Feed aggregator

Ue: Gozi (governo), “forte sostegno” alla candidatura di Milano per l’agenzia del farmaco

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 18:00

(Strasburgo) “Forte sostegno” alla candidatura di Milano per la sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco; sì alle liste transnazionali per l’elezione del Parlamento europeo fra due anni; convinzione che la manovra economica del governo vada nella giusta direzione. Tutti temi affrontati da Sandro Gozi, sottosegretario agli affari europei del governo italiano, che oggi a Strasburgo ha avuto una serie di colloqui con eurodeputati ed altri esponenti delle istituzioni Ue. Interpellato su un severo giudizio che sarebbe stato espresso dal commissario Ue Jyrki Katainen sui conti pubblici italiani (“la situazione non migliora”), Gozi afferma: “Noi diciamo sempre la verità agli italiani e quindi non so cosa intenda dire Katainen. Restiamo fiduciosi che il progetto di legge di bilancio vada nella giusta direzione”. “Come sempre il dialogo con la Commissione prosegue per giungere a una soluzione positiva”. Gozi si porta poi sul tema delle liste transazionali, delle quali si discute da tempo in sede Ue. Le posizioni più europeiste sono favorevoli, per dare un vero respiro europeo alle votazioni del 2019 (benché il Ppe, diviso al suo interno, per ora sia contrario).
Gozi osserva dunque che “secondo noi è fondamentale che ci sia una scelta netta a favore delle liste transnazionali”, dopo il Brexit”, e che riguardino almeno “una trentina di seggi”. Si tratterebbe, secondo il sottosegretario, di “un passaggio politico simbolico, occasione che non dobbiamo perdere per creare un embrione di veri partiti politici europei”. Sull’Ema a Milano parla di “scelta che andrebbe a favore dell’operatività dell’agenzia”, e quindi degli interessi generali europei.

Sanità: Aris, lettera aperta a Parlamento per dire sì a proposta aumento tassazione sigarette

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 17:51

Piena adesione “all’iniziativa assunta dalla presidente della Commissione Igiene e Sanità, Emilia Grazia De Biasi, sottoscritta all’unanimità dalla intera Commissione Sanità del Senato, nel presentare un emendamento alla legge di bilancio in discussione in questi giorni, che propone di aumentare la tassazione sulle sigarette per una cifra complessiva pari a 600 milioni di euro da destinare ai farmaci anticancro innovativi e alle cure palliative, permettendo tra l’altro di adeguare il fabbisogno standard della sanità pubblica per il 2018 all’erogazione dei Lea ed alla incidenza dei costi contrattuali”. Ad esprimerla è oggi l’Associazione religiosa istituti sociosanitari (Aris) in una lettera aperta al Parlamento italiano a firma del presidente padre Virginio Bebber. Nel sottolineare il peso del progressivo definanziamento della sanità pubblica sulle 230 strutture aderenti all’Aris, il presidente ricorda il tentativo della ministra Lorenzin di aumentare le tasse sulle sigarette, bocciato dall’allora premier Renzi perché “misura impopolare”. “Le ragioni delle multinazionali del tabacco – commenta Bebber – prevalgono sugli interessi che riguardano la tutela della salute e i corretti stili di vita, in particolare per la fascia di età giovanile”. In ogni caso, conclude, la tassa di scopo “non potrà ridurre in modo significativo il consumo di tabacco, ma certamente, se approvata, avrà il merito di garantire un introito da destinare al Ssn, stimato in circa 700 milioni, per sostenere la spesa per farmaci innovativi oncologici. Anche in considerazione del fatto che per il 2018 il Fondo sanitario nazionale subirà una riduzione rispetto all’atteso di circa 604 milioni per far fronte al contributo dovuto dalle regioni a statuto speciale”.

