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Solidarietà: Antoniano di Bologna, oggi l’inaugurazione della nuova mensa dedicata a “Padre Ernesto”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:20

Viene inaugurata oggi la nuova mensa dedicata a “Padre Ernesto” all’Antoniano di Bologna, una veste rinnovata per lo storico spazio di via Guinizelli 3 che accoglie 130 ospiti per pranzo ogni giorno e 31 famiglie al lunedì sera. Aperta 352 giorni l’anno e attiva da oltre 60 anni, la mensa cambia nel suo aspetto grazie alla partnership con Food for Soul, che ha ideato e promosso il progetto insieme all’Antoniano, allo Studio Lucchi e Biserni, che ha realizzato pro bono il progetto di interior design, allo Studio Francesco Faccin, che ha disegnato appositamente tavoli e sedie, e grazie al contributo di Injenia, Unicredit e Fondazione Carisbo. “La ristrutturazione della mensa, avviata nell’estate del 2016 e terminata a dicembre dello stesso anno, è un momento importante per lo sviluppo di un modello di intervento sociale nuovo che Antoniano onlus ha avviato già da alcuni anni”, si legge in una nota.
“Abbiamo un sogno – spiega fr. Giampaolo Cavalli, direttore dell’Antoniano -: aiutare le persone a ritrovare la luce, la forza, un po’ di speranza per ricominciare ancora. Questo è ciò che vogliamo e che proviamo a fare ogni giorno: non fermarci al pasto, ma iniziare a camminare insieme per costruire un percorso che riconosca dignità e porti verso l’autonomia. Per creare luoghi di condivisione e convivenza, spazi che facilitino la relazione e l’incontro è importante curare gli ambienti perché diventino sempre a misura della dignità delle persone che accogliamo. Questa nuova mensa rappresenta parte del cammino in cui speriamo di poter accogliere nella maniera migliore possibile sempre più persone in difficoltà”.
I progetti di Antoniano onlus non si fermano alla Mensa. Lo raccontano i dati all’interno del Bilancio sociale del 2016, che riporta i numeri relativi a ognuno dei servizi: sono state 694 le persone ascoltate dagli operatori del Centro d’ascolto, con 329 nuovi ingressi, mentre sono state accolte nel Centro d’accoglienza a San Ruffillo 30 ospiti in totale; 31 in tutto le famiglie coinvolte nei progetti di reinserimento e accolte nella mensa serale attiva solo per la cena del lunedì, mentre sono stati 348 i bambini seguiti nel 2016 dal Centro di riabilitazione “Antoniano Insieme” che ha sede al secondo piano della struttura. Info: www.onlus.antoniano.it

Ramadan: messaggio di mons. Zuppi (Bologna), “impegno a isolare quanti sono deformati dal virus della violenza”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:09

“L’impegno a isolare quanti sono deformati dal virus della violenza ne trarrà beneficio ed eviterà che le religioni possano essere usate per giustificare azioni che non hanno niente a che vedere con esse”. Lo scrive mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, in un messaggio ai musulmani della sua città in occasione dell’Aid el Fitr (festa di fine Ramadan) che si celebra quest’anno il 24 giugno. “Frutto del Ramadan – scrive mons. Zuppi – è l’essere umili. Solo l’umile costruisce ponti, di incontro, di amore per gli altri, di disponibilità. Sento l’opportunità di lavorare insieme per migliorare la vita della città, anche con azioni di solidarietà verso i poveri, i rifugiati, gli ammalati, i carcerati. Come la sofferenza raggiunge tutti, senza distinzioni, così le buone azioni raggiungano tutti”. Zuppi conclude il suo messaggio ricordando le parole di papa Francesco: “Più si cresce nella fede in Dio più si cresce nell’amore al prossimo”.

Greek-Melkite Church: Youssef Absi is the new patriarch

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 14:02

The Episcopal Synod of the Greek-Melkite Church gathered in Ain Traz, Lebanon, appointed mgr. Joseph Absi of the Missionary Society of St Paul, so far the Greek-Melkite titular bishop of Tarsus at the Patriarchal Curia of Damascus, as the new Greek-Melkite patriarch of Antioch. His Beatitude took the name of Youssef Absi. The news was given by the Vatican Newsroom, which included a new biographical details about the new patriarch: he was born in Damascus on June 20th 1946, joined the Missionary Society of St Paul where he was ordained priest on May 6th 1973. After finishing his studies in philosophy and theology at the Major Seminary of St Paul in Harissa, Lebanon, he got a licence in philosophy from the Lebanese University, a licence in theology from St Paul’s Institute in Harissa, and a PhD in Byzantine music and hymnography at the Holy Spirit University in Kaslik, Lebanon. He was professor of philosophy at St Paul’s Institute, professor of Greek and musicology at the Holy Spirit University in Kaslik. He was also superior general in the Religious Institute he comes from. Since July 15th 2001, he has been the Greek-Melkite titular archbishop of Tarsus, at the Patriarchal Curia of Damascus.

