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Giovanni XXIII: mons. Ricchiuti (Pax Christi), “il Papa della pace non può diventare patrono dell’esercito”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 13:47

“Papa Giovanni XXIII è nel cuore di tutte le persone come il Papa Buono, il papa della pace, e non degli eserciti”. Così mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente di Pax Christi Italia, contesta oggi la notizia della nomina di San Giovanni XXIII a patrono dell’esercito italiano, che secondo l’Ansa sarà ufficializzata domani, 12 settembre, in una celebrazione riservata nel Palazzo Esercito di via XX Settembre. L’ordinario militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, consegnerà la Bolla della Congregazione per il Culto divino al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Danilo Errico. “Come presidente della sezione italiana di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace, mi sembra irrispettoso coinvolgere come patrono delle Forze Armate colui che, da Papa, denunciò ogni guerra con l’Enciclica ‘Pacem in terris’ e diede avvio al Concilio che, nella Costituzione ‘Gaudium et spes’, condanna ogni guerra totale, come di fatto sono tutte le guerre di oggi”, afferma mons. Ricchiuti. Per il presidente e tutto il movimento Pax Christi questa notizia è ritenuta “assurda” anche perché “l’Esercito di oggi, formato da militari professionisti e non più di leva, è molto diverso da quello della Prima guerra mondiale” ed è cambiato anche il modello di Difesa, “con costi altissimi (23 miliardi di euro per il 2017) e teso a difendere gli interessi vitali ovunque minacciati o compromessi”. “Pensare a Giovanni XXIII come patrono dell’Esercito – sottolinea – lo ritengo anticonciliare anche alla luce della forte ed inequivocabile affermazione contenuta nella Pacem in Terris, ‘con i mezzi di distruzione oggi in uso e con le possibilità di incontro e di dialogo, ritenere che la guerra possa portare alla giustizia e alla pace è fuori dalla ragione – alienum a ratione’. È ‘roba da matti’, per usare un’affermazione di don Tonino Bello, anch’egli presidente di Pax Christi fino al 1993”. Mons. Ricchiuti è certo che “questo sentire non sia solo di Pax Christi, ma di tante donne e uomini di buona volontà, a cui chiediamo di unirsi con ogni mezzo a questa dichiarazione per esprimere il proprio rammarico per una decisione che non rappresenta il ‘sensus fidei’ di tanti credenti che hanno conosciuto Giovanni XXIII o che ne apprezzano la memoria di quella ventata profetica che ha indicato alla Chiesa nuovi sentieri di giustizia e di pace”.

Festa di Avvenire: Monreale, sabato 16 incontro su “giustizia e bellezza” come antidoto “contro la corruzione e la mafia”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 13:30

“Giustizia, corruzione e mafia”. Sono i temi su cui verterà l’incontro promosso sabato 16 settembre, alle ore 18, presso il palazzo arcivescovile di Monreale, in occasione della seconda edizione di “Avvenire… per passione! Festa”. A parlare durante l’incontro, presieduto dall’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, di “giustizia e bellezza” come antidoto “contro la corruzione e la mafia”, saranno l’arcivescovo Silvano Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Antonino Di Matteo, magistrato della Direzione nazionale antimafia, Vittorio V. Alberti, filosofo e direttore della rivista on line “Sintesi dialettica”.
L’incontro prende spunto dal libro edito da Rizzoli: “Corrosione. Combattere la corruzione nella Chiesa e nella società”, scritto dal card. Peter Kodwo Appiah Turkson con Vittorio V. Alberti, sul quale daranno la loro “testimonianza… dalla parte dei lettori” Sonia La Dolcetta, dottoressa in Legge, componente della Associazione culturale “Così, per… passione!”, e Giovanna Parrino, dottoressa in Antropologia culturale e presidente dell’Azione cattolica diocesana, componente del gruppo di collaboratori della Biblioteca “Ludovico II De Torres” del Seminario arcivescovile di Monreale. Coordineranno i lavori Lucia Bellaspiga, inviata di Avvenire, e Alessandra Turrisi, collaboratrice di Avvenire e del Giornale di Sicilia. È previsto un intervento di saluto di Piero Capizzi, sindaco di Monreale. A seguire “…Pulcherrimum in toto orbe terrarum”: visita alla cattedrale di Monreale tra visione e catechesi con don Nicola Gaglio, arciprete-parroco della stessa cattedrale.