 

Parlamento Ue: sala stampa intitolata alla giornalista maltese Caruana Galizia. Il marito, “Daphne continua a vivere”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 17:33

(Strasburgo) “Je suis Daphne”: parole che Peter Caruana Galizia pronuncia nella sala stampa del Parlamento europeo a Strasburgo, da oggi intitolata alla giornalista maltese uccisa il 16 ottobre nel suo Paese. “Daphne è stata uccisa a pochi metri dalla casa dove abbiamo cresciuto i nostri figli. Era una donna straordinaria. Le hanno chiuso la bocca”, afferma, proprio a causa del suo lavoro di giornalista investigativa. Il marito della giornalista è stato invitato a presenziare alla intestazione della sala delle conferenze stampa nella sede dell’Europarlamento. Spiega che la moglie, innamorata della famiglia e del suo lavoro, stava facendo luce su interessi economici che riguardano la politica maltese, sul riciclaggio di denaro e altri affari. “Sono stati bloccati i suoi beni, sono stati avviati 47 procedimenti giudiziari contro di lei. Persino uno dei miei figli è stato denunciato dal primo ministro”. Parla di “eliminazione fisica” di una voce libera su cui le autorità non riescono a far luce. “Ma Daphne vive nei nostri tre figli, che sono forti, nell’indignazione di tanta gente, nel lavoro coraggioso di altri giornalisti. Daphne continua a vivere”.

Scuola: Colombo (Forum famiglie), “genitori sono richiamati ad una presenza attiva sui temi della parità dei sessi e della violenza contro le donne”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 17:21

“I temi del rispetto, della violenza contro le donne, della parità dei sessi sono linguaggi nuovi da approfondire nella chiarezza e trasparenza in un reale pluralismo educativo e culturale. I genitori sono richiamati ad una presenza attiva dentro le scuole per sostenere e condividere con i docenti le scelte formative”. Lo afferma Maria Grazia Colombo, vicepresidente del Forum delle associazioni familiari, a seguito della riunione di insediamento presso il ministero dell’Istruzione, dell’università e delle ricerca dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio e la promozione di iniziative sulla parità tra i sessi e il contrasto della violenza contro le donne. Presenti, oltre il Forum delle famiglie, un centinaio di realtà territoriali e nazionali che operano con la scuola in occasioni di confronto formativo per genitori, docenti e studenti. “C’è molto da fare”, commenta Colombo, secondo cui “il rischio oggi è che la scuola diventi sempre più un contenitore in cui inserire progetti, sperimentazioni e attività varie”. “Stamattina – prosegue – al tavolo dell’Osservatorio è uscita con chiarezza l’immagine di una scuola fragile ed anche sola, isolata, che sempre più ha bisogno di comunicare con il territorio”. È necessario “quindi non una scuola come terra di conquista ma campo da coltivare”.

Giornata mondiale poveri: mons. Moraglia (Venezia), “non rimanere impigliati in una mentalità mondana”. Domenica colletta per le mense sostenute dalla diocesi

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 17:09

“Andando contro una certa pigrizia o disattenzione, siamo chiamati a dar spazio al povero che Dio ci fa incontrare anche in situazioni non semplici e che siamo chiamati a far ‘nostre’ con un supplemento di carità e fantasia evangeliche”. Lo scrive il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, in un messaggio alla diocesi in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 19 novembre. Secondo Moraglia, siamo invitati “a far posto al povero non rimanendo impigliati in una ‘mentalità mondana’ che ci rende sordi e ciechi”. “Oggi – aggiunge – la sfida è costruire una società che sia realmente inclusiva, accogliente, capace d’incontrare gli altri anche innanzi a diritti che configgono. E quando tale “incrocio” di umanità chiede di mettersi in discussione, facciamolo con semplicità attraverso la conversione del cuore”. “La questione – ammonisce – è porre sempre l’uomo come soggetto imprescindibile di diritti e doveri in ogni frangente (anche limite) della convivenza sociale”. La Caritas veneziana, diretta dal diacono Stefano Enzo, propone in questi giorni alcune iniziative tese a raccogliere in modo concreto e diffuso finalità e obiettivi della Giornata. Venerdì 17 novembre, nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore in via Aleardi, a Mestre, il patriarca presiederà alle 18 un incontro di preghiera. Inoltre, è stata promossa l’idea di condividere un pasto con qualcuno in difficoltà, anche attraverso un momento comunitario. Infine, si sono invitate le comunità parrocchiali a far sì che l’animazione delle messe di domenica 19 novembre contenga e valorizzi l’annuncio della Giornata anche con segni e gesti concreti, compresa una colletta speciale a favore delle mense sostenute dalla diocesi di Venezia.

