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Ong e migranti: Carta di Roma, dal 2016 al 2017 “gli angeli del mare hanno perso le ali”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 11:46

Dal 2016 al 2017 c’è stata sulle tv e sulla carta stampata una “svolta comunicativa” rispetto alle operazioni di ricerca e soccorso in mare (Sar): dalla costruzione mediatica degli eroi, “gli angeli del mare” all’introduzione dell’elemento del “sospetto”, tanto che “gli angeli perdono le ali”. Così l’Osservatorio di Pavia, Carta di Roma e Cospe descrivono quanto avvenuto in questi ultimi mesi nella narrazione mediatica delle operazioni di ricerca e soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale. Il rapporto, presentato oggi a Roma, osserva e analizza in 92 pagine le strategie di comunicazione degli attori civili e militari impegnati nei soccorsi e il racconto da parte dei media italiani. Ne risulta un’ampia visibilità mediatica delle operazioni di ricerca e soccorso in mare: 13% nei principali quotidiani italiani, 18% nei tg di prima serata nel periodo aprile-ottobre 2016. Sulla stampa nel 2016 c’era stato già un incremento di visibilità del 10% rispetto al 2015 e del 18% sui notiziari di prima serata. I media raccontavano la cronaca dei naufragi e delle azioni di soccorso, anche con una “sovrapposizione narrativa tra unità militari e Ong”. Emergeva “ammirazione e gratitudine per i soccorritori” (il soccorso diventava spettacolo) fino alla svolta comunicativa innescata in maniera tiepida a fine 2016 dal rapporto di Frontex pubblicato dal Financial Times e poi dalle accuse alle Ong di un video-blogger nel marzo 2017, riprese dai media e amplificate poi dalle indagini di alcune procure siciliane e strumentalizzazioni politiche. Nel 2017 “si passa dalla cornice umanitaria e quella securitaria”, rileva il rapporto e “un’ombra negativa spazza via l’alone di positività che aveva caratterizzato il 2016”.

Ong e migranti: Carta di Roma, il racconto è “empatico” nel 53% dei tweet, il 6% in quelli dei militari

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 11:45

Nel racconto su Twitter delle operazioni di ricerca e soccorso (Sar) di migranti nel Mediterraneo centrale le Ong parlano più spesso di “persone” (nel 42% dei tweet), le organizzazioni militari di “migranti” (nel 77% dei tweet): il racconto è empatico nel 53% dei tweet delle ong, nel 6% in quelli dei militari. E’ quanto emerge dall’analisi sulle strategie di comunicazione degli attori civili e militari impegnati nei soccorsi durante il 2016 e 2017 contenuta nel rapporto “Navigare a vista” curato dall’Osservatorio di Pavia, Carta di Roma e Cospe e presentato oggi a Roma. La comunicazione degli operatori Sar è costante fino a maggio 2016 e segue l’andamento e i picchi dei soccorsi. “Da maggio in poi – rileva il rapporto – la comunicazione via Twitter delle organizzazioni militari – Eunavfor Med e Marina militare soprattutto – cala sensibilmente: anzi, ai mesi critici delle operazioni Sar (da giugno ad agosto 2016) non corrisponde una ripresa dei tweet, che continuano a diminuire. La comunicazione delle Ong su Twitter rimane invece costante tutto l’anno”. Tra le organizzazioni militari, si legge nel rapporto, “la Guardia costiera comunica in modo più empatico (11% rispetto allo 0% della Marina militare) e utilizza i termini ‘persone’ e ‘vittime’ a fianco di migranti”. C’è poi una differenza di scelta comunicativa: per i militari “è centrale il soccorso (nel 72% dei tweet)” mentre per le Ong è importante anche il “post rescue, la partenza delle navi dai porti e la denuncia nei confronti delle politiche migratorie”. Il racconto su Twitter fa ampio uso di immagini ma le Ong privilegiano la rappresentazione dei migranti come individui (nel 30% dei tweet usano foto ritratto), solo l’8% nei tweet delle organizzazioni militari. “Marina militare e Guardia costiera adoperano nei tweet un lessico tecnico e cognitivo – si legge nel rapporto -, Moas un lessico prevalentemente emotivo, Medici senza frontiere un lessico cognitivo e universale, Sos Mediterranée un lessico emotivo e universale”.