Papa in Colombia: card. Chavez (San Salvador), “è emersa la Chiesa che Francesco sogna per l’America Latina”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 13:11

(dall’inviata a Münster) Ciò che è emerso nel viaggio di Francesco in Colombia è “la Chiesa che il Papa sogna per l’America Latina”. Parla di un “viaggio emblematico” il card. Gregorio Rosa Chavez, vescovo ausiliare di San Salvador rispondendo, a margine dell’incontro internazionale “Strade di pace” in corso a Münster (Germania), rispondendo a una domanda sul viaggio del Papa in Colombia. “Quello che impressiona nei suoi discorsi è la visione globale della Chiesa che sogna. Lui vuole una Chiesa  che faccia parte della storia della gente, che consoli le ferite, le guarisca, le accarezzi, che percorra la strada per la pace”. A colpire il card. Chavez sono stati soprattutto i discorsi tenuti  a Medellin e a Cartagena: “Il Papa – dice  – ha dato alla Colombia le chiavi della riconciliazione: non si può fare a meno della verità ma non basta. Ci vuole verità, giustizia, perdono e misericordia. Le parole del Papa sono sicuramente difficili da applicare, ma sono l’unico modo per riconciliare il Paese. È stato un viaggio emblematico. Una parabola della Chiesa  che il Papa sogna in America Latina”. Francesco parla ma “il messaggio, in primo luogo, è  quello che lui è e, in secondo luogo, sono i gesti che compie. La Colombia è un Paese con tante difficoltà, ma il Papa è riuscito, tra ostacoli enormi, a parlare a tutto il paese. Ha parlato ad un Paese diviso e quello che ha detto è meraviglioso. Tutte le parole erano pensate e lui le ha dette. Sono una sintesi vitale della Chiesa che vive in questa terra”.

Mons. Romero: card. Chavez (Salvador), “importante preparare il popolo alla sua canonizzazione”. “Il Paese deve cambiare perché il Papa venga”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 13:02

(dall’inviata a Münster) Il processo per la canonizzazione di mons. Romero è quasi completato, il miracolo sarà approvato, ma prima che la canonizzazione avvenga, “bisogna preparare il popolo a questo momento”. È il card. Gregorio Rosa Chavez, vescovo ausiliare di San Salvador (El Salvador), a parlare dell’ arcivescovo di San Salvador, ucciso il 24 marzo del 1980, mentre stava celebrando la Messa nella cappella di un ospedale, da un cecchino degli squadroni della morte, a causa del suo impegno nel denunciare le violenza della dittatura militare nel suo Paese. Il card. Chavez è a Münster, ospite della Comunità di Sant’Egidio, per partecipare all’incontro internazionale “Strade di Pace” che si è aperto ieri. Erano circolate diverse voci, poi smentite sulle date della canonizzazione dell’arcivescovo Romero e su un probabile viaggio di Papa Francesco in El Salvador. “Abbiamo parlato con Papa Francesco – dice parlando al Sir e alla Radio Vaticana – e abbiamo visto che era importante preparare il popolo a questo momento della canonizzazione. Cioè il popolo deve imparare a conoscere Romero e abbiamo bisogno di tempo. Il miracolo sarà approvato per quello che sappiamo. Ma ciò che più ci sta a cuore è che la figura di Romero sia conosciuta e imitata”. Il cardinale ricorda come parte del processo di preparazione del popolo le celebrazioni che si sono svolte questa estate in El Savador per i 100 anni della nascita di Romero. “Sono accadute cose incredibile, la gente chiedeva la pace, altri chiedevano perdono a Romero, altri esprimevano il proprio amore per Romero. È stata una esperienza che ha aperto porte di speranza, ha avuto un forte impatto e si farà ogni anno. Sarà qualcosa di permanente che apre una nuova tappa”. “Romero – afferma il card. Chavez – è il pastore che Papa Francesco vuole. Rappresenta la Chiesa che il Papa immagina, una Chiesa povera per i poveri. Dunque Romero è come una sintesi viva di quello che il Pontefice vuole per tutto il mondo. A me colpisce molto sentire il Papa parlare di Romero, della conoscenza che ha di lui. Sono due persone molto simili. Romero aveva uno sguardo universale proprio come Papa Francesco”. E sulla possibilità di un viaggio del Santo Padre in Salvador, il card. Chavez risponde: “Aspettiamo il Papa ma affinché venga c’è una condizione. Un Paese così violento come il nostro deve cambiare perché possa arrivare il Papa. Questa è la grande sfida quando parliamo di tale ipotesi, perché abbiamo una guerra, la gente soffre tantissimo e ingiustamente e abbiamo bisogno di una formula che ancora non abbiamo trovato. Siamo paralizzati. Non sappiamo come andare avanti. Questa è la nostra grande sfida ma anche la nostra grande chance: trovare nuove vie. È un debito che abbiamo come Chiesa , essere strumenti perché i nostri Paesi ritrovino vie di pace, di vita e non di morte”.