Diocesi: Genova, nel prossimo anno pastorale verranno ricordati i 900 anni della consacrazione della cattedrale di san Lorenzo

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 13:15

Il nuovo anno pastorale della diocesi di Genova si aprirà rinnovando l’atto di affidamento alla Madonna, in occasione dei 380 anni della proclamazione di Maria Regina di Genova. Altro appuntamento importante sarà la ricorrenza dei 900 anni di consacrazione della chiesa cattedrale avvenuta nel 1118 ad opera di papa Gelasio II quando non era ancora ultimata e ne mancava la facciata. Tra le attività del prossimo anno pastorale continueranno i due laboratori a favore del mondo della scuola (a cura della Commissione diocesana per il Decennio) e quello per la preghiera in famiglia (a cura dell’Ufficio Diocesano per la Famiglia e la Vita). La messa d’inizio sarà celebrata domenica 29 ottobre e sarà presieduta dall’arcivescovo Angelo Bagnasco. In quell’occasione verrà distribuito il consueto sussidio che sarà composto da 6 capitoli e riguarderà: il mistero della Chiesa; la Chiesa popolo di Dio e il compito sacerdotale; la Chiesa popolo di Dio e il compito profetico e il compito regale; la costituzione gerarchica della Chiesa; Chiesa e mondo; laChiesa edificio dedicato a Dio: la cattedrale. In appendice sarà riportata la storia della cattedrale genovese. Secondo le indicazioni fornite “ogni comunità sceglierà la modalità più opportuna (parrocchiale, interparrocchiale, vicariale) e i tempi. L’accoglienza e lo svolgimento nelle parrocchie e nelle aggregazioni della catechesi diocesana è segno concreto di comunione”.

Ramadan: messaggio di mons. Lorefice (Palermo), “innalziamo a Dio preghiere per il trionfo della pace”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 13:01

“Carissimi fratelli e sorelle, in occasione del sacro mese di Ramadan, caratterizzato da digiuni e da intense preghiere a Dio, il Compassionevole e il Misericordioso porgo a nome della Comunità cristiana della diocesi di Palermo, un sincero e fraterno augurio di gioia e di pace, che abbondi grandemente nel cuore di tutti voi e di ogni persona di buona volontà”. È quanto scrive nel suo messaggio alle comunità islamiche di Palermo in occasione del Ramadan, mons. Corrado Lorefice, annunciando che venerdì 14 luglio, alle ore 10, aprirà nuovamente le porte del palazzo arcivescovile ai rappresentanti delle altre religioni.
“È forte il desiderio, in questi giorni di Ramadan – scrive l’arcivescovo – di unirci spiritualmente con voi per innalzare fervide preghiere a Dio per il trionfo della pace e della giustizia tra i popoli e renderci capaci di ascoltarci vicendevolmente con amicizia, rispetto e fiducia reciproca, per un comune impegno nella carità e nelle opere buone. Dobbiamo convincerci che è indispensabile la collaborazione di tutti, nessuno escluso, per costruire una società che assicuri a noi e alle generazione future, i valori della libertà, della pace, della legalità e dei fondamentali diritti umani. È proprio per questo che rinnoviamo la nostra disponibilità e il nostro impegno a creare occasioni di incontro e di conoscenza, di amicizia e di condivisione, affinché le nostre comunità possano unire il loro sguardo verso un presente e un futuro di pace e di convivenza tra le fedi e tra i popoli”.

Lombardia: Caritas-Migrantes, diminuiscono gli stranieri residenti. Attualmente sono 1.149.011

