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Diocesi: mons. Gisana (Piazza Armerina), “servire gli ultimi secondo lo stile di Dio”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 17:11

“Bisogna servire gli ultimi secondo lo stile di Dio”. Lo ha detto il vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, in occasione della festa di Maria Santissima dell’Alemanna, patrona di Gela, durante l’omelia pronunciata nella Chiesa Madre, dove si è riunito il clero locale, le autorità cittadine e tanti fedeli. “Dio guarda la piccolezza dell’uomo – ha detto il presule. La salvezza del mondo non dipende dai poteri forti, dall’esercizio della prevaricazione e della forza, bensì dall’opera talvolta impercettibile di quanti nella ferialità della vita dispongono di sé, come Maria di Nazareth, affinché Dio enunci con chiarezza la contraddittorietà della logica umana”. Il vescovo ha lanciato un monito nei confronti dell’“uomo avvinto dall’ingordigia del potere”, che “perde la consapevolezza della sua creaturalità”. “Il cambiamento, quello vero e costruttivo, non dipende dall’esercizio della forza, dal sopruso del più forte sul più piccolo, ma dalla collaborazione e dalla scelta di ripartire sempre dagli ultimi – è il monito di mons. Gisana -. Non si tratta qui di recepire una pia esortazione di tipo morale ma un esplicito richiamo a mutare strutturalmente il nostro modo di essere in relazione”. Al termine della celebrazione, il vescovo ha annunciato alcuni spostamenti di sacerdoti alla guida delle parrocchie di Gela: don Filippo Salerno, finora parroco di San Sebastiano, andrà a guidare la Chiesa Madre di Niscemi mantenendo l’incarico di cappellano dell’Ospedale di Gela; a San Sebastiano andrà don Giorgio Cilindrello e a San Francesco don Pasqualino di Dio assumerà l’incarico di parroco. Don Salvatore Cumia è stato designato vicario parrocchiale di Sant’Antonio.

Diocesi: Padova, convegno “A ritmo di touch. Tra tatto e contatto”. Mons. Cipolla, “non sono un nativo digitale, ma ho imparato a balbettare questa lingua”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 16:46

“Non sono un nativo digitale, ma ho imparato a ‘balbettare’ questa lingua”. Lo ha detto il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, questa mattina intervenendo al terzo convegno interdisciplinare promosso e organizzato dal Messaggero di sant’Antonio e dall’Ufficio di pastorale dell’educazione e della scuola della diocesi dal titolo “A ritmo di touch. Tra tatto e contatto”, che si è concluso questa mattina. Sono stati oltre 900 i partecipanti, in gran parte insegnanti di ogni ordine e grado di scuole statali e paritarie, che si sono ritrovati all’Opera della Provvidenza Sant’Antonio e a Casa Madre Teresa di Calcutta, a Sarmeola di Rubano, in provincia di Padova. Ad aprire gli interventi della giornata di oggi è stato proprio mons. Cipolla, che ha raccontato il suo essere vescovo di fronte al web e ha confermato l’utilità degli strumenti e dei nuovi linguaggi: “Grazie alla rete ho fatto acquisti, ho intrattenuto rapporti con persone lontane, cerco e trovo informazioni, mi documento su ciò che accade nel mondo e nella chiesa, ma ho anche scelto di rinunciare ad alcuni strumenti”, ha detto. E agli insegnanti ha rilanciato l’invito a “dare fiducia ai giovani” e a “essere per loro testimoni ed educatori in grado di porre interrogativi alla ricerca di senso”.

Papa in Colombia: arrivato a Rionegro. All’aeroporto di Medellín la Messa in memoria di san Pietro Claver

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 16:31

Questa mattina, lasciata la nunziatura apostolica, il Papa si è trasferito in auto all’aeroporto militare Catam di Bogotá. Al suo arrivo ha salutato alcune persone della General Motors nei pressi della scala dell’aereo, prima di salire a bordo di un A321 dell’Avianca alla volta dell’aeroporto di Rionegro. Al suo arrivo all’aeroporto “José M. Córdoba” Papa Francesco è stato accolto dal vescovo di Sonsón-Rionegro, dal sindaco di Rionegro e dal Comandante della Base Aerea. Poi il trasferimento – in auto e non in elicottero come previsto da programma, a causa del maltempo – all’aeroporto “Enrique Olaya Herrera” di Medellín, dove sceso dall’aereo verrà accolto dall’arcivescovo di Medellín, monsignor Ricardo Tobón Restrepo, dal governatore e dal sindaco della città. Dopo il consueto giro in papamobile tra i fedeli, il Papa si recherà in sagrestia accompagnato da un gruppo di religiosi e consacrati. Ed è proprio l’aeroporto il luogo della Messa a Medellín, meta della quarta giornata del viaggio in Colombia, dove il Papa presiederà la Messa nella memoria liturgica di san Pietro Claver, sacerdote gesuita, apostolo fra gli schiavi deportati; sul palco, il quadro della “Virgen de la Candelaria”, patrona di Medellín. A conclusione della Messa l’arcivescovo di Medellín, monsignor Ricardo Tobón Restrepo, saluterà il Papa, che dopo la benedizione finale si trasferirà in auto al Seminario Conciliar.