Maltempo: Caritas Livorno, attive due squadre di volontari “manca acqua, prodotti per l’igiene e indumenti”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 12:46

“Servono bottiglie di acqua potabile, prodotti per la prima infanzia, per l’igiene personale, disinfettanti, indumenti per adulti e bambini, materiale scolastico”: la Caritas Livorno sta fornendo aggiornamenti via Twitter sulla situazione e le necessità durante il suo intervento dopo il nubifragio che ha sconvolto la città, con 6 persone morte e 2 dispersi. La Caritas è presente con due squadre di operatori e volontari e nel pomeriggio attiverà due punti di distribuzione aiuti in città. Al tempo stesso cerca volontari ed ha aperto una raccolta fondi.

*** FLASH ***

Necessarie bottiglie di acqua da bere.
Punto di raccolta: Caritas Torretta, Via delle Cateratte,… https://t.co/sxeJKUZ9ZQ

— Caritas Livorno (@caritaslivorno) September 11, 2017

#NEWS #Maltempo from #Caritas #Livorno #aggiornamento
*** IMPORTANTE *** pic.twitter.com/ZohYUpH25F

— Caritas Livorno (@caritaslivorno) September 11, 2017

Diocesi: Caritas Bolzano-Bressanone, un primo aiuto di 30mila euro per il Centro America colpito da terremoto e uragano

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 12:33

La Caritas di Bolzano-Bressanone, in diretto contatto con la rete internazionale Caritas, ha inviato un primo aiuto di 30mila euro dal fondo catastrofi per contribuire alle iniziative di aiuto in Messico e Haiti. Lo si apprende da una nota della Caritas altoatesina nella quale si fa il punto della situazione delle popolazioni della zona caraibica e messicana. Come si legge nella nota, “in Messico, mentre aumenta purtroppo il numero delle vittime del terremoto più forte mai registrato dal 1932, la situazione si fa di ora in ora più grave. Varie località nel sud del Paese sono ridotte a cumuli di macerie, senza luce elettrica, senza acqua potabile e con pochissimo cibo. Difficile è anche la viabilità”. “L’uragano Irma, invece, nella sua corsa con venti a 300 chilometri orari e piogge torrenziali verso e oltre la Florida, ha devastato e sta devastando vaste zone di Porto Rico, Repubblica Dominicana, Haiti, Isole dei Caraibi Orientali. Altri due uragani, José e Katia, stanno minacciando ora le stesse popolazioni”. In questi Paesi, così come in Messico, le Caritas locali hanno organizzato gruppi di emergenza e di volontari e l’apertura di centri di accoglienza. “Due – spiega la Caritas altoatesina – le linee di intervento principali: da un lato la fornitura di acqua potabile, prodotti per l’igiene, medicinali e dall’altro la distribuzione di aiuti alimentari”. La Caritas di Bolzano-Bressanone invita chi volesse contribuire a sostenere le iniziative di aiuto alle popolazioni del Centro America colpite in questi giorni a farlo con un’offerta attraverso i conti bancari intestati alla Caritas diocesana indicando la causale “Aiuto nelle catastrofi”.

Società sacerdoti san Giuseppe Cottolengo: don Carmine Arice è il nuovo superiore generale

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 12:14

È don Carmine Arice, attuale direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, il sedicesimo superiore generale della Società dei sacerdoti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo e padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza, di fatto il presidente di tutta l’Opera. La nomina è avvenuta nell’ambito del capitolo generale in corso a Torino. Secondo la procedura elettiva, i sacerdoti designano una terna che viene condivisa con il Consiglio generale delle suore e dei fratelli, quindi in seduta plenaria avviene l’elezione. Don Arice diventa così il sedicesimo successore del Fondatore. “Non me l’aspettavo – confida raggiunto telefonicamente al Sir -. Ero convinto, finito il capitolo, di tornare a Roma a riprendere il mio servizio”. “Oggi il momento che stanno vivendo la Chiesa e tutte queste opere di carità non è facile –riconosce -. In questi tempi, essere sempre in sintonia con il carisma della scelta dei più poveri richiede proprio una grazia speciale del Signore in cui confido. Sono inoltre rasserenato dalla comunione dei confratelli e delle consorelle che ho percepito forte e piena”. Con quali sentimenti si accinge ad assumere questo nuovo incarico? “Con fiducia nella Provvidenza, in obbedienza al Papa e a quello che ci sta chiedendo, in comunione con tutti i miei confratelli e con tutta la Piccola Casa. Soprattutto con umiltà perché ciò che dovrò fare è sproporzionato rispetto a quello che sono, e ponendomi nel solco dei miei predecessori: la grande volontà di cercare la volontà di Dio e il bene di questa Opera”.

