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Papa Francesco: Messa per la Madonna di Guadalupe, “difendere i nostri popoli dalla colonizzazione ideologica”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 18:27

“Difendere i nostri popoli dalla colonizzazione ideologica” che cancella i più deboli, “siano essi  indigeni, afroamericani, meticci, campesinos o coloro che vivono nelle periferie”. È l’appello centrale dell’omelia della Messa per la festa liturgica della Beata Vergine Maria di Guadalupe, celebrata questa sera dal Papa nella basilica di San Pietro. Francesco, parlando in spagnolo, si è soffermato sulla “dialettica di fecondità-sterilità” che caratterizza l’episodio evangelico della Visitazione, e in particolare sulla figura di Elisabetta, cugina di Maria, emarginata dal suo popolo che considerava la sterilità “come un castigo divino frutto del proprio peccato o di quello del suo sposo”. Questa accusa di “sterilità”, la denuncia del Papa, “finisce per paralizzare tutta la vita”, e può “manifestarsi molte volte e in molte forme, ogniqualvolta una persona sente sulla propria carne la vergogna di essere stigmatizzata o di sentirsi poca cosa”. La stessa cosa è accaduta a Juan Diego, ha fatto notare il Papa: quando gli è apparsa Maria, si rivolge a lei dicendo “io non valgo nulla”. Elisabetta “è la prima a riconoscere e a benedire Maria” e la prima ad aver “sperimentato nella propria vita, nella sua carne, il compimento della promessa di Dio”, ha commentato Francesco. La stessa cosa accade all’indio a cui è apparsa la Madonna di Guadalupe: “È a lui, e a nessun altro, che si rivela l’immagine della Vergine”, l’altra frase riferita a Juan Diego. “In questa dialettica tra fecondità e sterilità – ha commentato il Papa – scorgiamo la ricchezza e la diversità culturale dei nostri popoli dell’America Latina e dei Caraibi. Essa è segno della grande ricchezza che siamo invitati non solo a coltivare, specialmente in questo nostro tempo, ma anche a difendere coraggiosamente da ogni intento ‘omogeneizzatore’ che impone – attraverso slogan attraenti – un’unica maniera di pensare, di essere, di sentire, di vivere e che fa considerare inutile o sterile ogni eredità dei nostri antenati; che finisce per far sentire, specialmente i nostri giovani, poca cosa perché appartengono a questa o a quella cultura”.

Diocesi: Cosenza, il progetto “Cosenza cristiana” verrà presentato a Roma domani

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 18:23

“Cosenza cristiana,” il primo “digital cultural heritage museum” dedicato al patrimonio culturale presente nelle vhiese della città storica di Cosenza, sbarca a Roma. Il progetto, sostenuto dall’arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolé, sarà presentato domani 13 dicembre alle ore 18.30 nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio, nella centrale piazza Venezia, palazzo delle Belle Arti. La presentazione è a cura della Fondazione culturale “Paolo di Tarso” che ha realizzato il progetto e coadiuvata dalla Comunità Cattolica del Movimento “Noi”. Alla presentazione è atteso, tra gli altri, anche il vicario di Papa Francesco per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis. Il progetto è stato realizzato nel corso dell’estate 2017. Ha richiesto 118 giorni di lavoro e 1.620 ore di produzione e post produzione. Sono stati prodotti 5.865 scatti fotografici per la prevenzione e 850 opere fotografiche per la visualizzazione del patrimonio culturale in rete. Sono state realizzate oltre 150 visite virtuali visualizzabili anche in alta definizione. Alla fine di novembre la “città storica” di Cosenza è stata inserita, da Dario Franceschini, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, nel piano di finanziamenti europei.

Diocesi: Benevento, la Caritas accoglierà una famiglia di profughi siriani composta da cinque persone

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 18:17

“In questi giorni in cui ci avviciniamo a celebrare il Santo Natale, la Caritas diocesana di Benevento, che vede nella ‘buona accoglienza’ negli Sprar uno dei punti fondamentali del ‘Manifesto Caritas Benevento per una Rete dei Piccoli #ComuniWelcome’ , accoglierà una famiglia di profughi della città di Daraa (Siria) composta da cinque persone, papa mamma e tre figli, e un uomo di 43 anni della città di Damasco (Siria)”. Lo si legge in una nota diffusa dalla Caritas diocesana. “Questi nostri fratelli – prosegue la nota – giungeranno in tutta sicurezza dalla Giordania in Italia grazie al programma ‘Reseattlement’, promosso da Caritas Italiana e finanziato totalmente dalla Conferenza episcopale italiana senza nessun contributo pubblico”. La famiglia sarà accolta giovedì 14 dicembre all’aeroporto di Roma Fiumicino. L’atterraggio è previsto per le ore 12, sarà accolta dai responsabili di Caritas Italiana Luciana Forlino e Oliviero Forti e dalla responsabile degli Sprar Mariaelena Morelli, dal coordinatore generale Angelo Moretti di Caritas Benevento e dall’imam Gaphir Mustapha come mediatore linguistico.