Lavoro: Senigallia, seminario Mcl. Delle Foglie (Copercom), “giovani e Mezzogiorno emergenze che chiedono scelte e grandi risorse”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 16:30

Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom, chiamato a riflettere al seminario nazionale Mcl di Senigallia sul tema “Riformare il lavoro, rinnovare la società: l’impegno e il dovere dei cattolici”, prendendo le mosse dall’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco, e accogliendo la sua sollecitazione alla “inclusione sociale dei poveri, attraverso specialmente il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale” ha provato a “rileggere la realtà sociale italiana con lo stesso sguardo di cura del Papa per coniugare l’impegno e il dovere dei cattolici oggi in Italia”. “La realtà italiana – ha annotato Delle Foglie – ci restituisce, sotto il profilo del lavoro, due dimensioni di povertà indiscutibili quanto preoccupanti: i giovani e il Mezzogiorno”. Queste due grandi povertà reclamano “processi di inclusione sociale” e richiedono – ha aggiunto il presidente del Copercom – un “pensare in grande”. “Certo, mettendo in campo le migliori pratiche, come ha fatto con grande efficacia il lavoro preparatorio della Settimana sociale di Cagliari, ma forse – ha aggiunto Delle Foglie – anche assumendosi la responsabilità di indicare, nel dibattito pubblico, le priorità. I giovani e il Mezzogiorno sono autentiche emergenze che richiedono scelte di ampio respiro e grandi risorse morali oltre che finanziarie. Perché i giovani possano restare al Sud come al Nord, lavorare al Sud come al Nord, costruire le loro famiglie al Sud come al Nord. In libertà e senza alimentare l’emigrazione forzata. Scongiurando così il rischio dell’eutanasia del Sud”.

Pellegrinaggi: Lourdes, il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa accompagnerà l’Unitalsi

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 16:12

Il reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa accompagnerà il pellegrinaggio a Lourdes dell’Unitalsi, dal 19 al 30 settembre. A portarlo sarà l’arcivescovo, monsignor Salvatore Pappalardo, che ne è custode. Il reliquiario percorrerà lo stesso cammino dei pellegrini e degli ammalati attraversando sul Treno Bianco tutta l’Italia per giungere fino in Francia. Tra i momenti più significativi, l’incontro di preghiera alla grotta, atto di totale affidamento alla Vergine Maria, rinnovato da ciascuna sezione dell’Unitalsi in rappresentanza di tutta l’Italia. La processione eucaristica, domenica 24 settembre alle 17, e la processione aux flambeaux, giovedì 28 alle 21, saranno trasmesse da Tv2000. Inoltre, una copia del quadretto della Madonna delle Lacrime, benedetta da Papa Francesco, sarà affidata alle sezioni dell’Unitalsi. Intanto, a Siracusa, nel periodo tra il 20 e il 28 agosto, grazie all’accesso facilitato che ha consentito di pregare e venerare da vicino l’effige della Madonna delle Lacrime, si è registrato un numero consistente di fedeli, circa 10mila persone, che hanno varcato la soglia della rampa.

Albania: mons. Peragine consacrato vescovo titolare di Fenice, “sono consapevole che siete un dono per me”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 15:56

“Mi impegno a creare con voi rapporti di fraternità sempre più solidi in modo da poter diventare tutti un dono per l’intera nazione”. Lo ha detto monsignor Giovanni Peragine, barnabita, rivolgendosi ai fedeli albanesi nel suo messaggio di ringraziamento per la sua ordinazione episcopale, celebrata giovedì scorso a Lushnjë, in Albania, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Mons. Peragine è stato consacrato vescovo titolare di Fenice e sarà amministratore apostolico dell’Albania meridionale. Nel suo saluto il neo vescovo, ringraziando Papa Francesco e tutti i presuli, sacerdoti e laici presenti alla sua ordinazione, ha detto: “Venendo in mezzo a voi mi vengono in mente le parole di Pietro nella sua prima lettera ‘Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri’. Sono consapevole – ha aggiunto – che siete un dono per me che devo accogliere con amore e con carità per mettermi al vostro servizio. L’amministrazione apostolica ha un territorio molto vasto e contiene molte ricchezze sia naturali che umane tra le quali sottolineo la fratellanza tra le diverse comunità religiose”. Così mons. Peragine ha rivolto “un saluto alla comunità musulmana, alla comunità dei begtashi e alla numerosa comunità dei nostri fratelli ortodossi”.