Unione apostolica clero: confermato mons. Magrin presidente

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 17:05

Mons. Giuseppe Magrin è stato confermato presidente internazionale dell’Unione apostolica del clero (Uac) per i prossimi cinque anni. Lo hanno deciso i membri dell’Uac durante l’assemblea in corso a Roma. Mons. Magrin, 79 anni, è stato alla guida dell’Unione dal 1991 al 2004 e poi dal 2012 al 2017. Negli otto anni in cui non è stato presidente si è occupato della formazione del clero nei seminari in terra di missione. “Andrò a visitare i collegi di Roma dove tanti giovani preti potranno diventare animatori, una volta tornati nelle loro diocesi”, ha annunciato dopo la conferma deliberata dall’assemblea. L’obiettivo principale resta, a suo avviso, la “realizzazione di una direzione dell’Uac nelle singole diocesi”.

Giornata mondiale poveri: mons. Battaglia (Cerreto Sannita), “una Chiesa povera, in uscita, sinodale, samaritana”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 16:56

“La Giornata dei poveri interpella profondamente anche noi ed è per tutta la nostra comunità diocesana un’opportunità, un passo fondamentale, nel cammino di una Chiesa che si desidera povera, in uscita, sinodale, samaritana, in stato permanente di missione”. Lo scrive mons. Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, in un messaggio alla diocesi in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 19 novembre. “In questa nostra storia segnata dall’ingiustizia sociale, da tante forme nascoste di povertà, dall’indifferenza ma anche dalla compassione e dalla gratuità di tanti che si chinano a servire, Papa Francesco ci spinge a riscoprire insieme il cuore stesso della missione di Gesù: l’annuncio ai poveri, il vangelo della liberazione e della gioia”, osserva il vescovo. “Mentre scrivo – rivela Battaglia – penso e ho di fronte i volti di molti che sentono il peso della loro condizione, la precarietà, la solitudine, la malattia, l’incapacità di assicurare un futuro ai propri figli o anche semplicemente un piatto a tavola”. “La comunione – ammonisce – è dono che chiede di essere accolto responsabilmente”. “Siamo chiamati a costruire fraternità, a riedificare le antiche rovine e le città desolate”, prosegue il vescovo, ricordando che “la solidarietà parte da ciascuno di noi e dalle nostre comunità”. “Uniamo allora i nostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. Apriamo le porte delle nostre parrocchie, delle nostre case”. E sottolineando che “la povertà non va solo combattuta ma prima di tutto accolta”, mons. Battaglia lancia una proposta: “Come sarebbe bello e significativo se domenica ciascuno di noi invitasse a sedere alla mensa della propria casa una famiglia che vive nella povertà, persone segnate da qualche disagio grave, che sappiamo essere afflitte da abbandono e solitudine”.

Missioni: p. Serra (comboniano), “dare visibilità al Vangelo uscendo da uno stato di chiusura che ci porta a non vedere verità e realtà”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 16:46

“Don Orione ha fondato una spiritualità missionaria basata su due amori: Dio e il povero. Il suo carisma in poche parole. Se vuoi arrivare alla terra di Dio devi passare per la terra dei poveri”. Con queste parole padre Teresino Serra, missionario comboniano già superiore generale della congregazione fondata da san Daniele Comboni, ha aperto il terzo giorno del VI convegno missionario orionino in corso a Montebello (Pv). “In questa ottica – ha spiegato – il nostro primo obiettivo deve essere quello di dare visibilità al Vangelo ‘missionario’ cioè ascoltato, meditato, vissuto, celebrato e testimoniato uscendo, così, da uno stato di chiusura che ci porta a non vedere la verità e la realtà”. “Proprio per questo – ha sottolineato padre Serra – oggi don Orione non esisterebbe a mettersi al fianco del Papa, rimasto quasi solo nelle sue lotte contro le politiche false e passive, in favore dei migranti. Griderebbe contro la globalizzazione dell’indifferenza. Griderebbe anche contro una parte della Chiesa chiusa, passiva, che dimentica la sua ragione di essere: la missione tra i più bisognosi. Ed in ultimo griderebbe contro i suoi discepoli che si sono accomodati e occupati in servizi poco missionari”. Per il comboniano, un missionario oggi deve essere “necessariamente impegnato nel campo della giustizia sociale, della difesa dei diritti umani ed anche della cura del creato, con la ricerca di modelli di vita più solidali e che proteggano i più deboli”. “Occorre avere la capacità di sapere lavorare superando la pretesa di realizzare tutto da soli”, ha ammonito Serra, e “sperimentare una profonda esperienza di collaborazione per fare rete”. “Tutto questo deve portaci a non confondere la missione facendola diventare una realtà diluita, un analgesico. L’invito di Papa Francesco ad andare nelle periferie – ha evidenziato – è chiaro ed implica prima di tutto l’uscita da noi stessi”.