Giovani: Acec, a luglio il corso estivo dal titolo “Passione e passioni nei Vangeli e nel cinema”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 11:11

Sarà la Casa di caccia di San Giacomo d’Entraque (Cn), immersa fra le montagna del Parco delle Alpi Marittime, ad ospitare dal 29 luglio al 5 agosto la settimana biblica sul tema “Passione e passioni nei Vangeli e nel cinema”, organizzata dall’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) in collaborazione con i Padri Gesuiti. Si tratta di un’iniziativa – si legge in una nota – “per dare la possibilità ai giovani di gustare la bellezza della Parola liberi da schemi precostituiti: lettura, confronto, lavori di gruppo e dinamiche interattive, condivisione della preghiera comunitaria, momenti di svago, passeggiate in montagna, gestione della casa”. “Il corso – proseguono i promotori – propone un dialogo tra linguaggi diversi, biblico e cinematografico, per scendere in profondità nel mistero del dolore e della vita, cercando vie di senso e di salvezza”. Sarà “un’occasione preziosa per la formazione di animatori, operatori di Sale di Comunità, appassionati di cinema” perché – aggiungono – “il cinema può rivelarsi un’esperienza profonda di conoscenza di sé, di preghiera e di meditazione, diventare linfa per una migliore creatività progettuale dell’animatore e, ancor prima, convinzione esperita che il cinema può ancora essere una risorsa autorevole per le sale e per le comunità cristiane”. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.saledellacomunita.it, da dove è possibile scaricare la scheda di iscrizione da inviare alla segreteria generale dell’Acec entro il 30 giugno.

Azzardo: Roma, oggi la premiazione del concorso “La mia vita non è un gioco”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 10:47

Si svolgerà nella mattinata di oggi, lunedì 29 maggio, a Roma, la premiazione del concorso nazionale “La mia vita non è un gioco”, indetto da Caritas Italiana e Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) nell’ambito del protocollo di intesa stipulato. “L’elemento centrale del concorso – si legge in una nota – era di far capire ai ragazzi e alle famiglie che il gioco, quello sano, è parte fondamentale della vita, ma anche che un progetto di vita non può basarsi sull’azzardo ma va costruito giorno per giorno con responsabilità, sapendo discernere tra scelte di spesa sicure e il tentare la sorte”. L’incontro conclusivo del concorso con la premiazione dei partecipanti si terrà dalle 11.30 alle 13 presso la Caritas di Roma, Cittadella della Carità “Santa Giacinta” in Via Casilina Vecchia, 19. All’incontro parteciperanno i ragazzi e le classi premiate per le sezioni “breve scritto”, “disegno” e “fotografia” per scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado. “Sono inoltre invitate – prosegue la nota – due classi che hanno partecipato al percorso alternanza scuola-lavoro nella Caritas di Roma e fatto gli incontri di formazione sul gioco d’azzardo”. Saranno presenti mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, mons. Enrico Feroci, direttore di Caritas Roma, Rosa De Pasquale, capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Miur, la conduttrice televisiva Francesca Fialdini e l’èquipe di “(S)Lottiamo contro l’azzardo” e Caritas Roma, che spiegheranno il lavoro nelle scuole. Nell’occasione verrà sottoscritto il nuovo protocollo d’intesa tra Caritas Italiana e Miur.

Papa a Genova: card. Bagnasco, “riprendere questa eredità preziosa”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 10:29

“Il Congresso Eucaristico Nazionale e, ora, la visita pastorale di Papa Francesco sono un tesoro che hanno visto la nostra Diocesi mobilitarsi non soltanto nel lavoro di preparazione, ma anche nell’approfondimento della vita cristiana ed ecclesiale”. A farlo notare è il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, in un’intervista al Sir. “Ora si tratta di riprendere questa eredità preziosa, valorizzando la grande disponibilità manifestata da migliaia di persone, indice della volontà di costruire l’esistenza su quella roccia che è il Signore Gesù”, l’impegno per il futuro prossimo: “è Lui il porto, in cui troviamo pace; è il suo Spirito che gonfia la nostra vela e ci sospinge al largo, missionari del Vangelo nella società contemporanea”.