Albania: mons. Peragine ordinato vescovo. Mons. Frendo, “lasciati irradiare dalla luce di Cristo per poterla irradiare sugli altri”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 15:55

“Lasciati irradiare dalla luce di Cristo per poterla irradiare sugli altri”. Lo ha detto nella sua omelia monsignor George Frendo, arcivescovo di Tirana-Durazzo, rivolgendosi a mons. Giovanni Peragine, barnabita, di cui ha presieduto giovedì scorso a Lushnjë, in Albania, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l’ordinazione episcopale insieme a mons. Hill Kabashi, vescovo emerito della Amministrazione apostolica del Sud dell’Albania, e mons. Charles John Brown, nunzio apostolico nel Paese balcanico. Mons. Peragine è stato consacrato vescovo titolare di Fenice e sarà amministratore apostolico dell’Albania meridionale, incarico al quale era stato nominato da Papa Francesco lo scorso 15 giugno. Domani, domenica 10 settembre, alle 18, celebrerà la prima Messa da vescovo nella chiesa di San Luigi a Valona. Domenica 17, invece, mons. Peragine celebrerà in Italia nella cattedrale di Altamura, sua diocesi di origine, una Messa di ringraziamento per la sua nomina episcopale. Il presule ha scelto come motto episcopale nel suo stemma “Pasce agnos meos”: “Pasci le pecore per le quali oggi ti consacri vescovo. In primo luogo, con l’esempio della vita. Poi, continua a pascerle con la Parola e i sacramenti”, ha aggiunto mons. Frendo, che ha rivolto al nuovo vescovo un altro invito: “Viviamo in una cultura di disperazione. Il mondo ha bisogno di sentire una parola che dà speranza, coraggio e gioia. Questa è la notizia che il mondo aspetta da noi, caro fratello. Questa è la notizia per la quale Gesù ti sta mandando come pastore in questa amministrazione apostolica. La gente ha il diritto di ascoltare da noi una parola di incoraggiamento, ha il diritto di vedere un sorriso sul nostro volto”.

Lavoro: Senigallia, seminario Mcl. Costalli, “meno norme e più politiche per l’occupazione”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 15:42

“Il lavoro oggi è investito da una profonda, incessante trasformazione. Veniamo da anni in cui la crisi e la recessione hanno prodotto impatti negativi sul lavoro e sulla sua distribuzione. Abbiamo contato molti posti di lavoro persi e visto il nostro Paese in difficoltà nel rimettere al centro la questione del lavoro come elemento prioritario attorno al quale ricostruire crescita, fiducia, futuro”. Con queste parole il presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Carlo Costalli, ha introdotto questa mattina la terza sessione dei lavori del seminario nazionale di studi e formazione di Senigallia. “Non possiamo essere passivi testimoni – ha proseguito Costalli davanti a una platea di 500 dirigenti del Movimento – di una partita nella quale dobbiamo essere invece protagonisti utilizzando al meglio quello che ci è proprio: lo stimolo ad un’azione collettiva con la lungimiranza strategica e la flessibilità tattica al servizio degli interessi dei lavoratori e del Paese. Dobbiamo, insieme alle altre parti sociali, mettere in campo politiche che accompagnino la rapida trasformazione in corso”.
I cambiamenti “sono spesso associati ad incognite, timori, ansie, ma il Mcl non condivide le previsioni catastrofiste che si stanno addensando intorno ai cambiamenti del lavoro. È bene ricordare che la storia del capitalismo è segnata da continue rivoluzioni tecnologiche, strategiche, gestionali, professionali, dei modelli di organizzazione della produzione e del lavoro e che il segno di civiltà che decide la direzione dei passaggi d’epoca sta nella lungimiranza e nella capacità delle grandi rappresentanze sociali e politiche di essere pronte all’appuntamento con le domande e le sfide della storia”. Per Costalli “ci si è troppo dedicati a interventi di riforma, modifica, adeguamento, ammodernamento del lavoro, fino al recente Jobs Act, con la convinzione che tutto questo, da solo, potesse creare posti di lavoro”. Ma ora “alle regole attuali bisogna dare stabilità e, soprattutto, concreta attuazione”. Quindi “meno norme e più politiche per il lavoro: ovvero bisogna progettare interventi pubblici e delle parti sociali per dare gambe alle leggi, ma soprattutto per accompagnarle con quegli strumenti di indirizzo e di sostegno senza i quali le norme si riducono a inutile produzione cartacea: e qui dobbiamo spronare di più la politica”.

