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Pino Puglisi: card. Bassetti, “un prete che abitava le periferie” e “viveva le frontiere senza paura”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:31

“Padre Puglisi è stato un figlio della Chiesa che parla e che non sta in silenzio, che non si inchina davanti alle case dei mafiosi, ma che si inginocchia davanti a Gesù Cristo crocifisso, di una Chiesa che dichiara pubblicamente: con la mafia non si convive”. Lo scrive il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel suo editoriale pubblicato su “L’Osservatore Romano” del 15 settembre, già consultabile sul sito www.osservatoreromano.va, dedicato al beato don Pino Puglisi, nel 24esimo anniversario del suo assassinio per mano mafiosa a Palermo. Il porporato definisce il sacerdote “un prete che abitava le periferie”, che “viveva le frontiere senza paura. Perché la paura porta alla morte, il coraggio porta alla vita – aggiunge il card. Bassetti -. La mafia lo ha ucciso, ma ha perso. Don Pino invece ha vinto e la sua vita è per tutti un esempio”. Il presidente della Cei, che domani sera sarà a Palermo dove presiederà una veglia di preghiera per ricordare il sacerdote, spiega perché p. Puglisi faceva paura alla mafia: “Predicava l’amore nei territori dominati dalla malavita e smascherava l’orrore, la menzogna e la blasfemia che si celava dietro al codice d’onore mafioso”. Il porporato ricorda nell’editoriale anche le parole “chiarissime”, “pronunciate dai Pontefici sulla mafia”, dall’invito alla conversione dei mafiosi di Giovanni Paolo II, il 9 maggio 1993 ad Agrigento, alla scomunica lanciata da Francesco a Sibari, il 21 giugno 2014, per coloro che “vivono di malaffare e di violenza”. Secondo il card. Bassetti, “sarebbe riduttivo definire don Puglisi solo un ‘prete antimafia’, perché egli è stato molto di più. Tutti lo chiamavano ‘padre’. E padre è veramente stato per moltissime persone”.

Siria: Caritas Italiana, i giovani siriani “come fiori tra le macerie”. Un progetto per contribuire al recupero del patrimonio artistico siriano

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:29

“Come fiori tra le macerie”: è il nome del progetto messo in campo da Caritas Italiana per i giovani siriani. A parlarne oggi al seminario promosso da Caritas Italiana, e rivolto alle Caritas diocesane, per approfondire la situazione in Siria e Terra Santa, è stato Danilo Feliciangeli che per Caritas Italiana coordina i progetti in Medio Oriente e Grecia. “Quello della collaborazione nello sviluppo di programmi di animazione socio-pastorale rivolti ai giovani è un campo che sta particolarmente a cuore a Caritas Italiana e il progetto ‘Come fiori tra le macerie’ lo vuole testimoniare. Il tasso di disoccupazione tra i giovani siriani è stimato intorno al 78%, e molto più alto tra le donne. Molti di loro vivono nella paura, nell’isolamento, nella totale incertezza del futuro, dato che 2,6 milioni di giovani sono sfollati interni e 2,7 bisognosi di assistenza” afferma Feliciangeli che denuncia come solo “il 24% degli adolescenti e dei giovani sia raggiunto dagli aiuti umanitari, solo il 40% dei programmi prevede interventi specifici per loro e solo il 28% degli attori umanitari prevede il coinvolgimento di giovani e adolescenti nei loro interventi”. Dopo una mappatura dei bisogni dei giovani, avvenuta grazie a una ricerca condotta nei mesi scorsi, si è giunti alla decisione di costituire a Damasco un laboratorio professionale dove offrire corsi residenziali a giovani provenienti da tutto il paese, cristiani e musulmani. Attraverso una formazione qualificata, per la quale si cercheranno di coinvolgere istituzioni di eccellenza italiane, i giovani acquisiranno competenze nell’ambito del restauro artistico e del mosaico così da contribuire professionalmente al recupero dell’enorme patrimonio artistico siriano andato distrutto a causa della guerra. “Vedere giovani siriani di fede cristiana e musulmana lavorare insieme nel restaurare chiese, moschee, quadri, mosaici sarà un segnale per tutto il Paese – afferma Feliciangeli – vivendo e lavorando insieme tra coetanei di diverse religioni e gruppi politici o etnici si potrà costruire una nuova generazione di siriani, impegnati insieme per il futuro del loro paese”.