Papa a Genova: card. Bagnasco, “non dimenticheremo mai”. “Dalla crisi si esce soltanto insieme”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 10:27

“Genova, la nostra Chiesa e la nostra Città, non dimenticheranno la grazia di questa visita, che ha coinvolto i diversi ambiti della vita di tutti e che ci ha visto confrontarci in maniera franca e diretta, attenti a far nostra la voce del Papa che ha saputo andare al cuore dei problemi e della loro possibile risposta”. Ad assicurarlo è il cardinale Angelo Bagnasco, che in un’intervista al Sir traccia il bilancio di una giornata memorabile. A proposito del primo appello del Papa, per il mondo del lavoro, Bagnasco sottolinea che “Papa Francesco si è fatto interprete del dramma che attraversa tante nostre famiglie, per le quali – come ha avuto modo di sottolineare – quando manca il lavoro del lunedì non è mai pienamente domenica”. Da una parte, per il cardinale, il Papa “ha messo in luce le malattie di un’economia che si trasforma in speculazione e di una politica che alimenta burocrazia; dall’altra, declinando le virtù degli imprenditori e dei lavoratori ha fatto capire che dalla crisi si esce soltanto insieme. Assumere il lavoro come priorità è la condizione perché, per esprimermi con la bella immagine del Santo Padre, ‘campi e fabbriche rimangano altari, che conoscono il sacrificio degli oranti e anche il sudore di chi a parole non sa pregare'”.

Portogallo: pastorale, giornata nazionale sul tema “La relazione dei giovani con la cultura”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 10:10

La 13ª Giornata nazionale della Pastorale della cultura si svolgerà a Fatima il prossimo 3 giugno, incentrata sul tema: “Out of the box: La relazione dei giovani con la cultura”. La scelta dell’argomento in discussione s’inquadra nella prospettiva del Sinodo dei vescovi che, nell’ottobre del 2018, intende porre a fondamento della propria riflessione la problematica riguardante “I giovani, la fede e la scelta vocazionale”. Il documento di presentazione dell’iniziativa informa che i lavori del convegno inizieranno in mattinata, nella Domus Carmeli, con la conferenza d’apertura proferita dal sacerdote gesuita Carlos Carneiro. Nel pomeriggio, in una prima sessione, interverranno Fátima Pimparel, responsabile della Pastorale della cultura della diocesi di Bragança-Miranda, Fernando José Cassola Marques, dottorando in informatica della diocesi di Aveiro, e padre Ricardo Tavares, referente pastorale della diocesi di Angra do Heroísmo (Azzorre). Manuel Pinto e Maria Helena Vieira, professori dell’Università del Minho, saranno invece i relatori della seconda sessione. La celebrazione della Giornata nazionale, aperta anche a tutti i professori, gli educatori e i responsabili giovanili di parrocchie, organizzazioni e movimenti diocesani, culminerà con la consegna del premio “Albero della vita-Padre Manuel Antunes” all’attore e regista Luís Miguel Sintra, “per il grande e fecondo contributo dato nel corso della sua lunga carriera al pubblico dibattito delle idee e delle questioni etico-sociali”.

Aggressione a Reggio Calabria: mons. Nunnari, “don Giorgio sta vivendo il mistero della croce”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 09:51

“Don Giorgio oggi non c’è perché sta vivendo il mistero della croce”. Lo ha detto ieri mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza, che nella parrocchia del Soccorso, a Reggio Calabria, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella domenica dell’Ascensione. Il riferimento del presule, che ha guidato la comunità parrocchiale reggina per 35 anni, è alla vicenda che ha riguardato don Giorgio Costantino, vittima di un’aggressione che lo ha portato prima in coma e ora nel reparto di rianimazione del nosocomio reggino. “Spero che chi ha sbagliato si converta”, ha detto mons. Nunnari durante l’omelia. “Io non sono venuto qui a condannare nessuno, ma a invitare tutti alla conversione”. “Sono stato a trovarlo in ospedale”, ha raccontato mons. Nunnari, “e gli ho detto di essere venuto per le cresime, lui con un filo di voce mi ha detto solo ‘Grazie'”.