11 settembre 2001: mons. Whalen (Staten Island), “in quei frangenti ho colto la forza che veniva dalla fede”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 12:12

(New York) “Noi abbiamo perso tanti parrocchiani ma tra noi non c’era rabbia o scoraggiamento, anzi cercavamo di incoraggiare le persone, di contattare le famiglie per consentire ai dispersi di raggiungerle e riunirsi. In quei frangenti ho colto che la forza veniva come non mai dalla nostra vocazione cristiana, dalla fede”. È quanto racconta al Sir mons. Edmund Whalen, preside della scuola cattolica di Staten Island, dove hanno studiato pompieri e poliziotti che l’11 settembre 2001 hanno prestato i soccorsi a seguito dell’attentato alle Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Whalen non dimentica “la risposta del quartiere alla tragedia”. “La nostra Chiesa – spiega – è diventata un ricovero per operatori sanitari, pompieri, polizia e tutti coloro che erano ingaggiati nelle azioni di primo soccorso”. “In tantissimi – aggiunge – hanno aperto le loro case per consentire una sosta o il riposo anche per i primi soccorritori” mentre “la nostra parrocchia” era “strapiena di gente venuta a pregare”. Nei giorni seguenti, poi, “c’era un sentimento unico che attraversava tutta la città ed era quello del prendersi cura”. “Ci sono state scene commoventi – continua – e non c’era rabbia o vendetta, ma un senso di unità, di responsabilità verso tutti, soprattutto verso chi aveva perso un genitore: era di loro che dovevamo occuparci e non sull’onda dell’emozione ma anche dopo, nel futuro”. Secondo il preside, “amare l’altro era l’unico modo di dare senso a quello che non aveva senso, era dare una risposta ad una perversione della religione, era confortare il frutto dell’odio e del male”.

11 settembre 2001: mons. Whalen (Staten Island), “proviamo a non dimenticare”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 12:05

(New York) “L’11 settembre ha lasciato un marchio in ogni persona e c’è chi ha risposto con rabbia e chi invece ha trovato la fede. Noi proviamo a non dimenticare. Noi ricordiamo sempre i nomi degli ex allievi che sono morti quel giorno e li preghiamo”. È quanto racconta al Sir mons. Edmund Whalen, preside della scuola cattolica di Staten Island dove hanno studiato pompieri e poliziotti che l’11 settembre 2001 hanno prestato i soccorsi a seguito dell’attentato alle Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Secondo mons. Whalen la lezione che dovremmo imparare da quella tragedia è “il potere dell’amore e dell’unità”. Anche per questo celebrerà l’11 settembre con “i ragazzi della Farrell, la mia scuola”. “Il rischio per loro – spiega – è che questo fatto diventi storia da manuale, senza possibilità che ne facciano esperienza, come i loro genitori o vicini”. Una messa e la lettura dei nomi delle vittime, “perché sentano – aggiunge – che è reale e non un evento estraneo”. Gli studenti, rivela, “alla fine spesso fanno domande vere e si meravigliano di quanto, in quei giorni, le persone hanno risposto e lavorato insieme per offrire solidarietà e aiuto”. Whalen nei giorni successivi alla tragedia trascorse diverso tempo e per più mesi “all’obitorio, un’enorme tenda bianca sull’East river, per pregare e benedire i brandelli di corpo che venivano portati” e per “stare vicino ai soccorritori”. “È stato un tempo lungo di perché”, ammette, ricordando che in tutti i soccorritori “c’era una fame di Dio, una sete di risposte a dubbi e domande, il desiderio di parlare da uomo a uomo e di gridare a Dio dove fosse”. “Rispondere a tutto quel male con il bene – osserva – ha cambiato il cuore di tanti ragazzi che erano lì, tanti si sono fatti domande, hanno riscoperto il valore della persona e la riverenza verso un Dio che si faceva trovare in quel presente perché non avevi altro”.