Siria: Caritas Italiana, dal 2011 investiti 3.715.000 euro in progetti per la popolazione. Previsti gemellaggi tra diocesi e parrocchie italiane e siriane

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:28

Dall’inizio della crisi siriana (2011) Caritas Italiana è attiva a sostegno della popolazione locale, in sinergia con Caritas Siria, con 49 progetti complessivi per 3.715.000 euro investiti, di cui 149.000 per progetti legati a “pace e riconciliazione”, 166.480 per “formazione”, 291.000 per “sociale” e i restanti 3.108.520 per “emergenza”. È quanto emerso oggi nel corso del seminario promosso da Caritas Italiana, e rivolto alle Caritas diocesane, per approfondire la situazione in Siria e Terra Santa. Da agosto 2017, dichiara al Sir Danilo Feliciangeli, di Caritas Italiana, “la Caritas , grazie a un nuovo contributo della Cei, ha accresciuto l’impegno sul fronte dell’emergenza finanziando Caritas Libano e Caritas Giordania impegnate nell’assistenza dei profughi siriani e sostenendo un progetto sanitario nella capitale Damasco, promosso da Caritas Siria”. Si gettano così le basi del prossimo triennio che vedrà Caritas Italiana concentrarsi sullo sviluppo di programmi quali “supporto finanziario per fronteggiare l’emergenza ad Aleppo (Emergency Appeal), sostegno a famiglie di Homs in sinergia con Caritas di Svizzera e Spagna, iniziative sanitarie a Damasco per 2.900 persone e acquisto di attrezzature mediche per tre ospedali della capitale”. Previsti anche progetti nel campo della riabilitazione socio economica e di sviluppo con un occhio particolare rivolto ai giovani. “La logica di questo piano triennale – spiega Feliciangeli – è quella della conciliazione della risposta alle emergenze con la realizzazione di progetti utili a sostenere processi di pace e di riconciliazione nel Paese”. Da qui la proposta di Caritas Italiana alle Caritas delle diocesi italiane “per promuovere la collaborazione, il coordinamento e lo scambio di informazioni per condividere proposte e attività per finanziare i progetti di emergenza (Aleppo e Homs) e per rafforzare il lavoro di Caritas Siria. “Nel medio e lungo termine – dichiara l’operatore, coordinatore dei progetti di Caritas italiana in Medio Oriente e Grecia – intendiamo, inoltre, favorire la costruzione di relazioni tra le comunità italiane e siriane attraverso gemellaggi con parrocchie e associazioni”.

Lavoro: Mattarella alle Acli, “ampliare le opportunità, anzitutto in favore delle giovani generazioni”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:21

“Le innovazioni vanno sostenute e guidate, in modo da mantenere la comunità all’altezza della sfida globale, irrobustendo al tempo stesso le reti di cittadinanza e solidarietà, per favorire mobilità e nuovi accessi, per ampliare le opportunità, anzitutto in favore delle giovani generazioni”. È quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al 50° Incontro nazionale di studi delle Acli che ha preso il via oggi a Napoli sul tema “Valore Lavoro. L’umanità del lavoro nell’economia dei robot”. Per Mattarella, “gli incontri nazionali di studi delle Acli hanno fornito, nel tempo, contributi di rilievo per lo sviluppo civile e democratico, con acuta partecipazione agli eventi e ad i problemi del Paese”. “Sul lavoro si fonda la Repubblica italiana”, prosegue il presidente, sottolineando che “sull’esercizio pieno di questo diritto – il diritto a un lavoro con dignità – continua a poggiare la nostra democrazia e la vita civile”. Nel messaggio, Mattarella ha anche ricordato Giovanni Bianchi, alla cui memoria sarà dedicata una sessione del lavori, “indimenticato presidente delle Acli, che ci ha lasciato da poche settimane, un testimone prezioso per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerne l’amicizia, la passione, l’intelligenza, la rettitudine”.

Myanmar: segretario Onu, “contro Rohingya violenze inammissibili”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:21

(DIRE-SIR) – “Chiedo alle autorità del Myanmar di sospendere ogni azione militare e le violenze, che superano lo Stato di diritto, e riconoscere il diritto al ritorno per le migliaia di persone che hanno dovuto lasciare il Paese”. Così il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, dopo la seduta di ieri del Consiglio di sicurezza a porte chiuse sul dossier birmano. Per le Nazioni Unite da fine agosto hanno raggiunto quota 370mila i rifugiati di etnia rohingya costretti a fuggire dai propri villaggi, preda degli attacchi dell’esercito, mentre l’Unicef oggi alza tale stima a oltre 400mila. Per Guterres la crisi umanitaria che colpisce tale minoranza appare “catastrofica” e “totalmente inaccettabile”, e ribadisce quanto detto giorni fa dall’Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al-Hussein: in Myanmar “è in corso una pulizia etnica della minoranza musulmana dei rohingya” da parte della maggioranza buddhista. Attraverso un comunicato il gruppo islamista Al-Qaeda avrebbe persino incoraggiato i musulmani di tutto il mondo a “difendere e sostenere con il denaro e con le armi” i fratelli rohingya in difficoltà. A tale appello, rilanciato da Site, organizzazione statunitense che monitora le attività dei principali movimenti armati, il capo dell’Arsa ha risposto categoricamente “no”. L’Arsa (Arakan Rohingya Salvation Army, ‘l’Esercito per la salvezza dei rohingya dell’Arakan’) è il gruppo ribelle che da anni si batte per ottenere il riconoscimento dei diritti dei rohingya da parte del governo. Vicino alle idee dell’islamismo militante, ha sempre respinto qualsiasi collegamento coi principali attori come lo Stato islamico o i qaedisti, e ora torna a farlo in una nota diffusa oggi su Twitter: “Non abbiamo nessun rapporto con Al-Qaeda, l’Is o qualsiasi altro gruppo terrorista internazionale. E non vogliamo che tali soggetti si intromettano nel nostro conflitto”, che coinvolge lo Stato di Rakhine, chiamato dai rohingya Arakan. Il governo di Naypyidaw considera terroristi i miliziani dell’Arsa e per questo giustifica come “necessari” gli interventi dell’esercito in quella regione. Tale posizione è costata però dure critiche alla leader de facto del governo, Aung San Suu Kyi, il cui silenzio sulle violenze contro i civili nonché il sostegno ai militari viene interpretato come ambiguo e preoccupante da varie parti. (www.dire.it)

