo giorno del nuovo anno scolastico. E lo fa pubblicando un video sulla sua pagina Facebook, creata appositamente dal presule per mettersi in contatto con i giovani. L’augurio del vescovo è triplice: “Il mio pensiero va a voi, cari ragazzi, ai vostri insegnanti e alle vostre famiglie”. “Lo so – dice mons. Agostinelli – studiare costa fatica, non è una passeggiata, ma quello della scuola è un capitolo importante della vostra vita. Oggi per voi inizia una nuova avventura, spero che possiate vivere un anno proficuo, che vi aiuti a crescere come persone”. Il pensiero poi è per gli insegnanti: “Auguri anche a voi, la vostra è molto più di una professione ma una missione”. Mentre ai genitori mons. Agostinelli suggerisce di interessarsi sempre alla vita scolastica dei figli, “al di là del voto buono o meno buono, chiedete loro – aggiunge il vescovo – cosa hanno imparato, quale insegnamento hanno recepito. Questo è l’importante”.

Pubblicato Decreto virtù card. Van Thuan: card. Turkson, “la sua testimonianza è un costante invito alla santità collettiva”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:21

Cercò di vivere la prigionia “colmandola di amore”; la “testimonianza di fede, speranza e carità del Servo di Dio, che si è profusa, giorno dopo giorno, con umiltà e discrezione, è un costante invito alla santità collettiva, che trova la sua massima espressione nella fedeltà a Dio e nell’aiuto reciproco nel percorrere il cammino di santità”. Così il card. Peter K. A. Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che è attore della causa di beatificazione del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân, ha ripercorso oggi i tredici anni di dura prigionia e isolamento (dal 1975 al 1988) del porporato vietnamita. Occasione ne è stata, riferisce Radio Vaticana, la Messa solenne di ringraziamento celebrata oggi a Roma presso la chiesa di Santa Maria della Scala. Nel corso della cerimonia presieduta dal card. Turkson, è stato reso pubblico il Decreto che riconosce le virtù eroiche del cardinale Van Thuân e ne autorizza la venerabilità,  del quale è stata data lettura in italiano e in vietnamita. Seguendo la vicenda personale del Servo di Dio fino all’odierno Decreto, Turkson ne ha sottolineato l’atteggiamento di mitezza, pazienza e amore verso il prossimo “che rese i suoi carcerieri anche suoi scolari nell’ascolto della Parola di Dio” e ha rilanciato a “modello per tutta la comunità cristiana” quanto Van Thuân ebbe a dire, cioè che “la chiave di volta di tutto il periodo delle prigionia fu l’amore per Gesù crocifisso e abbandonato”.

Cortile di Francesco: Bianchi (Bose), “l’Italia ha bisogno di esercitarsi nella fiducia”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:19

(dall’inviata ad Assisi) “L’Italia ha bisogno di esercitarsi alla fiducia, soprattutto nelle nuove generazioni, perché se c’è la fiducia può anche attestarsi la speranza”. Con queste parole Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, ha concluso il suo intervento al “Cortile di Francesco”, incentrato sul tema del pellegrinaggio e del viaggio come metafora dell’esistenza umana, oltre che del cristiano. “Camminare insieme”, l’imperativo: in un momento in cui “la paura fa crescere l’individualismo, e l’individualismo fa crescere la paura”, occorre ritrovare la consapevolezza che “per sperare insieme bisogna stare insieme”. “Anche se la Chiesa vietasse i pellegrinaggi, si farebbero ugualmente”, ha affermato Bianchi, ricordando che “i pellegrinaggi non danno la salvezza: l’unica salvezza per il cristiano viene da Dio, e si traduce in carità vissuta”. Il pellegrinaggio, però, “è un momento antropologico che fa parte della vita dell’uomo e della fede, e anche se non è fonte di salvezza è assolutamente necessario per vivere da cristiani, per trovarci insieme, dire e sentire che siamo una comunità, un corpo, la Chiesa”. Quando viaggiamo o quando compiamo un pellegrinaggio, il monito di Bianchi, non dobbiamo mai dimenticare i poveri, “che non si muovono mai”, o coloro che “fanno i viaggi a rischio della loro vita, per un po’ di pane o di libertà. Sono quelli che viaggiano a caro prezzo, e che noi abbiamo la responsabilità di accogliere in maniera intelligente, come sono intelligenti l’amore e la gratuità”.