Uragano Irma: Unicef, “colpiti quasi 20mila bambini e adolescenti nelle isole dei Caraibi orientali”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 11:55

L’Unicef sta mobilitando una risposta urgente per andare incontro ai bisogni dei bambini colpiti dall’uragano Irma, preparandosi al contempo all’arrivo dell’uragano José. Irma, il più potente uragano mai registrato nell’Oceano Atlantico, ha causato ingenti danni alle isole dei Caraibi orientali, con le isole di Barbuda e Anguilla tra le più colpite. Si stima che quasi 20.000 bambini e adolescenti siano stati colpiti su queste isole. “Siamo ancora lontani dall’avere un quadro completo dell’entità dei danni in tutta la regione”, ha dichiarato Khin-Sandi Lwin, rappresentante dell’Unicef per i Caraibi orientali. “I bambini e le famiglie, molti dei quali hanno perso la casa e hanno visto le loro comunità distrutte, si trovano ora di fronte a una seconda potente tempesta. La nostra priorità assoluta è garantire che siano sicuri e abbiano ciò di cui hanno bisogno prima dell’arrivo di José”. Venerdì il governo di Antigua e Barbuda ha dichiarato lo stato di emergenza a Barbuda con i 1.600 residenti dell’isola, tra cui 750 bambini, evacuati ad Antigua. A Barbuda, i servizi di elettricità e acqua non sono operativi mentre l’unica scuola dell’isola è stata danneggiata e le lezioni sono sospese. Ad Antigua, i rifugi sono preparati per gli sfollati e l’Unicef ha preposizionato gli aiuti umanitari nell’area. Altri 4.800 bambini sono stati colpiti dall’uragano ad Anguilla e 9.500 bambini nelle Isole Vergini. L’elettricità e i sistemi idrici sono stati danneggiati, le linee telefoniche interrotte e molte scuole distrutte. A Turks e Caicos, sono circa 10.000 i bambini colpiti. Le priorità dell’Unicef comprendono la fornitura di acqua potabile, sostegno psicosociale, riabilitazione delle scuole e istituzione di centri a misura di bambino. Gli aiuti d’emergenza preposizionati a Barbados e ad Antigua saranno rapidamente distribuiti, in coordinamento con le autorità nazionali. Includono tende, pastiglie per la purificazione dell’acqua e kit igienici per le famiglie sfollate.

Informazione religiosa: Premio “Giuseppe De Carli”, definita la giuria della quarta edizione

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 11:49

È stata definita la giuria che sarà impegnata a valutare i lavori partecipanti alla quarta edizione del Premio “Giuseppe De Carli”, promosso dall’omonima associazione per ricordare il vaticanista scomparso nel 2010. Ne faranno parte Filippo Anastasi, giornalista di Radio Rai, Luigi Bizzarri, responsabile Cultura e storia di Rai Tre, Fabio Colagrande, redattore di Radio Vaticana, Vania De Luca, presidente nazionale dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), fra Raffaele Di Muro, docente della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” – Seraphicum, Alessandra Ferraro, vicecaporedattore della Tgr Rai, Marta Ottaviani, giornalista de “La Stampa”, Paolo Rodari, vaticanista de “La Repubblica”, e Carla Rossi Espagnet, docente della Pontificia Università della Santa Croce. Il premio – si legge in una nota – è “rivolto a giornalisti (professionisti, pubblicisti, praticanti o corrispondenti esteri) che si occupano d’informazione religiosa, nei settori della carta stampata, dell’emittenza radiofonica, televisiva e dei nuovi media, in testate sia nazionali che estere”. Per la premiazione, che si terrà entro la fine dell’anno, è in programma, come in ogni edizione, una tavola rotonda “su una tematica di attualità per la professione e per lo specifico ambito dell’informazione religiosa”. Il premio è promosso con la collaborazione della Pusc e del Seraphicum, e gode del patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, di Rai Vaticano, dell’Ucsi, della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) e del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema (Lu).