Diocesi: mons. Pennacchio (arcivescovo eletto Fermo), “accoglietemi con semplicità e amicizia”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:08

“Nell’attesa di incontrarvi, conoscervi, amarvi, chiedo fin d’ora di accogliermi con semplicità e amicizia, perché anch’io mi inserisca nel bel cammino ecclesiale che già percorrete. Sostenetemi fin d’ora con la preghiera perché impari a diventare sempre di più il vostro padre, pastore, amico”. È l’invito rivolto da mons. Rocco Pennacchio, arcivescovo eletto di Fermo, nel messaggio inviato ai fedeli della comunità ecclesiale fermana di cui oggi Papa Francesco gli ha affidato la guida. “Insieme – assicura mons. Pennacchio – testimonieremo la gioia del Vangelo nella terra che il Signore ci ha donato, specialmente in questo tempo segnato dalle conseguenze del terremoto che ha messo a dura prova la tenuta sociale delle nostre comunità, già provate dalla difficile congiuntura economica”. Dopo aver espresso gratitudine al suo predecessore, mons. Luigi Conti, riconoscendo che “la sua esperienza, il suo prudente consiglio, mi aiuteranno ad entrare in sintonia con le attese della diocesi”, il vescovo eletto saluta “le persone consacrate e a quanti si preparano a consegnare a Cristo la loro vita”, con la certezza che “insieme a laici, famiglie, giovani soprattutto, vivremo un reciproco servizio ed edificazione, nella comunione, perché il mondo creda”. Mons. Pennacchio non dimentica chi vive “l’esperienza della malattia, della solitudine, del disagio fisico e psichico” e ringrazia “tutti gli operatori della carità”. Alle autorità civili l’assicurazione che “nel rispetto reciproco, collaboreremo perché la dignità di ogni persona, specie dei più deboli, sia tutelata ad ogni costo”. Il vescovo eletto conclude rivelando che “porterò sempre nel cuore e nella preghiera la mia città, Matera, terra che mi ha generato alla vita e alla fede e le tante persone che hanno accompagnato il mio cammino fino a voi”.

Diocesi: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “nomina di don Pennacchio ad arcivescovo di Fermo premia questa comunità”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:07

“L’elezione di don Rocco Pennacchio ad arcivescovo metropolita di Fermo è sicuramente un grande dono per la nostra comunità diocesana e per l’intera Chiesa. La scelta di Papa Francesco, al quale va la nostra gratitudine rinnovando la nostra obbedienza al suo magistero, seguendo il suo esempio nel servire la Chiesa e l’uomo, a 28 anni di distanza dall’ultimo Vescovo eletto, mons. Rocco Favale, premia questa comunità diocesana”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nell’annunciare in Cattedrale la nomina di don Rocco Pennacchio ad arcivescovo metropolita di Fermo. “Il nostro caro don Rocco – ha ricordato mons. Caiazzo – come tutti sappiamo, ha lavorato molto con i giovani, soprattutto nell’Azione Cattolica. Li conosce bene e di certo saprà come rapportarsi con loro, così come con le famiglie entrando e curando le piaghe e le ferite di ogni uomo”. “Sono certo che – ha detto rivolgendosi al vescovo eletto – come ci ricorda continuamente Papa Francesco, tu sei il vescovo ideale per vivere e aiutare ‘la Chiesa’ in uscita”. “Ed è significativo – ha aggiunto – che da Matera ‘esci’ e ‘vai’ a Fermo, a 500 chilometri di distanza per essere pastore e stare in mezzo a questa porzione di gregge per servirlo, amarlo, condurlo, guidarlo”. “Metti a disposizione quell’umiltà e umanità che ti hanno sempre contraddistinto: sono la vera ricchezza alla quale tutti potranno attingere”, l’invito di mons. Caiazzo a don Pennacchio, al quale ha suggerito:. “Sull’esempio di Benedetto XVI e Papa Francesco sii ‘umile servitore nella vigna del Signore’”.