Norvegia: mons. Eidsvig (vescovo di Oslo), invito a votare alle elezioni dell’11 settembre. “Più si partecipa, più forte è la democrazia”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 15:18

“Spero che le elezioni diventino una dichiarazione di fiducia per il nostro sistema democratico. Il più grande successo che possiamo desiderare è un’alta partecipazione. Si può non essere d’accordo al 100% con un partito, ma tutti” possono “trovare il partito con cui sono più in sintonia e votarlo, usando il proprio diritto”. Lo dice il vescovo di Oslo mons. Bernt Eidsvig in una delle risposte alla dichiarazione-intervista pubblicata sul sito della diocesi norvegese, a pochi giorni dalle elezioni parlamentari di lunedì 11 settembre. Votare “è contribuire a rendere la democrazia reale. Non esiste un sano modo alternativo di controllo da parte della società; più si partecipa, più forte è la democrazia”, spiega ancora il vescovo. Votare “fa anche la differenza nella coscienza democratica e politica individuale”, “è un investimento personale molto utile”. Ciò vale anche per le minoranze: “Non restare fuori” dalla comunità e dalla società, ma “assumiti la responsabilità nel Paese in cui vivi e lavori”, sollecita mons. Eidsvig perché votare è “il passo finale nel processo di integrazione e un dichiarare a se stesso ‘sono cittadino norvegese’”. E infine ancora offre argomentazioni “teologiche” al voto: “Il cristianesimo è una religione sociale. Facciamo parte di una comunità e il voto è un contributo concreto al miglioramento di questa comunità”. E conclude: “Il mio appello ai cattolici e ai credenti norvegesi è di votare lunedì, secondo la propria coscienza e convinzione”.

Card. Velasio De Paolis: si è spento oggi a Roma il presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 14:51

Si è spento oggi a Roma, il cardinale Velasio De Paolis, presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. Tra qualche giorno avrebbe compiuto 82 anni. Era nato infatti a Sonnino, diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, il 19 settembre 1935. Entrato da piccolo nella congregazione dei missionari di San Carlo, ha compiuto il percorso di formazione nei seminari scalabriniani. Ha emesso la prima professione il 20 settembre 1955, a Crespano del Grappa, e quella perpetua il 4 ottobre 1958, a Piacenza. Nella città emiliana ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 18 marzo 1961, nella Casa madre dell’istituto.
Quattro anni dopo ha conseguito il dottorato alla facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, quindi la licenza alla facoltà di teologia della Pontificia Università di San Tommaso, e la laurea in giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Ha frequentato anche il biennio di teologia morale dell’Accademia Alfonsiana.
In ambito accademico ha iniziato come professore di teologia morale e di diritto canonico nel seminario maggiore scalabriniano a Piacenza e poi a Bassano del Grappa, negli anni che vanno dal 1965 al 1970. Successivamente è stato rettore del collegio internazionale di Roma, fino al 1974. Al tempo stesso, è stato anche vicario provinciale della sua congregazione. Nel 1974 ne è divenuto consigliere e procuratore generale.
Dal 1971 ha insegnato nella facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana. Nel 1987 è stato chiamato a insegnare anche alla Pontificia Università Urbaniana, in qualità di professore aggregato della facoltà di diritto canonico.
Si è distinto per la pubblicazione di oltre 200 tra libri e articoli in varie riviste scientifiche e di spiritualità. Tra le opere pubblicate, De bonis Ecclesiae temporalibus. Adnotationes in codicem: liber V, edito dalla Pontificia Università Gregoriana nel 1986; I beni temporali della Chiesa, edito dalle Dehoniane di Bologna nel 2001; Chiesa e migrazioni, edito dalla Urbaniana University Press nel 2005.
Importante è stato anche il suo contributo nel dibattito su alcuni temi specifici del diritto canonico. Ha partecipato alle iniziative per lo studio della disciplina, in particolare nell’Associazione canonistica italiana, nel gruppo italiano di docenti della materia, e nella Consociatio internationalis per la promozione del diritto canonico, della quale è stato membro del consiglio direttivo.
È stato anche consultore di vari dicasteri della Curia Romana: le Congregazioni per le Chiese Orientali e per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.
Il 30 dicembre 2003 Giovanni Paolo II lo ha nominato segretario del Tribunale della Segnatura Apostolica, assegnandogli la sede titolare vescovile di Telepte. Successivamente è stato nominato anche giudice dello stesso Tribunale. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella basilica di San Pietro, il 21 febbraio 2004, dalle mani del cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato.
Il 12 aprile 2008 è stato nominato da Benedetto XVI Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede e, al tempo stesso, è stato promosso arcivescovo. Ha mantenuto l’ufficio di Presidente fino al 21 settembre 2011.
Un altro delicato incarico gli è stato affidato dal Papa allorché sono emersi i gravissimi e immorali comportamenti del fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado. Il Pontefice ha indetto una visita apostolica alla congregazione, a seguito della quale, il 9 luglio 2010, lo ha nominato delegato pontificio con l’incarico di governare – a suo nome – l’istituto religioso fino alla revisione delle costituzioni.
Da Benedetto XVI è stato creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia di Gesù Buon Pastore alla Montagnola.
Con la sua morte il Collegio cardinalizio risulta così costituito: 220 cardinali di cui 120 elettori e 100 non elettori.