Cortile dei Gentili: Giannini, “stoytelling” spesso è “manipolazione”, “resistere alle sirene”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:17

(dall’inviata ad Assisi) “La crisi di fiducia nei giornalisti è il riflesso di una più generale crisi di fiducia di cui soffre il nostro Paese”: a cominciare dalla politica, che gli italiani considerano “un esercizio di potere sempre più esposto ai singoli interessi”, e dunque passibile di “delegittimazione”. Lo ha detto il vicedirettore de “la Repubblica”, Massimo Giannini, intervenuto al “Cortile di Francesco”. “La reazione di difesa che i media adottano rispetto a questo generale processo di delegittimazione – ha spiegato Giannini – è il cosiddetto storytelling, la narrazione, che non è solo un fatto stilistico, ma contenutistico”. “Questo tipo di narrazione – la denuncia del giornalista – si traduce sempre più spesso in manipolazione: oggi in Italia non c’è più accordo su niente, neanche sui numeri”. “La verità non c’è, ci sono i fatti alternativi”, ha detto Giannini citando l’espressione usata dal portavoce del presidente americano Trump quando è stato interpellato dai giornalisti Usa in merito alla coerenza tra quanto detto in campagna elettorale e quanto poi messo in pratica. Come reagisce, a sua volta, l’opinione pubblica nostrana a questo meccanismo comunicativo? “La gente o scappa o si lascia travolgere dal flusso mediatico”, la risposta di Giannini, secondo il quale il compito dei giornalisti è “resistere”, andare in controtendenza: “Non mollare la realtà, non lasciarci andare alle sirene della narrazione, ma guardare più lontano e più a fondo”, la sua proposta.

Kenya: Unicef, “370.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta, di cui 72.000 in forma grave”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 18:00

A causa della mancanza delle grandi piogge di marzo-giugno – le terze piogge scarse consecutive dall’inizio del 2016 – altri 37.000 bambini in Kenya hanno superato la soglia della malnutrizione acuta, di cui 72.600 stanno soffrendo della sua forma più grave, che richiede cure salvavita specializzate. A febbraio si stimavano 343.000 bambini affetti da malnutrizione acuta. “Nella prima metà del 2017 abbiamo raggiunto il 60% di bambini in più rispetto al 2016 con assistenza salvavita, ma sempre più bambini stanno diventando malnutriti”, ha dichiarato Werner Schultink, rappresentante dell’Unicef in Nigeria. “Abbiamo bisogno di rendere il cibo nutritivo, l’acqua sicura e l’assistenza sanitaria di base molto più accessibili ai bambini e alle famiglie vulnerabili, in modo che i bambini malnutriti possano riprendersi, e in modo che coloro che sono a rischio non cadano malati”. In 4 dei 17 sondaggi condotti fra giugno e luglio, i tassi di malnutrizione acuta erano almeno il doppio rispetto alla soglia di emergenza del 15%. Il Turkana meridionale ha registrato il tasso più alto – 37% – vicino al picco del 37,4% registrato durante la crisi del Corno d’Africa del 2011. Il Turkana centrale, il Turkana settentrionale e il North Horr nella contea di Marsabit hanno registrato tassi di malnutrizione acuta fra il 30 e il 37%. Altre 9 contee hanno registrato tassi superiori al 15%. La malnutrizione in Kenya ha colpito il 19,1% delle persone, ovvero 8,8 milioni. La mancanza di cibo e acqua nelle scuole e la migrazione legata alla siccità stanno anche spingendo i bambini fuori dalla scuola. Molte scuole hanno chiuso, mentre altre sono sovraffollate a causa dei bambini migranti o di bambini in cerca della mensa scolastica. Ci sono notizie non confermate dell’aumento di matrimoni precoci e del lavoro minorile. Nel Paese, 1,6 milioni di bambini si trovano oggi in una situazione di insicurezza alimentare, un numero in aumento rispetto agli 1,2 milioni di febbraio e ai 600.000 di agosto 2016. L’Unicef chiede 24,7 milioni di dollari per finanziare la sua risposta contro la siccità.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), in una “Chiesa povera e in uscita” camminiamo insieme “per creare civiltà di giustizia e misericordia”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 17:48