Terremoto a L’Aquila: mercoledì 20 dicembre si riapre al pubblico la basilica di Santa Maria di Collemaggio

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 18:12

Mercoledì 20 dicembre avrà luogo la cerimonia di riapertura al pubblico della basilica di Santa Maria di Collemaggio, nella diocesi dell’Aquila. Gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009 la basilica, di proprietà del comune dell’Aquila, è stata restaurata grazie a Eni, con progettazione e direzione dei lavori affidate alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per L’Aquila e Cratere. Alla cerimonia, con inizio alle ore 11, interverranno il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, l’amministratore delegato Eni Claudio Descalzi, l  soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio Alessandra Vittorini e l’arcivescovo metropolita dell’Aquila Giuseppe Petrocchi. La basilica, che in occasione della cerimonia potrà contenere un massimo di 600 ingressi, a partire da giovedì 21 dicembre sarà aperta tutti i giorni: di mattina dalle 9 alle 12.30; di pomeriggio dalle 15.30 alle 18.

Scuola: Diaco (Acli Bologna), “servizi educativi suppletivi nei periodi di vacanza aiuterebbero conciliazione dei tempi di lavoro e vita delle famiglie”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 18:07

“Ritengo che la possibilità di frequentare la scuola – o meglio, servizi educativi suppletivi – anche nei periodi di vacanza sarebbe il primo, fondamentale servizio di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita delle famiglie. Non un parcheggio per bambini e ragazzi, ma un vero servizio educativo, che potrebbe andare a compensare quelle lacune, ad esempio, che diversi alunni si portano dietro durante l’anno, proponendo attività di supporto alla didattica, di rinforzo della lingua per i ragazzi stranieri, magari con laboratori di informatica, arti, sport”. Lo afferma il presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, nell’approssimarsi delle festività natalizie. “Senz’altro la chiusura festiva prolungata delle scuole, così come quella estiva, ha alla base la volontà di restituire ai genitori quel compito educativo che compete in primis a loro e non possono delegare totalmente alla scuola” così come, rileva Diaco, “sussistono senza dubbio motivi economici. La chiusura delle scuole permette di incentivare il turismo, a supporto dell’economia locale, ma anche di risparmiare sulle spese dell’apertura prolungata delle strutture, soprattutto legate ai consumi energetici e al personale”. Ma per il presidente provinciale delle Acli di Bologna con i servizi educativi anche nei periodi di vacanza “si offrirebbe un servizio di qualità che immaginiamo erogato col supporto del terzo settore, in ottica sussidiaria: ci sarebbe anche un risparmio nelle casse pubbliche”. Una proposta di Diaco avanzata “a seguito dell’esperienza maturata questa estate dalle Acli di Bologna, insieme ad altre associazioni, alle Manfredi Tanari: l’apertura anticipata a settembre, grazie alle attività proposte, si è rivelata una scelta di successo e molto apprezzata delle famiglie”. Oltre a fornire un aiuto alle mamme lavoratrici “spesso precarie”, in questo modo secondo Diaco si eviterebbe di “rischiare di ingrassare le fila del lavoro nero delle babysitter improvvisate o di lasciare giovani e giovanissimi da soli e senza controllo tutto il giorno, pratica che alimenta una serie di problematiche quali il bullismo, l’abbandono scolastico precoce”.

Bullismo: Milano (Save the Children), “urgente implementare le Linee di orientamento per azioni di contrasto nelle scuole”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 18:00

“Il bullismo è un fenomeno, purtroppo, diffuso e radicato: prepotenze, offese, derisioni, minacce e aggressioni, quasi un ragazzo su 3 dichiara di aver subito questo tipo di comportamenti da parte di coetanei qualche volta all’anno ed è percepito da quasi il 70% dei ragazzi come uno dei principali pericoli a cui sono esposti. Il fenomeno del bullismo si manifesta ovunque, ma trova nel contesto scolastico, anche in ragione dell’età dei ragazzi, il luogo in cui viene frequentemente perpetrato e dove i docenti e il personale scolastico sono gli unici adulti che possono svolgere il delicato compito di intercettare gli abusi. Per contrastarlo è dunque essenziale intervenire partendo dalle scuole, con l’obiettivo di arginare la violenza e rafforzare la resilienza di giovani studenti costretti a subire regolarmente angherie” commenta Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia Europa di Save the Children, in relazione a un episodio, secondo quanto riferiscono alcuni media, accaduto ieri in un istituto comprensivo di Cefalù, dove un alunno di 12 anni si sarebbe gettato del liquido infiammabile addosso minacciando, con un accendino in mano, di darsi fuoco poiché vittima di atti di bullismo da parte di altri studenti.
“È quanto mai importante che le scuole siano messe nella condizione di poter prevenire questo fenomeno, in ogni sua forma, attraverso percorsi di educazione e tutela. Per questo occorrerà realizzare un solido sistema di monitoraggio e valutazione di tutte le azioni previste dalle ‘Linee di orientamento per azioni di contrasto al bullismo e cyberbullismo nelle scuole’ e garantire che ogni scuola nomini un referente per il cyberbullismo, come previsto dalla nuova legge 71/2017, che si faccia promotore dell’adozione di misure di prevenzione e gestione dei casi di bullismo, sia online che non. Ogni istituto scolastico dovrebbe quindi dotarsi di un’autoregolamentazione, risultato del confronto tra docenti, alunni e genitori, che rafforzi il senso di comunità e di solidarietà producendo un cambiamento positivo e scoraggiando, dunque, le violenze”, conclude Raffaela Milano.