Azione cattolica: mons. Sigismondi, un decalogo per il “discernimento, esercizio alto di sinodalità”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 14:44

“Il discernimento è un esercizio alto di sinodalità”, la quale “esprime il mistero della Chiesa: la comunione”. Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno e assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, ha tenuto oggi un’ampia relazione al convegno nazionale dei presidenti e assistenti diocesani dell’associazione in corso a Bologna. Il convegno, iniziato ieri e che proseguirà fino a domani, è volto a mettere a fuoco il programma triennale dell’associazione. Per tale ragione l’attenzione è indirizzata al discernimento quale “atto di intelligenza spirituale che consente – ha detto Sigismondi – di interpretare la volontà di Dio” attraverso “le mediazioni umane”. Un’azione, in tal senso, “al contempo personale e comunitaria”, che muove da una premessa essenziale, ovvero “tenere lo sguardo fisso su Gesù”. Il discernimento “nasce dall’adesione salda al vangelo e si arricchisce dell’ascolto delle persone, a partire dai più poveri”. Richiede al contempo “ascolto umile, dialogo aperto e franco, scorgendo ciò che suggerisce lo spirito” senza trascurare “le fatiche quotidiane” e rendendo necessario il compito di “attraversare i conflitti” della vita feriale. Mons. Sigismondi ha quindi proposto una sorta di “decalogo” per l’esercizio del discernimento all’interno dell’Azione cattolica.
Fra i punti indicati: “considerare gli altri superiori a se stessi” e, ugualmente, “gareggiare nello stimarsi a vicenda”; “saper nutrire un po’ di diffidenza verso il proprio giudizio”; “cercare soluzioni condivise e puntare al massimo bene possibile, non al minimo indispensabile”; “individuare i fini e i mezzi necessari per raggiungerli”. Inoltre: “avere memoria del futuro” senza “cedere alla nostalgia né alle utopie”, perché entrambe “soffocano la profezia”; “avviare processi a lunga scadenza, senza farsi sopraffare dalla ricerca di risultati immediati” (“la quercia dell’Ac, che altri hanno piantato, dura da 150 anni…); “leggere la Parola di Dio tenendo la mano sul polso della vita”; “creare una intesa che sia sintesi delle diverse esigenze e delle varie voci emerse”. Il vescovo ha quindi richiamato la “cura della vita interiore” come “campo base dell’Ac”.

Università Cattolica in Cina: mons. Giuliodori (assistente generale), “grande Paese in crescita con ruolo sempre più rilevante in ambito mondiale”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 14:21

“Non sarà possibile pensare il futuro del pianeta senza confrontarsi con questo grande popolo che conta circa un milione e mezzo di persone e che sta vivendo una delle sue stagioni di maggiore dinamismo e crescita, ovviamente con una complessità di situazioni e di problematiche i cui esiti non sono facili da prevedere”. Mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università cattolica del Sacro Cuore, ha guidato un viaggio culturale in Cina (22 – 31 agosto) promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo, e in un’intervista al Sir ne ripercorre esperienze ed emozioni e sottolinea il crescente ruolo del Paese del sol levante nel dialogo con l’Europa e l’Occidente. “Basta un semplice viaggio culturale come questo per rendersi conto di quale sviluppo e di quale rilevanza politica, economica e culturale la Cina va assumendo per i cambiamenti interni e per il suo ruolo in ambito mondiale”, osserva. Un viaggio all’insegna del dialogo interculturale, sulle orme del grande missionario gesuita Matteo Ricci. “È evidente – chiosa Giuliodori – che ogni iniziativa di dialogo e di incontro, nello ‘stile di amicizia’ insegnato da p. Matteo Ricci non potrà che agevolare la conoscenza, la stima e la collaborazione per un cammino, come auspicato anche da Papa Francesco, di pace, concordia e armonia, termini tanto cari alla cultura tradizionale cinese e propedeutici anche all’accoglienza del Vangelo”.