“Scrivo a voi padri, scrivo a voi giovani” è il titolo della Lettera pastorale firmata da mons. Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo (ed San Paolo 2017). “Tutti noi stiamo a cuore a Dio, perché il suo amore ci precede, ci sostiene e ci attende – scrive il presule -: amore di Padre che crea e mantiene in vita; amore di Figlio, che nella sua croce perdona le nostre fragilità e trasfigura le nostre disperazioni; amore di Spirito, energia di comunione che ci unisce e ci dona di creare legami autentici con tutti gli uomini posti in  cammino con noi, sulla polvere delle nostre strade”. Proprio per questo, Lorefice invita a superare l’idea di una Chiesa “capace di creare un vera e propria societas christiana” a favore di una “Chiesa povera e in uscita, voluta dal Concilio Vaticano II e sollecitata da Papa Francesco”. Una Chiesa “che si ripensa come un popolo di ‘stranieri e pellegrini’, di donne e di uomini amanti delle tende, sulle orme del Figlio di Dio che ci ha rivelato il volto del Padre collocando la sua tenda in mezzo agli uomini”. Nelle tende si è “precari”, si è “per strada”, si è esposti, spiega il presule. Nelle tende “si abita da pastori, perché si è pronti – condividendo la vita col gregge – ad ascoltare ogni segnale, a distinguere ogni voce. Come il pastore bello e buono del Vangelo”. Tutti insieme, “salvati e raccolti in Cristo”, tutti insieme, l’esortazione di Lorefice, “camminiamo con le donne e con gli uomini del nostro tempo per creare una civiltà della giustizia e della misericordia”.

Attacco a Londra: fr. Daley (parroco), “dobbiamo reagire e continuare a vivere la nostra vita come abbiamo sempre fatto”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 17:46

“Per la nostra comunità è stato sicuramente scioccante ciò che abbiamo vissuto. Siamo stati parte di qualcosa di cui non eravamo abituati, ma dobbiamo reagire, continuare a vivere la nostra vita come abbiamo sempre fatto”. Lo ha detto al Sir fr. Michael Daley, parroco della chiesa “Holy Cross” di Londra, dopo l’attacco terroristico di questa mattina, quando una bomba è deflagrata nella stazione metropolitana di Parsons Green. La parrocchia si trova nelle immediate vicinanze. Il parroco invita tutti a “non aver paura di uscire, non avere paura dell’altro. La nostra è una comunità molto unita e la nostra risposta al terrore sarà anche quella di rimanere vicini gli uni agli altri, uniti nei nostri comuni ideali”. Vicino alla metropolitana si trova la scuola primaria cattolica “Holy Cross Catholic Primary” legata alla parrocchia. Subito dopo la deflagrazione la polizia ha transennato tutta l’area e il parroco è andato nella scuola per accertarsi che tutti, soprattutto i bambini, stessero bene. “I bambini erano spaventati – ha raccontato -. Per fortuna nessuno di loro è rimasto ferito. Erano ovviamente colpiti perché hanno sentito e capito quanto stava accadendo attorno a loro”.