Camilliani: è morta a 110 anni Candida Bellotti, la suora più anziana del mondo

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 09:20

È morta sabato, all’età di 110 anni, suor Candida Bellotti, la religiosa di origini venete che si era distinta per la sua straordinaria longevità. “Ha lasciato questa terra con la serenità che l’ha sempre contraddistinta nei suoi 110 anni di vita”, scrivono le consorelle in una nota, ricordando che “il 20 febbraio scorso aveva festeggiato l’ultimo compleanno circondata dal vescovo di Lucca, mons. Italo Castellani, dalla superiora provinciale, suor Giuliana Fracasso, e dalle consorelle. Per lei anche una speciale benedizione di Papa Francesco, che le aveva rivolto ‘vive felicitazioni e fervidi auguri’”. Di origini venete, suor Candida (al secolo Alma Bellotti) apparteneva alla congregazione delle Ministre degli infermi di San Camillo de Lellis. Dagli anni ‘30 aveva prestato la sua opera come infermiera professionale in diverse città italiane, dedicandosi anche alla formazione delle giovani consorelle. Nel 2000, compiuti 93 anni, era stata trasferita per un meritato riposo nella casa madre di Lucca, dove si è spenta sabato. “Dieci i Pontefici che si sono succeduti durante la vita di suor Candida, fino a Papa Francesco, che – prosegue la nota – ha avuto il privilegio di incontrare nel 2014 a Roma, in occasione del suo 107° compleanno, partecipando alla messa celebrata nella Domus Santa Marta e ricevendo la sua benedizione”. I funerali di suor Bellotti verranno celebrati domani, martedì 30 maggio, alle 17, nella chiesa della Santissima Trinità di Lucca.

Papa Francesco: Regina Coeli, “il Signore converta i cuori dei terroristi”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 09:06

“Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza al caro fratello il Papa Tawadros II e a tutta la nazione egiziana, che due giorni fa ha subito un altro atto di feroce violenza”. Sono le parole pronunciate dal Papa dopo il Regina Coeli di ieri. “Le vittime, tra cui anche bambini, sono fedeli che si recavano a un santuario a pregare, e sono stati uccisi dopo che si erano rifiutati di rinnegare la loro fede cristiana”, ha ricordato Francesco: “Il Signore accolga nella sua pace questi coraggiosi testimoni, questi martiri, e converta i cuori dei terroristi”.
“E preghiamo anche per le vittime dell’orribile attentato di lunedì scorso a Manchester, dove tante giovani vite sono state crudelmente spezzate”, ha aggiunto: “Sono vicino ai familiari e a quanti ne piangono la scomparsa”.

Papa Francesco: Regina Coeli, ai lavoratori Mediaset: “Primo diritto è il lavoro”. Grazie a Genova e ai donatori di organi

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 09:05

“Saluto anche i lavoratori di Mediaset Roma, con l’auspicio che la loro situazione lavorativa possa risolversi, avendo come finalità il vero bene dell’azienda, non limitandosi al mero profitto ma rispettando i diritti di tutte le persone coinvolte: e il primo è il diritto al lavoro”. Lo ha detto il Papa, che al termine del Regina Coeli di ieri ha rivolto inoltre “un pensiero speciale e un incoraggiamento ai rappresentanti delle associazioni di volontariato che promuovono la donazione degli organi, atto nobile e meritorio”. Infine, “un grande saluto ai genovesi e un grande grazie per la loro calorosa accoglienza” durate la visita pastorale del 27 maggio: “Che il Signore li benedica abbondantemente e la Madonna della Guardia li custodisca”.

Papa Francesco: Regina Coeli, “comunicazione sia costruttiva e rifiuti i pregiudizi”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 09:03

“I mezzi di comunicazione sociale offrono la possibilità di condividere e diffondere all’istante le notizie in modo capillare; queste notizie possono essere belle o brutte, vere o false; preghiamo perché la comunicazione, in ogni sua forma, sia effettivamente costruttiva, al servizio della verità rifiutando i pregiudizi, e diffonda speranza e fiducia nel nostro tempo”. È la preghiera del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dopo la recita del Regina Coeli di ieri.

Papa Francesco: Regina Coeli, “la Chiesa esiste per annunciare il Vangelo”