Diocesi: Grosseto, Massimiliano Tulipano nuovo animatore di comunità del “Progetto Policoro”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 17:55

È Massimiliano Tulipano, 30 anni, laureato in Consulenza del lavoro e delle relazioni sindacali e in Scienze del servizio sociale, il nuovo animatore di comunità del “Progetto Policoro” nella diocesi di Grosseto. Prende il testimone da Alessandro Corina, che, come prevede il progetto, lascia l’incarico a conclusione del suo triennio di servizio, il primo del Progetto Policoro nella diocesi di Grosseto. Tulipano attualmente è coordinatore di progetto presso la Caritas diocesana di Grosseto e saltuariamente collabora con l’Università degli studi di Siena in ambito di ricerca sociale. Ha fatto parte della delegazione diocesana che, a fine ottobre, ha preso parte, a Cagliari, alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani. “Come Chiesa diocesana – commenta il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni – siamo riconoscenti ad Alessandro Corina per l’impegno sempre entusiasta che ha riversato nel suo servizio e per la generosità con la quale lo ha vissuto. Lo ha dimostrato anche di recente, durante la Settimana della Bellezza, quando ha offerto una testimonianza bella e incoraggiante, di forza d’animo e di competenza. Termina questo servizio triennale, ma resta prima di tutto il bagaglio di amicizia e di relazione creato e che sarà spendibile in altri modi”. “Nel contempo – prosegue il vescovo – incoraggio Massimiliano Tulipano a riversare in questo compito che assume cuore e intelligenza, come ha già dimostrato di saper fare in altri ambiti della vita della nostra Chiesa, coi giovani, ma anche in Caritas. I giovani hanno talenti straordinari”. Secondo Gabriele Baccetti, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, “questi primi tre anni ci confermano che c’è bisogno di costruire insieme una nuova cultura del lavoro, che stimoli soprattutto le nuove generazioni a coltivare speranza e fiducia nei propri mezzi e nel contesto in cui si vive”. Impegno condiviso da Tulipano: “La precarietà del lavoro spesso taglia le gambe e l’entusiasmo, non aiuta a costruire futuro, ecco perché è importante che realtà come la Chiesa animino la speranza, in modo concreto, fattivo non tanto a dare lavoro, ma a far trovare una strada”.

Diocesi: Assisi, mercoledì 20 canti, musica e riflessioni prettamente natalizi al santuario della Spogliazione

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 17:50

Con i toni del Natale torna, ad Assisi, la ricorrenza del 20 di ogni mese celebrata nel santuario della Spogliazione (già chiesa di Santa Maria Maggiore), in ricordo della sua inaugurazione. L’appuntamento, fissato per mercoledì 20 dicembre, sarà caratterizzato da canti, musica e riflessioni prettamente natalizi. In un clima di festa che fa da sottofondo, in mattinata ci sarà un intenso momento di preghiera e la celebrazione dell’Angelus presieduta alle ore 12 dal vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino. Nel pomeriggio a partire dalle ore 16 ci saranno l’adorazione eucaristica, le confessioni, il santo rosario meditato e alle ore 18,15 la messa presieduta da mons. Luciano Paolucci Bedini, nuovo vescovo di Gubbio e concelebrata da padre Enzo Maria Iannaccone, parroco emerito di Santa Maria Maggiore. In serata alle ore 20,30 ci sarà il concerto di Natale con le canzoni sulla spogliazione che sarà presentato da fra Alessandro Brustenghi, frate minore e tenore. Si esibiranno suor Alessandra Ragogna, fra Luigi Librera, suor Lúcia Silva, Marco Mammoli e il gruppo Moab.