Caso Regeni: Amnesty a governo italiano, “quali passi avanti nella ricerca della verità?”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 16:36

Alla scadenza del secondo mese dal ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo e dalla conseguente normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto, il presidente di Amnesty international Italia, Antonio Marchesi, è tornato a chiedere al primo ministro Gentiloni e al ministro degli Esteri Alfano “se vi siano novità relative alla ricerca della verità sull’uccisione di Giulio Regeni”. Tali novità, sotto forma di “passi avanti” nella collaborazione della procura del Cairo con quella di Roma, erano state annunciate dal governo sia il 14 agosto in occasione dell’ufficializzazione del ritorno dell’ambasciatore sia successivamente come sviluppo positivo di tale decisione. Marchesi ha inoltre chiesto al governo di sapere come l’Italia abbia risposto alla convocazione del suo ambasciatore – e di quelli di Canada, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito – da parte del ministero degli Esteri egiziano per esprimere profonda indignazione per una “interferenza inaccettabile ed evidente”, ossia aver espresso preoccupazione per la sorte dell’avvocato per i diritti umani Ibrahim Metwally, detenuto da metà settembre. Infine, Marchesi ha sollecitato il governo a condividere notizie sulla figura di supporto tecnico alle indagini sulla tortura e l’uccisione di Giulio Regeni. Tale figura, di cui era stato dato annuncio dalla Farnesina il 14 agosto, contestualmente a quello del ritorno dell’ambasciatore ai Cairo, non risulta presente al Cairo e presumibilmente neanche ancora nominata. Come in occasione della prima lettera, Marchesi ha informato il governo che Amnesty Italia continuerà a chiedere verità per Giulio Regeni e a monitorare con scadenza mensile i progressi realizzati, nell’auspicio di ricevere buone notizie.

Clima: Graziano da Silva (Fao), “milioni di persone in circolo vizioso di fame, malnutrizione e povertà”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 16:33

“Le emissioni del settore agricolo sono destinate ad aumentare in futuro, contribuendo ancora di più al cambiamento climatico, a meno che il mondo non adotti metodi climaticamente intelligenti di produrre, trasportare, lavorare e consumare il cibo”. Questo il messaggio del direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, Cop23 in corso a Bonn, in Germania. “Il cambiamento climatico costringe milioni di persone in un circolo vizioso di insicurezza alimentare, malnutrizione e povertà. Dobbiamo guardare alla dura realtà: non stiamo facendo abbastanza per affrontare questa minaccia immensa”, ha affermato Graziano da Silva, sottolineando che i Paesi meno sviluppati e i Piccoli Paesi insulari in via di sviluppo (Sids) sono “particolarmente vulnerabili” al cambiamento climatico. Ricordando che “non dobbiamo lasciarci scoraggiare dalle sfide di fronte a noi” il direttore generale della Fao ha affermato che raggiungere Fame Zero entro il 2030 è ancora possibile: “L’agricoltura è dove la lotta al cambiamento climatico e alla fame si incontrano per svelare nuove soluzioni”. La Fao ha recentemente reso noto che il numero di affamati è tornato a crescere per la prima volta in dieci anni. Oggi sono 815 milioni le persone che soffrono la fame ogni giorno. L’aumento è dovuto soprattutto a conflitti e a crisi economiche, ma anche all’impatto del cambiamento climatico, soprattutto per quanto riguarda le situazioni di siccità prolungata in Africa. E stime dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) mostrano come il cambiamento climatico potrebbe aumentare il rischio di fame e malnutrizione fino al 20% entro il 2050. Ma soprattutto, ha ricordato Graziano da Silva, “almeno un quinto delle emissioni di gas serra possono essere attribuite all’agricoltura”: “Dobbiamo fare molto di più per ridurre le emissioni e allo stesso tempo migliorare i raccolti e costruire resilienza. Questo significa adottare pratiche come l’agro-ecologia e altri approcci di intensificazione agricola sostenibile e climaticamente intelligente”. Tra le altre soluzioni, “ridurre la deforestazione, ripristinare i terreni e le foreste degradate; eliminare gli sprechi e le perdite alimentari; rafforzare la capacità dei suoli di assorbire carbonio; allevamenti a basso impatto ambientale”.

