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Diocesi: Sessa Aurunca, domenica la prima tappa del cammino in preparazione al Sinodo dei giovani

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:45

I giovani della diocesi di Sessa Aurunca saranno i protagonisti, domenica prossima (17 giugno) della messa che verrà trasmessa in diretta su RaiUno alle ore 11 dalla basilica di S. Maria in Foro Claudio in Ventaroli di Carinola. Quella di domenica è la prima tappa del cammino diocesano in preparazione verso il Sinodo dei giovani. La seconda tappa, dal 22 al 29 luglio, sarà il pellegrinaggio da Sessa Aurunca a Pietrelcina, intitolato “Per mille strade…”. Un pellegrinaggio che si configura come un “cammino dell’anima” e che proseguirà, con i giovani di tutta la diocesi, l’11 e 12 agosto a Roma, dove è in programma la “notte bianca” con Papa Francesco. I giovani della diocesi di Sessa Aurunca, inoltre, saranno parte integrante del progetto “Street Boys” in collaborazione con la Caritas diocesana, che li vedrà coinvolti sul campo in azioni sociali e di aiuto al prossimo. “La messa ci porterà a respirare il senso dell’universalità della Chiesa – afferma il vescovo di Sessa Aurunca, mons. Orazio Francesco Piazza – e darà la possibilità a tanti nostri conterranei, che vivono fuori dal territorio, di unirsi spiritualmente a noi”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, domani puntata dedicata alla famiglia

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:31

Sarà dedicata al tema della famiglia la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda domani, sabato 16 giugno, alle 8.45, su Rai Due. Si parlerà delle difficoltà e delle possibilità della vita matrimoniale di fronte a una serie di ostacoli che “disincentivano la fatica del ‘noi’ e scoraggiano qualsiasi progetto di vita”. Perché una donna che vuole avere figli è spesso costretta a lasciare il lavoro? Perché si trovano somme per affrontare tutte le emergenze sociali e finanziarie, ma non per sostenere la famiglia? Ne parleranno i coniugi Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, e Anna Maria Gambini, nella duplice veste di genitori di cinque figli e autori di un nuovo libro sulla loro “complicata e straordinaria” avventura familiare. All’inizio del programma di mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, le voci di alcuni padri e madri alle prese con l’arrivo di un figlio, tra precarietà e crisi che minano le fondamenta della vita coniugale. Subito dopo l’intervista al sociologo Mauro Magatti e alla moglie, Chiara Giaccardi, entrambi docenti dell’Università Cattolica di Milano, con una riflessione – testimonianza sul valore sociale e culturale della famiglia come scuola di arricchimento umano. Sara e Daniele Lorenzetti, sposi novelli con figli, racconteranno, in chiusura, il loro sì all’amore come chiave per superare difficoltà, paure e dolori.

Papa Francesco: ai maestri del lavoro, “non lasciare in balia delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:23

“Non diffidare o lasciare in balìa delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia”. È uno degli imperativi con cui il Papa ha concluso il suo discorso ai Maestri del Lavoro, ricevuti oggi in udienza in Aula Paolo VI. Ai 600 partecipanti, Francesco ha affidato come “guida” le beatitudini di Gesù nel Vangelo di Matteo. “Ci portino a guardare sempre con amore a Gesù stesso, che le ha incarnate nella sua persona”, le parole del Papa: “Ci mostrino che la santità non riguarda solo lo spirito, ma anche i piedi, per andare verso i fratelli, e le mani, per condividere con loro. Insegnino a noi e al nostro mondo a non diffidare o lasciare in balìa delle onde chi lascia la sua terra affamato di pane e di giustizia; ci portino a non vivere del superfluo, a spenderci per la promozione di tutti, a chinarci con compassione sui più deboli”. “Senza la comoda illusione che, dalla ricca tavola di pochi, possa piovere automaticamente il benessere per tutti”, ha concluso: “Questo non è vero”, ha denunciato a braccio.

Rinnovamento nello Spirito Santo: Roma, domani il convegno con mons. Angelo De Donatis

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:14

Sarà mons. Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, e prossimo cardinale, a celebrare, sabato 16 giugno, presso la Basilica SS. Apostoli (Piazza SS. Apostoli), a Roma, la messa al Convegno della diocesi di Roma del Rinnovamento nello Spirito sul tema: “La città si chiamerà. Là è il Signore”. A tenere la relazione, dopo l’accoglienza e la preghiera comunitaria, Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito e della Fondazione Vaticana “Centro internazionale famiglia di Nazareth”. Dalle ore 20.30 alle ore 22.30 sono previsti dei momenti artistici sul tema “Luce sulla Città” e a seguire un Roveto Ardente di Adorazione eucaristica.

Chiese d’Oriente: incontro Ccee. Parenti (Sant’Anselmo), essere “testimoni fedeli e credibili dell’Oriente cristiano di cui sono parte”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:09

“Testimoni fedeli e credibili dell’Oriente cristiano di cui sono parte”. È questa, per Stefano Parenti, docente del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, la “missione” delle Eparchie presenti in Italia. Intervenuto al 21° Incontro dei vescovi orientali cattolici in corso nell’Eparchia di Lungro, sul tema “Liturgia e identità tra fedeltà e rinnovamento”, Parenti ha evidenziato il “trinomio identità – fedeltà – testimonianza”.
“Essere testimoni implica sempre un senso profondo di responsabilità – ha detto – perché la Chiesa di Lungro così come la Chiesa sorella di Piana degli Albanesi in Sicilia, è consapevole dei legami spirituali, reciprocamente riconosciuti, che la unisce alla Chiesa madre del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli”. Per Parenti, l’Eparchia lungrese “è consapevole che come ogni Chiesa orientale cattolica, possiede una tradizione liturgica comune e condivisa, a parte le legittime differenze locali, con l’intera comunità ortodossa”. Per questo “la Chiesa di Lungro prosegue sulla via di questa testimonianza con umiltà e determinazione esercitando il servizio ecumenico”. Ricordando le vicende storiche degli albanesi e il loro approdo in Italia, Parenti ha evidenziato come “la situazione di diaspora, nonostante il carico di problemi e di difficoltà, pastorali, organizzative, economiche, può essere vissuta come possibilità di voltare pagina, di rompere con il passato, di essere operatori di riconciliazione tra le Chiese cristiane presenti sul territorio e non di perpetuare all’estero i problemi che ci sono in patria”. Si tratta di realizzare “un laboratorio dove trarre cose antiche e cose nuove”. Relativamente alla liturgia e ai rapporti con le Chiese ortodosse, il relatore ha evidenziato come “la ricerca della propria tradizione autentica, disciplinare e liturgica, non è possibile a prescindere da un rinnovato interesse al patrimonio in comune con le rispettive Chiese orientali non cattoliche”, tra “fedeltà e rinnovamento”, perché “il rinnovamento sia nella fedeltà”.

Papa Francesco: ai maestri del lavoro, “primaria la questione morale”, no a “frode e menzogna, che avvelenano il mercato”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:09

“Rinnovare il lavoro in senso etico significa rinnovare tutta la società, bandendo la frode e la menzogna, che avvelenano il mercato, la convivenza civile e la vita stessa delle persone, soprattutto dei più deboli”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo in udienza i Maestri del Lavoro ha definito “primaria la questione morale”, che si ispira ai valori della “correttezza, responsabilità e trasparenza”, come recita lo statuto della Fondazione. “Per testimoniare  i valori umani ed evangelici in ogni contesto e in ogni circostanza, è necessaria una tensione alla coerenza nella propria vita”, ha spiegato Francesco. “Coerenza della vita e armonia nella propria vita”, ha aggiunto a braccio: “C’è bisogno di concepire la totalità della propria vita come una missione, una missione di armonia”. “Solo con questo spirito oblativo, solo se l’amore per i fratelli ci brucia dentro come un carburante spirituale – il quale, a differenza di quelli fossili, non si esaurisce ma si moltiplica con l’uso – la nostra testimonianza sarà davvero efficace, e capace di incendiare, mediante la carità, tutto il nostro mondo”, ha garantito il Papa.

Papa Francesco: ai maestri del lavoro, “diritto alla speranza oggi cancellato per tanta gente”. Società che non si basa sul lavoro condannata a “atrofia” e “disuguaglianze”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:04

“Il diritto alla speranza, oggi cancellato per tanta gente, è il primo diritto umano”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, ricevendo in udienza i Maestri del Lavoro. “La speranza in un futuro migliore passa sempre dalla propria attività e intraprendenza, quindi dal proprio lavoro, e mai solamente dai mezzi materiali di cui si dispone”, ha proseguito: “Non vi è infatti alcuna sicurezza economica, né alcuna forma di assistenzialismo, che possa assicurare pienezza di vita e realizzazione personale. Non si può essere felici senza la possibilità di offrire il proprio contributo, piccolo o grande che sia, alla costruzione del bene comune. Ogni persona può dare il suo apporto – anzi deve darlo! – così da non diventare passiva, o sentirsi estranea alla vita sociale”. “Una società che non si basi sul lavoro, che non lo promuova concretamente, e che poco si interessi a chi ne è escluso, si condannerebbe all’atrofia e al moltiplicarsi delle disuguaglianze”, il monito di Francesco: “All’opposto, una società che, in spirito sussidiario, cerchi di mettere a frutto le potenzialità di ogni donna e ogni uomo, di ogni provenienza ed età, respirerà davvero a pieni polmoni, e potrà superare gli ostacoli più grandi, attingendo a un capitale umano pressoché inesauribile, e mettendo ognuno in grado di farsi artefice del proprio destino, secondo il progetto di Dio”. “Farsi artefice, quella dimensione artigianale dello sviluppo della propria vita, quella dimensione personale del lavoro”, ha sottolineato ancora a braccio.

Inflazione: Istat, a maggio in aumento dello 0,3% su base mensile e dell’1% su base annua

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 12:00

Nel mese di maggio 2018, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,0% su base annua (da +0,5% registrato ad aprile). La stima preliminare era +1,1%. È quanto comunica oggi l’Istat diffondendo i dati definitivi dei “Prezzi al consumo” di maggio. “Dopo l’avvio debole dei primi mesi del 2018 – spiega l’Istituto nazionale di statistica – a maggio l’inflazione si porta all’1%, trainata da beni e servizi di grande rilevanza nelle spese quotidiane delle famiglie”. L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici crescono entrambe da +0,5% di aprile a +0,8%. “L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo – prosegue la nota – è dovuto ai rialzi dei prezzi di diverse tipologie di prodotto, tra cui spiccano quelli dei beni energetici non regolamentati (+2,1%), degli alimentari non lavorati (+1,9%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei tabacchi (+0,6% per entrambe)”. L’inflazione accelera sia per i beni (da +0,7% di aprile a +1%) sia per i servizi (da +0,3% a +0,9%); il differenziale inflazionistico tra servizi e beni rimane negativo, ma più contenuto rispetto da aprile (da -0,4% a -0,1%).
Stando ai dati diffusi, l’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,9% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base mensile e dell’1,7% su base annua (in accelerazione da +1,2% registrato ad aprile) mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza di acquisto crescono dello 0,7% sul mese precedente e del 2% rispetto a maggio 2017 (da +1,4% del mese precedente).

Papa Francesco: ai maestri del lavoro, “lavoro al centro”, troppe persone “escluse dal progresso economico, schiacciati da violenza, guerre, degrado e marginalità”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 11:57

“Quante persone ancora rimangono escluse dal progresso economico. Quanti nostri fratelli soffrono perché schiacciati da violenza e guerre, o per il degrado dell’ambiente naturale. Quanti, ancora, sono oppressi per la marginalità in cui vengono relegati, e patiscono per la carenza di prospettive positive per il futuro, e quindi di speranza!”. Così il Papa, ricevendo in udienza nell’Aula Paolo VII 600 partecipanti al Convegno nazionale della Federazione maestri del Lavoro in Italia, ha espresso la sua “preoccupazione” per la “condizione attuale dell’umanità e del creato, che portano impressi in profondità i segni del peccato, segni di inimicizia, di egoismo, di cieco privilegio di sé”. “Non ci lascino mai passivi o indifferenti la debolezza e la sofferenza che toccano così tante persone, ma che possiamo diventare sempre più capaci di riconoscerle nei volti dei fratelli, per tentare di alleviarle”, l’invito di Francesco: “Che siamo sempre più solleciti nel cercare di rendere, a chi l’abbia perduta, la speranza di cui ha bisogno per vivere; essa infatti rappresenta, in qualche modo, il primo e più fondamentale diritto umano, dei giovani prima di tutto”. “Fin dalla storica Enciclica Rerum novarum di Papa Leone XIII, la dottrina sociale della Chiesa ha posto il lavoro al centro delle questioni che riguardano la società”, ha ricordato il Papa, sottolineando che “il lavoro sta al cuore della vocazione stessa data da Dio all’uomo, di prolungare la sua azione creatrice e realizzare, attraverso la sua libera iniziativa e il suo giudizio, un dominio sulle altre creature che si traduca non in asservimento dispotico, ma in armonia e rispetto”. “Siamo chiamati a contemplare la bellezza di tale progetto divino, che è fondato sulla concordia, quella tra gli esseri umani e quella con gli altri esseri viventi e la natura”, l’esortazione di Francesco.

Biblioteche ecclesiastiche: don Pennasso (Cei), “ascolto delle persone e delle comunità, collaborazione, formazione”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 11:54

Nell’enciclica Laudato Si’, Papa Francesco afferma che “insieme al patrimonio naturale, vi è un patrimonio storico, artistico e culturale, ugualmente minacciato. È parte dell’identità comune di un luogo e base per costruire una ‘città abitabile”’. A ricordarlo è don Valerio Pennasso, direttore Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici – edilizia di culto della Cei. Intervenendo al convegno “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)” in corso oggi e domani a Roma, Pennasso spiega che “l’invito è a farsi carico di un vero e proprio processo culturale di conoscenza, salvaguardia del patrimonio culturale perché possa esprimere tutto il suo valore nella costituzione dell’identità dei popoli e della costruzione della casa comune”. Di qui il ruolo delle biblioteche “in questo intreccio di relazioni che vanno a comporre e richiamano con urgenza un vero e proprio progetto culturale a partire dal patrimonio delle comunità”. Il sacerdote sottolinea l’importanza di lavorare insieme e di partecipare a un “Polo” per condividere “strumenti e metodi di lavoro, collaborazioni professionalizzanti, risorse e servizi, progettualità e prospettive. Tutto ciò per i veri soggetti dell’attività: il pubblico, le persone, le comunità”. Al riguardo un protocollo d’intesa tra Mibact, Miur e Regioni del ‘97 “potrebbe essere ripreso”, mentre per la formazione e l’aggiornamento “la collaborazione Cei – Abei è indispensabile”. Di qui alcune indicazioni: “l’attenzione e l’ascolto delle persone e delle comunità, alle loro necessità e aspirazioni; il servizio alla comunità dei bibliotecari; la disponibilità alla collaborazione con altri Istituti culturali; la collaborazione all’interno della comunità ecclesiale; la formazione”.

Biblioteche ecclesiastiche: mons. Pennisi (Monreale), “custodi di cultura”. Passarelli (Mibact), “competenze sempre più avanzate”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 11:50

“Coniugare la professione con la carità intellettuale, categoria agostiniana ripersa dall’insegnamento di molti pontefici, costituisce l’anima del ministero dei bibliotecari ecclesiastici. Custodi di una memoria che non è solo di cultura cristiana ma di cultura tout –court, dalla teologia alla letteratura, dalla medicina alla filosofia”. Lo ha detto mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e già presidente dell’Abei (Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani), nel saluto al convegno  “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)” che l’associazione promuove oggi e domani a Roma nel 40° della sua nascita. “In questi 40 anni l’Abei si è aperta al mondo tout-court”, aggiunge sottolineando l’importanza della collaborazione con la Cei e con il Mibact. “Un ministero importante nella Chiesa, quello del bibliotecario – conclude -, nel quale è centrale il ruolo dei laici”. Per Paola Passarelli (Mibact), il bibliotecario possiede “alti livelli di professionalità”, è “un vero specialista in grado di usare strumenti e tecnologie d’avanguardia”. Lo sviluppo dell’economia di mercato e l’evoluzione della stampa e dell’ambiente digitale, spiega, “hanno fatto emergere il valore economico dell’informazione per la crescita umana e sociale. I mercati richiedono agli operatori del settore competenze sempre più avanzate. Lo stesso ruolo del bibliotecario come garante di accesso all’informazione richiede una formazione ad hoc” mentre “la sua funzione pubblica è la premessa per il suo riconoscimento professionale e sociale”. “Professionalità, competenza, vocazione” il trinomio che deve ispirare la professione.

Biblioteche ecclesiastiche: mons. Galantino, “in maniera sempre più convinta al servizio della ‘Chiesa in uscita’”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 11:48

“Sono convinto che questa circostanza spingerà l’Abei a mettersi, in maniera sempre più convinta, al servizio della ‘Chiesa in uscita’, intensificando la promozione, la tutela e la conservazione del patrimonio librario”. Lo scrive il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, in un messaggio a mons. Francesco Milito, vescovo di Oppido Mamertina – Palmi e presidente dell’Abei (Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani), in occasione del 40° dell’associazione che promuove oggi e domani a Roma un convegno di studio sul tema “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978 – 2018)”. Per il segretario generale Cei, la tradizione e l’innovazione che “hanno caratterizzato l’Abei fin qui, devono continuare a caratterizzarne la vita e l’operato”. Con un’attenzione particolare alla formazione perché “senza aggiornamento e specializzazione è difficile pensare di poter avere un raccolto abbondante”. “Il buon seme sparso in questi 40 anni – afferma Galantino – ha portato frutti evidenti in ordine alla professionalità dei bibliotecari” ma, ancor più, “ha delineato un profilo ecclesiale che coniuga qualità professionale e umana in una rinnovata prospettiva di dialogo con la comunità e con il territorio”. Di qui l’augurio all’associazione di “intensificare la sua azione e moltiplicarne i frutti”.

Nicaragua: sostegno ai vescovi da parte delle Conferenze episcopali dell’America centrale

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 11:47

Il Consiglio di presidenza del Segretariato episcopale dell’America centrale (Sedac), composto dai vescovi presidenti delle Conferenze episcopali dei sei Paesi del Centroamerica, riunito a San Pedro Sula, in Honduras, ha espresso in un comunicato alla Conferenza episcopale del Ncaragua “totale appoggio e solidarietà in questo momento doloroso” e condivisione del dolore e della sofferenza del popolo. “Appoggiamo – si legge ancora nel messaggio, firmato in primo luogo dal presidente del Sedac, mons. José Luis Escobar Alas, arcivescovo di San Salvador – la vostra missione di mediatori nel conflitto, nella ricerca della pace, del bene comune e di una democrazia partecipativa. Riconosciamo il vostro coraggio e la vostra fortezza nella difesa del popolo. Non siete soli, potete contare sulle preghiere, la solidarietà e la compagnia dei vostri fratelli nell’episcopato del Centroamerica e delle nostre Chiese particolari”. Concludono i vescovi del Sedac: “Chiediamo a Dio, per intercessore del martire Oscar Romero, di benedire il Nicaragua, perché cessi la violenza, si rispetti la vita e si consolidino la verità e la giustizia che conducono alla pace”.

Detenuti: Mattarella, “il loro stato non si risolva in un peggioramento delle condizioni di disagio ed esclusione sociale”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 11:05

“La legge affida al vostro Ufficio il compito di vigilanza sui luoghi ove le persone vivono una restrizione della propria libertà, affinché il loro stato non si risolva in un peggioramento delle condizioni di disagio ed esclusione sociale, con rischi accentuati per la convivenza: il consolidamento di migliori condizioni di permanenza è essenziale a questo fine”. È quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Mauro Palma, presidente dell’Autorità garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale in occasione della presentazione della seconda Relazione al Parlamento. Ricordando l’importanza della “tutela dei diritti inalienabili delle persone in carcere e la costante attenzione alla giustizia minorile”, Mattarella rileva che “in questo ambito si è registrata una maggiore attenzione ai legami familiari e ai rapporti genitoriali, unitamente all’impegno volto ad attuare un regime detentivo improntato alle finalità che la nostra Costituzione assegna alla pena”. Per il Capo dello Stato, “tutte le aree di privazione della libertà (i luoghi di custodia di polizia, i centri di trattenimento di migranti presenti irregolarmente nel territorio, le residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza psichiatriche, i trattamenti sanitari obbligatori e le residenze per anziani e disabili) hanno meritato e meritano attenzione in ragione delle caratteristiche specifiche che le contraddistinguono, imponendo interventi mirati ed un monitoraggio costante dei fenomeni in evoluzione”. “Questa opera, rivolta a rendere, in ossequio al dettato costituzionale, più coesa, sicura e rispettosa dei diritti delle persone la nostra società – conclude Mattarella – merita apprezzamento e incoraggiamento”.

Papa Francesco: a Santa Marta, sfruttare le donne è “peccato contro Dio”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 11:01

Una preghiera “per le donne scartate, per le donne usate, per le ragazze che devono vendere la propria dignità per avere un posto di lavoro”. L’ha chiesta il Papa, nell’omelia della messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui a partire dal vangelo odierno ha ricordato le parole di Gesù: “Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio” e “chiunque ripudia la propria moglie la espone all’adulterio”. le donne sono “quello che manca a tutti gli uomini per essere immagine e somiglianza di Dio”, ha detto Francesco, secondo quanto riferisce Vatican news: Gesù pronuncia parole forti, radicali, che “cambiano la storia” perché fino a quel momento la donna “era di seconda classe”, per dirla con un eufemismo, “era schiava”, “non godeva neppure della piena libertà”. “E la dottrina di Gesù sulla donna cambia la storia”, ha commentato il Papa: “E una cosa è la donna prima di Gesù, un’altra cosa è la donna dopo Gesù. Gesù dignifica la donna e la mette allo stesso livello dell’uomo perché prende quella prima parola del Creatore, tutti e due sono ‘immagine e somiglianza di Dio’, tutti e due; non prima l’uomo e poi un pochino più in basso la donna, no, tutti e due. E l’uomo senza la donna accanto – sia come mamma, come sorella, come sposa, come compagna di lavoro, come amica – quell’uomo solo non è immagine di Dio”. “Nei programmi televisivi, nelle riviste, nei giornali – la denuncia – si fanno vedere le donne come un oggetto del desiderio, di uso”, come in un “supermarket”. La donna, magari per vendere una certa qualità “di pomodori”, diventa appunto un oggetto, “umiliata, senza vestiti”, facendo sì che cada l’insegnamento di Gesù che la “dignificò”. Non bisogna poi andare “tanto lontano”, ha fatto notare il Papa: succede anche “qui, dove noi abitiamo”, negli “uffici”, nelle “ditte”, le donne “oggetto di quella filosofia usa e getta”, come materiale di scarto”, in cui non sembra nemmeno siano “persone”. “Questo è un peccato contro Dio Creatore, rigettare la donna perché senza di lei noi maschi non possiamo essere immagine e somiglianza di Dio”, il monito di Francesco, secondo il quale “c’è un accanimento contro la donna, un accanimento brutto. Anche senza dirlo… Ma quante volte delle ragazze per avere un posto di lavoro devono vendersi come oggetto di usa e getta? Quante volte? ‘Sì, padre ho sentito in quel Paese…’. Qui a Roma. Non andare lontano”. Il Papa si è poi  è domandato cosa vedremmo se facessimo un “pellegrinaggio notturno” in certi posti della città, dove “tante donne, tante migranti, tanti non migranti” vengono sfruttati “come in un mercato”: a queste donne, prosegue, gli uomini “si avvicinano non per dire :‘Buonasera’, ma ‘Quanto costi?'”. E a chi si lava “la coscienza” chiamandole “prostitute”, il Pontefice ha detto: “Tu l’hai fatta prostituta, come dice Gesù: chiunque ripudia la espone all’adulterio, perché tu non tratti bene la donna, la donna finisce così, anche sfruttata, schiava, tante volte. Farà dunque bene guardare queste donne e pensare che, di fronte la nostra libertà, loro sono schiave di questo pensiero dello scarto”. Tutto questo, per il Papa, “succede qui, a Roma, succede in ogni città, le donne anonime, le donne – possiamo dire – ‘senza sguardo’ perché la vergogna copre lo sguardo, le donne che non sanno ridere e tante di loro non sanno, non conoscono la gioia di allattare e di sentirsi dire mamma. Ma, anche nella vita quotidiana, senza andare a quei posti, questo pensiero brutto di rigettare la donna, è un oggetto di seconda classe”. “Questo passo del Vangelo ci aiuti a pensare nel mercato delle donne, nel mercato, sì, la tratta, lo sfruttamento, che si vede; anche nel mercato che non si vede, quello che si fa e non si vede. La donna la si calpesta perché è donna”, l’esortazione di Francesco. Gesù, ha concluso il Papa, “ha avuto una mamma”, ha avuto “tante amiche che lo seguivano per aiutarlo nel suo ministero” e per sostenerlo. E ha trovato “tante donne disprezzate, emarginate, scartate”, che ha sollevato con tanta “tenerezza”, ridando loro dignità.

Chiese d’Oriente: incontro Ccee. Mons. Salachas (greco cattolico), “giustizia e misericordia della verità per chi ha sperimentato fallimento del matrimonio”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 10:54

“Attuare la giustizia e la misericordia della verità per i fratelli feriti che hanno sperimentato il fallimento del proprio matrimonio”. Così monsignor Dimitrios Salachas, esarca apostolico emerito dei cattolici greci di rito bizantino, aprendo i lavori del secondo giorno della 21ª riunione dei vescovi cattolici orientali, che si svolge nell’Eparchia di Lungro, ha descritto la Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et Misericors Iesus di Papa Francesco sui procedimenti di nullità matrimoniale.
Salachas ha evidenziato come la riforma del Santo Padre sia “espressione autorevole della collegialità episcopale” ed esprime “l’indefettibile amore misericordioso di Dio verso le famiglie in particolare quelle ferite”.
Con i documenti pontifici, per Salachas, ” il Papa ha espresso la prossimità della Chiesa alle famiglie ferite considerando che la moltitudine di coloro che vivono il dramma del fallimento del proprio matrimonio sia raggiunta dalla potenza misericordiosa di Dio perché essi stessi si riscoprano missionari di Cristo. Si tratta di attuare La misericordia nella giustizia e la giustizia nella misericordia”. Ricordando i lavori sinodali sulla famiglia, il relatore ha evidenziato come “la Chiesa ha indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio è ogni altro tipo di unione che il mondo cerca”.
Riferendosi al processo di nullità matrimoniale, ha ricordato la “centralità del vescovo diocesano ed eparchiale”, che “è giudice e medico che dona la medicina del perdono”. Infatti, “la salute dei fedeli non è una pratica da sbrigare, una questione meramente tecnica”.
La giornata era iniziata con l’esposizione della croce Stauroteca da parte dellarcivescovo metropolita di Cosenza, monsignor Francesco Nolè.

Cile: gli inviati del Papa in missione nella diocesi di Osorno per “cammino di riparazione e riconciliazione”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 10:47

Gli inviati di Papa Francesco, mons Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e mons. Jordi Bertomeu, sono arrivati ieri pomeriggio alla città di Osorno, la diocesi del vescovo rimosso mons. Juan Barros  dopo lo scandalo degli abusi in Cile. Qui terranno numerosi incontri pastorali, momenti di preghiera e celebrazioni liturgiche con le diverse comunità della diocesi fino a domenica 17 giugno, quando celebreranno alle 11.30 ora locale una messa nella cattedrale di San Matteo “per iniziare un cammino di riparazione e riconciliazione”. Ieri hanno già incontrato la comunità dei “Fedeli cattolici di Osorno” nella parrocchia San Matteo e il “Gruppo di laici e laiche di Osorno” nella parrocchia Santa Rosa. Oggi incontreranno il clero diocesano, la parrocchia Santa Rosa, le comunità della parrocchia Spirito Santo. Domani la parrocchia del Sacro Cuore, le religiose  e i religiosi in cattedrale e le comunità della parrocchia Gesù Operaio.

Diocesi: Arezzo, festa per il 50º di ordinazione presbiterale di mons. Franco Agostinelli

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 10:37

Nella parrocchia del Sacro Cuore e Santa Teresa Margherita Redi di Arezzo lo chiamano ancora tutti “don Franco”. Domenica prossima, 16 giugno, sarà festa nella parrocchia che ha guidato fin dal suo nascere, dal 1972 al 1986. Mons. Agostinelli, vescovo di Prato, farà ritorno nella sua parrocchia per festeggiare il 50º della sua ordinazione presbiterale, avvenuta il 9 giugno 1968. Le celebrazioni in onore di mons. Agostinelli prevedono alle 18.30 il saluto nell’atrio della chiesa da parte dell’arcivescovo Riccardo Fontana e di una rappresentanza del Comune di Arezzo. Alle 19 la messa solenne per i 50 anni di sacerdozio, che sarà concelebrata dal vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, dal vescovo emerito di Fiesole, mons. Luciano Giovannetti, dal vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, dal vicario generale della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e da quello di Prato insieme a 15 presbiteri e 4 diaconi permanenti. La celebrazione sarà animata dal coro parrocchiale, dal Cammino neocatecumenale, dal gruppo scout Arezzo2 e in particolare dai figli e dai nipoti di coloro che collaborarono con don Franco. La celebrazione si concluderà con il canto del Te Deum. La festa proseguirà alle 20, con un momento conviviale in piazza Giotto ad Arezzo. “Siamo molto lieti che mons. Franco Angostinelli abbia accettato l’invito di festeggiare con la sua vecchia parrocchia un traguardo così importante come quello dei 50 anni di ordinazione – spiega don Giovanni Ferrari, attuale parroco del Sacro Cuore –. L’eredità che ha lasciato qui è ancora tangibile dopo tanti anni e per questo non possiamo che ringraziarlo”.

Argentina: mons. Fernández su legge aborto, “ricetta facile, nessuno si occupa dei problemi delle donne”

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 10:18

“Il governo ha permesso questo dibattito senza aver individuato soluzioni reali ai problemi delle donne. Speriamo che i nostri senatori facciano la differenza”. È il parere espresso dal vescovo eletto di La Plata, mons. Víctor Manuel Fernández, dopo l’approvazione della legge sulla liberalizzazione dell’aborto da parte della Camera dei deputati argentina. Mons. Fernández ha espresso “profonda tristezza” per il fatto che “si registrano circa 240 casi di morti materne all’anno. Di queste, più dell’80% non abortisce. Più di 200 donne muoiono perché affrontano la gravidanza denutrite o malate. Nessuno si è occupato di loro in questi giorni ed è stato votato un progetto di legge che consente l’aborto gratuito anche alle donne ricche. Neppure è stato definito un sistema di accompagnamento per gravidanze non desiderate, di facilitazione per l’adozione e di tante altre possibilità che risolverebbero questo problema senza la morte dei piccoli”. Per il presule “si è preso il maiale per la coda”, si è ricorsi “a una ricetta facile, come accade da mezzo secolo nella legislazione di tutto il mondo e si è persa l’opportunità di pensare a una legislazione integrale con un pizzico di creatività”. “Non è una questione di dogmi, è semplicemente umanesimo”, ha osservato il vescovo eletto di La Plata, che ha subito aggiunto: “Difenderei il bambino in gestazione anche se fosse ateo”. Se le questioni economiche e sociali “vengono trattate con un approccio così ampio e creativo, che poche prospettive ha la nostra povera Argentina?”.

Argentina: Bishops about abortion law, “the pain of forgetting innocent people”. Let “alternative plans” be developed by Senate

Agensir.it - Fri, 2018-06-15 10:14

“It is a decision that aggrieves us, as Argentinians. But the pain of forgetting and leaving out innocent people must turn into strength and hope, so that we can keep on fighting for the dignity of every human life”: This is one of the most powerful passages from the message published by the Argentinian Bishops Conference (Cea) after the Lower House passed a law, yesterday, that decriminalises voluntary termination of pregnancy. In the release, signed by the Executive Committee of CEA and by the Bishops Conference’s Lay and Family Life Committee, the Bishops point to “the need for a peaceful dialogue and for a reflection in the on-going parliamentary debate” and warn that “seeing the debate as an ideological fight will take us far from real people’s lives. If we try to impose our ideas or interests and to silence other voices, we keep making violence thrive in our social fabric”.

Unfortunately, the Bishops state, “no answers have been given yet to those women who have to carry an unexpected pregnancy, who are exposed to poverty, to social exclusion or to gender-based violence”. The law that was passed yesterday “will only produce a new trauma, abortion. We are still lagging behind”.

The Senate’s debate, the release goes on, “might be a chance to work out alternative plans that could respond to situations of conflict, while respecting the value of every life and of conscience”. CEA’s message goes on: “Lately, we have been able to acknowledge the weaknesses we have had in our pastoral job: full sexual education in our educational facilities, the fullest acknowledgement of equal dignity for men and women, and assisting women who have been involved in abortion or who have been affected by such trauma. These are all calls from real life that urge us to respond, as a Church”. At the end of the release, the Bishops thanked “the people who, with genuine respect for others, have expressed their ideas and beliefs, even when they differed from ours”, and proved to appreciate the honesty and courage of those who have admitted that every life is worthwhile and above all the Members of Parliament who have defended such outlook”. In addition, they hope that Our Lady of Lujan, “who experienced the uncertainty of an unexpected pregnancy”, may intercede for the Argentinian population, future mothers and unborn children.

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