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 12:47

Sono 1.149.011 gli stranieri residenti in Lombardia, pari all’11,5% della popolazione lombarda. Per la prima volta, seppure di poco, diminuiscono. Il calo, pari allo 0,3%, è dovuto soprattutto, come sottolineato dall’Istat, al progressivo aumento di cittadini stranieri che diventano italiani: 54mila, il 27% delle nuove cittadinanze registrate in Italia. È quanto emerge dal XXVI Rapporto Immigrazione di Caritas-Migrantes dal titolo “Nuove generazioni a confront0”, basato sui dati relativi al 2016. Il rapporto è stato presentato questa mattina a Milano, nel corso del convegno “Nuova generazione di italiani”. Come emerge dal dossier, la Lombardia rimane la regione più attrattiva dell’Italia: quasi un cittadino straniero su quattro, il 22,9% dei 5.026.153 che vivono regolarmente sul territorio italiano, risiede nel territorio lombardo. Una percentuale superiore di ben 10 punti a quella che si registra nella seconda regione italiana più multietnica, il Lazio, dove gli immigrati che scelgono di stabilirvisi sono il 12,8%. La Lombardia inoltre è la prima regione italiana anche per numero di matrimoni con almeno un coniuge straniero (17,4%), per occupati stranieri (22,8%), per presenza di imprese il cui titolare è extra-comunitario (18,9%). Secondo il rapporto, inoltre, le province di Milano, Brescia e Bergamo nel loro insieme ospitano il 64,0% della popolazione straniera regionale. Le comunità maggiormente presenti sono quella romena, quella marocchina e quella albanese, le quali nel loro insieme totalizzano quasi un terzo degli stranieri residenti in regione. Se gli stranieri occupati si concentrano maggiormente nei servizi (62,8%) e nell’industria (19,4%), sul territorio lombardo sono 66.766 i titolari di imprese nati in un paese extra-Ue.

Paesi Bassi: “Notte delle chiese”, iniziativa ecumenica con 150 iniziative in tre giorni. “Più di un tetto”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 12:44

La “notte delle Chiese” durerà nei Paesi Bassi un fine settimana: dal 23 al 25 giugno in molte città e paesi le porte delle chiese resteranno aperte perché le persone possano “entrare e, se lo desiderano, partecipare a una delle attività organizzate”. E sperimentare così che le chiese sono “più di un tetto”, questo il tema dell’edizione 2017: sono luoghi in cui, oltre a pregare e celebrare, si può anche cantare, si può fare teatro o intavolare una discussione su temi di attualità, si può organizzare un banco di beneficienza, i giovani possono trovare uno spazio d’incontro e le famiglie possono fare una biciclettata attraverso un percorso segnato da questi luoghi sacri e scoprirne le bellezze. Nell’elenco delle oltre 150 iniziative registrate, compaiono chiese di diverse confessioni cristiane. Infatti in Olanda la Kerkennacht è nata nel 2007 su iniziativa del Consiglio delle Chiese, che attraverso un apposito gruppo di lavoro ne decide il tema e cura in particolare gli elementi mediatici, quali il logo, la campagna stampa. Quest’anno ha curato anche la produzione di un breve filmato che ha coinvolto protagonisti delle diverse confessioni, tra cui il vescovo di ‘s-Hertogenbosch, mons. Gerard de Korte, cortometraggio basato sulla poesia “Più di un tetto”, composta dal sacerdote cattolico Rob van Uden. La “notte delle chiese” si svolge ogni due anni e nell’edizione 2015 ha registrato oltre 50mila visitatori.

Netherlands: “The Night of Churches”, en ecumenical initiative with 150 events in three days. “More than just a roof”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 12:44

“The Night of Churches” will last one weekend in the Netherlands: from 23rd to 25th June, in many cities and towns, the doors of the Churches will stay open, so that people can “enter and, if they wish, join one of the organised activities”. And thus experience that churches are “more than just a roof”, here’s the theme for 2017: these are places where, as well as praying and celebrating, on can also sing, play or start a discussion on topical issues, organise a charity sales can, a place where young people can socialise, and families can go for a bike ride along a trail marked by such holy places and discover their beauties. The list of the over 150 participating initiatives include churches of different Christian confessions. Actually, in Holland, the Kerkennacht was born in 2007 at the initiative of the Council of Churches, which, through a special workgroup, decides the theme and takes care above all of the media materials, such as the logo and the press campaign. This year, it also produced a short film with actors from different confessions, such as the bishop of ‘s-Hertogenbosch, mgr. Gerard de Korte, a short film inspired by the poetry “More than just a roof” by the Catholic priest Rob van Uden. “The Night of Churches” takes place every other year, and in 2015 it attracted over 50 thousand visitors.

Papa Francesco: alla Roaco (Chiese orientali), “accogliere i cristiani che soffrono”. No “alla tentazione dello status sociale” tra i preti

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 12:41

Le Chiese orientali “in Siria, Iraq ed Egitto vedono i loro figli soffrire a causa del perdurare della guerra e le insensate violenze perpetrate dal terrorismo fondamentalista”, una esperienza di “turbamento e sofferenza”, ma al tempo stesso “fonte di salvezza”: sono le parole che Papa Francesco ha riservato ai partecipanti all’Assemblea della “Riunione delle opere per l’aiuto alle Chiese orientali” (Roaco), ricevendoli oggi in udienza in occasione della 90ma sessione plenaria. La Roaco è attiva dal 1968 per sostenere le attività pastorali, educative ed assistenziali e i bisogni delle Chiese, orientali e latina. Il Papa ha esortato anche le comunità ad accogliere “nei luoghi dove giungono” i cristiani orientali “costretti ad emigrare”: “non importa se cattolici, ortodossi e protestanti”. “Possano continuare a vivere secondo la tradizione ecclesiale loro propria”, ha detto.
L’assemblea di questi giorni è stata dedicata alla formazione dei seminaristi e dei sacerdoti: “Siamo consapevoli infatti della scelta di radicalità espressa da molti di loro e dalla eroicità della testimonianza di dedizione a fianco delle loro comunità spesso molto provate – ha affermato il Papa -. Ma siamo pure coscienti delle tentazioni che si possono incontrare, come la ricerca di uno status sociale riconosciuto al consacrato in alcune aree geografiche, o un modo di esercitare il ruolo di guida secondo criteri di affermazione umana o secondo schemi della cultura e dell’ambiente”. Perciò ha invitato la Congregazione per le Chiese orientali e le agenzie a continuare a “sostenere i progetti e le iniziative che edificano in modo autentico l’essere Chiesa”, alimentando “lo stile di prossimità evangelica” nei vescovi, nei seminaristi e nei sacerdoti. “Le Chiese orientali – ha sottolineato Papa Francesco – custodiscono tante venerate memorie, chiese, monasteri, luoghi di santi e sante: essi vanno custoditi e conservati, anche grazie al vostro aiuto, favorendo così il pellegrinaggio alle radici della fede. Ma quando non è possibile riparare o mantenere le strutture, dobbiamo continuare ad essere tempio vivo del Signore”.

Società: mons. Tessarollo (Chioggia), “la difesa del posto a tutti i costi fa diminuire il lavoro”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 12:10

“Il lavoro produttivo crea posti di lavoro, la difesa del posto di lavoro a tutti i costi fa diminuire il lavoro o assicura i posti a spese pubbliche e sociali”. È quanto scrive il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, nell’intervento pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Nuova Scintilla”. La riflessione del vescovo parte dalla notizia che “a Roma gli scioperi delle varie ‘sigle sindacali’ dei trasporti hanno un costo annuale, per perdite, di circa 50 milioni di euro”. “Ormai lo sciopero è divenuto troppo spesso strumento di potere di gruppi che avanzano pretese in contrasto col bene comune”, osserva Tessarollo, secondo cui “si invocano diritti sociali che riguardano solo alcune classi o gruppi o lobby”. “Avere lavoro/stipendio da un servizio pubblico, comporta sapere che le conseguenze dello sciopero ricadono proprio su utenti e cittadini che pagano per quel servizio e del quale si sentono privati senza loro colpa alcuna”. “Le rivendicazioni delle loro pretese, non aggiustate tramite dialogo e tenendo conto delle risorse disponibili, si scaricano sugli utenti, spesso più poveri degli scioperanti”. Il vescovo si sofferma anche sulle “quote che i vari dirigenti degli organismi pubblici regionali, comunali e statali dovevano dividersi come premi di produzione, naturalmente oltre il già alto stipendio, e lamentandone la diminuzione”. “Oggi sembra acquisito che c’è un ‘minimo sindacale’, oltre il quale si richiede un compenso extra, per alcuni solo però”, aggiunge, sottolineando che “non credo che con questa ‘cultura del lavoro’ ci si possa aspettare nuove possibilità di lavoro per chi non ce l’ha, specie per i giovani, e nuovi investimenti”. “Bene difendere il posto di lavoro ‘fisso’ per chi già ce l’ha e pretendere che ognuno abbia il posto fisso”, prosegue Tessarollo. “Ai sindacati, mi verrebbe da dire che bisogna anche educare alla ‘cultura del lavoro e della vera solidarietà’, non preoccupandosi principalmente di ottenere consensi con i discorsi sui diritti ma parlando anche dei doveri e delle effettive possibilità di tutti”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “I care”, come don Milani curiamoci degli altri ma senza buonismi

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 12:03

Un pastore deve essere appassionato, deve saper discernere e deve anche saper denunciare il male. È quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta dove si è soffermato sulla figura dell’apostolo Paolo per poi rivolgere il pensiero all’esempio offerto da don Milani. La prima qualità del “pastore vero”, ha detto Francesco – secondo quanto riporta Radio Vaticana -, è di essere “appassionato”. Appassionato “fino al punto di dire alla sua gente, al suo popolo: ‘Io provo per voi una specie di gelosia divina’”. È “divinamente geloso”, ha commentato il Papa. Una seconda caratteristica, ha proseguito, consiste nell’essere “un uomo che sa discernere”: “Sa che c’è nella vita la seduzione. Il padre della menzogna è un seduttore. Il pastore, no. Il pastore ama. Ama. Invece il serpente, il padre della menzogna, l’invidioso è un seduttore. È un seduttore che cerca di allontanare dalla fedeltà”. Terza caratteristica del “pastore vero”: “La capacità di denunciare”. Per il Papa, “un apostolo non può essere un ingenuo”: “Il Buon Pastore sa denunciare, con nome e cognome” come appunto faceva san Paolo.

Francesco è dunque tornato alla sua visita a Bozzolo e Barbiana, nei posti, ha commentato, “di quei due bravi pastori italiani”. E parlando di don Milani, si è riferito a quello che era il suo “motto” quando “insegnava ai suoi ragazzi”: “I care. Ma cosa significa? Mi hanno spiegato: con questo lui voleva dire ‘mi importa’. Insegnava che le cose si dovevano prendere sul serio, contro il motto di moda in quel tempo che era ‘non mi importa’, ma detto in altro linguaggio, che io non oso dirlo qui. E così insegnava ai ragazzi ad andare avanti. Prendi cura: prenditi cura della tua vita, e ‘questo no!’”. Saper dunque denunciare anche “quello che va contro la tua vita”. E tante volte, ha detto, “perdiamo questa capacità di condanna e vogliamo portare avanti le pecore un po’ con quel buonismo che non solo è ingenuo” ma “fa male”. Quel “buonismo dei compromessi”, per “attirarsi l’ammirazione o l’amore dei fedeli lasciando fare”.

“Paolo l’apostolo, lo zelo apostolico di Paolo, appassionato, zelante: prima caratteristica. Uomo – ha ripreso Francesco – che sa discernere perché conosce la seduzione e sa che il diavolo seduce – seconda caratteristica. E un uomo con capacità di condanna delle cose che faranno male alle sue pecore: terza caratteristica”. Il Papa ha quindi concluso con una preghiera “per tutti i pastori della Chiesa, perché san Paolo interceda davanti al Signore, perché tutti noi pastori possiamo avere queste tre tracce per servire il Signore”.

Confraternite: Chieti, nel fine settimana il XXIV cammino nazionale di fraternità

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 11:59

Sarà “Società e famiglia – il ruolo e il contributo formativo delle confraternite” il tema del XXIV cammino nazionale di fraternità delle Confraternite d’Italia che si svolgerà a Chieti sabato 24 e domenica 25 giugno 2017. Sarà un’iniziativa – si legge in una nota – che “vedrà coinvolte migliaia di persone provenienti da tutte le regioni d’Italia con i loro rappresentanti, gli abiti tradizionali, le insegne e gli stendardi delle Confraternite di appartenenza”. Per monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, “in questa società fluida, le Confraternite sono la realtà laica più consistente e aggregante”. Si tratta di “una realtà associativa, una grande famiglia composta da migliaia di persone che va sempre più valorizzata e controllata poiché le contaminazioni e le confusioni possono essere più notevoli del passato”, aggiunge Forte, rilevando che “appare necessario il ruolo della formazione e della corretta informazione che la Confederazione può dare con il suo notevole contributo sociale e colturale non disgiunto dal carattere ecclesiale, principio fondante”. Nel corso delle giornate sono in programma gli interventi del vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, recentemente confermato assistente ecclesiastico nazionale della Confederazione, di Michele Cascavilla, ordinario di filosofia del diritto, di Francesco Antonetti, presidente della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia, moderati da Giulio Obletter, già governatore dell’arciconfraternita Sacro Monte dei Morti. Alle 10.30 di domenica 25, mons. Forte presiederà la celebrazione eucaristica al termine della quale partirà il Cammino di fraternità per le vie cittadine fino alla piazza san Giustino.

Pastorale battesimale: Baldacci (teologa), “dev’essere frutto di un lavoro di collaborazione fra l’ambito liturgico, famigliare e catechetico”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 11:37

(Salerno) – “Nel tempo in cui la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo nei passaggi della vita, la pastorale battesimale è luogo dell’incontro lieto con il Dio della vita. Per questo occorre prendersi cura di questa porta d’ingresso, di questa soglia molto fragile e delicata, ma al tempo stesso unica e preziosa, che può essere luogo in cui si sancisce una nuova alleanza o dove questa si infrange definitivamente”. Lo ha affermato questa mattina Morena Baldacci, teologa e docente all’Università Pontificia Salesiana di Torino, intervenendo al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si chiude oggi a Salerno. Ricordando che “il cammino dell’iniziazione cristiana costituisce un circolo virtuoso fra catechesi, liturgia e famiglia”, Baldacci ha invitato “ad allargare i tradizionali punti di vista, a superare una visione doganale di accesso ai sacramenti, ad ospitare nella Chiesa cristiani che vivono situazioni matrimoniali irregolari”, il tutto per “accompagnare senza giudicare i diversi passaggi di vita”. “Oggi dobbiamo pensare a cammini più nell’ottica di crocevia che di percorsi ad una sola direzione. Crocevia che intrecciano esigenze e domande differenziate”, ha aggiunto, osservando che “c’è un vuoto da colmare di annuncio a partire dalle prime età della vita e di presenza della comunità cristiana”. Per Baldacci “è indispensabile progettare una pastorale battesimale insieme, frutto di un lavoro di collaborazione fra l’ambito liturgico, famigliare e catechetico”. Dopo aver citato Maria Montessori e Romano Guardini, la teologa ha parlato del “bambino rituale”, presentando l’esperienza “Nel buio ti vedo” vissuta a Torino con i bambini. Si tratta di “un girotondo tra liturgia, catechesi e famiglia” che lungo una giornata coinvolge i bambini e i loro genitori in una “esperienza simbolico-rituale” nella quale sono valorizzati “un modello di relazione con al centro i bambini, partendo con un gioco che crea aspettativa”, “uno spazio simbolico”, “una narrazione significativa” a cui seguono “una fase meditativa con un’attività per interiorizzare” e “un momento celebrativo”.

Panama: ogni mese una giornata di preghiera per la Gmg. Si inizia oggi con una messa presieduta da mons. Ulloa

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 11:32

La Chiesa di Panama prosegue il suo cammino verso la Gmg 2019. Una nuova iniziativa viene avviata oggi, 22 giugno: una giornata di preghiera mensile, curata dall’arcidiocesi, perché la Giornata mondiale della gioventù dia buoni frutti. In particolare oggi ci sarà il primo momento di preghiera, in occasione del quale è stato coniato l’hashtag #PrayForWYD. Alle ore 18.30 l’arcivescovo di Panama, mons. José Domingo Ulloa Mendieta presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa della Madonna di Lourdes a Carrasquilla.

Turismo religioso: mons. Lusek (Cei), “abbinare al marketing un’idea di comunità, di relazioni”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 11:24

“Occorre abbinare al marketing un’idea di comunità, di relazioni, perché nel turismo religioso si condividono dei valori e l’obiettivo deve essere quello di non escludere nessuno”. Lo ha affermato ieri mons. Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, in occasione della Borsa del Turismo religioso internazionale (Btri) in svolgimento presso Casa La Salle a Roma. Per Nicola Ucci, ideatore e organizzatore della Btri, “il futuro del turismo religioso è al plurale. Oggi è sempre più spesso associato allo sport, con il ciclo turismo lungo i cammini o i pellegrinaggi a piedi, all’enogastronomia, con la riscoperta delle tradizioni dei conventi, alla cultura, basti pensare che solo in Italia il 70% del patrimonio storico-artistico è custodito in luoghi sacri”. Alla tavola rotonda introduttiva, sono intervenuti anche Federico Massimo Ceschin, direttore nazionale dei “Cammini d’Europa”, Simone Bozzato, docente del Dipartimento di Storia, patrimonio culturale e società dell’Università di Tor Vergata di Roma, e Adriano Meloni, assessore allo Sviluppo economico, turismo e lavoro di Roma Capitale. Di giovani e turismo religioso ha parlato Giuseppe Marangoni, presidente nazionale del Centro turistico giovanile: “Sempre più under 30 credenti e non, scelgono questo tipo di vacanze, attratti in particolare dai cammini e da itinerari che, se fatti seriamente, hanno la possibilità di trasformarsi in esperienze molto formative”.

Liturgia e catechesi: don Palazzi (Modena-Nonantola), “rimettere mano con fiducia e coraggio alle nostre prassi per un dialogo fecondo”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 10:51

“Rimettere mano con fiducia e coraggio alle nostre prassi rappresenta il primo passo per far convergere in un dialogo fecondo liturgia e catechesi”. Lo ha affermato questa mattina don Luca Palazzi, direttore dell’Ufficio catechistico dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola, nel suo intervento al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani in corso a Salerno. Nella sua relazione don Palazzi ha rilevato “la fatica del dialogo tra catechesi e liturgia”, che in realtà sono “esperienze complementari ed entrambe decisive per introdurre alla fede”. Definendo “imbarazzato” il rapporto tra catechesi e liturgia, il sacerdote ha rilevato le rispettive attese di una realtà nei confronti dell’altra: la “povertà delle liturgie” o i “linguaggi non verbali poco valorizzati” da una parte, e dall’altra “una catechesi troppo didascalica, preoccupata a trasmettere contenuti o finalizzata per preparare i sacramenti prevalentemente spiegandoli, con il rischio di voler spiegare tutto”. E se “il solo processo di adattamento reciproco tra liturgia e catechesi non funziona più”, don Palazzi ha evidenziato che “in alcune situazioni c’è un dialogo profondo”. Si tratta di “riscoprire un terreno comune soprattutto nei linguaggi, come quello narrativo-simbolico e quello estetico, accanto a quello verbale”. “Il vero dialogo tra catechesi e liturgia avviene nella prassi, perché è nel tentativo di modificare le pratiche che c’è la possibilità di rimettere in dialogo, di confrontarsi”. “Dobbiamo osare delle prassi nuove”, ha concluso, osservando che “catechesi e liturgia devono rimanere aperte alle conversione, non pensando di bastare a se stesse”.

Evangelizzazione: mons. Moretti (Salerno), “rimetterci in sintonia con le persone perché comprendano”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 10:37

(Salerno) – “Siamo chiamati a rimetterci in sintonia con le persone perché comprendano. Il magistero di Papa Francesco ci ha dimostrato che non è vero che la gente è disinteressata al momento religioso”. Lo ha affermato questa mattina monsignor Luigi Moretti, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, portando il suo saluto al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici e liturgici diocesani che si chiude oggi a Salerno. “Il vostro ruolo – ha spiegato – è quello di aiutare le nostre Chiese a mettersi dentro il cammino di conversione pastorale a cui ci ha invitato Papa Francesco” perché “voi create i presupposti perché bambini, ragazzi, adolescenti e tutte le persone possano scoprire questo modo ‘nuovo’ di essere Chiesa”. Cioè – ha spiegato l’arcivescovo – “non più una Chiesa che è davanti al mondo ma una Chiesa che cammina sulle vie del mondo condividendo la vita, le gioie e le sofferenze dell’umanità per essere lì annunciatori della gioia del Vangelo”. Moretti si è augurato che “la Chiesa italiana possa essere veramente coraggiosa nel percorrere questa strada” superando la logica del “s’è sempre fatto così”. “C’è un mondo intero che di fronte al modo di essere, di fare e di comunicare di Papa Francesco ha riacceso le antenne. Questo ci deve dare fiducia”, ha concluso.

Omicidio Sant’Omero: mons. Seccia (Teramo-Atri), “stiamo perdendo il controllo del senso dell’umanità”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 10:33

“Non conoscevo personalmente la dottoressa uccisa ma tutte le persone che ho sentito mi dicono essere stata una persona completamente dedita al suo lavoro”. Mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri, commenta al Sir l’uccisione dell’oncologa Ester Pasqualoni, avvenuta ieri davanti all’ospedale di Sant’Omero. La dottoressa aveva finito il suo turno e stava andando a prendere la sua auto quando, verso le 16, un uomo che l’aspettava nel parcheggio l’ha colpita alla gola ed al petto con un coltello. “Un omicidio efferato – afferma il vescovo – che evidenzia come ci sia un’emulazione del male. C’è un senso di sconforto e restiamo allibiti davanti a questi episodi che descrivono un clima di violenza nel quale si tende ad agire d’istinto, piuttosto che usare la ragione”, prosegue Seccia che sottolinea come alcune volte i segnali di pericolo che anticipano questi eventi non vengano considerati come si dovrebbe, “fatti come questi non possono essere generalizzati né sottaciuti”.
“Stiamo perdendo il controllo del senso dell’umanità e assistiamo alla svalutazione del senso della vita”, le parole del vescovo che si domanda da dove nascano questi fatti, “dall’arroganza?”, aggiungendo poi che “c’è da ripensare tutta l’educazione e le proposte di svago e divertimento, non solo per i giovani ma per tutta l’umanità”. Un omicidio, quello della dottoressa Pasqualoni, che fa il paio con altri fatti di cronaca nera che si sono registrati negli ultimi periodi nel teramano, ultimo solo in ordine di tempo l’omicidio per accoltellamento in strada ad Alba Adriatica, “tutto questo è motivo di sconforto per la nostra comunità ma, soprattutto, di preghiera”, la conclusione del vescovo.

Volontariato: Focsiv, entro il 25 agosto le candidature per le tre categorie del Premio internazionale

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 10:26

Entro il 25 agosto sarà possibile candidarsi per le tre diverse categorie del XXIV Premio del volontariato internazionale Focsiv 2017: Volontario Internazionale, Giovane Volontario Europeo e Volontario del Sud, un riconoscimento che, in questo caso, può anche premiare gli immigrati che si sono distinti per le attività di co-sviluppo nel proprio Paese d’origine oppure persone impegnate nel volontariato nella propria terra. I premi – informano gli organizzatori – saranno consegnati il prossimo 2 dicembre, in prossimità della Giornata mondiale del volontariato indetta dalle Nazioni Unite per il 5 dicembre. Il Premio ha ricevuto, al momento, il patrocinio dell’Agenzia nazionale giovani, mentre sono partner Fondazione Missio, Forum nazionale Terzo Settore, Cei 8×1000, Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) – Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo e John Cabot University, accanto ai media partner storici, Famiglia Cristiana, Tv2000, Avvenire, Radio Vaticana, Redattore Sociale e Rete Sicomoro. Oltre alla storica categoria del volontario internazionale il Premio prevede la categoria del giovane volontario europeo, che valorizza la dimensione giovanile del volontariato proposta dai vari programmi europei – Servizio volontario europeo, Programma Erasmus+, Servizio civile nazionale italiano all’estero, Service civique francese, Eu Aid volonteers, etc. – con impegni diversi in contesti di cittadinanza attiva, impegno sociale, inclusione, in Europa e nel mondo. Volontario del Sud, la categoria inserita nella rosa dei premi lo scorso anno, che grazie alla candidatura proposta dalle associazioni rappresentanti si rivolge all’impegno dei tanti immigrati che dall’Italia, con progetti di co-sviluppo, si adoperano alla crescita del proprio Paese di origine oppure a quello reso alla propria terra dai cittadini di altri Paesi. Per tutte le categorie, il criterio preferenziale di selezione sarà l’impegno nell’ambito di interventi tesi a promuovere lo sviluppo umano integrale, secondo lo spirito tracciato 50 anni orsono dall’Enciclica di Paolo VI “Popolorum Progressio”, riconfermata e ampliata dalla “Laudato Si’”.

“Come già nella scorsa edizione – sottolinea Gianfranco Cattai, presidente Focsiv – il premio volge il suo sguardo all’importanza del contributo che i cittadini immigrati a favore dei processi di crescita della società civile e del proprio Paese, grazie soprattutto alla dedizione personale, a volte anche con molti rischi che li portano, in alcuni casi, ad operare in clandestinità”. Per candidarsi in una delle categorie si potrà scaricare il Regolamento dal sito e inviare la domanda entro il 25 agosto, allegando brevi video di presentazione, realizzati con la propria organizzazione di appartenenza. Nella seconda fase del concorso questi video potranno essere votati online.

Papa Francesco: p. Fares (“La Civiltà Cattolica”), “l’unione tra cattolici e pentecostali si farà camminando insieme”

Agensir.it - Thu, 2017-06-22 10:09

Per Papa Francesco, “l’unione tra cattolici e pentecostali si farà camminando insieme”. Lo afferma padre Diego Fares in un intervento pubblicato sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”. Per il gesuita, “non si tratta una formula qualsiasi”. “Il Papa – spiega Fares – la esprime dopo che lui stesso è andato a visitare la comunità di Caserta e la casa del pastore Traettino e di sua moglie Franca”. “Sono stati incontri ‘in cammino’, nel senso che non c’è stato nessun protocollo, e il dialogo è proceduto man mano che la giornata andava avanti, in modo familiare”. Secondo Fares, per il Papa “è altrettanto importante evitare l’altra tentazione, quella di ‘girare attorno’”. “Il discernimento di Francesco – osserva – è chiaro: divisione e discussioni contraddistinguono una Chiesa che è statica o che gira attorno a se stessa. E questo vale sia per le grandi divisioni, come sono stati tutti i grandi scismi, sia per le divisioni interne a tutti i livelli”. Per il gesuita, “un altro tema su cui il Papa insiste è l’importanza della diversità”. Richiamando l’“unità del poliedro che lo Spirito costruisce”, Fares sottolinea “come Francesco abbia enunciato chiaramente che il problema non è il pluralismo, ma l’uniformità della sfera, del pensiero unico”.

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