Diocesi: Locri-Gerace, messaggio del vescovo Oliva per la ripresa delle lezioni. “Una scossa al ritmo quotidiano”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 17:41

La ripresa delle attività scolastiche “dà una scossa al ritmo quotidiano”. Lo scrive in un messaggio il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva. Il presule sottolinea l’importanza di una “scuola che aiuta a cogliere (e accogliere) le differenze. Una scuola multicolore. Ove ogni colore, essenziale, forma un arcobaleno. Una varietà di colori, che lascia intatta la bellezza di ognuno di essi. C’è il bianco, il nero, il bruno nella nostra scuola. Tutti uniti in spazi da condividere e amare. Che siano adeguati alle norme della sicurezza e alle esigenze della scuola, non sacrificati a interessi e speculazioni di altro genere. Spazi belli – scrive mons. Oliva – di vita e di cultura, che ti accolgano nel corso dell’anno che passa. Forse troppo velocemente”. Spazi che pongono interrogativi sulla vita, sul passato e sul futuro, insieme a chi domanda il perché dei “tuoi sogni e delle tue attese. E tu cerchi una ragione su tutto. Con quale interesse? ‘Mi interessa’, ‘non mi interessa’… Quante volte te lo chiederai! Sarai – si legge nel messaggio – mosso dall’istinto dell’interessante, da ciò che ti attrae e ti affascina, che ti porterà a percepire se quell’attività scolastica suscita vero interesse. È questo, io credo, il vero nodo dell’educazione: l’interesse”.
L’alternativa, secondo il vescovo, “è la noia nel fare qualcosa che non ti fa crescere. L’interesse non è frutto di social network e dell’iPhone di ultima generazione, ma la conseguenza del fatto che gli oggetti che si presentano alla tua attenzione hanno ragione di bene, di vero e di bello”. Da qui l’invito agli studenti a farsi attrarre dalla “realtà non per gli effetti speciali, ma per quelle tre cose che ti fanno vivere: verità, bene, bellezza. Non serve una scuola passatempo, ma una scuola interessante”.

Attacco a Londra: fr. Daley (parroco), “non farci condizionare nel nostro modo di vivere”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 17:36

“Quello che dobbiamo fare ora è non farci condizionare nel nostro modo di vivere”. Lo ha detto al Sir fr. Michael Daley, parroco della chiesa “Holy Cross”, spiegando come Londra sta reagendo all’attacco terroristico di questa mattina, quando una bomba è deflagrata nella stazione metropolitana di Parsons Green. La parrocchia si trova nelle immediate vicinanze e ancora più vicino alla metropolitana c’è la scuola primaria cattolica la “Holy Cross Catholic Primary” legata alla parrocchia. “Quello che abbiamo vissuto è uno choc. Tanto più se come nel caso di oggi, il terrorismo ha colpito un’area residenziale come quella in cui viviamo – ha aggiunto -. Non siamo nel centro della città. Parsons Green è un posto dove la gente vive, non lavora. Per cui non ci sono negozi o uffici”. Fr. Daley racconta anche la reazione della gente, “colpita perché improvvisamente ci siamo trovati in una situazione che abbiamo imparato a vedere nelle news ma che oggi ci ha toccato personalmente, è entrata nella nostra vita, è diventata parte di noi”.

Diocesi: Reggio Calabria-Bova, domani mons. Fiorini Morosini alla vendemmia sociale della Cooperativa agricola Cinque Talenti