Sinodo giovani: mons. Giuliodori (assistente generale), “sapienza che viene dal cuore” per “il bene della persona a servizio della società”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:04

Nel suo intervento conclusivo del seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento” (Università cattolica di Roma, 11-14 settembre) mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo, paragona l’Università ad un tessuto. All’interno di una “trama istituzionale molto solida” e “arricchita dalla nostra tradizione e storia” alle quali occorre “rimanere ancorati”, osserva, è possibile tendere l’ordito, ossia “il disegno, quell’intelligenza sapiente che nasce dal cuore. Dopo stagioni difficili oggi siamo in una condizione positiva per dedicarci un po’ di più all’ordito raffinando le nostre proposte e offerte. Siamo incoraggiati nel nostro cammino a lasciarci guidare da quella speranza che viene dall’alto e abbraccia prima dell’intelligenza il nostro cuore” per “continuare ad interrogarsi sulla verità”, ad esprimere “la gioia e l’entusiasmo dell’investimento educativo” per “dare compimento a un disegno più grande finalizzato al bene della persona al servizio della società e del bene collettivo”.

Diocesi: mons. Cirulli (vescovo eletto Teano-Calvi), “vengo in mezzo a voi per insegnare, santificare e guidare”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:34

“Il Signore, attraverso la volontà di Papa Francesco – a cui esprimo tutta la mia gratitudine, visto che tanto si fida di me, e il mio profondo affetto, nonché la mia totale e sincera obbedienza – vuole che io continui il mio cammino cambiando totalmente vita e venendo ad abitare in mezzo a voi per ‘insegnare, santificare e guidare’ la Santa Chiesa di Teano-Calvi”. Con queste parole mons. Giacomo Cirulli, vescovo eletto di Teano-Calvi, commenta in un messaggio la nomina di Papa Francesco che oggi lo ha chiamato a guidare la comunità ecclesiale di Teano-Calvi. Cirulli si rivolge innanzitutto i sacerdoti, ricordando “la fatica di coloro che vivono ‘in trincea’ e sopportano il peso più grande dell’annuncio del Vangelo e della guida pastorale delle comunità”. Dopo aver salutato diaconi, religiosi e religiose, il vescovo eletto si rivolge ai laici: “Mi aspetto forza, coraggio, entusiasmo e grande fedeltà ai progetti della Chiesa diocesana”. E ai giovani chiede “tutto l’entusiasmo e la passione per Gesù Cristo di cui siete capaci e di cui tutta la nostra Chiesa ha bisogno”. Dopo aver ringraziato mons. Aiello per ciò che “ha profuso in questi undici, intensissimi anni di guida della Chiesa di Teano-Calvi”, rivolgendosi alle famiglie evidenzia che “ci aspetta grande impegno per proseguire sulla strada che Papa Francesco e il Sinodo dei vescovi hanno tracciato”. “Sarò sempre pronto e disponibile a lavorare per il bene della nostra gente, e pronto e disponibile a combattere e denunciare tutto ciò e tutti quelli che si oppongono a questo fine”, afferma invece salutando le autorità locali. “La Provvidenza ha voluto che l’annuncio della mia nomina a vescovo avvenisse nel giorno della festa dell’Esaltazione della Croce – osserva – segno glorioso del dono della vita di Cristo a tutta l’umanità, e per me chiamata a donare la vita in particolare per la Chiesa che il Buon Pastore, Crocifisso e Risorto, mi ha affidato”.

Cortile di Francesco: Damilano (L’Espresso), “il web non è un luogo dove si discute tra diversi, ma tra tifoserie”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:31

(dall’inviata ad Assisi) “Il web non è un luogo dove si discute tra diversi, ma tra tifoserie”. Lo ha detto Marco Damilano, vicedirettore de L’Espresso, intervenendo al “Cortile di Francesco”, nella sezione dedicata al futuro del giornalismo. “Anche quando c’è consenso, è viziato dal fatto che non c’è dissenso”, ha proseguito il giornalista: “E questo incide sulla qualità dell’informazione”. “Noi giornalisti oggi stiamo vivendo un cambiamento epocale, e non a caso si parla di rivoluzione digitale”, ha osservato Damilano, secondo il quale “siamo all’inizio di questa rivoluzione, che ha cambiato il modo di fare questo mestiere e ha scardinato due categorie fondamentali non solo del giornalismo, ma della nostra vita: lo spazio e il tempo”, oltre che i tempi di fruizione e i generi giornalistici. “Il giornalismo è un lavoro artigianale, che ha il compito di incollare i frammenti della realtà”, la tesi di Damilano: “Il web è senza mediazione, e questo mette in crisi anche il ruolo del giornalista come mediatore”. Per evitare questo “appiattimento sul presente”, il vicedirettore de L’Espresso ha suggerito tre parole: “memoria”, per tener conto del fatto che “ogni evento ha la sua storia”; “profondità”, per evitare una “scrittura sciatta” partendo dalla consapevolezza che “la scrittura è un ordine esistenziale, per combattere la superficialità”; “soggettività”, che “non è cedimento al narcisismo, ma l’esatto contrario: è onestà di un punto di vista, restituzione di un avvenimento, misura di autenticità”.