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 09:02

“La Chiesa esiste per annunciare il Vangelo, solo per quello! E anche, la gioia della Chiesa è annunciare il Vangelo”. Lo ha esclamato il Papa, durante il Regina Coeli di ieri, dedicato alla festa dell’Ascensione, che “ci ricorda questa assistenza di Gesù e del suo Spirito che dà fiducia, dà sicurezza alla nostra testimonianza cristiana nel mondo. Ci svela perché esiste la Chiesa”. “La Chiesa siamo tutti noi battezzati”, ha ricordato Francesco, soffermandosi sulla necessità di “comprendere meglio che Dio ci ha dato la grande dignità e la responsabilità di annunciarlo al mondo, di renderlo accessibile all’umanità. Questa è la nostra dignità, questo è il più grande onore di ognuno di noi, di tutti i battezzati!”. “In questa festa dell’Ascensione – l’auspicio del Papa – rafforziamo i nostri passi sulla terra per proseguire con entusiasmo e coraggio il nostro cammino, la nostra missione di testimoniare e vivere il Vangelo in ogni ambiente”. “Siamo però ben consapevoli che questa non dipende prima di tutto dalle nostre forze, da capacità organizzative e risorse umane”, ha proseguito Francesco: “Soltanto con la luce e la forza dello Spirito Santo noi possiamo adempiere efficacemente la nostra missione di far conoscere e sperimentare sempre più agli altri l’amore e la tenerezza di Gesù”.

Sir: le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Corea del Nord, lanciato nuovo missile. Migranti, oltre 2.500 sbarchi a Palermo e Napoli. Trump, pronto a uscire dagli accordi di Parigi sul clima

Agensir.it - Mon, 2017-05-29 09:00

Corea del Nord, lanciato un nuovo missile. Sarebbe finito nel Mar del Giappone

La Corea del Nord ha lanciato un missile di tipo Scud dalle vicinanze di Wonsan, città della provincia nordorientale di Gangwon: è l’ipotesi più accreditata dai militari di Seul, secondo cui il vettore ha coperto la distanza di circa 450 km prima di finire nelle acque del mar del Giappone. Il test è avvenuto alle 5:39 sudcoreane, le 22:39 di domenica in Italia, in base ai dati diffusi dal Comando di Stato maggiore di Seul. Se fosse confermato, si tratterebbe del terzo modello di missile diverso lanciato in poche settimane. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio sulla sicurezza nazionale, iniziata alle 7:30 (00:30 in Italia), come risposta immediata al lancio. La nuova intemperanza del Nord giunge nel mezzo degli sforzi di Seul per riaprire un canale almeno sull’assistenza umanitaria.

Migranti: 2.500 sbarcati a Palermo e Napoli. A bordo anche i corpi morti di donne e ragazzi

Sono sbarcati nel porto di Palermo 1042 migranti soccorsi, in diverse operazioni, nel Canale di Sicilia dal rimorchiatore Vos Thalassa che ha operato sotto la guida della Guardia Costiera. A bordo ci sono anche i cadaveri di cinque donne e due ragazzi. I migranti vengono prevalentemente dall’area subshariana e dal Maghreb. Molti i bambini. Molti i volontari della Caritas che distribuiscono cibo e scarpe a chi sbarca e i medici dell’Asp. Nel porto di Napoli sono invece sbarcati 1449 immigrati che si trovavano a bordo della nave ong ‘Vos Prudence’ di Medici Senza Frontiere. La nave è stata fatta ormeggiare al molo Carmine e sono state predisposte tutte le attività logistiche per effettuare lo sbarco.

G7 Taormina: Trump pronto ad uscire dagli accordi di Parigi sul clima

Il presidente americano, Donald Trump – afferma l’agenzia Axios citando alcune fonti – ha rivelato ad alcuni suoi confidenti, incluso il numero uno dell’Agenzia per la Protezione Ambientale Scott Pruitt, la sua intenzione di sfilare gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi. Trump da Taormina ha fatto sapere con un tweet che deciderà la prossima settimana se restare o meno nell’accordo. Durissime le parole di Angela Merkel, arrivate domenica nel corso di un incontro elettorale del partito cristiano sociale bavarese (Csu) a Monaco di Baviera, al termine della due giorni siciliani. “I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo ho capito negli ultimi giorni“, ha spiegato la cancelliera. “Noi europei dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani“.

Sri Lanka: frane, inondazioni, 151 morti. Sale ancora numero vittime alluvione, decine i dispersi

Con il passare delle ore e l’arretramento delle acque in alcune zone inondate dello Sri Lanka, è salito ulteriormente a 151 il numero delle vittime causato dalle piogge battenti e dagli smottamenti del terreno avvenuti nelle ultime 72 ore. Lo riferisce il quotidiano Daily Mirror di Colombo. Nella sua pagina online il giornale ha pubblicato i dati più recenti a disposizione del Centro per la gestione dei disastri (Dmc). In base ad essi, oltre ai morti, vi sono 112 persone considerate disperse e 52 ferite. Nel complesso, poi, sono oltre 442.000 gli abitanti colpiti in 14 distretti dello Sri Lanka occidentale e meridionale, appartenenti a 114.000 famiglie.

