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Papa a Genova: all’Ilva, “l’imprenditore deve essere prima di tutto un lavoratore”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 09:42

“L’imprenditore deve essere prima di tutto un lavoratore”. Lo ha detto il Papa, che nel primo incontro con la città di Genova, allo stabilimento dell’Ilva, ha dialogato a braccio rispondendo, in primo luogo, alla domanda di un imprenditore. “Se non ha esperienza della dignità del lavoro, non sarà un buon imprenditore”, ha ammonito Francesco: “Nessun buon imprenditore ama licenziare la sua gente: chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando gente non è un buon imprenditore, è un commerciante! Oggi vende la sua gente, domani vende la dignità propria”. “Evitare i licenziamenti!”, l’imperativo del Papa, che ha raccontato ancora una volta un episodio successo quasi un anno fa, durante una Messa a Santa Marta, quando un imprenditore era venuto a chiedere una grazia: “Sono al limite e devo dichiarare fallimento, questo significa che devo licenziare una sessantina di lavoratori, e non voglio, perché sento che licenzio me stesso”. “E piangeva, piangeva: quello è un bravo imprenditore, lottava e pregava per la sua gente, perché era la sua famiglia”.

Comunicazioni sociali: mons. Pichierri (Trani-Barletta-Bisceglie), “non sottacere la realtà, ma questa non può coincidere solo con il male”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 09:24

“Tanta umanità vive in profondità il disagio, l’afflizione, il dolore, all’insaputa dei più. Di qui l’esigenza di un impegno suppletivo per ciascuno di noi ad intercettare il soffrire umano per infondere e comunicare speranza e fiducia. Non si tratta solo di porgere parole di conforto, ma di stare accanto, di prendersi cura, di adoperarsi perché l’indigenza sia arginata, con l’apporto indispensabile della politica, delle istituzioni, del dialogo tra i popoli”. Lo scrive l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, mons. Giovan Battista Pichierri, per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che sarà celebrata domenica 28 maggio. Citando Papa Francesco, Pichierri aggiunge che i cristiani devono partire dal Vangelo per decifrare la realtà. Giornalisti e operatori della comunicazione “non dovranno farsi prendere dalla logica del sensazionale – prosegue – che spesso coincide con le ‘cattive notizie’, di cui il Papa ne elenca alcune: guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane. Non è questo un invito a sottacere la realtà, ma questa non può esaurirsi e coincidere solo con il male e le sue manifestazioni”. “Vi confesso – conclude -, da parte del mio osservatorio, quello che vedo e sperimento nello svolgimento del mio ministero di pastore: quanto bene viene fatto da non pochi in quella parte dell’icerberg che non si vede e che non appare, nel silenzio senza che alcuno se ne accorge, che potrebbe essere motivo per costruire tante ‘buone notizie’! Basta calarsi un po’ nella complessità del vivere umano per accorgersene!”.

Papa Francesco: arrivato a Genova, incontra 3.500 lavoratori all’Ilva. “Il porto mi ricorda mio papà”. “Oggi il lavoro è un rischio”, invece “è priorità umana”

Agensir.it - Sat, 2017-05-27 09:00

Papa Francesco è arrivato con qualche minuto d’anticipo, rispetto alle 8.30, ora prevista, a Genova. Il primo incontro del suo viaggio pastorale è allo stabilimento dell’Ilva, dove lo hanno accolto 3.500 lavoratori con il caratteristico elmo giallo. Francesco ha raggiunto il luogo del suo primo appuntamento con i genovesi a bordo di un auto elettrica scoperta. Ad accoglierlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, che è salito a bordo con lui. “Buongiorno a tutti!”, le prime parole del Papa dopo il saluto del cardinale. “E’ la prima volta che vengo a Genova ed essere vicino al porto mi ha ricordato da dove è uscito il mio papà. E questo mi dà una grande emozione. Grazie dell’accoglienza vostra!”. “Oggi il lavoro è un rischio, è un mondo dove il lavoro non si considera la dignità che ha e che dà”, ha esordito il Papa: “Il mondo del lavoro è una priorità umana, e pertanto è una priorità cristiana, una priorità nostra, e anche una priorità del Papa, perché è quel primo comando che ha dato ad Adamo. Fa crescere la terra, lavora la terra, dominala. C’è sempre stata una amicizia tra la Chiesa e il lavoro, a partire da Gesù lavoratore. Dove c’è un lavoratore lì c’è l’interesse della Chiesa”.

Papa Francesco: attacco in Egitto, “violento oltraggio” e “atto di odio insensato”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 20:00

Profondamente colpito dal “barbaro attacco” ai copti in Egitto che ha provocato morti e feriti, vittime di un “atto di odio insensato”. È il cordoglio di Papa Francesco espresso in un telegramma inviato dal card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, al presidente egiziano al-Sisi, nel quale manifesta la sincera solidarietà a tutte le persone colpite da questo “violento oltraggio”, in particolare “quei bambini che hanno perso la vita”. Assicurando la sua preghiera alle famiglie in lutto e ai feriti, il Papa assicura la sua “continua intercessione per la pace e la riconciliazione in tutta la nazione”.