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 17:23

Si terrà domani, sabato 16 settembre, la vendemmia sociale della Cooperativa agricola Cinque Talenti, nata nell’anno 2016 a seguito del “Progetto Bene 2.0”, portato avanti dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova. Il progetto prevede la promozione e l’individuazione di terreni dell’Istituto situati nella Provincia di Reggio Calabria, da affidare gratuitamente a giovani disposti a mettersi in gioco attraverso la creazione di realtà imprenditoriali. L’obiettivo del progetto è quello di “ridare dignità al lavoro, inteso come fatica di ogni giorno che porta frutto e dona dignità alla vita tramite l’impegno quotidiano”. “Impegno che trova il suo culmine – spiega l’arcidiocesi – nella vendemmia dei vigneti, cui i giovani della cooperativa dedicano attenzioni, cura e amore giorno dopo giorno”. La vendemmia di quest’anno assume una valenza particolare, non solo perché è la prima dalla nascita della cooperativa “Cinque Talenti” e del “Progetto Bene 2.0”, ma soprattutto perché vuole essere “condivisa con tutta la comunità dei produttori locali”, cui verrà impartita la benedizione da parte di mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova. All’iniziativa, che prenderà il via alle 9 presso i vigneti della Cooperativa siti in Contrada Mirto a Sambatello (Rc), saranno presenti anche il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, il presidente del Consiglio della Regione Calabria, Nicola Irto, il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Ninni Tramontana, e il presidente provinciale di Coldiretti, Stefano Bivone.

Ue: Timmermans (Commissione), proposte per “aumentare trasparenza democratica e partecipazione dei cittadini”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 16:56

(Bruxelles) “Passi modesti ma importanti” sono quelli che il primo vice-presidente Frans Timmermans ha illustrato stamane in conferenza stampa per dare concretezza alla priorità della Commissione Junker relativa al “cambiamento democratico”. Si tratta di due proposte per “aumentare la trasparenza democratica e la partecipazione dei cittadini”, ha spiegato Timmermans. La prima è una riforma del regolamento dell’Iniziativa dei cittadini vigente per renderla “più agevole” nell’organizzazione e nel sostegno e più ampia, avendo abbassato la soglia d’età minima per sostenere un’iniziativa da 18 a 16 anni, rendendola quindi accessibile a “10 milioni di nuovi potenziali sostenitori”: questo elemento risponde al “crescente coinvolgimento dei giovani” nel dibattito sull’Europa di cui Timmermans si è detto essere testimone. Sarà inoltre più agile informare i cittadini degli esiti delle iniziative sostenute. Il secondo filone di proposte, che la Commissione vorrebbe in vigore prima delle elezioni europee del 2019, riguarda il finanziamento dei partiti politici europei nel senso della “trasparenza”, di una “maggiore legittimità democratica” e del contrasto agli abusi. Aumenta quindi la percentuale di finanziamento assegnata in base al numero di parlamentari effettivamente eletti; i partiti nazionali dovranno essere “espliciti sul partito europeo cui sono affiliati”; sarà indicato l’equilibrio di genere tra i parlamentari europei, i partiti non potranno creare “entità europee multiple, ciascuna ammissibile a ulteriori finanziamenti”.

Cibo: Lake (Unicef), salviamo i bambini da fame, conflitti e odio

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 16:52

(DIRE – SIR) – “Malgrado i notevoli progressi fatti negli ultimi decenni, le statistiche contenute nel rapporto ci spaventano: il ritardo di crescita fisico e cerebrale patito da milioni i bambini, così come quelli colpiti da deperimento, è allarmante e neanche li contiamo più. La maggior parte sono vittime innocenti di guerre, carestia, siccità, malattie prevenibili come colera e morbillo. Una generazione la cui istruzione e la cui crescita è stata interrotta, sarà una generazione piena di odio pronta a ripetere i conflitti di oggi”. Lo spiega Anthony Lake, direttore esecutivo dell’Unicef, in un video messaggio inviato a Roma alla presentazione dell’ultimo rapporto “The State of Food Security and Nutrition in the World 2017” (“Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo”), realizzato per la prima volta in partnership da cinque agenzie delle Nazioni Unite, Fao, Ifad, Pam, Oms e Unicef. Lake lancia quindi un invito ai governi affinché “facciano sì che la nutrizione diventi una priorità dei loro programmi, così come l’attenzione alle fasce deboli, le campagne di vaccinazione, i programmi di sostegno alla povertà, l’allattamento al seno almeno nei sei mesi di vita”. Infine sottolinea l’esigenza di “migliorare i dati disponibili su tutti questi temi”, al fine di “garantire un futuro di pace e prosperità per tutti questi bambini, e anche per i loro figli”. (www.dire.it)