Riforma Curia: mons. Semeraro (segretario C9), “si sta per completare la proposta fatta al Papa”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 11:33

“Per ciò che riguarda il processo di riforma della Curia romana, il percorso è anche oltre i tre quarti: si sta per completare. Si sta per completare a livello di proposta fatta al Papa”. Lo ha affermato monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali (C9), in un’intervista a Radio Vaticana. “Il Papa – osserva mons. Semeraro – ha reso noto molto presto alcuni accorpamenti di Pontifici Consigli: diremmo che su laici, famiglia e vita c’è una sorta di omogeneità e consequenzialità tematica”. Per quanto riguarda “il Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, anche questo non si accontenta di riprendere precedenti strutture, ma – spiega – attua unitariamente il progetto del documento conciliare ‘Gaudium et Spes’”. Il segretario del C9 evidenzia poi come “di grande rilevanza è anche un altro Dicastero, la Segreteria per la comunicazione, che assorbe delle funzioni certamente prioritariamente pastorali, quelle che fanno capo a quello che in precedenza era il Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali”. “Ma insieme con questo compito pastorale di orientamento – aggiunge – la Segreteria per la comunicazione ha anche una enorme responsabilità amministrativa per il suo spessore; ma anche per la importanza del tema della comunicazione è un Dicastero centrale nel progetto di riforma della Curia”. Parlando di “clima di familiarità” che contraddistingue i lavori del C9, Semeraro esprime attraverso quattro verbi il metodo di lavoro: “Ascoltare, riflettere, verificare. E quindi, poi fare una proposta – proporre – al Papa, perché il Consiglio di Cardinali non delibera; il Consiglio di Cardinali propone al Papa”.

Riforma Curia: mons. Semeraro (segretario C9), “Francesco sta seguendo il progetto di un’attuazione graduale”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 11:32

Rispetto al processo di riforma della Curia romana, “Francesco sta seguendo al momento il progetto di un’attuazione graduale”. Lo ha affermato monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali (C9), in un’intervista a Radio Vaticana. “Al momento, tre quarti del cammino sono stati già compiuti: io penso che tra qualche mese questa revisione sarà più o meno completata, poi il Papa avrà a disposizione le proposte che riguardano tutti i Dicasteri e spetterà a lui decidere come e quando attuarle”. “Al momento – nota mons. Semeraro – il Papa ha preferito un’attuazione graduale, facendo anche in qualche maniera una sorta di rodaggio”. “In qualche caso – aggiunge – il Papa è già intervenuto per fare delle correzioni, perché nel passaggio dalla teoria alla pratica sono emerse esigenze di correzione”. Secondo il segretario del C9, “il Papa di per sé non si sente propriamente un ‘riformatore’. Se il Papa ha avviato questo lavoro di riforma della Curia lo ha fatto sotto la spinta di suggerimenti che sono emersi soprattutto nelle riunioni prima del Conclave”. La scelta, nell’individuazione dei componenti del Consiglio di cardinali, ha riguardato quelli “che sono capi di Chiese locali distribuiti nei diversi continenti” con la volontà “dell’ascolto di voci delle Chiese per procedere anche nella riforma della Curia romana”. “Il Consiglio di cardinali – prosegue – è una struttura sinodale”, “un organismo che si colloca all’interno della collegialità episcopale”. “Il Papa è presente abitualmente anzitutto ascoltando” e, spiega, “quando è il caso di precisare o di intervenire, il Papa interviene, ma con molta discrezione”. Il C9, non essendo “costituito solo per la riforma della Curia” ha posto attenzione anche “a quella realtà molto dolorosa che è l’abuso sui minori. Questo, di per sé, non fa parte della riforma della Curia romana; eppure, il Papa ha ritenuto di ascoltare il Consiglio anche su questi passaggi”.

Ius soli: domani sit-in della Campagna “L’Italia sono anch’io” e #italianisenzacittadinanza, “basta rinvii”

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 11:28

“Il Senato approvi entro settembre la legge sulla cittadinanza. Basta rinvii. Non vogliamo più aspettare”: è la richiesta della Campagna L’Italia sono anch’io e il movimento #italianisenzacittadinanza, che organizzano domani pomeriggio alle 14 un sit-in a Piazza Montecitorio a Roma, “visto che la Questura ha negato la possibilità di tenerlo nei pressi di Palazzo Madama”. “Nonostante le dichiarazioni di esponenti del governo e della maggioranza che dicono di voler approvare la legge che riforma la cittadinanza in questa legislatura, non si sa ancora quando si terrà la discussione in Aula al Senato – affermano -. Ricordiamo che lo stesso presidente del Consiglio Gentiloni aveva definito la riforma ‘una conquista di civiltà’. Ci aspettiamo che sia dunque conseguente con le sue affermazioni, ricorrendo anche alla fiducia se necessario per velocizzare i tempi di approvazione”. Domani, 12 settembre, la riunione dei capigruppo al Senato deve decidere la calendarizzazione dei lavori. “Noi chiediamo che il primo provvedimento all’ordine del giorno sia questo – sottolineano -. Da troppo tempo aspettiamo che le promesse fatte si traducano in atti concreti e intanto un milione di giovani di origine straniera, nati o vissuti per anni nel nostro Paese, non sono ancora cittadini italiani per legge, anche se lo sono di fatto”.  La Campagna chiede “che entro settembre lo ius soli venga approvato. Non possiamo accettare che per calcoli politici i diritti di una parte così consistente di giovani vengano ignorati”. L’Italia sono anch’io è promossa da Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Comune di Reggio Emilia, Comunità di Sant’Egidio, Coordinamento Enti Locali Per La Pace, Emmaus Italia, Fcei, Legambiente, Libera, Lunaria, Migrantes, Il Razzismo è Una Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, S.E.I. – Sindacato Emigranti e Immigrati, Tavola Della Pace, Terra del Fuoco, Uil, Uisp. Il movimento #Italianisenzacittadinanza è stato fondato nell’ottobre 2016 da giovani cresciuti in Italia.