Notizie Sir del giorno: mons. De Donatis nuovo vicario di Roma, attacco a bus copti in Egitto, Viganò su Giornata comunicazioni sociali

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:30

Papa Francesco: nomina mons. Angelo De Donatis vicario di Roma

Papa Francesco ha accolto la rinuncia presentata dal card. Agostino Vallini quale suo vicario generale per la diocesi di Roma e arciprete della basilica papale di San Giovanni in Laterano ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico mons. Angelo De Donatis, vescovo titolare di Mottola, finora ausiliare di Roma, elevandolo in pari tempo alla dignità arcivescovile. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana riportando alcune note biografiche: è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò-Gallipoli. Alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la licenza in teologia morale. È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli e dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma. (clicca qui)

Egitto: attacco a bus copti. Mons. Musarò (nunzio), “vile attentato. Cordoglio e preghiera per le vittime e i loro familiari”

“Un vile attentato da condannare con forza. Questo è un accanimento contro i cristiani, contro la Chiesa e contro tutti gli egiziani. Preghiamo per le vittime e i feriti e ci stringiamo intorno alle loro famiglie”. Così mons. Bruno Musarò, nunzio apostolico in Egitto, commenta al Sir l’attacco armato a un bus che trasportava cristiani copti a Menyah nel quale sono state uccise almeno 25 persone, altrettante sono rimaste ferite. Secondo fonti locali, tra i morti ci sarebbero anche alcuni bambini. L’autobus era diretto verso il monastero di San Samuele, 220 km a sud del Cairo. Lo scorso 9 aprile, Domenica delle Palme, kamikaze si sono fatti esplodere nelle chiese a Tanta e ad Alessandria, provocando oltre 45 morti. (clicca qui)

G7 Taormina: Tusk (Consiglio europeo), “sette Grandi uniti per affrontare i problemi più urgenti”

“Mantenere l’unità dei sette più grandi Paesi del mondo nell’affrontare le questioni più urgenti” è per il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, la vera sfida del summit G7 che oggi e domani si svolge a Taormina. Prima dell’inizio della due giorni, Tusk, insieme al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, si sono incontrati con la stampa anche per chiarire le divergenze con il presidente americano Donald Trump che sono emerse ieri in occasione del vertice Nato a Bruxelles. Tusk ha ribadito con fermezza la volontà di mantenere le sanzioni economiche contro la Russia, adottate a seguito dell’aggressione contro l’Ucraina, specificando che avesse l’impressione di trovare in quella questione il consenso da parte del presidente americano, turbato invece per le minacce della Corea del Nord. Inoltre, il presidente del Consiglio europeo ha sottolineato di voler imporre una prospettiva globale alla questione delle migrazioni, che a suo avviso non devono “più essere un problema solo di un Paese o di una regione”. A testimoniare la buona volontà dei G7 verso i Paesi più poveri è la partecipazione al summit di alcuni capi di Stato del continente africano. Il G7 di Taormina è particolarmente impegnato anche per trovare la soluzione del conflitto in Siria nel quale, come ha affermato Tusk, “una parte di responsabilità hanno anche l’Iran e la Russia che appoggiano il regime di Assad”. (clicca qui)

Giornata comunicazioni sociali: mons. Viganò, “dal Papa un invito a raccontare la storia fatta di luci e ombre”

“Non si tratta di opporre a una logica della cattive notizie una logica, altrettanto forte ma di segno contrario, ovvero quella delle buone notizie. Se la prima è distante dalla realtà, la seconda la deforma. Quello del Papa, invece, è un invito a raccontare la storia fatta di luci e ombre, di peccato e grazia, muovendo sempre lo sguardo, l’intelligenza e il cuore del lettore o dello spettatore verso un orizzonte che, senza negare la drammaticità del presente, sa trovare o, almeno, intuire possibili percorsi di speranza”. Monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede commenta, intervistato dal Sir, il messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il titolo del documento pontificio è “‘Non temere, perché io sono con te’ (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Viganò osserva ancora: “Il Santo Padre usa spesso immagini: sono più facilmente memorabili e aprono a una molteplicità di riflessioni. Da questo punto di vista, Francesco non solo si dimostra perfetto storyteller, ma annulla la distanza tra vita e rappresentazione, avvicinando gli interlocutori al suo mondo simbolico qualunque sia la loro provenienza e la loro estrazione. Perciò, arriva al cuore di tutti: è capace di squarciare il velo di distanza tra le persone, credenti e non, e di mettersi sulla soglia, in dialogo”. (clicca qui)

Ramadan: messaggio dei vescovi italiani ai musulmani, “la pace sia con voi”