Spagna: auto piomba sulla folla a Marbella, ma sono ubriachi ed è scontro fra bande.

Paura terrorismo in Spagna. A Marbella un’auto all’improvviso si è lanciata contro la folla in una zona pedonale, falciando tre persone e facendo subito pensare ai drammatici precedenti di Nizza e Berlino. I testimoni, tutti in strada per la festa dello Champagne, scioccati parlano subito di terrorismo, dicono che l’auto sterzava per colpire più persone possibili. Ma solo dopo i primi attimi di terrore si scopre che la macchina impazzita in realtà non era lanciata a caso sulla folla, ma puntava su tre persone ben precise. Per vendetta.

L’addio in lacrime di Totti: “Momento che non volevo arrivasse mai”

A Roma, l’Olimpico, ha salutato il capitano Francesco Totti in un’atmosfera di malinconia struggente. 41 anni a settembre, il calciatore si è tolto idealmente la maglia della Roma e la fascia da capitano, consegnandola al leader della squadra dei Pulcini perché la vita continua e c’è un futuro. Questo è il giorno che lui voleva che non arrivasse mai, e per questo mentre fa il suo ultimo giro di campo da calciatore della Roma non ce la fa a trattenere le lacrime, mentre piangono anche quasi tutti i compagni di squadra, la moglie Ilary e i figli Cristian e Chanel che lo scortano. “Ho paura, e ho bisogno di voi”, ha detto rivolgendosi ai suoi tifosi.

Papa a Genova: card. Bagnasco, “Genova l’abbraccia con grande affetto”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 19:00

“Genova l’abbraccia con grande affetto!”. È il ringraziamento del card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, al Papa, al termine della Messa che ha visto radunate in piazzale Kennedy decine di migliaia di persone, sotto un cielo azzurro limpido, baciato dal sole caldo, che si confondeva con l’azzurro del mare. “L’abbiamo atteso con intensità, e oggi questo sogno si compie: il Papa è qui!”, ha proseguito il cardinale: “Genova ha il cuore grande, è generosa verso i poveri e gli indigenti nonostante le difficoltà economiche e lavorative; ha le braccia aperte per accogliere, ascoltare i bisogni antichi e nuovi, per aiutare secondo una storia consolidate che non si sovrappone al popolo ma appartiene alla sua anima. Il nostro carattere non ama i proclami, è riservato, preferisce fare, anche se non sempre riesce a camminare insieme. La fede è diffusa, anche se è insidiata dal processo di secolarizzazione che ha invaso l’Europa: deve crescere nella conoscenza della Parola di Dio, del Magistero, nella preghiera e nella vita sacramentale, per poter ispirare sempre più la vita, ed essere lieviti di evangelizzazione e di bene anche per la società civile”. “L’impegno ad essere missionari del Vangelo deve e può crescere, i giovani ne sono un avamposto promettente”, il primo impegno. “Genova vuole essere Chiesa in cammino con la gente, fontana del villaggio, porto accogliente per chi arriva e per quanti partono in cerca di lavoro e di domani”. “La sua vicenda umana si intreccia con Genova: osiamo dire con noi!”, ha concluso Bagnasco ricordando che “dal nostro porto i suoi nonni sono partiti per l’Argentina, e l’anima di migrante ha segnato il suo spirito in modo indelebile”.

Papa a Genova: “il cristiano non è un velocista”. No a “chiusura”, “andare nel mondo appartiene all’identità del cristiano”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 18:03

“Gesù si fida di noi, crede in noi più di quanto noi crediamo in noi stessi! Ci invia nonostante le nostre mancanze; sa che non saremo mai perfetti e che, se aspettiamo di diventare migliori per evangelizzare, non cominceremo mai”. Con queste parole il Papa, nella parte finale dell’omelia della Messa a piazzale Kennedy, ha spiegato la centralità dell’annuncio, per il cristiano. “Per Gesù è però importante che da subito superiamo una grande imperfezione: la chiusura”, ha ammonito: “Perché il Vangelo non può essere rinchiuso e sigillato, perché l’amore di Dio è dinamico e vuole raggiungere tutti. Per annunciare, allora, occorre andare, uscire da sé stessi. Con il Signore non si può stare quieti, accomodati nel proprio mondo o nei ricordi nostalgici del passato; con lui è vietato cullarsi nelle sicurezze acquisite. La sicurezza per Gesù sta nell’andare, con fiducia: lì si rivela la sua forza. Perché il Signore non apprezza gli agi e le comodità, ma scomoda e rilancia sempre. Ci vuole in uscita, liberi dalla tentazione di accontentarci quando stiamo bene e abbiamo tutto sotto controllo”.