Università Cattolica in Cina: mons. Giuliodori (assistente generale), “Matteo Ricci modello di apertura a incontro e a ricerca della verità”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 14:10

Padre Matteo Ricci: lo “stile di amicizia” del grande gesuita e missionario maceratese è ancora oggi un modello cui ispirarsi in ogni iniziativa di dialogo e incontro. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università cattolica del Sacro Cuore, che dal 22 al 31 agosto ha guidato un viaggio culturale in Cina promosso dal Centro pastorale dell’Ateneo, al quale hanno partecipato 20 professori con familiari e amici per un totale di 62 persone. La “Cattolica”, spiega in un’intervista al Sir, nutre grande interesse “per i processi di internazionalizzazione e, in particolare, per quanto sta accadendo in Oriente e soprattutto in Cina”. Centinaia i cinesi che frequentano le diverse facoltà o i master dell’Ateneo; “ci sono poi relazioni e progetti istituzionali che ci vedono coinvolti in iniziative comuni con alcune università cinesi a Shanghai e Pechino”. In questo contesto si è svolta la visita al Dipartimento di filosofia e studi religiosi della Fudan University di Shanghai e alla BLCU-Beijing Language and Culture University di Pechino. Con quest’ultima istituzione la collaborazione passa in modo particolare attraverso l’Istituto Confucio presente anche in Cattolica e alcuni progetti che consentono di conseguire titoli double degree in entrambi gli atenei. Filo conduttore del viaggio “la testimonianza e l’insegnamento” di Matteo Ricci. Particolarmente significativa “la celebrazione della Messa sulla sua tomba. “Di straordinaria attualità” il suo messaggio “anche per un’istituzione come l’Università cattolica che ha il compito di formare le nuove generazioni ad un sapere aperto a tutte le conoscenze a partire da una visione che si ispira all’universalismo cattolico e alla ricerca sincera della verità”, chiosa Giuliodori. Ulteriore tappa, l’incontro con la congregazione religiosa fondata da Armida Barelli nel 1923: oggi ben 250 suore cinesi a servizio della diocesi e di alcune istituzioni a carattere educativo e caritativo.

 

Papa in Colombia: i media conquistati da Francesco che porta “verità”, “perdono” e “riconciliazione”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 13:24

I mass media colombiani stanno dedicando grandissimo spazio alla visita del Papa nel Paese. In particolare, la preghiera di ieri per la riconciliazione nazionale suscita una vasta eco. Tutti i giornali si concentrano sul cuore del messaggio di speranza e riconciliazione portato dal Papa, evitando toni scandalistici o mettendo in secondo piano dettagli e particolari “di colore”.
“El Tiempo”, il quotidiano più diffuso del Paese definisce l’incontro “commovente” e sottolinea che a Villavicencio il Papa ha pronunciato “le parole più sentite della sua visita in Colombia”. Il quotidiano dedica spazio alla straziante storia di Pastora Mira, una delle vittime del conflitto che ieri davanti al Papa ha trovato la forza per perdonare, e alla lettera inviata al Papa dall’ultimo comandante delle Farc Rodrigo Londoño “Timochenko”.
“Verità e perdono, i compiti che lascia papa Francesco” è il titolo che appare sul sito di “El Espectador”, quotidiano di Medellín. Ampio anche lo spazio dedicato all’arrivo del Papa oggi nella “città dell’eterna primavera”. “El Colombiano”, altro quotidiano di Medellín, mette in primo piano le informazioni sulla visita di oggi nella città. Sull’incontro si ieri il titolo è “Riconciliazione, il seme che ha seminato papa Francesco”.
“L’amore è più forte dell’odio e della violenza” è il titolo dell’homepage del network “Caracol”, che dedica alla visita del Papa buona parte del suo spazio.

A Sua Immagine: sabato 9 e domenica 10 settembre programmazione speciale per il Papa in Colombia

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 13:10

Oggi, sabato 9 settembre alle ore 17.10, in studio con la conduttrice Lorena Bianchetti ci saranno il giornalista di “Avvenire” Nello Scavo e Alessandra Zaghini dell’Operazione Colomba. In collegamento in diretta dall’Aeroporto Enrique Olaya di Medellin, interverrà inoltre Vania De Luca, vaticanista Rai. Seguirà poi nel corso della trasmissione, alle 17.30, lo spazio “Le ragioni della speranza” con don Maurizio Patriciello, che per il commento al Vangelo sarà ad Avola con don Fortunato Di Noto, sacerdote in prima fila nella lotta contro la pedopornografia, fondatore dell’associazione Meter.

Domenica 10 settembre ore 10.30 sempre su Rai Uno, nello studio di “A Sua Immagine” Lorena Bianchetti tornerà a parlare del viaggio in Colombia del Papa con lo scrittore Nando Dalla Chiesa, Tonio Dall’Olio dell’associazione Libera e il vaticanista Jacopo Scaramuzzi. Ancora, nel corso del programma sono previsti gli interventi di dell’attore Cesare Bocci, che racconterà la sua esperienza in Colombia, e di Lucia Capuzzi di “Avvenire”, che fornirà alcuni aggiornamenti in diretta da Bogotá.