Cibo: Houngbo (Ifad), servono politiche, anche in Paesi ricchi

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 16:49

(DIRE – SIR) – Fame e malnutrizione colpiscono anche nei Paesi a reddito medio-alto e per contrastare questo fenomeno servono governance e politiche sociali efficaci: lo ha detto oggi Gilbert F. Houngbo, presidente dell’International Fund for Agricultural Development (Ifad). Secondo Houngbo, intervenuto a Roma alla presentazione di un rapporto dell’Onu sulla fame e la malnutrizione nel mondo, “la fame può agire ovunque, dal momento che i conflitti colpiscono anche 17 Paesi a reddito medio-alto. Perseguire la ricchezza non ci mette al sicuro dalla fame”. In quei Paesi, secondo il presidente dell’Ifad, “c’è una scarsa governance e politiche sociali deboli, e il nostro rapporto 2017 è un segnale forte in questo senso, affinché si adottino maggiori impegni per rafforzare la resilienza al cambiamento climatico, si migliori la produttività agricola e alimentare e si attuino politiche specifiche per sostenere le popolazioni affette da povertà. Solo soluzioni di lungo periodo ci daranno le soluzioni che stiamo cercando”. (www.dire.it)

Cibo: Beasley (Wfp), quando fame aumenta, migranti raddoppiano

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 16:47

(DIRE – SIR) – “Ogni volta che la fame aumenta dell’1 per cento aumentano le migrazioni del 2 per cento, per questo esorto i leader mondiali a eliminare i conflitti e a raggiungere l’obiettivo ‘fame zero'”. Lo dice David Beasley, direttore esecutivo del World food program (Wfp), intervenendo a Roma alla presentazione del rapporto “The State of Food Security and Nutrition in the World 2017” (“Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo”). Per Beasley è una “grande vergogna per tutta l’umanità – con tutta la ricchezza e i progressi scientifici e tecnologici raggiunti – non essere riuscita a invertire la rotta, raggiungendo questi obiettivi”. Se, da una lato, la buona notizia è che i Paesi da tempo abbiano abbiano deciso di riunirsi per discutere della fame, “e questo ha permesso di ridurre la fame per 200 milioni di persone in 100 anni”, d’altra parte il problema non è stato debellato: “Al 2016 – rivela il rapporto delle agenzie Onu e dell’Oms – ne risultano ancora oltre 800 milioni. Ben 19 Paesi affetti da fame e denutrizione gravi sono teatri di guerra e conflitti protratti. Il 75 per cento dei bambini che patiscono la fame si trova appunto in queste aree”. (www.dire.it)