Repubblica democratica Congo: Unicef, 400 mila bambini gravemente malnutriti rischiano di morire nell’instabile regione del Kasai

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 17:34

Secondo l’Unicef, almeno 400 mila bambini sotto i cinque anni nella regione del Kasai, nella Repubblica democratica del Congo, stanno soffrendo di malnutrizione acuta grave e, se non verranno immediatamente raggiunti da cure salvavita e interventi per la salute e la nutrizione, potrebbero morire nel 2018. Questa situazione disastrosa è stata causata principalmente dalle violenze, dagli sfollamenti di massa e dalla ridotta produzione agricola nei 18 mesi passati. Mentre le condizioni di sicurezza si sono stabilizzate in alcune parti della regione e alcune popolazioni sfollate hanno cominciato a tornare nelle loro case, le condizioni umanitarie rimangono critiche. Oltre 750 mila bambini soffrono di malnutrizione acuta, mentre 25 zone sanitarie nella regione del Kasai si trovano attualmente in una situazione di crisi nutrizionale, oltrepassando le soglie di emergenza. Le famiglie hanno poco da raccogliere dalle loro terre e nulla da vendere ai mercati. Le strutture sanitarie sono state anche devastate, rendendo più difficile fornire terapie e assistenza ai bambini gravemente malnutriti. Circa 220 centri sanitari sono stati distrutti, saccheggiati o danneggiati, portando a un indebolimento del sistema di fornitura dei servizi sanitari, accesso ridotto alle cure sanitarie e a un aumento del rischio del diffondersi di malattie trasmissibili come il morbillo. “Garantire l’accesso a servizi sanitari e nutrizionali di base alle popolazioni rimpatriate è essenziale per aiutare i bambini malnutriti a sopravvivere e prosperare”, ha dichiarato Tajudeen Oyewale, rappresentante temporaneo dell’Unicef per la Repubblica democratica del Congo. Da gennaio 2017, l’Unicef e i suoi partner hanno fornito cure nutrizionali terapeutiche a 50.700 bambini con malnutrizione acuta grave fra i 6 e i 59 mesi nella regione del Kasai. Ha tuttavia ricevuto solo il 15% dei fondi necessari per rispondere ai bisogni nutrizionali dei bambini nel 2017.

Papa Francesco: messaggio a Fondazione Populorum progressio, fare di più per l’America Latina, “senza escludere nessuno”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 17:17

“Nonostante le potenzialità dei Paesi latinoamericani l’attuale crisi economica e sociale, aggravata dal flagello del debito estero che paralizza lo sviluppo, ha colpito la popolazione e ha incrementato la povertà, la disoccupazione e la disuguaglianza sociale e, al tempo stesso, ha contribuito allo sfruttamento e all’abuso della nostra casa comune, a un livello che mai avremmo immaginato prima”. A denunciarlo è il Papa, nel messaggio inviato ai partecipanti alla Conferenza, in corso a Roma, promossa dalla Fondazione Populorum Progressio per l’America Latina, in occasione del 25.mo anniversario dalla sua istituzione. “La situazione dell’America Latina richiede un impegno più solido, al fine di migliorare le condizioni di vita di tutti, senza escludere nessuno, lottando parimenti contro le ingiustizie e la corruzione, per riuscire ad ottenere il migliore risultato dagli sforzi compiuti”, l’appello di Francesco, che stigmatizza ancora una volta il modello economico attuale, al centro del quale c’è “il dio denaro”, e auspica “uno sforzo comune” che trasformi “lo scarto in un’autentica risorsa, a beneficio non solo di un Paese ma anche di tutta l’umanità”. Nel messaggio si citano anche i 4.400 progetti realizzati in America latina e nei Caraibi per “migliorare le condizioni dei popoli autoctoni, meticci e afroamericani” attraverso il sostegno della Fondazione Populorum Progressio, ringraziata per il suo impegno. L’invito finale del Papa è a creare “un mondo sempre più giusto e umano, che veda il volto di Cristo in ogni fratello e sorella delle popolazioni più emarginate dell’America Latina”.

Papa Francesco: a Tv2000, “con Satana non si dialoga, è più intelligente di noi”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 15:31