Ragazzi: Fondazione Zancan, “il 56% dei quindicenni vittima di bullismo negli ultimi 6 mesi”. Il 51% dichiara di averlo compiuto”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 16:20

A quindici anni, un ragazzo su due (56%) dichiara di aver subìto almeno una forma di bullismo negli ultimi sei mesi mentre il 51% ammette di averne compiute. Le forme più comuni sono di tipo verbale. Inoltre, il 16% è stato infastidito attraverso il computer o il cellulare (cyberbullismo). È quanto emerge dalla quarta annualità dello studio longitudinale “Crescere” curato dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova i cui dati sono stati presentati oggi. Dall’indagine, effettuata coinvolgendo mille ragazzi residenti tra le provincie di Padova e Rovigo, emerge che per quanto riguarda la scuola, a più di un ragazzo su due piace “abbastanza”, al 21% piace “molto”. Per il 19% dei ragazzi invece, il giudizio è negativo (“non piace tanto/per niente”). Per alcuni studenti la scuola è fonte di stress: il 10% si sente molto stressato per il lavoro che fa a scuola, il 39% “abbastanza”, soprattutto come “utilità per trovare lavoro” (indicato nel 62% dei casi), ma anche per “avere un buon futuro”, per “essere informato”, per “non farsi prendere in giro”, per “non farsi mettere i piedi in testa”. Altri due aspetti presi in considerazione nello studio sono lo sport e la salute. Si evidenzia un calo della pratica sportiva con il progressivo innalzamento dell’età dei ragazzi. Con il crescere dell’età, poi, sempre meno ragazzi si dedicano allo sport agonistico: dagli 11 ai 15 anni si passa dal 59% al 46% con una perdita di 13 punti percentuali. Se si prendono in esame le categorie, lo sport è meno praticato tra le ragazze (67% contro il 74% dei maschi), tra gli stranieri (54%, rispetto al 74% dei ragazzi italiani) e tra gli studenti degli istituti professionali (57% contro l’81% dei liceali).

Belgio: indagine Fondazione Re Baldovino. I ricercatori chiedono autonomia e denunciano la “commercializzazione” della scienza

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 15:18

Che cosa muove i ricercatori delle università belghe a fare il proprio lavoro? Non è il denaro, non la carriera, bensì “la curiosità e il desiderio di generare nuove conoscenze”. Risulta da una indagine condotta dalla Fondazione Re Baldovino su 1720 ricercatori: a loro sta a cuore soprattutto l’“autonomia e la libertà accademica”. Il 50,5% degli intervistati ha dichiarato che a motivarli è soprattutto “il desiderio di fare avanzare la conoscenza scientifica”; per il 43% quella personale. Per il 35% dei ricercatori, il loro lavoro deve rispondere direttamente a bisogni presenti nella società, per il 60% ciò non è requisito necessario. Tra gli ostacoli principali, la mancanza di tempo e la difficoltà a tenere insieme le tre dimensioni accademiche, cioè l’insegnamento, la ricerca e l’interazione con il contesto; poi c’è la “feroce competizione” legata soprattutto alla laboriosa ricerca di finanziamenti. Per il 54,3% dei ricercatori, ciò ha ripercussioni negative sulla qualità della ricerca stessa. Un’altra difficoltà è legata alla pubblicazione delle ricerche su riviste di alto livello, spesso a pagamento. Una minaccia in tutto ciò è la “commercializzazione della ricerca”, mentre la qualità scientifica è salvaguardata soprattutto là dove è possibile “una cultura del confronto critico all’interno e tra i gruppi di ricerca”.