Sinodo giovani: Anelli (rettore), “datori di lavoro soddisfatti dei nostri laureati”. “Testimonianza nostri valori” può sollecitare “lontani”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:13

“I giovani sono la materia sulla quale lavoriamo. Un compito difficile ma importante è capire chi abbiamo davanti, come sono cambiati nel corso del tempo, che non sono necessariamente come noi li vorremmo, che dobbiamo saperli ascoltare”, esordisce Franco Anelli, rettore dell’Università cattolica, nell’intervento odierno alla giornata conclusiva del seminario  “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”. Il Papa, prosegue, desidera che il Sinodo sia “per tutti i giovani”, anche i “lontani”. “Riferirsi ai valori cattolici è la premessa per svolgere secondo un certo stile i compiti propri” di un’università che non miri soltanto a “conferire un titolo di studio”, afferma il rettore soffermandosi sui 270 posti a Medicina e chirurgia “un bene limitatissimo, per il quale ‘si accapigliano’ novemila persone”, e sottolineando il buon posizionamento dell’Ateneo, che conta nelle sue diverse sedi 40mila studenti, “per quanto riguarda il placement”. I datori di lavoro “si dicono soddisfatti dei nostri laureati” ai quali riconoscono “una conoscenza capace di essere di lungo periodo e un atteggiamento che li porta ad integrarsi facilmente nelle diverse realtà e a saper lavorare in gruppo”. Da loro, chiosa, “si vede che cosa stiamo facendo, è questa l’incidenza sociale di lungo periodo, quel contributo a creare ‘una classe dirigente cattolica’” secondo la visione di padre Gemelli. “Noi – conclude – dobbiamo offrire esempi. Non c’è bisogno di suscitare conversioni, ma testimoniare il quadro di valori che muove le nostre azioni può sollecitare chi sta dall’altra parte” e può aiutare i ragazzi a fare “sintesi”, ossia a “discernere nel senso di optare, decidere”.

Commercio e sviluppo: Rapporto Unctad, “serve una economia globale che dia priorità ai cittadini anziché ai profitti”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:03

In un contesto economico globale “bloccato” le Nazioni Unite chiedono “un riequilibrio dell’economia mondiale che garantisca prosperità per tutti”. In che modo? Dando priorità ai bisogni dei cittadini anziché ai profitti. Ponendo fine alle politiche di austerità e limitando le opportunità di rendita delle grandi imprese. Utilizzando il sistema finanziario per sostenere la creazione di posti di lavoro e gli investimenti in infrastrutture. Sono questi gli elementi essenziali per avviare un nuovo corso dell’economia globale nel XXI secolo come auspicato dalle Nazioni Unite nel Rapporto Unctad sul commercio e lo sviluppo 2017, intitolato “Beyond austerity: towards a global new deal” (Oltre l’austerità: verso un nuovo corso per l’economia globale), presentato oggi in Italia nella sede della Radio Vaticana a Roma (e in contemporanea a livello mondiale). Una presentazione realizzata in maniera congiunta dall’Unctad – Organizzazione delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo – e dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede. Secondo l’Unctad, l’economia globale nel 2017 si sta lentamente riprendendo ma la crescita dovrebbe fermarsi al 2,6% (la media prima della crisi era del 3,2%). L’ostacolo principale alla ripresa “è l’austerità fiscale” portata avanti da 13 su 14 delle principali economie avanzate prese in esame. Anche se le economie emergenti, comprese Cina e India, hanno mantenuto buoni tassi di crescita oggi corrono rischi significativi: “I livelli di debito continuano a salire e ci sono preoccupazioni legate all’instabilità politica, al calo dei prezzi delle materie prime, ai tassi di interesse e ad un dollaro più forte sui mercati monetari”. L’autore principale del Rapporto Richard Kozul-Wright mette in evidenza le due grandi tendenze socio-economiche degli ultimi decenni: “L’esplosione del debito e l’aumento della ricchezza delle super-elite”, ossia l’1% della popolazione, collegato alla “deregolamentazione dei mercati finanziari”. Disuguaglianza, indebitamento e instabilità, secondo l’Unctad, “rischiano di compromettere il nostro futuro”. Perciò è necessario “un nuovo accordo globale per costruire economie più inclusive ed attente alle popolazioni”, anche con un Piano Marshall per l’Africa come proposto dalla Germania. Una idea ben accolta dall’Unctad ma che “per il momento manca del necessario sostegno finanziario”.

Commercio e sviluppo: Rapporto Unctad, “finanza senza controllo, potere e profitti solo per poche grandi imprese”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:02