Satana è “il male, non è la nebbia di Milano. Non è una cosa diffusa, è una persona. Con Satana non si può dialogare, se tu incominci a dialogare con Satana sei perduto, è più intelligente di noi, e ti rovescia, ti fa girare la testa e sei perduto”. Lo afferma Papa Francesco, nell’ottava puntata del programma “Padre nostro”, condotto da don Marco Pozza, in onda su Tv2000 domani 13 dicembre, alle ore 21.05. Francesco dialoga con il giovane cappellano del carcere di Padova, don Marco Pozza, nell’introduzione di ogni puntata. Il programma, nato dalla collaborazione tra la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede e Tv2000, è strutturato in nove puntate, ogni mercoledì, nel corso delle quali don Marco incontra anche noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo. Nell’ottava puntata ospite è l’attore e regista, Pif, il quale, parlando della mafia, sottolinea: “Ormai ci sono tutti gli strumenti per capire cos’è la mafia e ci sono pure gli strumenti per capire se un politico è colluso, non c’è bisogno di una sentenza, ci sono un sacco di politici che non sono stati condannati ma lo capisci, poi se sei siciliano lo capisci sicuramente, forse voi a Padova non lo capite, ma se sei palermitano lo capisci”.
Dall’incontro, dalle parole e dalle risposte del Papa a don Pozza è nato anche il libro “Padre nostro” di Papa Francesco della casa editrice Rizzoli e la Libreria Editrice Vaticana. Per Francesco Satana ha nome e cognome ed entra anche in casa nostra: “Fa sempre finta di essere educato con noi. Con noi sacerdoti, con noi vescovi, è educato, entra e poi finisce male se non te ne accorgi in tempo”.

Parole O_Stili: giovedì al Senato #cambiostile, l’impegno dei politici per applicare il Manifesto in campagna elettorale

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 15:14

Verrà presentata il 14 dicembre alle 12, presso la Sala Difesa del Senato, l’iniziativa “#cambiostile”, promossa dall’Associazione Parole O_Stili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. L’iniziativa, nata a pochi mesi dalle prossime elezioni con l’intento di promuovere un confronto politico basato sulla forza delle proposte e non sulla violenza degli insulti e l’inganno delle notizie false, in pochi giorni ha già ottenuto l’adesione di 4 ministri e 130 parlamentari di tutti gli schieramenti politici. Tra questi i ministri Minniti, Fedeli, Pinotti e Finocchiaro e i capigruppo al Senato Zanda (Pd), Centinaio (Lega), Romani (Fi), De Petris (Sel), Bianconi (Ap), Guerra (MdP), Zeller (Autonomie) e il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato. Sul sito http://www.paroleostili.com/la lista completa di quanti hanno aderito all’iniziativa. Durante la conferenza stampa – alla quale parteciperanno la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e Antonio Palmieri, responsabile nazionale della comunicazione elettorale e Internet di Forza Italia – verrà presentato un documento di applicazione dei 10 princìpi del Manifesto alla comunicazione politica. Interverranno anche Rosy Russo, ideatrice del progetto Parole O_Stili, e Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettore vicario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Come Ministero – dichiara Fedeli – siamo convintamente al fianco di Parole Ostili nella diffusione della cultura del rispetto e nel contrasto di ogni forma di linguaggio dell’odio. Sono azioni che abbiamo messo al centro di un Piano nazionale lanciato lo scorso 27 ottobre che coinvolge tutte le scuole e che ha fra i suoi punti qualificanti proprio la diffusione del Manifesto della comunicazione non ostile ideato da Parole_Ostili”. Secondo la ministra, “le proprie posizioni e il proprio dissenso possono essere sempre espressi senza ricorrere ad un linguaggio scorretto e senza aggredire chi la pensa diversamente da noi. La politica può e deve farsi promotrice di questo messaggio”.

Siria: rifiorisce il monastero di Deir Mar Musa, lettera di Natale della comunità

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:57

Non si hanno ancora notizie certe della sorte del gesuita romano Paolo Dall’Oglio, rapito da ignoti sequestratori alla fine di luglio 2013 mentre era a Raqqa. Ma i monaci e le monache della comunità monastica di Khalil Allah, da lui fondata nel monastero siriano restaurato di Deir Mar Musa hanno diffuso una lettera di Natale in cui raccontano a amici e conoscenti i sentimenti e le opere che segnano il loro cammino verso la festa che celebra la nascita di Gesù a Betlemme. Nella lettera, riferisce Fides, vengono fornite anche notizie sulle iniziative messe in campo nell’ultimo anno dagli appartenenti alla Comunità. E si racconta che anche la “casa madre” di Deir Mar Musa ha registrato nell’ultimo anno una ripresa dell’attività pastorale e dell’accoglienza rivolta ai pellegrini, sia cristiani che musulmani. “La valle del nostro monastero” si legge nella lettera, “si è vestita di un affascinante abito rosso fatto dei fiori di papavero sparsi dovunque. Con l’arrivo della primavera abbiamo sperimentato quest’anno, per la prima volta dopo i lunghi anni della guerra, un’enorme gioia nel vedere l’ingresso della via al monastero pieno di movimento per la presenza di tante famiglie in visita da Nebek. I giorni del venerdì sono stati giorni in cui abbiamo ricevuto centinaia di visitatori. Quanta gioia nel vedere famiglie cristiane e musulmane salire di nuovo insieme per ricevere la benedizione dal luogo santo. Quanta consolazione nel ricevere le visite di ragazzi e ragazze musulmani di Nebek che vengono per far conoscere il loro monastero ad amici e colleghi cristiani di altre zone che non lo conoscevano! E quanta commozione, quando alcune donne musulmane si sono avvicinate alle suore per chiedere preghiere per una loro intenzione”. I monaci e le monache di Deir Mar Musa ricordano a anche le visite di tanti gruppi (giovani, donne, famiglie, catechisti, scout…) delle diverse parrocchie e anche delle scuole delle città vicine.