“La pace sia con voi! In occasione del sacro mese di Ramadan, che sta per iniziare, è proprio questo l’augurio e la preghiera che sentiamo di voler condividere con voi e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, perché cessino guerre e violenze di ogni sorta e sia stabilita quella pace di cui il mondo ha bisogno”. Inizia così il messaggio che monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, ha inviato a nome dei vescovi italiani a tutte le comunità islamiche presenti nel nostro Paese, alla vigilia dell’inizio del mese sacro di digiuno che fino al 24 giugno coinvolgerà 2 milioni di musulmani nel nostro Paese. “Siamo tutti consapevoli – si legge ancora nel messaggio del vescovo Spreafico – di quanto sia necessaria la collaborazione di tutti, per costruire una pace che sia reale e giusta, che sia destinata a durare nel tempo. È proprio per questo che rinnoviamo la nostra disponibilità e il nostro impegno a creare occasioni di incontro e di conoscenza, di amicizia e di condivisione: perché le nostre comunità possano unire il loro sguardo verso un presente e un futuro di pace e di convivenza tra le fedi e tra i popoli. All’unico Dio, Clemente e Misericordioso, affidiamo il sacro mese di Ramadan, le vostre e le nostre comunità, il cammino che abbiamo fatto e quello che ancora potremo e vorremmo fare insieme. Ramadan mubarak, Ramadan benedetto a tutti”. (clicca qui)

Convegno Scienza & Vita: card. Bassetti, “la cultura della cura che si contrappone alla cultura dello scarto”

La relazione – “relazione d’amore tra la persona malata e la famiglia che lo assiste” e “relazione d’amore, che si trasforma in un’alleanza decisiva, tra il malato e il medico, tra la persona e la scienza” – è “il punto centrale. È il cuore pulsante di una cultura della cura che va promossa in ogni luogo e in ogni momento dell’esistenza umana”. Lo scrive il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel messaggio inviato al XV convegno nazionale di Scienza & Vita “Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità” che si è aperto questo pomeriggio a Roma (26-27 maggio). “Davvero un bel regalo”, il commento del presidente nazionale Alberto Gambino che ne ha dato lettura. “La cultura della cura – spiega il porporato – è, innanzitutto, un modus vivendi che si contrappone alla cultura dello scarto. È una cultura che si batte per la difesa della vita e per una assistenza amorevole del sofferente. La cultura della cura è, in secondo luogo, una cultura della solidarietà: una cultura che non abbandona nessuno, che si preoccupa degli ultimi, degli indifesi, dei poveri e di quelli che oggi vengono considerati degli scarti”. Gli scarti, prosegue Bassetti, “sono forse tali per il mondo ma non lo sono per gli occhi di Dio. Non c’è sofferenza o malattia, non c’è utilità o falsa dignità, che legittima la soppressione di una vita umana”. (clicca qui)

Comunicazione: Copercom, un manifesto delle 29 associazioni per dare “diritto di cittadinanza alla buona notizia”

“Consapevoli dello ‘scandalo del male’ che percorre la vita di persone, famiglie e comunità, non vogliamo arrenderci a una comunicazione in ostaggio delle ‘cattive notizie’, frutto di una pervasiva negatività che sembra aver catturato il cuore e la ragione dell’umanità. Anzi, riteniamo di dover ostacolare il malumore, la rassegnazione e l’apatia, indossando gli “occhiali giusti” per leggere la realtà alla ricerca della buona notizia e dei testimoni della speranza e della fiducia”. Lo scrivono i presidenti e delegati delle 29 associazioni aderenti al Copercom (www.copercom.it) in un Manifesto per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dal titolo: “Diamo diritto di cittadinanza alla buona notizia. Laici e cattolici nella comunicazione globale”. Accogliendo con “entusiasmo” l’invito di Papa Francesco a “comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”, le associazioni si dicono certe che “la Buona Notizia è il ‘Vangelo di Gesù’” e pertanto si impegnano “da comunicatori cattolici a costruire una narrazione contrassegnata dalla ‘logica della buona notizia’ nel campo aperto della comunicazione globale, ben consapevoli della sfida posta dalla laicità”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 27 maggio. Strage di cristiani in Egitto, G7 a Taormina, Papa a Genova

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:29

“Avvenire” apre la sua prima pagina con la strage di cristiani copti in Egitto, famiglie massacrate mentre andavano in pellegrinaggio. L’articolo di fondo è affidato a Marina Corradi. “Sui bus sventrati dai proiettili sono stati trovati anche dei volantini: ‘Un digiuno accettato, e tutti i peccati perdonati’, c’era scritto. E’ una massima che si pronuncia nell’islam nel primo giorno del Ramadan. Che era ieri. Il primo giorno del sacro mese di digiuno. E quei volantini coperti di sangue, come un feroce ordine del Daesh ai cristiani d’Egitto: convertitevi. Oppure morite. Se veramente i pellegrini sui pullman hanno scelto, questa è la cronaca di un martirio – scrive l’editorialista -. Ciò che resta, nelle poche immagini che abbiamo, sono tre bambini atterriti, le magliette sporche di fumo, gli occhi sbarrati. Sono fra i pochi superstiti dell’eccidio sulla strada del monastero copto di Anba Samuel al – Muetarrif, San Samuele il Confessore, in una zona desertica 180 chilometri a sud del Cairo”. A centro pagina una grande foto dedicata al G7 di Taormina, con le prime convergenze e le distanze che restano tra i Grandi su terrorismo, ambiente e commercio. Di spalla, la vigilia del viaggio di Papa Francesco a Genova e la nomina di Angelo De Donatis quale Vicario per la diocesi di Roma al posto del cardinale Vallini. Infine, spazio alla politica con il caso voucher che mette a rischio la maggioranza di governo e le dimissioni del direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto.