“Andare nel mondo col Signore appartiene all’identità del cristiano”, ha detto Francesco: “Il cristiano non è fermo, ma in cammino: col Signore verso gli altri. Ma il cristiano non è un velocista che corre all’impazzata o un conquistatore che deve arrivare prima degli altri. È un pellegrino, un missionario, un ‘maratoneta speranzoso’: mite ma deciso nel camminare; fiducioso e al tempo stesso attivo; creativo ma sempre rispettoso; intraprendente e aperto; laborioso e solidale. Con questo stile percorriamo le strade del mondo!”. “Come per i discepoli delle origini, i nostri luoghi di annuncio sono le strade del mondo”, il mandato: “È soprattutto lì che il Signore attende di essere conosciuto oggi. Come alle origini, desidera che l’annuncio sia portato con la sua forza: non con la forza del mondo, ma con la forza limpida e mite della testimonianza gioiosa. Questo è urgente”. “Chiediamo al Signore la grazia di non fossilizzarci su questioni non centrali, ma di dedicarci pienamente all’urgenza della missione”, l’invito: “Lasciamo ad altri le chiacchiere e le finte discussioni di chi ascolta solo sé stesso, e lavoriamo concretamente per il bene comune e la pace; mettiamoci in gioco con coraggio, convinti che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Il Signore risorto e vivo, che sempre intercede per noi, sia la forza del nostro andare, il coraggio del nostro camminare”.

Papa a Genova: Messa a piazzale Kennedy, “con la preghiera si possono anche fermare le guerre e ottenere la pace”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 17:57

“La preghiera cristiana non è un modo per stare un po’ più in pace con sé stessi o trovare qualche armonia interiore; noi preghiamo per portare tutto a Dio, per affidargli il mondo”. A delimitare l’ampiezza della preghiera è stato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata a piazzale Kennedy, di fronte al mare. “La preghiera è intercessione”, ha spiegato Francesco: “Non è tranquillità, è carità. È chiedere, cercare, bussare. È mettersi in gioco per intercedere, insistendo assiduamente con Dio gli uni per gli altri”. “Intercedere senza stancarci”: è questa, per il Papa, “la nostra prima responsabilità, perché la preghiera è la forza che fa andare avanti il mondo; è la nostra missione, una missione che al tempo stesso costa fatica e dona pace”. “Ecco il nostro potere”, ha precisato: “Non prevalere o gridare più forte, secondo la logica di questo mondo, ma esercitare la forza mite della preghiera, con la quale si possono anche fermare le guerre e ottenere la pace. Come Gesù intercede sempre per noi presso il Padre, così noi suoi discepoli non stanchiamoci mai di pregare per avvicinare la terra al cielo”.

Papa a Genova: Messa a piazzale Kennedy, “per vincere male di vivere gettiamo l’ancora in Dio”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 17:55

Anche la Chiesa, come Gesù, “ha il potere e anche il dovere di intercedere, di pregare per tutti”. Lo ha ricordato il Papa, che nella Messa a piazzale Kennedy, davanti a decine di migliaia di persone, ha esortato a domandarsi: “Io prego? Noi, come Chiesa, come cristiani, esercitiamo questo potere portando a Dio le persone e le situazioni?”. “Il mondo ne ha bisogno, noi stessi ne abbiamo bisogno”, ha esclamato Francesco: “Nelle nostre giornate corriamo e lavoriamo tanto, ci impegniamo per molte cose; però rischiamo di arrivare a sera stanchi e con l’anima appesantita, simili a una nave carica di merce che dopo un viaggio faticoso rientra in porto con la voglia solo di attraccare e di spegnere le luci”. “Vivendo sempre tra tante corse e cose da fare, ci possiamo smarrire, rinchiudere in noi stessi e diventare inquieti per un nulla”, il monito del Papa: “Per non farci sommergere da questo ‘male di vivere’, ricordiamoci ogni giorno di ‘gettare l’àncora in Dio’: portiamo a lui i pesi, le persone e le situazioni, affidiamogli tutto. È questa la forza della preghiera, che collega cielo e terra, che permette a Dio di entrare nel nostro tempo”.