Parlamento Ue: approvata nuova riforma della Pac. L’Unione a sostegno degli agricoltori europei

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:45

(Strasburgo) Il Parlamento europeo approva ad ampia maggioranza (503 voti in favore, 87 contrari e 13 astensioni) l’ennesima riforma della Pac, Politica agricola comune, che nelle intenzione vorrebbe rafforzare la posizione negoziale degli agricoltori nei confronti dei supermercati, migliorare la capacità di far fronte ai rischi di produzione e di mercato e assegnare maggiore flessibilità agli Stati membri per aiutare i giovani agricoltori. Le nuove norme, che entreranno in vigore con l’inizio del prossimo anno, “consentiranno a tutte le organizzazioni di agricoltori riconosciute di pianificare la produzione e negoziare contratti di fornitura per conto dei loro membri, senza violare le regole di concorrenza dell’Ue”, chiarisce un comunicato. Finora, i negoziati collettivi erano consentiti solo in pochi settori come il latte, l’olio d’oliva, le carni bovine o i cereali. Gli agricoltori “avranno strumenti più efficaci per proteggersi dalla volatilità del mercato e da rischi quali le cattive condizioni meteorologiche, i parassiti delle piante o le malattie animali. Le misure volte a stabilizzare il reddito degli agricoltori saranno inoltre adattate meglio alle loro esigenze, ad esempio attraverso un aumento degli indennizzi per l’assicurazione delle colture, degli animali e delle piante, e fondi comuni di proprietà degli agricoltori”.
L’eurodeputato tedesco, e co-relatore del provvedimento, Albert Dess, afferma: “Oggi abbiamo notevolmente rafforzato la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento, abbiamo fornito agli agricoltori strumenti migliori contro i rischi del mercato e di produzione e abbiamo aumentato il sostegno ai giovani. Ciò renderà la nostra politica agricola più equa, più semplice, più adeguata alle esigenze degli agricoltori e meglio attrezzata per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini dell’Ue”. Paolo De Castro ha guidato la delegazione del Parlamento durante i negoziati con il Consiglio; ora afferma: “Il pacchetto approvato costituisce un risultato importante per i nostri agricoltori: da un lato vengono risolti problemi strutturali dell’impostazione del 2013, dall’altro vengono offerte nuove opportunità agli agricoltori, soprattutto per affrontare le turbolenze del mercato. È giusto sottolineare come questo regolamento sia stato un’importante testimonianza dell’efficacia della procedura di co-decisione, e del ruolo di assoluto protagonismo del Parlamento europeo per realizzare quella che si presenta come una vera e propria riforma di medio termine della Pac”.

Iraq: Acs, arcivescovo Warda riconsacra la prima chiesa cattolica profanata dall’Isis nella Piana di Ninive

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:40

“Un messaggio di speranza e di vittoria. Isis voleva cancellare la presenza cristiana e invece i jihadisti se sono andati, mentre noi siamo tornati”. Con queste parole mons. Bashar Matti Warda, arcivescovo di Erbil, ha festeggiato la riconsacrazione della chiesa di San Giorgio a Tellskuf, gravemente danneggiata e profanata dall’Isis e ricostruita grazie ad un contributo di 100mila euro da parte di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). “La riapertura della chiesa rappresenterà un potente incentivo per il ritorno dei cristiani in questa cittadina e in tutta la regione – ha dichiarato il presule ad Acs al margine della funzione che ha avuto luogo lo scorso 8 dicembre -. La chiesa di San Giorgio è più bella e gloriosa di prima”. La restaurazione dell’edificio religioso rientra nel piano Acs per la ricostruzione dei villaggi cristiani della Piana di Ninive, grazie al quale il 33% della popolazione cristiana, ovvero 6.330 famiglie, ha potuto finora fare ritorno alle proprie case. A Tellskuf, villaggio iracheno a soli 32 chilometri da Mosul, è già rientrato il 67% delle 1500 famiglie che vi abitavano fino all’agosto 2014: la più alta percentuale di ritorno dell’intera Piana di Ninive. Un traguardo impensabile poco più di un anno fa, quando il villaggio era deserto, semidistrutto e in completo abbandono, mentre la chiesa di San Giorgio portava ancora i segni della profanazione, in primis una statua della Madonna decapitata. “Ora che i due terzi degli abitanti vivono nuovamente a Tellskuf – spiega mons. Warda – era importante dare un segnale forte e positivo: il restauro di San Giorgio e quindi la ripresa delle attività della Chiesa. Grazie ad Acs per aver reso possibile questa vittoria del ritorno! La riapertura della nostra chiesa è un potente simbolo e rafforza la nostra determinazione a ricostruire i nostri villaggi. Grazie a voi possiamo lodare Dio che ha preservato la presenza cristiana in questa terra”.