Nel mondo cresce ulteriormente la disuguaglianza dei redditi perché aumenta il peso di un settore finanziario “non debitamente controllato” e per la concentrazione del potere e dei profitti nelle mani di poche imprese “vincitrici”, soprattutto nei settori farmaceutico, mass media, tecnologie di comunicazione. È quanto emerge dal Rapporto sul commercio e lo sviluppo 2017, intitolato “Oltre l’austerità: verso un nuovo corso per l’economia globale”, presentato oggi in Italia nella sede della Radio Vaticana a Roma (e in contemporanea a livello mondiale). Secondo le Nazioni Unite “l’incapacità di regolamentare i mercati finanziari e di affrontare le disuguaglianze profonde, che hanno generato, minaccia di rendere vani gli sforzi della comunità internazionale volti a costruire economie più inclusive”. Negli ultimi anni, ad esempio, “la capitalizzazione complessiva del settore bancario è più che raddoppiata rispetto agli anni ’90” e il peso del settore bancario in molti Paesi avanzati è “nell’ordine dei cento trilioni di dollari”. Anche nelle economie in transizione e in via di sviluppo “vi sono picchi al di sopra del 200% del Pil”. Nello stesso tempo le grandi aziende “sono ormai diventate in grado di alterare le regole del gioco a loro beneficio e di aumentare progressivamente i profitti”: tra il 1995 ed il 2015 i profitti “in eccesso” delle “vincitrici” sono cresciuti dal 4 al 23% dei profitti totali per tutte le imprese e dal 19 al 40% per le imprese maggiori. Però, a fronte di un controllo sempre maggiore dei mercati “la loro quota occupazionale non è aumentata proporzionalmente”. “Siamo di fronte ad un mondo di profitti senza prosperità – ha affermato Mukhisa Kituyi, segretario generale Unctad – in cui il potere di mercato asimmetrico rappresenta una delle principali cause dell’aumento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi”.

Commercio e sviluppo: Rapporto Unctad, “precluse alle donne le migliori opportunità lavorative”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:01

Alle donne sono ancora precluse le migliori opportunità lavorative nonostante il tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro sia in crescita. Lo denuncia il Rapporto Unctad sul commercio e lo sviluppo 2017 “Oltre l’austerità: verso un nuovo corso per l’economia globale” presentato oggi in tutto il mondo. In Italia si è svolta una presentazione congiunta da parte dell’Unctad – Organizzazione delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo – e del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede nella sede della Radio Vaticana a Roma. Questa “segregazione di genere – secondo il Rapporto – è legata alla sempre più limitata offerta di ‘buoni posti di lavoro’ rispetto all’offerta complessiva”. Alla base di queste difficoltà ci sono “le scelte macroeconomiche a livello globale, i progressi tecnologici e il cambiamento strutturale in atto”. Secondo l’Unctad, l’esclusione delle donne dalle migliori opportunità lavorative contribuisce “all’incremento della disuguaglianza”, all’aumento dei conflitti di genere, con ricadute sulla crescita economica. “Facilitare l’accesso delle donne ad una occupazione lavorativa di qualità – conclude il rapporto – è di cruciale importanza”. Suggerisce perciò di “incrementare gli investimenti in infrastrutture sociali che consentano di conciliare il lavoro retribuito con le responsabilità domestiche”.

Commercio e sviluppo: Rapporto Unctad, “robot minacciano distruggere posti di lavoro nei Paesi ricchi”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:00

“I robot minacciano di distruggere posti di lavoro sia nei Paesi industrializzati che in quelli più avanzati fra le economie in via di sviluppo. Ma come tutte le nuove tecnologie presentano anche delle opportunità”. Lo ha dichiarato Mukshisa Kituyi, segretario generale dell’Unctad-Organizzazione delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, presentando il Rapporto sul commercio e lo sviluppo 2017, intitolato “Oltre l’austerità: verso un nuovo corso per l’economia globale”, presentato oggi in Italia nella sede della Radio Vaticana a Roma (e in contemporanea a livello mondiale). Il rapporto prende in esame le minacce ai posti di lavoro legate alla robotizzazione della produzione e chiede di adottare “politiche industriali digitali in modo da mettere la robotica al servizio di uno sviluppo sostenibile e inclusivo”.  I compiti più routinari in lavori ben retribuiti nel settore manifatturiero e nei servizi saranno infatti, via via, assegnati a robot. Anche se “la maggior parte dei posti di lavoro nei Paesi in via di sviluppo non è sotto minaccia immediata – osserva il Rapporto – vi è il rischio che in futuro l’attività produttiva possa concentrarsi ulteriormente nei centri di produzione, aumentando il divario tra chi sta beneficiando dell’uso dei robot e chi invece no”. Nonostante l’entusiasmo intorno a queste nuove tecnologie oggi l’uso di robot industriali nel mondo “rimane piuttosto ridotto e ammonta a meno di 2 milioni di unità”, afferma l’Unctad. Sono più nell’industria automobilistica, elettrica ed elettronica: la metà in Germania, Giappone e Stati Uniti “ma la Cina ha quadruplicato il proprio stock di robot dal 2010 e la Repubblica di Corea ha il maggior numero di robot per operaio a livello mondiale”. I Paesi più esposti all’automazione sono dunque quelli “con un settore manifatturiero grande ed ad alto reddito”. Per evitare ulteriori disuguaglianze nella distribuzione del reddito l’Unctad suggerisce di “legare gli utili dei dipendenti alla redditività dell’impresa”.