Portogallo: Lisbona, Giornate della comunicazione sociale. Mons. Lavrador, formazione su strumenti e contenuti

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 11:16

Il Segretariato nazionale ha annunciato che le Giornate di Comunicazione sociale 2017 si svolgeranno nei giorni 28 e 29 settembre, sviluppando una formazione pratica sulla “creatività nella produzione di contenuti” e sugli “strumenti di scambio dell’informazione”. Presentando il programma alla stampa, il presidente della Commissione episcopale della Cultura, dei beni culturali e della comunicazione, mons. João Lavrador, ha infatti affermato che le Giornate intendono essere soprattutto una condivisione di competenze: “Proponiamo un programma essenzialmente pratico, dove l’uso di Twitter, Facebook, Instagram, WhatsApp e altre reti sociali costituiranno l’ambiente informativo e comunicativo”. L’iniziativa avrà luogo presso l’Auditório da Renascença Multimédia di Lisbona. Maggiori informazioni nella pagina web: http://www.ecclesia.pt/jornadas2017/

Diocesi: Cremona, don Bruno Bignami nuovo vicedirettore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 11:03

La Segreteria generale della Conferenza episcopale italiana ha nominato don Bruno Bignami vicedirettore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, con delega speciale per l’Apostolatus maris e il Progetto “Policoro”. Per ora, don Bignami, sacerdote del clero cremonese, mantiene il ministero di parroco di Picenengo (Cr). Ne dà notizia, in una nota, la diocesi di Cremona. Classe 1969, don Bignami è stato ordinato sacerdote il 18 giugno 1994. In diocesi ha ricoperto gli incarichi di vicerettore del seminario, responsabile dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, responsabile per la formazione spirituale delle Acli, vicedirettore del Centro pastorale diocesano di Cremona. Dal 2016 è anche responsabile del tavolo di coordinamento pastorale del settore servizi della curia. Inoltre, è insegnante presso l’istituto teologico dei Seminari di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano e presso gli Istituti superiori di Scienze religiosa di Mantova e di Crema-Cremona-Lodi, del quale è vicerettore. Don Bignami è stato recentemente riconfermato quale presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo, che guida ormai dai 2010. “Postulatore della causa di beatificazione di don Mazzolari – si legge nella nota – ha avuto il privilegio di accogliere a Bozzolo Papa Francesco, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, poco prima della sua nomina a presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti”.

Nubifragio Livorno: Cei, stanziato un milione di euro dai fondi dell’8xmille

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 10:58

“La Chiesa italiana è vicina alla gente di Livorno e delle zone limitrofe, dove domenica 10 settembre un violento nubifragio ha causato sei vittime, due dispersi e danni ingentissimi, mettendo in grave difficoltà centinaia di famiglie, travolte dall’acqua e dal fango. La Presidenza della Cei, d’intesa con il Vescovo Simone Giusti, ha stabilito immediatamente lo stanziamento di un milione di euro, dai fondi dell’8xmille, per far fronte alla prima emergenza”. Lo annuncia un comunicato della Cei informando che Caritas Italiana, in costante collegamento con la Chiesa locale, “si è prontamente messa a disposizione per un pieno supporto e ha destinato un primo contributo per gli interventi in favore della popolazione colpita. Solidarietà anche da parte di molte singole diocesi e di numerosi volontari che si sono resi disponibili”.