Cibo: Da Silva (Fao), fiduciosi, entro 2030 elimineremo la fame

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 16:46

(DIRE – SIR) – “Siamo fiduciosi di raggiungere il secondo Obiettivo del millennio, relativo all’eliminazione della fame, e anche per questo abbiamo deciso di sostituire il termine ‘insicurezza alimentare’ con ‘sicurezza alimentare'”. Così Josè Graziano da Silva, direttore generale della Fao, Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, intervenendo a Roma alla conferenza stampa di presentazione del rapporto “Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo 2017”. Altra novità significativa contenuta nel rapporto è quella di aver “allargato il nostro partenariato includendo Unicef, Oms, Ifad e Wfp: ora siamo in cinque a occuparci di battere la fame nel mondo. Ne sono molto contento”. Per la prima volta inseriti poi due nuovi indicatori: “Prevalenza della denutrizione” e “scala dell’esperienza dell’insicurezza alimentare”. Il primo fa riferimento alla disponibilità degli alimenti in un centro del Paese, il secondo al grado di accesso agli alimenti a livello individuale. L’obiettivo resta misurare l’insicurezza alimentare”. Purtroppo, aggiunge da Silva, “al 2016 – ci dice il nostro rapporto – sono 815 milioni di persone soffrono la fame: speriamo che, nel corso di questo anno, la situazione sia migliorata. Ma sappiamo che, rispetto al 2015, ce ne sono state 38 milioni in più”. Nel 2016, sottolinea il direttore generale della Fao, “una persona su nove è andata a dormire con lo stomaco vuoto ogni giorno. E questo due anni dopo che la comunità internazionale si è impegnata ai nuovi Obiettivi di sviluppo entro il 2030. Questo è evidente soprattutto nell’Africa subsahariana, dove colpiscono contemporaneamente conflitti e carestie, determinate da inondazioni o siccità (come sul versante orientale, in Sud Sudan, Nigeria, Somalia e Yemen in particolare, sull’orlo della miseria”. Da Silva attribuisce l’inasprirsi dell’insicurezza alimentare “è legato agli effetti del cambiamento climatico, pensiamo agli effetti del Nino”. In Sudamerica si fanno invece sentire le conseguenze della crisi economica, che ha colpito due anni fa: qui si registra un nuovo aumento della disoccupazione e dell’insicurezza sociale, “laddove eravamo riusciti con buoni risultati a sradicare povertà e fame”. Anche i conflitti armati nel mondo, ha continuato Da Silva, “distruggendo i campi coltivati, l’allevamento e le fonti di sussistenza, aumentano la fame, e quindi spingono le persone a migrare”. Serve quindi “una visione a lungo termine se vogliamo eliminare la fame”, ha concluso Da Silva. “Per salvare le vite bisogna salvare i mezzi di sussistenza delle popolazioni, e questa è la principale conclusione del rapporto di quest’anno”. (www.dire.it)

Diocesi: Como, una nuova iniziativa di animazione alla carità nelle parrocchie

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 14:59

“Pane quotidiano per un’animazione comunitaria alla Carità”: è questa l’ultima sfida lanciata dalla Caritas della diocesi di Como per l’animazione nelle parrocchie. Un progetto pilota partito nelle scorse settimane nella comunità di Ponte Chiasso, alla periferia di Como, ma con la prospettiva di replicarla in diversi punti della diocesi: l’idea è quella di un percorso formativo e di animazione, articolato in quattro momenti, sviluppato secondo una metodologia laboratoriale, proposto alle singole parrocchie o ai vicariati. A lanciare l’iniziativa è stato direttamente il direttore della Caritas, Roberto Bernasconi, che durante le messe domenicali ha presentato l’iniziativa. “Il progetto – spiega Rossano Breda, uno degli operatori Caritas che sta portando avanti l’iniziativa – non prevede, al momento, alcuna finalità in vista di opere-segno della Caritas, ma, più semplicemente, suscitare entusiasmo, disponibilità da parte dei laici che vogliono impegnarsi in un servizio ministeriale diocesano di animazione alla carità. Quello che scaturirà dal progressivo maturare di questa coscienza lo vedremo più avanti. Si tratta, in buona sostanza, di un percorso di protagonismo laicale che dovrà portare a sviluppare delle competenze generiche sul fronte della carità. Se poi, dai singoli gruppi emergerà la richiesta di approfondire tematiche più specifiche, si cercherà di fornire risposte in tal senso”. Il riscontro è stato positivo con 35 laici che si sono detti disposti a mettersi in gioco in questo percorso. “Il bello che sta emergendo – continua Rossano – è la realtà di laici che, a prescindere dagli strumenti loro consegnati, stanno rivelando una ricchezza straordinaria, legata alla propria storia personale, alla propria formazione, al proprio cammino di spiritualità”.

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