Don Tom Uzhunnalil: don Artime (rettor maggiore Salesiani), “è sereno, lucido e con una grande pace interiore”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:59

“Nel pomeriggio del 13 settembre ho avuto la gioia e la felicità di incontrare il mio caro confratello don Tom, che si trova nella comunità salesiana in Vaticano. Lo ho salutato nello stile indiano e ci siamo dati un forte abbraccio come segno di affetto fraterno. È ancora magro, ma l’ho trovato sereno, lucido e con una grande pace interiore. Mi ha manifestato il suo profondo ringraziamento al Signore, alla Congregazione, perché si sentiva fortemente accompagnato dalla Famiglia Salesiana che pregava per lui, insieme alle religiose di altre congregazioni”. Il rettore maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, appena tornato da Malta, ha voluto immediatamente incontrare il suo confratello salesiano don Tom Uzhunnalil, liberato in Yemen il 12 settembre dopo un sequestro durato oltre 18 mesi. “Sono rimasto profondamente colpito – afferma don Artime secondo quanto riporta Ans (agenzia info salesiana) – nel sapere che ha celebrato l’Eucaristia ogni giorno, anche senza pane e vino, offrendo al Signore ciò che stava vivendo. Ha vissuto come un dono di Dio cose molte semplici, come dormire serenamente e vivere ogni momento nella pace. All’inizio di ogni nuovo giorno continuava a pregare, parlando con il Signore, offrendosi per tutti, per la Chiesa, per i giovani. Davvero don Tom mi ha dato una testimonianza di fede che mi ha toccato. Abbiamo pregato nella Cappella della Comunità Salesiana e gli ho impartito la benedizione di Maria Ausiliatrice. Ho offerto il pensiero della ‘buona notte’ e gli ho manifestato che con la mia presenza erano rappresentati tutti i suoi confratelli salesiani e la Famiglia Salesiana nel mondo. Gli ho detto che, se me lo avesse permesso, gli avrei offerto la croce da Salesiano che porto sempre con me. Gliel’ho consegnata con affetto, lui l’ha accolta con profonda gratitudine e poi abbiamo cantato alla nostra comune Madre il Salve Regina. Abbiamo anche condiviso una cena molto semplice. Ho constato che pesa poco, che mangia lentamente, ma mangia bene. I medici hanno detto che è debole, ma è solo una questione di tempo e di riposo e tutto andrà molto bene. È stato un momento di grande fraternità. È stata una giornata speciale, segnata dall’incontro di don Tom con il Santo Padre, che l’ha ricevuto con l’affetto di un padre, con la semplicità che lo caratterizza e con l’affetto che ha per tutti noi”.

Patriarca Bartolomeo: visita a Monte Sole Bologna, “solo la convivenza pacifica e il dialogo possono risolvere ogni incomprensione”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:44

“Speravamo che simili nefandezze non potessero più perpetrarsi in nessuna area del mondo, ma gli anni che sono seguiti, purtroppo ci hanno dimostrato che l’umanità troppo spesso dimentica quanto ha vissuto e si lascia trascinare da ideologie e dottrine, dimentiche della dignità dell’uomo, di ogni essere vivente, della convivenza sociale, dell’ambiente e della cultura di ogni popolo”. Lo ha detto questo pomeriggio il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo durante la sua visita informale al monastero di Monte Sole, luogo dell’eccidio, noto anche come Strage di Marzabotto, che si consumò tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 ad opera delle SS tedesche in un’operazione anti-partigiana volta alla bonifica di un vasto territorio sull’Appennino bolognese.
Su questi luoghi di memoria, Bartolomeo lancia un grido: “Anche ai nostri giorni troppo spesso siamo scossi da efferatezze che annullano la persona umana, che violentano le coscienze e le convinzioni religiose e culturali di alcuni, in nome di assolutismi ideologici e di pensiero di altri. E troppo spesso sono proprio i cristiani, più di altri, che vengono per la maggior parte attaccati e perseguitati per la loro fede in Gesù Cristo. Davanti a questi avvenimenti non abbiamo il diritto di tacere, ma dobbiamo testimoniare insieme, che solo la convivenza pacifica, il rispetto reciproco ed il dialogo tra le culture e tra le fedi possono risolvere ogni eventuale incomprensione”. Bartolomeo torna a parlare dell’ambiente. “Viviamo insieme nella casa comune che il Creatore di ogni cosa ha affidato all’umanità, perché possa progredire umanamente e spiritualmente. Non siamo padroni di questa casa, ma siamo ospiti di essa e come tali abbiamo il dovere di camminare assieme, di essere fratelli, con le nostre convinzioni e particolarità, rispettosi del credere e del vivere altrui”. E da questi luoghi, il Patriarca invita i cristiani a non perdere la speranza poiché – dice – “sono divenuti territori di pace e riconciliazione”. E conclude: “La felice intuizione di don Giuseppe Dossetti di fondare qui una comunità monastica, dedita alla preghiera, alla Scrittura, allo studio, ci portano a sperare cristianamente sul superamento anche delle grandi crisi internazionali, che attanagliano troppi luoghi della terra”.