Malattie rare: Bartezzati (Uniamo), oltre 30 milioni di pazienti in Europa. Un “viaggio fotografico” e un festival per fare network

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:26

Molte malattie rare sono complesse, gravi, degenerative e invalidanti, possono portare all’impoverimento della famiglia, al suo isolamento e al suo sfaldamento. Per alcune non esistono soluzioni, ma solo cure palliative. Per questo Uniamo Federazione italiana malattie rare ha pensato di “dare un supporto al dolore e al senso di impotenza che vivono i pazienti e i caregivers anche con dei progetti di comunicazione che potessero aprire uno spiraglio di speranza e una prospettiva diversa”. Ad illustrare il primo di questi progetti, “Rare Lives, Vite Rare”, nato grazie all’impulso del fotoreporter Aldo Soligno dell’agenzia Echo e subito adottato e adattato alle necessità della comunità dei rari da Uniamo è Serena Bartezzati, responsabile comunicazione di Uniamo, alla tavola rotonda del convegno di Scienza & Vita in corso fino a domani a Roma. “Il progetto, un viaggio fotografico attraverso l’Ue – spiega – ha voluto dare visibilità, forza e attenzione alle oltre 30 milioni di persone che vivono con una patologia rara in Europa costruendo una rete che potesse unire le esperienze di chi vive questa condizione e rendere partecipe chi non la vive”. Rare Lives ha prodotto, oltre al sito e ai social ancora attivi, 4 interventi pubblici, 2 premi, 19 mostre, 14 pubblicazioni in riviste. Ha raggiunto 7 paesi europei e coinvolto 70 famiglie. Sulla scia di questo successo la Federazione, insieme a “Nove Produzioni associazione culturale”, ha ideato anche il Festival “Uno sguardo raro”.

Cure palliative: Zaninetta (medico), “accompagnare la persona, dare senso alla sofferenza e al tempo che le resta da vivere”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:25

“Accompagnare la persona, consentendole di dare, per quanto possibile, un senso alla sua sofferenza e, più ampiamente, al tempo che le resta da vivere”. E’ questa, secondo Giovanni Zaninetta, palliativista, responsabile Hospice Casa di cura Domus Salutis (Brescia), la “risposta” da dare a chi si avvicina alla fine della vita. Parlando alla tavola rotonda in corso a Roma nell’ambito del convegno di Scienza & Vita, Zaninetta spiega: “Il dolore con cui si confronta il medico di cure palliative non è quasi mai un’espressione di allarme per una alterazione inattesa dell’organismo in funzione di una difesa ma, piuttosto, la sintesi, spesso angosciante, di una condizione esistenziale di malattia grave e progressiva”. Cicely Saunders, fondatrice del moderno movimento degli hospice, ha coniato l’espressione “dolore totale” proprio per “esprimere la complessità della sensazione dolorosa che insieme alla dimensione fisica coinvolge quella psicologica, spirituale e sociale in un groviglio quasi inestricabile di paure, ansie ed emozioni che si manifesta sul finire della vita, quando non è in gioco la salute o la speranza di recuperarla ma la vita stessa”. Se questo è il dolore “di chi si avvicina alla fine della vita risulta evidente – conclude il palliativista – che la risposta non può essere solo farmacologica, ma deve completarsi con una presenza partecipe e attenta dei familiari del malato e di tutta l’equipe assistenziale per accompagnare la persona, consentendole di dare, per quanto possibile, un senso alla sua sofferenza e, più ampiamente, al tempo che le resta da vivere”.

Neonati terminali: Locatelli (S.Orsola Bologna), “comfort care” per accompagnarli insieme ai genitori alleviandone le sofferenze