Alle 10.55 come di consueto si terrà la trasmissione in diretta della Santa Messa, questa settimana dalla Cattedrale di Cesena, per la regia tv di Antonio Ammirati e il commento di Elena Bolasco. Al termine della celebrazione, nuovamente in studio con Lorena Bianchetti e i suoi ospiti per tracciare un bilancio dell’incontro di papa Francesco con il popolo colombiano.

Diocesi: Molfetta, mons. Cornacchia condanna gli episodi violenti durante la festa patronale

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 12:43

“Sgomento e incredulità” sono i sentimenti espressi dal vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, monsignor Domenico Cornacchia nell’apprendere che i giorni della festa patronale di Molfetta, in onore della Madonna dei Martiri, sono stati segnati da episodi di violenza: l’ordigno, per fortuna inesploso, davanti ad un esercizio commerciale su Corso Dante, e la sparatoria tra migliaia di persone, molti bambini, nei pressi delle giostre, durante lo spettacolo di fuochi pirotecnici. “La bella celebrazione eucaristica e la sacralità della processione, cui hanno preso parte migliaia di persone, non possono essere offuscate da episodi di violenza deliberata”, scrive in una nota mons. Cornacchia. “Proprio in momenti in cui la città gode di serate di festa, tra genitori e figli, nonni e nipoti – osserva il vescovo – qualcuno decide di turbare la serenità scatenando un panico che poteva essere causa di gravi incidenti”. “La nostra è e deve rimanere terra di pace, di comunione – rimarca -. Non ci sono motivazioni che possano giustificare l’uso della violenza”. Mons. Cornacchia auspica, inoltre “che non ci siano echi stupidi” a quanto accaduto. L’episodio della sparatoria, sottolinea, “è avvenuto proprio mentre in Colombia il Papa invitava quelle popolazioni, segnate da violenza inaudita, a farsi artigiani di pace, promotori della vita, rispettosi delle differenze, promuovendo gli ultimi”.

Azione cattolica: Truffelli, “associazione missionaria per incontrare tutti, accogliere tutti, abbracciare tutti”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 12:38

Durante il suo intervento al convegno nazionale di Bologna, il presidente di Ac Matteo Truffelli si è soffermato a lungo per delineare il tema che accompagna i lavori dell’associazione per la programmazione del triennio: “Vi precede in Galilea” (Mc 16,7). “È il brano dell’annuncio del Risorto, di quella gioia del vangelo – ha detto – che vogliamo testimoniare per essere seminatori di speranza, come abbiamo detto chiudendo la nostra assemblea nazionale: è di questo, più di ogni altra cosa, che il nostro tempo ha bisogno”. Il brano richiamato “ci ricorda inoltre che la Resurrezione si scopre, si accoglie, si cerca di capire e si cerca di testimoniare nella ferialità della vita, là dove la nostra vita ordinaria si svolge, dove sono la famiglia, il lavoro, la terra… Ci ricorda che è lì che si gioca il nostro battesimo, la nostra fede”. Ancora: “È il richiamo a spendere nel mondo il nostro essere credenti, da laici, secondo l’insegnamento conciliare che il Papa ha rilanciato in maniera forte e radicale in Evangelii gaudium”. Truffelli si è quindi speso per chiarire il senso della “popolarità” dell’associazione laicale. Popolare in quanto “più missionaria. Pensata e vissuta per incontrare tutti, accogliere tutti, ascoltare tutti, abbracciare tutti”. E la missione “non è un compito tra i tanti nell’Azione cattolica, è il compito. L’Ac ha il carisma di portare avanti la pastorale della Chiesa: se la missione non è la sua forza distintiva, si snatura l’essenza dell’Azione cattolica”.
Quindi il presidente ha aggiunto: “Cosa significa per l’Ac farsi più missionaria? Non ci sono risposte facili. Dovremo capirlo insieme, in questi e nei prossimi anni. Battendo sentieri nuovi, esplorando nuove modalità e iniziative. E condividendo le esperienze fatte, per capire come farne patrimonio comune. Per cercare di spingere l’associazione occorre sporgersi in avanti, per farsi sempre più prossima alla vita delle persone”. Un’Ac più popolare significa anche “un’Ac che sa mettersi in ascolto della vita delle persone, per non dare risposte a domande che nessuno si fa. Un’Ac che si fa compagna di vita delle persone, se ne prende cura. Un’Ac che tocca il cuore e non solo il cervello. Che costruisce legami veri”. Una associazione “che non si accontenta di chi c’è, ma si propone, si promuove: non per aumentare di numero ma per offrire un’esperienza bella, intensa, preziosa di vita di fede, di formazione ecclesiale, di maturazione umana e cristiana”.