Sinodo giovani: Salvioli (teologo), “rilanciare pensiero critico-teologico” per discernimento “aperto alla trascendenza”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:41

Il discernimento “è un doppio giudizio. Abbiamo bisogno di un’intensificazione di questo giudizio per pervenire a quella saggezza che permette di ordinare le azioni non solo al fine di acquisire buone professionalità ma anche al fine di inscriverle all’interno di un orizzonte aperto alla trascendenza”. Ne è convinto Marco Salvioli, docente di teologia all’Università Cattolica. Oggi si è concluso nella sede romana dell’Ateneo il seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dal Collegio dei docenti di teologia e dal Centro pastorale della Cattolica in collaborazione con l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori (11-14 settembre). Intervenendo all’incontro e premettendo che “la teologia non fa miracoli né operazioni di marketing”, Salvioli avverte: “La nostra università deve configurarsi come un’azienda ma deve anche essere ripensata cristianamente al fine ultimo”. “Benché la teologia abbia superato il problema dell’isolazionismo, della separazione degli ambiti”, il docente riscontra ancora in molti giovani “il pregiudizio di contrapporre lavoro e Vangelo”. “Dobbiamo aiutarli a superarlo” attraverso “una visione non laicista ma laica, quella di chi riporta Cristo nelle realtà terrene”. La teologia accoglie al tempo stesso “l’invito alla trascendenza come suo ambito di sviluppo e il dialogo con i saperi. In università occorre la presenza della teologia che parla di Dio nella Trinità, perché dalla Trinità nasce l’etica, necessaria per sostenere questo ‘doppio discernimento’”. Per Savioli, “nel tempo del nichilismo e del narcisismo occorre rilanciare la questione del senso e dell’allargamento della ragione”, di un “pensiero critico-teologico che ci aiuti a fornire agli studenti un discernimento intensificato che tenga presente l’orizzonte della trascendenza”.

Cortile di Francesco: Greco (Radio Rai), “nel giornalismo digitale chi è più autorevole vince”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:39

(dall’inviata ad Assisi) “Nel giornalismo dell’età digitale, chi è più autorevole vince”. Ne è convinto Gerardo Greco, direttore di Radio Rai, che intervenendo al “Cortile di Francesco” ha affermato che “le fake news si vincono in un solo modo: con l’autorevolezza”. L’esempio citato è quello del New York Times, che digitalizzando tutto il suo patrimonio di notizie “si è posto come il garante della loro credibilità, svolgendo un ruolo di servizio”. Di fronte ai due colossi mondiali che sono Facebook e Google, che da soli controllano il 50% del mercato globale on line, “la credibilità si costruisce dall’inizio e la si guadagna sul campo”, ha affermato Greco: “Ma scovare le notizie ha dei costi, degli investimenti da sostenere: se gli editori non ce la fanno più, avremo sempre meno quotidiani e agenzie che cercano di raccontare professionalmente la realtà”. “Chi è più autorevole vince”, è il risultato, e dunque “vince il servizio pubblico, che la possibilità di fare qualcosa che il mercato non ha la possibilità di fare, anche grazie al canone”. “In Europa il servizio pubblico può essere un servizio di garanzia”, la tesi di Greco, “purché però sia percepito come autorevole”. “Tutte le fonti di informazione cercano di digitalizzare il loro prodotto, in modo da renderlo appetibile anche su altre piattaforme”, ha fatto notare il relatore: entro dicembre, ha annunciato, anche RadioRai si doterà di una App, “Youradio”, che permetterà agli ascoltatori di personalizzare il loro “menu” radiofonico, aggregandolo in base ai propri interessi sulla scorta di ad un’offerta di 120 storie giornaliere.

Papa Francesco: desertificazione è “grave crisi ecologica del nostro tempo”. Serve “approccio integrale”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:10

La desertificazione è una “grave crisi ecologica del nostro tempo”: lo scrive Papa Francesco in un messaggio firmato dal Segretario di Stato card. Pietro Parolin ai partecipanti alla XIII Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione sulla lotta alla desertificazione a Ordos, Mongolia interna (Cina, 6-16 settembre 2017). Il testo – diffuso oggi – è stato letto l’11 settembre da mons. Joseph Chennoth, nunzio apostolico in Giappone e capo della Delegazione della Santa Sede, durante l’apertura solenne della sessione di alto livello. Il Papa apprezza gli sforzi degli Stati Parte della Convenzione sulla lotta alla desertificazione “nella promozione di un approccio coordinato a questa grave crisi ecologica del nostro tempo” e ringrazia “in modo particolare il governo e il popolo della Cina per aver ospitato questa importante assemblea”. Papa Francesco “è lieto che la Conferenza si preoccupi di risvegliare l’interesse e l’impegno dei giovani per la grande impresa di trasformare i deserti in giardini (cf. Is 35,6), ed è fiducioso che essi alzeranno la loro voce nel fare appello ad una più coscienziosa attuazione delle risoluzioni della comunità internazionale a questo proposito”.  Nel messaggio si ricorda che nell’enciclica “Laudato sì” il Papa considera la desertificazione del suolo “quasi come una malattia fisica” che “colpisce ciascuno personalmente”. Perciò auspica che la Conferenza “sia guidata da un approccio integrale che unisca il tema della desertificazione al più ampio tema etico della povertà, del sottosviluppo e della giustizia tra le generazioni, che determina la salute complessiva, spirituale e morale della nostra comunità globale”.

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