Papa a Genova: Messa a piazzale Kennedy, “il potere di Gesù è l’intercessione”, è “un avvocato” a cui possiamo affidare qualche “causa importante”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 17:53

“Il potere di Gesù, la forza di Dio”. È il tema della Messa celebrata dal Papa a piazzale Kennedy, momento del congedo dai genovesi dopo un’intensa giornata, caratterizzata dal dialogo botta e risposta con il mondo del lavoro, all’Ilva, con il clero nella cattedrale di San Lorenzo e con i giovani al Santuario della Madonna della Guardia. Poi l’incontro con i bambini del Gaslini, il personale dell’ospedale e le loro famiglie. Quello di Dio, ha spiegato il Papa, è anzitutto “il potere di collegare il cielo e la terra”: “Quando Gesù è asceso al Padre la nostra carne umana ha varcato la soglia del cielo: la nostra umanità è lì, in Dio, per sempre. Lì è la nostra fiducia, perché Dio non si staccherà mai dall’uomo. E ci consola sapere che in Dio, con Gesù, è preparato per ciascuno di noi un posto: un destino da figli risorti ci attende e per questo vale veramente la pena di vivere quaggiù cercando le cose di lassù dove si trova il nostro Signore”. “Ma questo suo potere non è finito una volta asceso in cielo”, ha assicurato Francesco: “Continua anche oggi e dura per sempre”. Dire, infatti, come ha fatto Gesù prima di salire al Padre, “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”, per il Papa “non è un modo di dire, una semplice rassicurazione, come quando prima di partire per un lungo viaggio si dice agli amici: ‘vi penserò’. No, Gesù è veramente con noi e per noi: in cielo mostra sempre al Padre la sua umanità, la nostra umanità, e così è sempre vivo per intercedere a nostro favore”. “Intercessione” è quindi “la parola-chiave del potere di Gesù”, che “presso il Padre intercede ogni giorno, ogni momento per noi. In ogni preghiera, in ogni nostra richiesta di perdono, soprattutto in ogni Messa, Gesù interviene: mostra al Padre i segni della sua vita offerta, le sue piaghe, e intercede, ottenendo misericordia per noi. Egli è nostro ‘avvocato’ e, quando abbiamo qualche ‘causa’ importante, facciamo bene ad affidargliela, a dirgli: ‘Signore Gesù, intercedi per me, per noi, per quella persona, per quella situazione…'”.

Comunicazioni sociali: Saladino (Ragusa), “dare la ‘buona notizia’ è riservare spazio a fatti positivi ma anche cogliere elementi di bene nella realtà negativa”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 17:35

“Cogliere e dare ogni giorno la ‘buona notizia’, che non è solo riservare spazio ai fatti positivi che succedono (e ancora ce ne sono!), ma anche riuscire a interpretare ogni notizia, anche la peggiore, cogliendo un elemento di bene nella realtà negativa”. È uno degli aspetti rilevati da Gian Piero Saladino, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi di Ragusa, rileggendo il Messaggio scritto da Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Saladino rileva “la contraddizione fra la crescente importanza ‘evangelizzatrice’ degli attori locali della comunicazione e la loro crescente umiliazione professionale ed economica in contesti editoriali subalterni alle logiche del potere e del denaro” così come “la necessità, in questo territorio, di formare nuove competenze per ‘antichi’ e ‘moderni’ comunicatori progettate e realizzate dagli ‘addetti ai lavori’ per essere messe a disposizione della comunità e specialmente dei giovani”. C’è poi “l’urgenza di una fiduciosa evoluzione del ‘linguaggio’ e delle ‘forme di presenza’ da parte di sacerdoti e operatori pastorali in un contesto reale profondamente mutato”. “A Ragusa – aggiunge – urge continuare a portare avanti un’iniziativa integrata fra tutte le agenzie educative operanti nel contesto locale delle comunicazioni sociali e digitali come ‘ambiente’ ineludibile di vita, di dialogo e di crescita personale, sociale e spirituale”. Saladino conclude ricordando il “servizio svolto da una testata di informazione di ispirazione cattolica che vive da 32 anni, ‘Insieme’, autonoma da condizionamenti interni ed esterni, attenta ai bisogni e alle sensibilità delle comunità urbane ed ecclesiali”.

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