Migranti: p. Van Parys (Chevetogne), “non dimenticare le tragedie vissute da milioni di esseri umani”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 12:36

(da Bose) – “L’ospitalità vissuta a Bose non può farci dimenticare le tragedie vissute da milioni di esseri umani che fuggono da guerre, carestie, catastrofi naturali, persecuzioni etniche o religiose”. Lo ha affermato questa mattina padre Michel Van Parys, benedettino, già priore di Chevetogne, nelle sue conclusioni al XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa svoltosi in questi giorni a Bose. “Sono più di 200 milioni – ha aggiunto – coloro che fuggono. Sono tanti poveri Lazzari che gemono e muoiono alla porta della nostra ricca società che rifiutano di restituire le briciole che hanno rubato e che continuano a rubare a questi poveri”. Ricordando che “l’ospitalità offerta e ricevuta fanno parte integrale del dialogo ecumenico e di quello interreligioso” e ripercorrendo tutti i temi affrontati nel convegno, padre Van Parys ha notato che “sempre più la grande diversità degli ospiti che giungono nei nostri monasteri ci invitano ad un ascolto più fine dell’ospite stesso, all’attenzione alla singola persona, alle sue sofferenze e ad onorare la sua differenza culturale. In questo senso – ha commentato – le comunità monastiche multiculturali sono segni di speranza”. Richiamando l’“ospitalità del cuore” a cui ha fatto riferimento Papa Francesco nel messaggio inviato al convegno, il benedettino ha invitato ad “offrire almeno qualcosa, come ha suggerito Papa Francesco: ospedali da campo per curare i feriti, un tetto in ogni parrocchia o comunità per una famiglia esiliata” perché “un cuore che non ha mani non è discepolo di Gesù Cristo”.

Azione cattolica: Truffelli, “fedeli alla nostra storia perché abbiamo saputo cambiare”. “Discernimento per progettare il futuro”

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 12:31

“La nostra storia ci aiuta a capire che nei 150 anni di vita dell’Azione cattolica siamo stati fedeli alla nostra identità perché abbiamo saputo cambiare. Abbiamo saputo leggere e interpretare il tempo per stare dentro di esso”. Lo ha affermato oggi a Bologna Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Ac, al convegno annuale dei presidenti e assistenti ecclesiastici diocesani, dove sono rappresentate 150 diocesi di tutte le regioni d’Italia. Tre giorni dedicati ad avviare le celebrazioni del 150° di fondazione (1867) e, più ancora, a programmare il triennio associativo iniziato in primavera con l’assemblea elettiva e l’incontro con Papa Francesco. Tre i verbi – custodire, generare, abitare – che faranno da filo conduttore del triennio in cui l’Ac si è data il compito di discernere sul proprio futuro a partire dalla storia e per “servire, con coerenza ed efficacia, la Chiesa e il Paese”. “La nostra storia ci insegna – ha aggiunto Truffelli – l’arte e l’importanza del discernimento, del discernimento comunitario: capire come essere Ac oggi”. L’impegno che l’associazione assume è, riassume Truffelli, “il porsi in ascolto della vita della propria realtà particolare per capire quali priorità assumere per il triennio, e attraverso quali modalità e quali scelte concrete lavorare per esse”.
Perché “è questo che è richiesto ai cittadini di Galilea” (titolo del convegno): “la Galilea, ci ricordava mons. Mansueto Bianchi, è la terra ‘tipica del laico di Azione cattolica’, perché è ‘la terra della contaminazione’, la ‘terra della pluralità’, ‘del velamento di Dio’, la terra in cui non è facile distinguere con chiarezza immediata il bene, il giusto, la verità”. Ma “è anche il luogo della vita, la parabola della città’. E proprio per questo è anche il luogo dove ‘è iniziato il cammino di Gesù’, il ‘cammino della Chiesa’, e perciò dove ‘comincia il cammino di ogni cristiano’”. Il quale “è chiamato ad avanzare dentro il mondo sapendo che gli è chiesto continuamente di ripensare i propri passi per capire dove andare. Gli è chiesto, appunto, di fare esercizio di discernimento”.

Laudato si’: Verona, incontro con card. Maradiaga, mons. Zenti, Enrico Letta, Franco Frattini il 5 ottobre

Agensir.it - Sat, 2017-09-09 12:16

Nella cornice dalla chiesa di San Bernardino, la diocesi di Verona e l’Ispettoria salesiana del Nord-Est hanno organizzato una conversazione sulla Enciclica sulla salvaguardia del Creato di Papa Francesco. Titolo dell’evento, “La Laudato Si’: occasione per un mondo migliore? Il futuro tra etica, economia sostenibile e geopolitica”. A dibattere sui vari aspetti dell’Enciclica saranno il cardinale Oscar R. Maradiaga, l’ex premier Enrico Letta e l’ex ministro degli Esteri e già commissario europeo Franco Frattini. Introduce i lavori il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti. A moderarli sarà Daniele Cunego.

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