Giornata mondiale poveri: diocesi L’Aquila, celebrazioni e incontri. Dall’arcivescovo una donazione per le opere caritative a Pile

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 15:00

In occasione della prima Giornata mondiale dei poveri, sono diverse le iniziative organizzate a L’Aquila alle quali parteciperà l’arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Si inizia venerdì 17 ottobre, alle 21, con la veglia di preghiera in preparazione alla Giornata, animata dal Coro diocesano giovanile “San Massimo”. La veglia sarà celebrata nella parrocchia di san Francesco d’Assisi in Pettino dove sono ospitati alcuni giovani migranti. Nella mattinata di domenica 19 novembre, l’arcivescovo si recherà nella parrocchia di san Giovanni Battista di Pile dove è attiva una mensa serale per i poveri. Qui mons. Petrocchi incontrerà i volontari della mensa e alcuni ospiti, facendo dono al parroco, don Ramon Mangili, di una somma in denaro per il sostegno alle opere caritative della parrocchia. Al termine della visita, alle 11.30, celebrerà la messa per i poveri all’interno della tenda-chiesa dove, dal sisma del 2009, la comunità parrocchiale si riunisce per la celebrazione eucaristica. Infine, martedì 21 novembre, accompagnato dal direttore della Caritas diocesana, don Massimiliano De Simone, l’arcivescovo si recherà presso i locali del Movimento Celestiniano in piazza d’Armi dove sarà accolto da padre Quirino Salomone. Alle 17 incontrerà prima un gruppo di immigrati ospiti del Movimento e poi un gruppo di animatori della mensa Fraterna Tau che assicura quotidianamente i pasti ai poveri.

Giornata mondiale poveri: diocesi Molfetta, attesi in 700 per la messa e il pranzo di domenica 19 novembre

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 14:46

Saranno circa 700, tra volontari e ospiti della Caritas diocesana, i partecipanti alle iniziative promosse nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi per domenica 19 novembre in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri. “La Caritas diocesana, diretta da don Cesare Pisani, ha predisposto – si legge in una nota – un programma secondo quanto auspicato dal vescovo Domenico Cornacchia, per esprimere accoglienza ampia e sincera ai fratelli che vivono situazioni di povertà”. Le iniziative prenderanno il via alle 10, in piazza Municipio a Molfetta, con l’accoglienza e l’animazione a cura dei gruppi giovanili parrocchiali. Alle 12, mons. Cornacchia presiederà in cattedrale la celebrazione eucaristica al termine della quale si terrà, presso il seminario vescovile, il pranzo di convivialità a cura dell’Associazione Cuochi Baresi, dell’Associazione Amira e degli alunni dell’Istituto Alberghiero Molfetta. Per le 14.30 è prevista l’inaugurazione della sede del Coordinamento e centro d’ascolto Caritas cittadino, in piazza Municipio. Seguirà un momento di festa con il concerto a cura di “Dio lo vuole Band”. Alle 18.30, presso la Fraternità Francescana di Betania, a Terlizzi, si svolgerà l’incontro-testimonianza su “I poveri nella vita di don Tonino”. Con il vescovo Cornacchia, interverranno don Raffaele Tatulli, vicario generale della diocesi, Mimmo Cives, medico di don Tonino Bello, e Mimmo Pisani, della Casa di accoglienza “don Tonino Bello”. In occasione della Giornata mondiale dei poveri, il settimanale diocesano “Luce e Vita” ha predisposto un numero speciale contenente il messaggio integrale del Papa, una riflessione di don Pisani e la presentazione di dieci centri di ascolto dislocati in diocesi.

Infanzia: Save the children, ogni anno 130mila ragazzi a rischio dispersione scolastica. Con “Fuoriclasse in movimento” in 2 anni dimezzate assenze

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 14:32

Ogni anno nel nostro Paese oltre 130mila ragazzi sono a rischio dispersione scolastica e l’abbandono continua a essere tra le sfide maggiori per la scuola italiana. A rivelarlo è l’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola” di Save the children, pubblicato da Treccani e presentato oggi in anteprima a Roma Nelle scuole superiori il tasso di abbandono in un anno è stato del 4,3%, pari a 112mila ragazzi, mentre alle medie il tasso è sceso all’1,35%, che corrisponde a 23mila alunni. Il rischio di dispersione è più elevato dove si vivono condizioni di disagio. Per rispondere a questa sfida, una delle principali per il sistema nazionale di istruzione, Save the children ha presentato anche “Fuoriclasse in movimento“, iniziativa nata dallo sforzo congiunto dell’Organizzazione e dei docenti delle scuole di primo e secondo grado, che mette in rete 150 istituti in tutta Italia, raggiungendo in modo diretto 20mila minori e coinvolgendo attivamente circa 2mila insegnanti e 1.000 genitori. Obiettivo, cambiare le politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie: strumento centrale in questo percorso sono i Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto per definire insieme soluzioni e azioni di cambiamento nel campo della didattica, delle relazioni, della riqualificazione degli spazi scolastici in seguito all’analisi dei problemi e delle esigenze del singolo istituto e del territorio. Il programma, soggetto a valutazione di impatto, ha raggiunto nel primo biennio i seguenti risultati: nelle scuole secondarie aderenti, il numero di assenze medio è stato dimezzato, passando da 12 a 6; i ritardatari cronici sono stati ridotti dell’8,6%; il 5% degli studenti ha migliorato il rendimento in due materie fondamentali; le famiglie disinteressate all’andamento scolastico dei figli sono diminuite dell’8,1%. Risultati positivi registrati anche nelle primarie. Sul portale online manifesto e criteri di adesione, mappe e dati che consentono di seguire l’iniziativa.