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:24

“Esistono bambini che nascono con diagnosi prenatale di incompatibilità con la vita”, ad esempio anencefalici; “anche questi possono essere curati alleviandone la sofferenza. Anche se la loro vita sarà breve, perché ogni paziente ha un valore incommensurabile”. A descrivere il percorso della “Comfort care” elaborato da una ricercatrice Usa, è Chiara Locatelli, neonatologo Policlinico S. Orsola – Malpighi, Bologna. Nel suo intervento,questa sera a Roma, ad una tavola rotonda nell’ambito del convegno di Scienza & Vita, Locatelli osserva che in questi neonati con prognosi terminale il ricovero in terapia intensiva “non porta benefici e provoca maggiore sofferenza e distanza dai genitori”, mentre uno studio americano su alcuni di loro, ricoverati a due giorni in un reparto di comfort care, rivela che sono sopravvissuti più a lungo rispetto alle aspettative di vita iniziali. “Comfort” deriva da “cum fortis”, ossia che “dà più forza” e si traduce in “soddisfazione dei bisogni: accoglienza, temperatura (Kangaroo care), nutrizione/idratazione, valutazione e trattamento del dolore”. Punto chiave, precisa Locatelli, “è la cura personalizzata dopo la conferma della diagnosi alla nascita”; non è “un perdere la speranza, ma un cambio di goal nel trattamento del paziente che comprende anche la presa in carico dei genitori”. “Non è un percorso semplice. Importanti – conclude – il counseling prenatale e il sostegno ai genitori anche nell’elaborazione del lutto”.

Nuovo vicario di Roma: De Palo (Forum famiglie), “mons. De Donatis saprà servire questa città con tenerezza e amore”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:13

“Un sacerdote con un’umanità sconfinata. Un uomo di preghiera che saprà servire questa città con tenerezza e amore usando come armi la sua umiltà, la sua capacità di ascolto e la sua particolare attenzione verso le fragilità e le marginalità che affollano Roma”. Così Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, commenta la nomina di monsignor Angelo De Donatis come nuovo vicario per la diocesi di Roma. “In questa occasione non possiamo non indirizzare un sentito grazie al card. Agostino Vallini che ha dedicato questi anni al servizio della Chiesa di Roma e ha dimostrato al Forum la sua amicizia e disponibilità”, aggiunge De Palo, sottolineando che “è provvidenziale che l’alternanza tra queste figure che tanto hanno dato e tanto daranno alla Città Eterna sia avvenuta proprio nel giorno di san Filippo Neri, co-patrono di Roma”.

Papa a Genova: mons. Poggi (Caritas diocesana), “il bisogno di purificare questo servizio è sempre nuovo”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:13

“Nella diocesi di Genova, come in tutto il mondo cristiano, quante iniziative di carità ci sono e quanta storia ci ha preceduto. Tuttavia il bisogno di purificare questo servizio è sempre nuovo!”. È quanto afferma mons. Marino Poggi, direttore della Caritas diocesana di Genova, nello speciale che il settimanale diocesano “Il Cittadino” ha realizzato in occasione della visita del Santo Padre nel capoluogo ligure. “La gloria dell’uomo è la capacità di manifestare la gratuità di Dio”, rileva Poggi, secondo cui “la ‘vera’ carità consiste proprio in questa onnipotenza divina: l’amore che non possiede l’amato, ma lo fa libero e capace di relazioni gratuite, di condivisione che non sostituisce l’altro, ma si fa suo compagno di viaggio”. “Questa testimonianza dell’amore gratuito di Dio è quanto umilmente siamo chiamati a donare nell’esercizio della carità, trovandoci però in grossa difficoltà”, prosegue, osservando che “dal profondo del cuore di ogni uomo nascono sprazzi di luce insieme a tanto fango”. “Come è facile fare la carità motivati dal bisogno di sentirci importanti, talvolta con pregiudizio, oppure con la sottile intenzione di tenere nelle mani qualcuno”, nota il direttore della Caritas diocesana. “Forse il difetto più diffuso e meno cosciente è quello di fare la carità ‘da soli’”, ammonisce, evidenziando che “senza una comunione effettiva e una collaborazione umile, fare la carità rischia di essere una prova di forza che uccide la gratuità”. “Infatti – conclude Poggi – la qualità divina della gratuità è il fare spazio, cioè la grande impresa della creazione”.

Papa a Genova: mons. Granara (santuario N.S. della Guardia), “l’orizzonte topografico invita a guardare lontano”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:11

“L’orizzonte topografico della Guardia invita a guardare lontano. In fondo al grande piazzale c’è un ‘osservatorio’ da mozzafiato. La vista fisica degli occhi è solo simbolo di vedute fantastiche di ‘periferie’ di ogni genere e invito a chiunque ad ‘alzarsi dal divano’ e mettersi in cammino”. È quanto afferma mons. Marco Granara, rettore del santuario di Nostra Signora della Guardia sul Monte Figogna, poco fuori Genova, nello speciale che il settimanale diocesano “Il Cittadino” ha realizzato in occasione della visita del Santo Padre nel capoluogo ligure. Papa Francesco – sottolinea Granara – arriverà “nel cuore del suo viaggio, al Santuario della Guardia”. Il “Santuario principe della ligure terra”, come lo definì Papa genovese Benedetto XV. Ma “altri appellativi potrebbero caratterizzare il santuario della Guardia e la Madonna che lo ha voluto nel lontano 1490”, prosegue il rettore: “la Guardia si potrebbe anche chiamare Madonna e santuario ‘della prima riforma popolare e contadina’, Madonna ‘del protagonismo rilanciato dall’altro degli umili e di poveri’, Madonna ‘degli emigranti’ (ne sa qualcosa Papa Francesco stesso: nella sua Argentina, almeno 10 Santuari della Guardia)”. “Il fatto che il Papa oggi salga alla Guardia viene a sottolineare lo specifico di questa storia”, prosegue Granara, sottolineando che “viene qui ad incontrare i giovani e a stare a tavola con i familiari che, secondo Gesù, devono essere i ‘primi’ fra i fratelli: i più poveri di essenziale”. “Sentiremo e ci teniamo disponibili a fare tesoro di quanto ci dirà”, assicura il rettore, rilevando che “nella nostra diocesi, ma in tutta la Chiesa la ‘missione’, l’uscire da una Chiesa implosa su se stessa è un’urgenza ineludibile”. Alla Guardia “saranno quasi tremila quanti hanno desiderato essere ‘minoranza missionaria’ che il Papa potrà mandare a seminare ovunque la ‘gioia del Vangelo’”.