Grossetto: parrocchia di Barbanella-Verde Maremma, dal 22 settembre la 50ª festa di santa Lucia

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 10:56

Momenti di riflessione e preghiera, ma anche di musica. Inizierà venerdì 22 settembre a Grosseto la 50esima edizione della festa di santa Lucia. Fino al 4 ottobre, in programma una serie di iniziative, organizzate dalla parrocchia di Barbanella-Verde Maremma, che saranno accompagnate dalla presenza delle reliquie della Santa, provenienti da Siracusa, e da una delegazione siciliana. Il primo momento, che aprirà la festa sarà, in realtà, giovedì 21 con l’accoglienza delle reliquie nella chiesa dedicata a santa Lucia. Alle 18.30 il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, presiederà la celebrazione eucaristica. Venerdì 22, alle 20.45, si svolgerà invece la processione per le vie del quartiere. L’indomani, alle 17, sarà il momento della conferenza sul tema “L’attualità del messaggio di Lucia”, con Giuseppe Piccione presidente della deputazione Cappella di santa Lucia. Domenica 24, nelle Messe delle 8 e delle 10 la predicazione sarà affidata a mons. Salvatore Marino, parroco della cattedrale di Siracusa. Alle 18.30 sarà mons. Cetoloni a presiedere la celebrazione eucaristica per il congedo delle reliquie da Grosseto. Nell’occasione sarà celebrato anche il 60° anniversario di ordinazione sacerdotale del vice parroco p. Samuele Duranti. Tra i momenti clou della festa, anche due concerti: quello dei Maldestro, il 23 settembre, e quello di Dodi Battaglia, il 30 settembre.

Seminario: da Agrigento a Scutari. L’esperienza di Riccardo Scorsone

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 10:22

Dal seminario di Agrigento a quello di Scutari, in Albania. Partirà oggi per vivere una innovativa esperienza missionaria e di formazione Riccardo Scorsone, seminarista del sesto anno nella città siciliana. In terra albanese resterà per tutto l’anno pastorale e completerà il suo percorso di studi nella sede che accoglie anche i seminaristi del Montenegro e del Kosovo.

“È stato bello in questi anni di seminario scoprire una sensibilità missionaria – ha detto Scorsone a ‘L’Amico del Popolo’ -. Nei primi tre giorni della settimana lì frequenterò le lezioni di pastorale, dal giovedì alla domenica farò esperienza in una parrocchia che mi verrà assegnata”. In passato il giovane è già stato in Albania. “I miei genitori – dice – sono stati educati a condividere le scelte che mi sono state proposte e sono contenti, perché vedono la completezza di questo progetto che mi potrà fare sperimentare la bellezza di un’altra realtà ecclesiale e nuove intuizioni”.

Germania: Federazione giovani cattolici, calendario giornaliero in vista delle elezioni del 24 settembre

Agensir.it - Mon, 2017-09-11 10:19

L’Avvento a settembre? Quasi. Perché, a partire dal 1° settembre, i giovani aderenti ai movimenti che partecipano alla Bdkj, la Federazione dei giovani cattolici tedeschi, hanno un mezzo pratico per prepararsi con passione alle elezioni per il Bundestag che si terranno il prossimo 24 settembre. 24 giorni, in sostanza come l’Avvento del Natale. Si chiama Qwak ed è un acronimo che significa “l’imbarazzo della scelta del Calendario dell’Avvento delle elezioni” ed è rappresentato da una rana che offre spunti di riflessione e consigli per i giovani che voteranno. Sulla pagina www.qwak-bdkj.de l’obiettivo è naturalmente la scelta del voto per il Bundestag. Perché lo scopo è quello di andare a votare. Ecco che sulla casella del 2 settembre si trova la spiegazione per il voto per corrispondenza. “Chi sceglie la democrazia, non sceglie i razzisti!” è invece il motto che ha caratterizzato il qwak del 6 settembre, con un link organizzato dal collettivo contro il razzismo di Norimberga. Invece il 7 settembre vengono proposti 6 film di 5-8 minuti l’uno che raccontano come sarebbe la vita di un giovane se fosse determinata dai programmi dei partiti in corsa per le elezioni: Verdi, Linke (Sinistra), Partito della libertà, Alternativa per la Germania, Socialdemocratici, Cristiano democratici/Cristiano sociali. E l’8 settembre l’associazione Scout tedeschi di San Giorgio ha proposto un opuscolo dal titolo “AfD-Alternativa per la Germania – Per noi nessuna alternativa”, nel quale vengono rifiutate le impostazioni razziste e xenofobe del partito di ultradestra.

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