Spagna: Sinodo, questionario dei giovani. “Manca una cultura della vocazione”. Europa e “memoria cristiana”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:23

La Chiesa che i giovani spagnoli vorrebbero, secondo le risposte al questionario verso il Sinodo presentate oggi a Madrid, propone “il Vangelo di Gesù più chiaramente, accetta le differenze, vive la tolleranza, il dialogo e la chiarezza evangelica”; è “inclusiva, misericordiosa e samaritana”, sa comunicare “con il linguaggio di oggi”, “non è troppo moralistica” e propone “una liturgia più vivace e vicina”. Chiedono anche “più formazione” e pastori “più vicini ai giovani”. Lo sguardo sulla pastorale vocazionale, nella seconda parte della sintesi delle risposte, indica come fondamentale “il ruolo della famiglia” e segna la mancanza di una “cultura vocazionale che guidi comunità, famiglie e giovani” in un maggiore impegno nel “discernimento e accompagnamento adeguato ai giovani”. A fronte di un contesto che “non aiuta l’apertura alla trascendenza”, le Gmg, così come altri eventi nazionali o internazionali vengono identificati come “elemento cruciale per risvegliare la fede”, “offrono un intenso incontro con Gesù Cristo”, “danno un’immagine migliore, più giovane, allegra, dinamica e aperta della Chiesa”. Se sono un “contributo” importante a molti livelli, gli “eventi non possono essere la ragione della pastorale giovanile, ma un mezzo per rafforzare il lavoro ordinario della pastorale giovanile”. Le “speranze dei giovani verso l’Europa”, nella terza parte, guardano alla “ricchezza della memoria cristiana dell’Europa, così presente in Spagna”, attraverso la cultura e l’arte, il gran numero di santi che hanno segnato la storia del Paese e di tutta l’Europa.

Spagna: Sinodo, questionario dei giovani. Chiedono “una Chiesa più vicina, samaritana e in ascolto”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:20

È stata pubblicata e presentata in conferenza stampa oggi a Madrid, la sintesi dei contributi spagnoli in vista del Sinodo sui giovani del 2018. Le risposte sono arrivate da 47 diocesi (su 70), 12 movimenti nazionali e 2 istituti secolari che si occupano di pastorale giovanile. In totale, hanno partecipato 5.253 giovani, si precisa. Il 60% dei giovani si sentono ascoltati dalla Chiesa e “apprezzano” questo sforzo, si legge nel documento, “ma la percentuale scende quando si tratta di essere capiti e quando si tratta di accogliere i loro contributi”. Si richiedono “tempo e persone” che ascoltino, anche “al di fuori dalle strutture ecclesiali” e si propongono “nuovi spazi, più apertura e accoglienza scevra da giudizi”. Di fatto però il non sentirsi ascoltati e considerati dei giovani si estende anche “alle diverse realtà della società”. Da parte loro sono “autocritici” nel “riconoscere i loro pregiudizi contro la Chiesa o la società” che li “alienano e impediscono loro di essere ricettivi alle proposte” o del loro “decidere facile, evitando di impegnarsi”. La sfida che sentono più grande è “raggiungere i giovani lontano dalla Chiesa” e “avere garanzie per il futuro”. Per cercare i lontani, indicano come ambienti “la strada”, e poi “centri di studio; attività sportive; attività culturali, in particolare musica; le attività d’impegno associativo, Ong, volontariato; il mondo del lavoro; e i social network”.

Migranti: Di Capua (Sprar), “urgente rendere comunicante ciò che è strutturale e finanziato ordinariamente e ciò che è spontaneistico”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:10