Infanzia: Neri (Save the children), “a volte scuola aumenta disparità”. Bray (Treccani), “adeguare rapidamente sistema formativo”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 14:17

“La scuola è un luogo chiave nell’infanzia di ogni bambino: è qui che i talenti e le relazioni vengono sviluppati, è qui che sono gettate le basi del loro futuro”, afferma Valerio Neri, direttore generale di Save the children, presentando oggi in anteprima a Roma l’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola”, pubblicato da Treccani . “Oggi – prosegue – continuiamo a trovarci di fronte a una scuola che, a volte, alimenta le disparità”. Occorre che “sia riconosciuto il diritto di tutti i bambini a un’eguale istruzione, a prescindere dal contesto sociale e economico in cui vivono. Ogni bambino deve accedere alle stesse opportunità”. Per Massimo Bray, direttore generale di Treccani, “a scuola i bambini si liberano dall’ignoranza, dai pericoli della strada, dalla povertà, dall’isolamento, talvolta dalla solitudine, spesso dalla fame e dalle malattie” ed è “la strada più sicura per creare cittadini liberi e consapevoli”. “L’avvento della società digitale ha determinato una delle più sconvolgenti rivoluzioni culturali e antropologiche della storia dell’umanità. Ciò impone anche alle società avanzate, come quella italiana, di adeguare rapidamente il proprio sistema formativo”. Oggi “nuove povertà economiche e educative sono tornate a minacciare il futuro dei bambini”, osserva Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the children. “La scuola italiana è stata spesso lasciata sola. In un Paese segnato da grandi squilibri territoriali, l’Italia non ha mai sperimentato un dispositivo nazionale per sostenere le scuole nei contesti più svantaggiati”

Infanzia: Save the children, in Italia 1.292mila minori in povertà assoluta, uno su otto, +14% dal 2016. Aumenta dispersione scolastica

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 14:15

In Italia vivono 669mila famiglie con minori in condizione di povertà assoluta che, una volta sostenuti i costi per la casa e per la spesa alimentare, possono spendere solo 40 euro per la cultura e 7,60 per l’istruzione al mese. È un fenomeno che investe tutto il Paese: i bambini in tale situazione – 1.292.000, il 14% in più in un anno – rappresentano il 12,5% del totale dei minori (il 12% al Nord, l’11,6% al Centro, il 13,7% al Mezzogiorno). È la fotografia scattata da Save the children nell’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola”, pubblicato da Treccani e presentato oggi in anteprima a Roma in attesa dell’uscita nelle librerie il 23 novembre. Più colpite dall’inasprimento delle condizioni di povertà sono le famiglie numerose, con genitori giovani, di recente immigrazione. Una famiglia di origine straniera con bambini su tre vive in povertà assoluta. I minorenni in povertà relativa nel 2016 hanno raggiunto il 22,3% (+20,2%). La correlazione tra condizione socio-economica e successo (o insuccesso) scolastico in Italia è più forte che altrove: nelle scuole che presentano un indice socio-economico basso l’incidenza di ripetenze rispetto alle scuole con un indice elevato è 23 punti percentuali maggiore, laddove la differenza media nei paesi Ocse è del 14,3%. Sebbene negli ultimi decenni siano stati compiuti importanti passi in avanti nel contrasto alla dispersione scolastica, con una tendenza positiva che ha visto il tasso di abbandono abbassarsi progressivamente dal 2008 a oggi, il fenomeno della dispersione, secondo l’Atlante, continua a rappresentare una delle principali sfide con cui la scuola italiana deve fare i conti.