Bioetica clinica: Spagnolo (Univ. Cattolica), “migliora l’assistenza al paziente e ne mitiga la sofferenza”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:08

La bioetica clinica, in quanto etica “al letto del paziente”, affronta “non solo i temi generali che nascono da questioni di coerenza logica, bensì i problemi che sorgono nella pratica clinica dalla cura di un particolare paziente, con la sua sofferenza concreta”. A spiegarlo è Antonio G. Spagnolo, direttore Istituto di Bioetica e Medical Humanities (Università cattolica Sacro Cuore, Roma), intervenuto questo pomeriggio alla tavola rotonda “Di fronte al dolore, accanto alla persona malata” nell’ambito del XV convegno nazionale “Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità” che si è aperto oggi a Roma (fino a domani). “Propriamente e primariamente – spiega -, la bioetica clinica è fatta dal medico”, ma “anche altre persone (come l’eticista o il moralista) possono partecipare” per “valutare criticamente le decisioni cliniche attraverso la ‘consulenza di bioetica clinica”. Quest’ultima è volta, come sottolinea anche la Nuova Carta degli Operatori Sanitari, a facilitare la soluzione di “conflittualità e dubbi etici, che singoli operatori sanitari, pazienti e familiari possono sperimentare nella pratica clinica”, con “scelte diagnostico-terapeutiche condivise al letto del malato, nella cornice valoriale propria della medicina e dell’etica”. Lo scopo ultimo è “migliorare le prestazioni e i risultati dell’assistenza sanitaria, limitando l’uso inappropriato delle tecnologie mediche, promuovendo l’assistenza palliativa, focalizzando l’attenzione su cosa il medico può fare per il paziente, per mitigarne la sofferenza fisica, psico-sociale e spirituale”.

Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:08

http://89.97.250.171/News/2017/05/26/2017052601897202118.MP4
(DIRE-SIR) Roma, 26 mag. –  Ecco titoli e tg politico realizzato dall’agenzia Dire (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

Arrivano i nuovi voucher, scosse nella maggioranza
Nessuna tensione tra governo e Pd sul tema voucher. La ministra Anna Finocchiaro conferma nella manovra le nuove norme sul lavoro occasionale annunciate dal capogruppo Pd Ettore Rosato. Ci sarà la possibilità sia per le piccole imprese che per le famiglie di avvalersi dei buoni lavoro. Fibrillazioni però si registrano nella maggioranza con i bersaniani di Mdp che minacciano barricate e sono pronti a non votare la fiducia sul provvedimento.

Cgil sul piede di guerra: pronti a ricorso
“Se torneranno i nuovi voucher siamo pronti a ricorrere alla corte costituzionale”. La Cgil attacca: le nuove misure che si vogliono introdurre in manovra hanno lo stesso meccanismo dei voucher, non c’è un rapporto di lavoro. La leader sindacale si appella al presidente della Repubblica come “primo garante della Costituzione”.

G7, focus su clima, globalizzazione e terrorismo
Con la foto di famiglia nello splendido scenario del teatro greco di Taormina si è ufficialmente aperto il G7. Il vertice vedrà impegnati per due giorni i leader di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti e Giappone. Al centro dei lavori la lotta al terrorismo e la politica internazionale, con particolare attenzione alle crisi del Medio Oriente e al rapporto con la Russia. Si parlerà anche di clima e migranti. Mentre i capi di stato e di governo sono riuniti a Taormina, sul lungomare di Giardini Naxos vanno in scena le proteste: dalle manifestazioni di Greenpeace e Oxfam al corteo del ‘no summit’.

G7 parte male sul clima, appello ambientalisti
Al G7 le prospettive per l’ambiente sono fosche vista la netta chiusura di Trump agli impegni internazionali per la difesa del clima. Gli ambientalisti mandano un messaggio al summit di Taormina. La rivoluzione energetica e la lotta al riscaldamento globale sono la “premessa indispensabile per ridurre la povertà, marginalizzare le cause di conflitto, ridurre i flussi migratori”, dice Legambiente. I leader “non possono evitare di dare una risposta chiara alla più grande sfida che l’umanità sta affrontando accelerando l’attuazione dell’accordo di Parigi” aggiunge il Wwf. Attivisti di Greenpeace, a bordo di otto canoe nelle acque antistanti la spiaggia di Giardini Naxos, hanno invece aperto degli striscioni con su scritto ‘Planet Earth first’ e ‘Climate Justice now’.

Papa Francesco nomina Angelo De Donatis vicario di Roma
E’ monsignor Angelo De Donatis il nuovo vicario generale per la diocesi di Roma: lo ha deciso Papa Francesco, accogliendo la rinuncia del cardinale Agostino Vallini, 77 anni compiuti e quindi da due anni di prorogatio. Nato a Casarano, in provincia di Lecce, nel 1954, vescovo ausiliare di Mottola, monsignor De Donatis è stato finora ausiliare di Roma. Con la sua decisione il Papa lo ha elevato anche alla dignità arcivescovile.

Ramadan: Di Segni (Ucei), “le religioni devono agire con fermezza contro ogni forma di terrore e di odio”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 19:06

“Mai come oggi le religioni devono agire con fermezza contro ogni forma di terrore e di odio, verso uno spazio futuro che condividiamo quotidianamente, testimoniando attraverso i valori che uniscono, ciascuno con le proprie tradizioni e specificità, un impegno che guarda oggi alle comuni sfide sociali, e domani all’orizzonte irrinunciabile della pace e della fratellanza”. Queste le parole della presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), Noemi Di Segni, in un messaggio di auguri inviato “a tutte le persone di fede musulmana presenti in Italia” per l’inizio del Ramadan. “L’auspicio – aggiunge Di Segni – è che il Ramadan possa rappresentare un’occasione per condividere momenti che lascino un segno, sia nella dimensione privata che in quella collettiva comunemente partecipata. Un mese di introspezione, spiritualità, qualità e incisività delle relazioni”.

Nuovo vicario di Roma: mons. De Donatis, “annunciare la misericordia di Dio, con la parola e la vita”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 18:20

“Il mio servizio sarà annunciare la misericordia di Dio, con la parola e con la vita”. Questo l’impegno assunto oggi da monsignor Angelo De Donatis, nominato da Papa Francesco suo vicario per la diocesi di Roma. Proprio il tema della misericordia è stato al centro di una serie di meditazioni proposte dal neo vicario sul sito Romasette.it durante l’anno giubilare. “Parlare di misericordia, spiegare il concetto di misericordia, così come è proposto nella Bibbia, non è mai una cosa semplice ed i pericoli a cui si va incontro è di essere troppo riduttivi o troppo prolissi – spiegava il 7 dicembre 2015, nel suo primo contributo – ed in entrambi i casi non si definisce la misericordia in sé ma se ne dà una descrizione distaccata e superficiale”. “La misericordia è l’amore di Dio per tutti, nessuno escluso”, osservava De Donatis, aggiungendo che “è l’amore che non si lascia condizionare dalle vicende umane, esso c’è sempre, anche quando qualcuno è giudicato dagli altri indegno di amore perché, per le sue azioni e peccati, si è ‘disumanizzato’”. L’allora vescovo ausiliare di Roma concludeva la prima riflessione su “La misericordia compassione” rilevando che “non possiamo che rimanere attoniti e meravigliati nel pensare che, se Dio stesso sceglie un grembo umano per farsi accogliere, un amore ‘viscerale’ per godere Lui stesso questa misericordia profonda, questo dovrà pur essere l’indizio che non solo possiamo capire la Sua misericordia ma anche praticarla”.

Cure palliative: Maltoni (direttore unità operativa Forlì), occorre “sguardo unitario sulla persona”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 18:09

Il dolore dell’uomo è “totale”, costituito da “più dimensioni, non esclusivamente da quella fisica”. Per questo dolore “totale” è necessario uno “sguardo unitario sulla persona, un approccio globale, che è proprio dell’approccio delle cure palliative”. Lo ha detto Marco Maltoni, oncologo, direttore Unità operativa e coordinatore rete Cure palliative Forlì, intervenuto questo pomeriggio ad una tavola rotonda nell’ambito del XV convegno nazionale e al XVII incontro delle associazioni locali “Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità” in corso fino a domani a Roma. Tre le considerazioni dell’esperto. Anzitutto “l’affronto rigoroso del dolore fisico rimane assolutamente necessario (anche se non sufficiente), e l’approfondita gestione del dolore fa parte del doveroso corpo di conoscenze di chi si occupa di questi problemi, a livello clinico, di ricerca, e di formazione”. La gestione del dolore si deve inoltre “accompagnare ad alcune caratteristiche di organizzazione sanitaria: una presa in carico” della persona sofferente e della sua famiglia, “secondo precise strategie, tra cui una omogeneità di intervento nei diversi assetti assistenziali: casa, struttura, ospedale”. Infine, l’approccio alla sofferenza proprio delle cure palliative, introdotte con la legge 38/2010, deve potere “contaminare” le altre discipline mediche, in una sorta di “ritorno” alla “cura della sofferenza come relazione tra persone nella loro interezza e non come mera attenzione al singolo ‘pezzo’ malfunzionante”.

Sofferenza: Virgili (biblista), è anche “un linguaggio estremo per dire l’amore”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 18:04

La sofferenza è anche “un linguaggio estremo per dire l’amore”. Così Rosanna Virgili, teologa biblista (Istituto teologico marchigiano), ha concluso il suo intervento alla tavola rotonda su persona malata e dolore che si sta svolgendo nell’ambito del convegno nazionale di Scienza & Vita in corso da questo pomeriggio a Roma. “Il dolore – ha esordito Virgili richiamando il libro del Genesi nel suo intervento intitolato ‘Il senso del dolore e della sofferenza, alla luce della Rivelazione’ – nasce da una frattura della comunione iniziale tra la creatura e il suo Creatore. All’inizio non era il dolore, né la sofferenza. Nel Paradiso terrestre Dio aveva creato solo la gioia, la dolcezza, la meraviglia della parola dialogante tra Sé e la creatura umana”. Il dolore, ha precisato la biblista, nasce con il parto, e quindi con la nascita di ogni uomo, dopo il peccato originale. “Ma molti uomini giusti continuarono a chiedersi il perché della sofferenza, alzando la loro querela verso il Dio dell’Alleanza”. In particolare il perché del “dolore innocente”. Di qui il richiamo a Giobbe: “Eppure è proprio attraverso un dolore che è anche solitudine, isolamento, che Giobbe conosce Dio”. La risposta la dà Dio stesso “nella persona del figlio, facendosi carne e assumendo il dolore dell’uomo”, facendosi “grido nell’ultimo respiro di Gesù sulla croce. Un urlo verso il cielo e una denuncia verso la terra, che aveva voluto quell’ingiustizia”.

Egitto: attacco a bus copti. Consiglio mondiale delle Chiese, “colpite persone che erano in un pellegrinaggio di pace”. Appello ad Al Sisi

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 18:01

Il mondo della cristianità è scioccato per l’ennesimo attacco terroristico contro la comunità ortodossa copta e si unisce in preghiera per le vittime. È il segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), rev. Olav Fykse Tveit, a condannare l’attacco oggi avvenuto su un autobus in Egitto che trasportava cristiani copti verso il monastero di San Samuele il confessore, vicino alla città di Minya. “È sconvolgente che questo attacco sia stato diretto contro persone che erano in pellegrinaggio di pace e che sia l’ennesimo atto di violenza e persecuzione contro un popolo”, scrive Tveit, che aggiunge: “Di fronte a una tale brutalità, la famiglia umana, tutti i popoli di fede e di buona volontà, devono stare insieme e impegnarsi a rispettare e curare gli uni gli altri, a proteggersi e impedire il ripetersi di tale violenza”. Il Consiglio mondiale delle Chiese si appella al presidente Abdel Fattah al-Sisi di Egitto, ai leader religiosi e ai governi della regione al fine di “agire rapidamente e con coraggio per salvaguardare i diritti religiosi fondamentali di tutte le fedi, per garantire la sicurezza di fronte alla violenze e garantire giustizia a tutte le persone”.

Egitto: attacco a bus copti. Arcivescovo di Canterbury, “cuore rotto dal dolore. Uomini donne e bambini uccisi a causa della fede”

Agensir.it - Fri, 2017-05-26 17:40

Con il “cuore rotto dal dolore”, l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, leader spirituale degli anglicani, si unisce in preghiera per “il popolo e la nazione dell’Egitto, per la pace e per un rifiuto unanime di queste terribili azioni commesse da persone che perpetrano il terrore”.“Ho il cuore rotto dal dolore – scrive Welby – per la notizia di un altro attacco terribile a uomini, donne e bambini, uccisi a causa della loro fede in Gesù Cristo. In questo momento di profonda sofferenza, ci impegniamo a pregare per coloro che sono morti, per chi è stato ferito e per coloro che hanno perso i propri cari. Preghiamo che tutti possano sperimentare la presenza di Dio in questo momento oscuro e trovare la forza per stringersi al Redentore, che è Gesù Cristo”. Il pensiero dell’arcivescovo anglicano va a papa Tawadros II che “guida la chiesa ortodossa copta, con saggezza e coraggio, fede salda e fermezza”. Solo pochi giorni fa, l’arcivescovo Welby ha ricevuto papa Tawadros al Lambeth Palace e insieme hanno animato una preghiera ecumenica nell’Abbazia di Westminster. “Durante questa visita – ricorda Welby – Sua Santità mi ha regalato un’icona della Sacra Famiglia che trova rifugio in Egitto per sfuggire alla persecuzione del re Erode. Oggi siamo a fianco di tutti coloro che temono per la loro vita a causa della loro fede. Siamo con papa Tawadros e tutti i cristiani d’Egitto, nella preghiera e nella solidarietà”.

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