“Per ciò che riguarda il tema dell’integrazione si sta creando un binario parallelo fra ciò che è strutturale e finanziato ordinariamente, perché previsto da linee guida e regolamenti, e ciò che è spontaneistico, che nasce non solo dal volontariato. Il punto critico è che sono due binari paralleli che rischiano di incontrarsi mai. C’è la necessità, l’urgenza di renderli comunicanti poggiandosi su una base che è responsabilità dello Stato, dei governi, delle Istituzioni”. Lo ha affermato questa mattina Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale dello Sprar, al termine della presentazione a Roma di “I get you”, la ricerca realizzata in 9 Paesi europei. Capofila del progetto è il Jrs (Jesuit refugee service) Europa e tra i partner c’è anche l’associazione Centro Astalli. “Negli ultimi anni – ha osservato Di Capua – il tema dell’integrazione è diventato centrale rispetto al fatto che per lungo tempo tutta la questione dei richiedenti asilo e dei rifugiati era centrata sulla necessità dell’accoglienza”. “Lo Sprar – ha aggiunto la direttrice del Servizio centrale – quando viene nominato come modello positivo di accoglienza diffusa e integrata è valutato come un punto di arrivo, ma dev’essere ed è il punto di partenza per un processo di accoglienza e inclusione sociale”. Di Capua ha sottolineato la necessità di avere la “capacità di stare al passo con un processo di cambiamento. Se non riusciremo a stare al passo di questo processo di inclusione reciproca non riusciremo mai a fare un salto che ha a che fare con un processo culturale e quindi politico, istituzionale, sociale ed economico”. In virtù della sua “esperienza personale e non professionale”, Di Capua sente “una retrocessione molto frustrante rispetto ad una mancanza di visione”. “Forse – ha concluso – dobbiamo stare attenti a mantenere sempre l’attenzione da una parte sull’azione concreta, sull’esperienza locale e dall’altra su un processo molto più ampio, che deve mettere tutto in collegamento e mantenere la rotta a medio e lungo termine”.

Gerusalemme: capi delle Chiese Giordania, “marcia silenziosa” contro la decisione Usa

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 14:02

Vescovi e capi delle Chiese presenti nel Regno Hascemita di Giordania hanno invitato i propri fedeli a prendere parte ad una marcia silenziosa con le candele per esprimere pubblicamente la comune disapprovazione rispetto alla decisione presa dall’Amministrazione degli Stati Uniti d’America di trasferire la propria ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. La marcia, riferisce Fides, prenderà il via mercoledì 13 dicembre, alle ore 18, dalla cattedrale greco-ortodossa, poi si snoderà nel quartiere di As-Sweifiyeh, nella parte occidentale di Amman, per terminare presso la chiesa cattolica dedicata a Maria di Nazareth. Durante la processione, tutte le campane delle chiese disseminate sul territorio del Regno suoneranno contemporaneamente. Nei giorni scorsi, i vescovi e i capi delle Chiese e delle comunità cristiane presenti nel Regno Hascemita avevano già sottoscritto una lettera per deplorare la decisione Usa su Gerusalemme. Questa, per i capi delle comunità cristiane presenti in Giordania, “rivela la faziosità degli Usa, e la loro inadeguatezza a essere onesti sponsor del processo di pace”. I vescovi del Regno Hascemita avevano anche richiamato le posizioni sostenute nei forum internazionali da Re Abdallah II di Giordania, che continua a rivendicare il ruolo di “custode” dei Luoghi Santi musulmani e cristiani di Gerusalemme.

Teologia: card. Versaldi (Congregazione educazione cattolica), “solo se si fa in ginocchio” comunica che “Dio è amore”

Agensir.it - Tue, 2017-12-12 13:44

Una teologia non “da tavolino” ma piuttosto “che si fa in ginocchio”. Questa, in estrema sintesi, è secondo il card. Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, l’indicazione di Papa Francesco affinché la teologia si sviluppi offrendo “il suo specifico ed insostituibile apporto alla missione evangelizzatrice della Chiesa”. Nella sua prolusione al Dies academicus della Facoltà teologica del Triveneto, oggi a Padova, il porporato mette in guardia dalla “teologia da tavolino”, preoccupata esclusivamente “del significato in sé da proporre nella sua oggettività immutabile e meno attenta al modo di cercarlo e comunicarlo”, e sottolinea invece come la “teologia in ginocchio” sia “attenta sia al significato da cercare con senso autocritico, sia alla modalità di comunicazione con cura della capacità di comprensione dei destinatari”. Del resto, chiosa, “la conoscenza di Dio porta a scoprire che Egli è Amore (Deus caritas est) e, di conseguenza, non si può comunicare questa verità senza l’amore che la definisce”. “Una enunciazione fredda e chiusa di verità di fede, anche se di contenuto ortodosso, non è adeguata a trasmettere il fuoco dell’amore di Dio agli uomini e facilmente si traduce in norme la cui osservanza è vincolante a prescindere dalle diverse situazioni concrete (morale casuistica). Mentre, quando la teologia diventa adeguata all’oggetto che studio (Dio-amore) allora da scienza si trasforma in sapienza”. E una “teologia in ginocchio” che “sa integrarsi con la Chiesa locale in uno scambio di carismi preziosi a beneficio degli uomini del nostro tempo per costruire il Regno di Dio a salvezza di quel mondo che Gesù è venuto non a condannare, ma a salvare” è ciò di cui oggi c’è bisogno.

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