 

Papa Francesco: a Tv2000, “Dio non nasconde la sua volontà a chi la cerca e aspetta anche chi non la cerca”

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 14:04

“Se noi siamo sinceri e aperti al Signore, riusciremo a fare la volontà di Dio, perché lui non nasconde la sua volontà, la fa capire a quelli che la cercano. E a quelli che non gli importa li lascia e li aspetta. Lui aspetta sempre”. Lo afferma Papa Francesco, nella quarta puntata del programma “Padre nostro”, condotto da don Marco Pozza, in onda su Tv2000 alle 21.05 di domani, mercoledì 15 novembre. Dio, prosegue il Papa, vuole che “nulla vada perduto”, è un “Dio in attesa. È per questo che quando si accorge che qualcosa è perduta lascia quello che non è perduto e va a trovare quella smarrita”.

Il Papa dialoga con il giovane cappellano del carcere di Padova, don Pozza, nell’introduzione di ogni puntata. Il programma, nato dalla collaborazione tra la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede e Tv2000, è strutturato in nove puntate, trasmesse ogni mercoledì, nel corso delle quali don Pozza incontra anche noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo. Nella quarta puntata ospiti saranno gli alpinisti Simone Moro e Tamara Lunger. Dall’incontro, dalle parole e dalle risposte del Papa a don Pozza è nato anche il libro “Padre nostro” di Papa Francesco, edito da Rizzoli e Libreria Editrice Vaticana, in uscita in Italia il 23 novembre.

Parlamento Ue: Premio Lux al film “Sameblod” che racconta le vicende del popolo della Lapponia

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 13:48

(Strasburgo) “Sameblod” (Sangue Sami) di Amanda Kernell è il film vincitore del Premio Lux 2017, assegnato oggi dal Parlamento europeo. Il film, risultato di una cooperazione svedese, danese e norvegese, racconta la storia di una ragazza lappone che negli anni ‘30 decide di abbandonare la comunità in cui vive per identificarsi nella società svedese e che per questo subisce razzismo e incomprensione. Gli altri due film finalisti erano “Western” di Valeska Grisebach e “120 Battements par minutes” (120 battiti al minuto) di Robert Campillo. Il premio è stato consegnato alle sorelle Lene Cecilia Sparrok (che interpreta Elle Marja) e Mia Erika Sparrok (Njenna), le quali hanno ricordato le sofferenze e le discriminazioni subite dal popolo Sami della Lapponia.

Lavoro: dal Parlamento Ue 3,3 milioni di euro per cercare un nuovo impiego ai licenziati da Almaviva Contact Spa a Roma

Agensir.it - Tue, 2017-11-14 13:40

(Strasburgo) L’Unione europea stanzierà aiuti per 3 milioni e 347mila euro per sostenere nella ricerca di un nuovo impiego gli oltre 1.600 lavoratori licenziati da Almaviva Contact Spa. La decisione è giunta oggi dall’emiciclo del Parlamento europeo con 579 voti a favore, 79 contrari e 15 astensioni. Almaviva Contact Spa “ha dovuto chiudere il proprio call center di Roma alla fine del 2016, lasciando in esubero 1.664 lavoratori”, chiarisce l’Euroassemblea. “I ricavi dell’azienda sono diminuiti del 45% tra il 2011 e il 2015, a causa dell’elevato costo del lavoro e della pressione esercitata sui prezzi dalla crescente concorrenza globale”. Secondo la relazione redatta dall’eurodeputato Daniele Viotti, “poiché non era possibile allineare l’elevato costo del lavoro locale con quello degli altri centri Almaviva, non c’erano alternative alla chiusura”. Il co-finanziamento, mobilitato attraverso il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, andrà a integrare le otto misure adottate dalle autorità italiane “che includono l’aiuto nella ricerca di un nuovo impiego, la formazione professionale e il rimborso dei costi di mobilità”. Dei 1.610 lavoratori che soddisfano i requisiti per ricevere gli aiuti Ue, il 79% sono donne, la maggior parte delle quali un’età compresa tra i 30 e i 55 anni. Gli aiuti saranno erogati nelle prossime settimane.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie